L’assegno unico figli 2026 è il sussidio economico in favore di chi ha figli, dal 7° mese di gravidanza, fino al 21° anno di età.
Quanto spetta dipende dall’ISEE, dall’età dei bambini e dalle condizioni del nucleo familiare (per esempio, se ci sono figli disabili non valgono i limiti di età).
Per il 2026, gli importi hanno subito una rivalutazione dell’1,4% per adeguarli all’inflazione registrata dall’ISTAT.
Per aiutarvi nel comprendere la normativa e tutte le novità introdotte, abbiamo realizzato questa guida dettagliata, semplice e chiara.
COS’È L’ASSEGNO UNICO FIGLI
L’assegno unico e universale è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico che viene attribuito a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al 21º anno di età. L’importo varia in base all’ISEE della famiglia e all’età dei figli a carico.
Introdotto dal Decreto Legislativo n. 230 del 21 Dicembre 2021, è definito “unico” perché unifica e sostituisce una serie di misure a sostegno delle famiglie con figli a carico residenti e domiciliate in Italia.
Nel 2026, chi ha già fatto domanda nel 2025 non deve farne una nuova, ma l’erogazione continua normalmente, come chiarito da INPS nel Messaggio n.15 del 02-01-2024. Ciò, fermo restando che la domanda già trasmessa all’Istituto non si trovi nello stato di decaduta, revocata, rinunciata o respinta.
Ma andiamo per gradi e vediamo quando richiederlo e a chi spetta nel 2025.
COME FUNZIONA L’ASSEGNO UNICO PER FIGLI
La domanda per l’assegno unico figli può essere presentata dal 1° Gennaio di ogni anno, ma ha un periodo di validità di 12 mesi che va da marzo di un anno a febbraio dell’anno successivo.
Quindi:
- per chi presenta la domanda entro la fine di febbraio, l’erogazione dell’Assegno partirà regolarmente dal mese di marzo e includerà tutti i 12 mesi del periodo di competenza (fino a febbraio dell’anno dopo);
- per chi presenta la domanda dal 1° marzo al 30 giugno, l’erogazione dell’Assegno spetta comunque a partire dal mese di marzo, con il pagamento degli arretrati;
- per chi presenta la domanda dopo il 30 giugno, invece, l’Assegno decorre solo dal mese successivo a quello di presentazione della domanda, e perderai le mensilità precedenti a quel mese
La domanda non va presentata ogni anno, ma basta presentarla una volta e elencare tutti i figli per cui si richiede l’assegno. C’è però la possibilità di aggiungerne nuovi nati durante l’anno, per cui l’Assegno viene però riconosciuto a partire dal 7° mese di gravidanza.
Tuttavia, quanto spetta mensilmente con l’assegno viene deciso dall’ISEE, quindi i beneficiari devono ricordarsi di aggiornarlo ogni anno entro marzo tramite la presentazione della DSU. In mancanza di questo adempimento l’Assegno Unico continua a essere erogato ma nel suo importo minimo. Una volta aggiornata la propria situazione, verrà corrisposta la cifra esatta spettante e i relativi arretrati.
Ricordiamo anche che l’AUU:
- non concorre alla formazione del reddito complessivo;
- è compatibile con altre misure in denaro per i figli dalle Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano e dagli Enti locali;
- non è considerato nel calcolo del reddito familiare per trattamenti assistenziali.
COME FARE DOMANDA
È possibile presentare domanda per l’Assegno unico figlI nel 2026 attraverso i seguenti canali:
- portale web INPS, utilizzando l’apposito servizio raggiungibile da questa pagina. Se si è in possesso di SPID di livello 2 o superiore o di una Carta di identità elettronica (CIE) o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS), basterà autenticarsi e seguire la procedura indicata in questa questa guida;
- Contact Center Integrato INPS, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
- Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi;
- app INPS Mobile.
La domanda di Assegno unico universale può essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale. I passaggi ve li spieghiamo nel dettaglio in questa guida.
REQUISITI
L’assegno unico figli spetta, in base specifici requisiti, a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati) e senza limiti di reddito.
