Assegno Nucleo Familiare e Assegni Familiari nel 2025: a chi spettano, differenze e regole

L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) e gli Assegni Familiari (AF) si distinguono per i destinatari, i requisiti e le modalità di erogazione. Ecco i dettagli

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Tra le misure di sostegno al reddito per le famiglie italiane ci sono l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) e gli Assegni Familiari (AF).

Le due misure, anche per via del nome simile, spesso vengono confuse, ma si tratta di fatto di prestazioni distinte, sia per le regole che per i destinatari.

In questo articolo vi spieghiamo le differenze tra i due sussidi, i requisiti e le modalità di richiesta nel 2025.

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ASSEGNO NUCLEO FAMILIARE E ASSEGNI FAMILIARI, COSA SONO

Nonostante la finalità comune di sostegno al reddito familiare, gli Assegni Familiari (AF) e l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) sono due misure distinte che rispondono a normative specifiche che ne definiscono beneficiari e modalità. Nello specifico:

  • l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica che l’INPS (o in alcuni casi il datore di lavoro) eroga ai lavoratori dipendenti e ai pensionati da lavoro dipendente. L’importo varia in base al reddito familiare e alla composizione del nucleo familiare. L’ANF è disciplinato dalla Legge 13 Maggio 1988, n.153 e, dal Marzo 2022, non è più riconosciuto per i figli, perché sostituito dall’Assegno Unico Universale Figli, ma resta attivo per altri familiari come coniugi, fratelli, sorelle e nipoti;

  • gli Assegni Familiari (AF), invece, sono destinati a specifiche categorie di lavoratori autonomi e pensionati delle gestioni speciali. Vengono corrisposti da INPS per ogni familiare vivente a carico, purché il reddito personale e quello del nucleo non superino i limiti stabiliti dalla legge. Sono disciplinati dal Decreto Legge 13 Marzo 1988, n. 69. Anche gli AF sono stati quasi interamente sostituiti dall’Assegno Unico Universale Figli, ma restano attivi per i nuclei familiari diversi da quelli con figli e orfanili.

Scopriamo insieme le differenze e le regole delle due misure.

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DIFFERENZE E REGOLE

Assegni per il Nucleo Familiare e Assegni Familiari si differenziano in quanto entrambi si basano sul reddito familiare complessivo, ma gli AF considerano anche il reddito personale del familiare a carico ai fini dell’erogazione. Poi, si distinguono per i destinatari della misura. Vediamo i dettagli.

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1) CHI HA DIRITTO ALL’ASSEGNO PER L’ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE

Hanno diritto agli ANF, le seguenti categorie di soggetti:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;

  • lavoratori dipendenti agricoli;

  • lavoratori dipendenti di ditte cessate o fallite;

  • titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente;

  • lavoratori in altre situazioni di pagamento direttoAd esempio, lavoratori in aspettativa sindacale, marittimi sbarcati per infortunio.

Hanno accesso al sussidio esclusivamente i nuclei con familiari diversi da quelli con figli e orfanili, che rispettino i requisiti di reddito indicati annualmente da INPS. Ovvero, parliamo dei nuclei composti da coniugi, fratelli, sorelle e nipoti con un reddito annuo non superiore a limiti specifici, che variano da zero a 74.380,43 euro nel 2025. 

Per l’ANF, infatti, l’INPS considera il reddito complessivo del nucleo familiare. Questo include tutti i redditi percepiti dai componenti, ma con una regola importante. Ossia, almeno il 70% del reddito deve provenire da lavoro dipendente. Se il nucleo familiare non rispetta questa proporzione, l’ANF non può essere riconosciuto.

Infine, anche gli importi 2025 degli ANF cambiano in base ai diversi nuclei familiari e ai livelli di reddito: variano da un minimo di 10,33 euro a 249,96 euro al mese. Tutti gli importi, caso per caso, li trovate in queste tabelle allegate alla Circolare n. 92 del 19-05-2025.

