Assegno Unico per stranieri nel 2026: quali sono i requisiti, quando spetta

Come funziona l’Assegno Unico 2026 per i cittadini stranieri. Ecco requisiti, importi, vademecum per la domanda e le novità

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Nel 2026 è disponibile l’Assegno Unico Universale per i cittadini stranieri residenti in Italia con figli a carico.

Dopo anni di esclusioni ingiustificate, anche i titolari di permesso per attesa occupazione sono stati finalmente riconosciuti come beneficiari.

La normativa oggi valida in Italia è stata infatti adeguata alle direttive europee e anche gli importi sono stati rivisti per adeguare gli assegni al costo della vita. 

Vediamo nel dettaglio come funziona, chi ne ha diritto e quali le novità nel 2026.

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COME FUNZIONA L’ASSEGNO UNICO PER STRANIERI

L’Assegno Unico Universale Figli per stranieri è un contributo economico mensile destinato alle famiglie con figli a carico residenti in Italia.

L’importo, che varia in base all’ISEE, può arrivare fino a 203 euro al mese per figlio, a cui vanno aggiunte le maggiorazioni per l’assegno unico figli, generalmente riconosciute. La misura è disciplinata dal Decreto Legislativo n. 230 del 21 Dicembre 2021, ma nel tempo ha subito diverse modifiche.

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REQUISITI GENERALI

L’Assegno Unico e Universale per il 2026 prevede una struttura di requisiti che distingue tra criteri generali (validi per tutti) e criteri specifici legati alla regolarità del soggiorno per i cittadini non comunitari.

Nel dettaglio, l’Assegno viene riconosciuto a ogni richiedente soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia (IRPEF), indipendentemente dalla nazionalità per ogni figlio minorenne (dal settimo mese di gravidanza) e per i figli maggiorenni fino a 21 anni, a condizione che studino, siano disoccupati in cerca di lavoro, svolgano il Servizio Civile o abbiano un reddito annuo inferiore a 8.000 euro. Per i figli con disabilità, non vi sono limiti di età e valgono le regole dell’assegno unico per figli disabili.

Inoltre, per presentare domanda è necessario avere la residenza e il domicilio in Italia insieme ai figli a carico e un ISEE aggiornato e valido (in caso contrario, senza DSU, scatta l’importo minimo).

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REQUISITI RESIDENZA

A seguito dell’allineamento alle direttive europee, con la Legge n. 50/2026 (che ha recepito le osservazioni della Commissione Europea), il requisito della residenza biennale in Italia è stato superato per i lavoratori UE ed è stata introdotta la possibilità di includere nel computo dell’assegno anche i figli a carico residenti in altri Paesi dell’Unione Europea, qualora il genitore lavori e sia soggetto all’imposta sul reddito in Italia.

Nel 2026, quindi, per accedere alla misura, il richiedente straniero deve possedere uno dei seguenti titoli:

  • avere cittadinanza UE o essere familiari di cittadini UE;

  • essere in possesso di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo o permesso unico di lavoro (che autorizzazione a lavorare per un periodo superiore a 6 mesi) oppure anche di permesso per ricerca (autorizzazione a soggiornare per un periodo superiore a 6 mesi). Valgono anche altre categorie di permesso per motivi di lavoro autonomo, la Carta Blu (lavoratori altamente qualificati);

  • essere titolare di protezione internazionale (status di rifugiato o protezione sussidiaria), protezione speciale, temporanea o trovarsi in una condizione di ricongiungimento familiare.

Non è più obbligatorio risiedere in Italia da almeno due anni. È sufficiente avere la residenza, il domicilio o un contratto di lavoro (determinato di almeno 6 mesi o indeterminato) al momento della domanda.

L’assegno spetta ora anche per i figli residenti in un altro Stato membro dell’Unione Europea, a patto che siano fiscalmente a carico del genitore che lavora e paga le tasse in Italia. Anche i lavoratori comunitari che non risiedono in Italia (come i frontalieri) possono richiedere l’assegno se versano i contributi previdenziali in Italia.

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IMPORTI

L’importo dell’Assegno Unico non differisce in base alla nazionalità, ma viene determinato esclusivamente dal valore ISEE del nucleo familiare e dal numero di figli. Nel 2026, i valori sono stati adeguati all’inflazione e rivalutati dell’1,4%, in base al nuovi indice dei prezzi Istat.

Per le famiglie con un ISEE fino a 17.468,51 euro, spetta l’importo massimo, che per il 2026 è pari a 203,80 euro mensili per ogni figlio minorenne.

Al crescere del reddito, l’assegno diminuisce progressivamente. Per i nuclei con un ISEE superiore a 46.582,71 euro, o per chi sceglie di non presentare la DSU, spetta l’importo minimo garantito, pari a 58,30 euro mensili per figlio.

Per i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, l’importo oscilla tra un massimo di 96,00 euro (per ISEE minimi) e un minimo di 29,15 euro (per ISEE massimi). In caso di figli con disabilità, l’importo base viene erogato senza limiti di età e integrato da specifiche maggiorazioni forfettarie in base al grado di non autosufficienza o gravità della condizione.

MAGGIORAZIONI SPETTANTI

Oltre alla quota base, l’importo finale può aumentare grazie a specifiche maggiorazioni pensate per sostenere le diverse esigenze familiari e confermate dalla Legge di Bilancio 2026.

Nel dettaglio, l’assegno viene incrementato:

  • del 50% per tutto il primo anno di vita per ogni figlio nato a partire dal 1° gennaio 2026;

  • fino a 85 euro aggiuntivi al mese a partire dal terzo figlio in poi;

  • di quota extra per ogni figlio minorenne pari a 32 euro mensili, qualora entrambi i genitori siano titolari di un reddito da lavoro ma con un ISEE basso.

Per conoscere nel dettaglio quando spettano, vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento sulle maggiorazioni Assegno Unico. Sono poi riconosciuti specifici aumenti in caso di figli con disabilità, che invece potete consultare nel dettaglio in questa guida.

COME RICHIEDERLO

È possibile presentare domanda per l’Assegno unico per gli stranieri attraverso i seguenti canali:


  • Contact Center Integrato INPS, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);

  • Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi;

  • app INPS Mobile.

In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio come fare, quali step seguire e quali documenti servono.

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GUIDA ALL’ASSEGNO UNICO UNIVERSALE FIGLI

Per aiutarvi nel comprendere la normativa e tutte le novità introdotte, potete leggere la guida dettagliata, semplice e chiara, sull’Assegno Unico Universale Figli.

A vostra disposizione mettiamo anche:

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo di consultare l’elenco aggiornato dei bonus famiglia attivi. A vostra disposizione anche la guida sul bonus nido.

Per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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