In particolare spetta alle famiglie:
- per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, a decorrere dal 7° mese di gravidanza;
- per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, con le condizioni che vi spieghiamo più avanti;
- per ogni figlio con disabilità a carico e senza limiti di età, come vi spieghiamo nella nostra guida dedicata.
Tuttavia, chi vuole chiedere l’assegno unico figli deve essere in possesso dei seguenti requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno. Ovvero, deve essere:
- cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea. Rientrano in questa categoria anche i familiari di un cittadino europeo che vivono in Italia e sono titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. Anche i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione Europea possono accedere all’Assegno, a patto che siano in possesso di titoli di soggiorno;
- soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
- residente e domiciliato in Italia.
Per gli stranieri (cittadini di Stati non membri dell’Unione Europea) è inoltre necessario soddisfare uno dei seguenti requisiti:
- essere residente in Italia da almeno due anni (anche se i periodi non sono stati consecutivi);
- essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure a tempo determinato con una durata prevista di almeno sei mesi (semestrale). A tal proposito, però, bisogna fare una precisazione. A Febbraio 2025 la Corte di Cassazione ha “bocciato” questo requisito, prevedendo che l’Assegno venisse erogato a chi è titolare di permesso anche se in “attesa occupazione”. In questa categoria, quindi, rientrano tutte persone ex lavoratori e/o momentaneamente disoccupati/e. L’INPS, però, non ha ancora emesso una circolare ufficiale per correggere la normativa e integrarla in questo senso. Come funziona, ve lo spieghiamo meglio in questa guida.
IMPORTI E ISEE
Come specificato dall’INPS con la circolare INPS numero 7 del 30 gennaio 2026, gli importi nel 2026 sono stati adeguati al costo della vita, calcolato dall’ISTAT in una variazione del +1,4%. Quanto spetta dipende dalla situazione reddituale, da come è composto il nucleo familiare e dalla presenza o meno di figli minori e/o con disabilità a carico.
In generale:
- per un figlio minorenne, la cifra oscilla tra un massimo di circa 203,80 euro al mese (per chi ha un ISEE fino a 17.468,51 euro) e un minimo di 58,30 euro al mese, che spetta a chi supera la soglia ISEE di 46.582,71 euro o non presenta affatto la Dichiarazione Sostitutiva Unica;
- se il figlio è maggiorenne (fino a 21 anni e in possesso dei requisiti di studio o lavoro a basso reddito), l’importo è ridotto e va da un massimo di 99,10 euro a un minimo di 29,10 euro mensili.
Per conoscere la tua cifra esatta, l’INPS mette a disposizione il Fascicolo Previdenziale del Cittadino, accedendo con SPID, CIE o CNS; sul portale – da questa pagina – si può consultare nel dettaglio ogni mensilità spettante. Sul sito è inoltre presente un simulatore che permette di inserire l’ISEE e la composizione del nucleo per ottenere una stima dell’importo.
MAGGIORAZIONI
Oltre alla quota base, il sistema prevede dei “bonus” aggiuntivi che rendono l’assegno più corposo per situazioni specifiche. Tra le maggiorazioni riconosciute, ci sono quelle per:
- i nuovi nati (bambini sotto l’anno di vita), l’importo base viene aumentato del 50%. Questa stessa maggiorazione spetta anche per i figli tra 1 e 3 anni nei nuclei con almeno tre figli, purché l’ISEE non superi i 46.582,71 euro;
- le famiglie con almeno quattro figli a carico, il sistema riconosce un ulteriore supporto sotto forma di maggiorazione forfettaria. In questo caso, viene erogato un importo fisso di 150 euro complessivi al mese per l’intero nucleo familiare, che si somma alle quote spettanti per i singoli figli;
- i cai in cui entrambi i genitori percepiscano un reddito da lavoro, è prevista una quota aggiuntiva per ciascun figlio. Questa maggiorazione può arrivare fino a circa 34,10 euro per figlio, ma l’importo non è fisso: è massimo per le fasce ISEE più basse e decresce progressivamente fino ad annullarsi per i redditi più elevati;
- i figli con disabilità, sono previste maggiorazioni che variano in base alla gravità della condizione accertata. L’integrazione mensile parte da circa 96,90 euro per la disabilità media, sale a 108,20 euro per la disabilità grave e raggiunge il valore massimo di circa 119,60 euro in caso di non autosufficienza.
