Il congedo di paternità alternativo permette al padre lavoratore (dipendente o autonomo) di astenersi dal lavoro beneficiando delle stesse tutele e della stessa durata che sarebbero spettate alla madre.
Spetta per la nascita del figlio ed è previsto anche in caso di adozione o affidamento di minori, ma solo al verificarsi di determinate condizioni. Inoltre, la durata coincide con il periodo di congedo di maternità non ancora fruito dalla madre.
In questa guida chiara e aggiornata al 2026 vi spieghiamo cos’è, qual è la sua durata effettiva, quando può essere richiesto dal padre in alternativa alla madre e qual è la differenza con il congedo obbligatorio.
Indice:
COS’È IL CONGEDO DI PATERNITÀ ALTERNATIVO
Il congedo di paternità alternativo è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto al padre lavoratore in sostituzione del congedo di maternità della madre, ma solo in situazioni particolari previste dalla legge. È disciplinato dal Testo Unico maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001).
Il periodo è coperto da contribuzione figurativa, quindi vale anche ai fini pensionistici, ed è indennizzato.
QUANDO IL PADRE PUÒ USUFRUIRNE
Il padre può usufruire del congedo di paternità alternativo esclusivamente in sostituzione della madre quando quest’ultima si trova nell’impossibilità di godere del proprio congedo di maternità.
Il diritto per il padre scatta in caso di:
- morte della madre;
- grave infermità della madre, che deve essere certificata e tale da impedire la cura del neonato;
- abbandono del figlio, qualora la madre lasci il figlio (accertato tramite dichiarazione di responsabilità o provvedimento giudiziario);
- affidamento esclusivo, se il giudice assegna la potestà e la cura del minore al solo padre.
DURATA CONGEDO PATERNITÀ ALTERNATIVO
Il diritto decorre dal momento in cui si verifica l’evento (morte, infermità, abbandono, affidamento esclusivo) e dura per tutto il periodo di maternità non ancora utilizzato dalla madre. Se l’evento avviene al momento del parto, il padre ha diritto a 5 mesi di congedo (o al periodo di maternità post-partum scelto dalla madre, ad esempio 1 mese prima e 4 dopo, o tutti i 5 mesi dopo).
Se l’evento avviene quando la madre ha già iniziato il congedo, il padre percepisce solo i giorni rimanenti fino al termine del periodo previsto.
CHE DIFFERENZA C’È TRA CONGEDO PARENTALE E PATERNITÀ
È importante non confondere il congedo di paternità alternativo con il congedo di paternità obbligatorio che consiste nei 10 giorni di congedo a cui hanno diritto tutti i padri lavoratori dipendenti, che a sua volta di distingue dal congedo parentale.
In particolare:
- il congedo di paternità è un diritto autonomo e non dipende da cosa fa la madre. Non è facoltativo ma obbligatorio, è pagato al 100% dello stipendio e serve a garantire la presenza del padre nei primi giorni di vita. Il lavoratore ha diritto ad astenersi dal lavoro per un totale di 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto plurimo), tra i 2 mesi precedenti e i 5 mesi successivi alla nascita. Il datore di lavoro non può rifiutarlo;
- il congedo di paternità alternativo è una misura di sostituzione. Scatta solo se la madre non può usufruire della sua maternità in casi tragici o gravi (morte, grave infermità, abbandono della madre o affidamento esclusivo al padre). Dura per tutto il periodo di maternità che la madre non ha potuto usare (circa 5 mesi totali) ed è pagato all’80% dello stipendio;
- il congedo parentale è un periodo di astensione volontaria per seguire la crescita del figlio negli anni successivi. Si tratta di una libera scelta che permette al padre di astenersi dal lavoro fino a 6 o 7 mesi (entro un limite di coppia di 10 o 11 mesi) per esigenze familiari. Nel 2026 è utilizzabile fino ai 14 anni del figlio ed è pagato all’80% per i primi 3 mesi (se entro i 6 anni del figlio) e al 30% per i mesi successivi.
COME RICHIEDERE IL CONGEDO DI PATERNITÀ ALTERNATIVO
Gli interessati possono chiedere il congedo di paternità alternativo in una delle seguenti modalità.