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2) CHI HA DIRITTO AGLI ASSEGNI FAMILIARI

Gli assegni familiari spettano solo a:

  • coltivatori diretti, coloni e mezzadri;

  • piccoli coltivatori diretti;

  • titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

Per aver diritto agli Assegni Familiari, il nucleo familiare può essere così composto:

  • il coniuge o parte di unione civile, purché sia a carico, solo se il richiedente è titolare di pensione a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;

  • fratelli, sorelle e nipoti conviventi a carico. Vale per tutti i minorenni o inabili al lavoro o studenti (fino a 21 anni per gli studenti di scuola media e fino a 26 anni per gli studenti universitari, nei limiti degli anni previsti per il corso di laurea scelto) o lavoratori apprendisti fino a 21 anni di età;

  • gli ascendenti (genitori, nonni, ecc.) ed equiparati a carico, solo se il richiedente è piccolo coltivatore diretto.

Ogni anno l’INPS pubblica in una circolare i limiti di reddito riferiti sia al nucleo, sia ai beneficiari. Cioè, a differenza degli ANF non si guarda solo al reddito del nucleo, ma anche al reddito personale del familiare per cui si richiede l’assegno familiare.

Per il 2025, INPS in queste tabelle ha chiarito che i limiti di reddito annuale per nucleo familiare variano da 18.123,42 euro a 78.539,04 euro. Poi vi è la soglia personale da non superare per essere considerati “a carico”, e quindi aver diritto agli AF. I limiti sono i seguenti:

  • 849,78 euro per il coniuge, un genitore, fratelli, sorelle e nipoti;

  • 1.487,13 euro per due genitori ed equiparati.

Invece, gli importi degli AF sono i seguenti:

  • 8,18 euro mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri per fratelli, sorelle e nipoti;

  • 10,21 euro mensili spettanti ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per coniuge e fratelli, sorelle e nipoti;

  • 1,21 euro mensili spettanti ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.

A chiarirlo è stata INPS nella Circolare n. 50 del 04-03-2025 e in questa tabella allegata.

QUANDO NON SI HA PIÙ DIRITTO AGLI ASSEGNI FAMILIARI

Il diritto a percepire gli Assegni Familiari o l’ANF, a seconda dei casi, cessa quando vengono meno le condizioni che ne avevano consentito la concessione. Ossia, nei casi di:

  • variazione del reddito, cioè se il reddito complessivo del nucleo familiare supera i limiti stabiliti dalla legge e rivalutati annualmente;

  • variazione del nucleo familiare. Ovvero, il diritto cessa se cambia la composizione del nucleo familiare, per esempio per decesso di un familiare a carico o per il superamento dei limiti di età dei figli;

  • decesso del richiedente o del coniuge;

  • perdita dello stato di “familiare a carico”. Ossia, se un familiare a carico supera il limite di reddito mensile personale previsto dalla legge per essere considerato tale;

  • cessazione del rapporto di lavoro.

In tutti i casi di variazioni del reddito o della composizione del nucleo familiare, è obbligatorio presentare un nuovo modello di richiesta per comunicare gli aggiornamenti all’INPS o al datore di lavoro.

ALTRI AIUTI E COME RESTARE AGGIORNATI

Mettiamo a vostra disposizione l’approfondimento sui nuovi livelli di reddito per l’Assegno Nucleo Familiare nel 2025.

Sempre per approfondire, vi consigliamo la guida all’Assegno unico e universale figli. Vi rimandiamo al nostro articolo che riassume tutte le agevolazioni e i bonus per genitori.

A vostra disposizione anche quello sui bonus figli attivi nel 2025. Potrebbe interessare la guida ai bonus INPS legati all’ISEE, nonché l’elenco dei bonus e le agevolazioni per lavoratori, imprese e famiglie.

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Scritto da Valeria Cozzolino - Giornalista, esperta di leggi, politica, Pubblica Amministrazione, previdenza e lavoro.
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