- in autonomia, presentando domanda online sul sito web dell’INPS da questa pagina attraverso il servizio online dedicato alla maternità / paternità dopo aver effettuato l’accesso all’area riservata mediante CNS, SPID o CIE;
- rivolgendosi al Contact center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
- con il supporto di enti di patronato e intermediari dell’INPS, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi. In questo caso si viene seguiti da esperti che presenteranno la domanda in nome e per conto del padre.
Chi richiede il congedo di paternità alternativo deve allegare come documenti alla richiesta:
- in caso di morte o grave infermità della madre, la certificazione sanitaria che va presentata in busta chiusa al centro medico legale dell’INPS, allo sportello o a mezzo raccomandata;
- in caso di abbandono del figlio da parte della madre, la compilazione online della dichiarazione di responsabilità che si trova nella procedura telematica;
- in caso di affidamento esclusivo del figlio al padre, gli elementi identificativi del provvedimento indicando l’autorità giudiziaria, la sezione, il tipo e numero di provvedimento, la data di deposito in cancelleria.
Alla domanda vanno allegati anche altri documenti, quali ad esempio:
- l’autorizzazione all’ingresso in Italia del minore straniero in caso di adozione o affidamento rilasciata dalla Commissione per le Adozioni Internazionali o l’attestazione di ingresso in famiglia del minore adottato o affidato;
- copia digitalizzata di documentazione da cui sia possibile ricavare gli elementi identificativi di provvedimenti o atti necessari per la definizione del procedimento.
QUANTO SPETTA
Durante i periodi di congedo di paternità alternativo, il padre ha diritto a percepire un’indennità pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera calcolata sulla base dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo di paternità alternativo. Quindi, solitamente, l’ultimo mese di lavoro precedente il mese di inizio del congedo.
CHI PAGA IL CONGEDO DI PATERNITÀ ALTERNATIVO
L’indennità per il congedo di paternità alternativo nel 2026 è interamente a carico dell’INPS, ma le modalità con cui i soldi arrivano materialmente al padre dipendono dal settore lavorativo e dal tipo di contratto.
Nella maggior parte dei casi, il pagamento non è diretto, ma v tramite il datore di lavoro, in particolare:
- nel settore privato il datore di lavoro anticipa l’importo dell’indennità (pari all’80% della retribuzione) direttamente in busta paga. Successivamente, l’azienda recupera tale somma dall’INPS attraverso il conguaglio dei contributi;
- nel settore pubblico, le amministrazioni pubbliche continuano a corrispondere lo stipendio (spesso al 100% a seconda dei contratti collettivi) e gestiscono internamente la partita economica.
In alcune situazioni specifiche, l’INPS non passa per il datore di lavoro ma versa i soldi direttamente sul conto corrente del padre. Questo accade per:
- lavoratori agricoli (a tempo determinato);
- lavoratori dello spettacolo a tempo determinato o a prestazione;
- lavoratori stagionali;
- disoccupati o sospesi dal lavoro (se il congedo inizia entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto);
- lavoratori autonomi o iscritti alla Gestione Separata: Per queste categorie il pagamento è sempre diretto dall’ente previdenziale.
QUANDO PRESENTARE DOMANDA
Data la natura imprevedibile degli eventi che lo scatenano (morte, infermità, abbandono), la tempistica è immediata. La domanda va inviata subito dopo il verificarsi dell’evento che impedisce alla madre di usufruire del congedo.
DECORRENZA
La decorrenza del congedo di paternità alternativo è immediata.
Il diritto per il padre decorre:
- in caso di morte, dalla data del decesso della madre;
- in caso di grave infermità, dalla data di rilascio del certificato medico che attesta l’impossibilità della madre di prendersi cura del bambino;
- in caso di abbandono, dalla data in cui l’abbandono viene accertato legalmente (o tramite dichiarazione di responsabilità se non vi è ancora un atto giudiziario);
- iin caso di affidamento esclusivo, dalla data di notifica del provvedimento del giudice che assegna il minore al solo padre.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Decreto Legislativo n. 151 del 2001 (Pdf 446 Kb) – Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità.
ALTRI APPROFONDIMENTI E GUIDE UTILI
Per approfondire, vi consigliamo di leggere anche le nostre guide su:
- congedo di paternità;
- congedo parentale;
- maternità obbligatoria;
- assegno di maternità dei Comuni;
- assegno di maternità dello Stato.
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