ASSEGNO UNICO FIGLI MAGGIORENNI
L’Assegno Unico per ciascun figlio maggiorenne a carico viene riconosciuto fino al compimento dei 21 anni, nei casi in cui il figlio si trovi in una delle seguenti condizioni:
- frequenti un corso di formazione scolastica o professionale;
- frequenti un corso di laurea, infatti spesso di parla di “assegno unico universitari”;
- frequenti o sia iscritto a:
– licei, istituti tecnici, istituti professionali di durata quinquennale per il conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore;
– percorsi di Formazione Professionale Regionale (Centri di Formazione Professionale), a cui si accede dopo la scuola media e che normalmente ha una durata di 3 o 4 anni finalizzata a ottenere una Qualifica professionale ovvero, dopo il quarto anno, il Diploma professionale di tecnico;
– percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblici che privati, a cui normalmente si accede se in possesso di diploma di scuola superiore, aventi durata annuale e con cui si consegue una specializzazione professionale di 4° livello EQF ;
– Istituti Tecnici Superiori (ITS), di durata biennale o triennale, cui normalmente si accede con il diploma di scuola secondaria, conseguendo al termine del percorso una qualifica di “Tecnico superiore” di 5º livello EQF;
– corso di laurea riconosciuto dall’ordinamento.
COME E QUANDO AVVIENE IL PAGAMENTO
Il pagamento dell’Assegno Unico viene effettuato il mese successivo a quello di presentazione della domanda. Ferma restando la decorrenza, l’INPS assicura di provvedere al riconoscimento dell’assegno entro 60 giorni dalla domanda.
Le modalità di pagamento sono le seguenti:
- accredito su conto corrente bancario, conto corrente postale, carta di credito o di debito dotata di codice IBAN, libretto di risparmio dotato di codice IBAN;
- consegna di contante presso uno degli sportelli postali del territorio italiano.
Viene erogato sul conto corrente di entrambi i genitori in pari misura o, previo accordo degli stessi, su un unico conto corrente, la scelta viene fatta in fase di presentazione della domanda. In caso di affidamento esclusivo l’assegno spetta, in mancanza di diverso accordo, al genitore affidatario.
QUANDO DECADE L’ASSEGNO UNICO PER I FIGLI
L’Assegno Unico decade:
- quando il figlio compie 21 anni, salvo situazioni particolari come una disabilità certificata;
- se il figlio maggiorenne non risulta più fiscalmente a carico;
- in caso di eventuali variazioni della composizione del nucleo familiare che non permettono più di soddisfare i requisiti per l’assegno.
Attraverso lo stessa pagina INPS con cui si è fatto richiesta si può procedere e verificare lo status della domanda AUU. Vengono segnalati anche i casi di blocco o anomalie/incompletezze, nonché i pagamenti. Eventualmente tramite lo stesso procedimento si può modificare laddove ci sono errori o mancanze.
RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI
- Decreto Legislativo 21 Dicembre 2021, n. 230;
- Circolare INPS n. 33 del 4 febbraio 2025;
- Circolare numero 7 del 30-01-2026.
INTERESSANTI APPROFONDIMENTI CORRELATI
Ecco le altre guide correlate che vi consigliamo di leggere:
A vostra disposizione anche:
- Il calendario pagamenti dell’Assegno Unico.
- L’articolo con gli importi Assegno Unico nel 2026.
- Domanda Assegno Unico Figli, come fare.
- Come funziona l’Assegno Unico per figli maggiorenni.
- Gli aumenti Assegno Unico per figli con disabilità e la guida specifica sull’Assegno Unico per figli disabili.
- Quando spetta di Assegno Unico ai genitori separati e divorziati.
- Quali sono gli aumenti sull’Assegno Unico previsti per i figli orfani di un genitore.
- A chi spettano e quando arrivano gli arretrati Assegno Unico.
- Qual è il nuovo ISEE per l’Assegno Unico nel 2026.
- Come funziona l’Assegno Unico senza ISEE.
- Qual è l’importo minimo dell’Assegno Unico nel 2026.
- Come cambiano e quali sono le maggiorazioni Assegno Unico.
- Assegno unico decaduto, cosa fare e come recuperare gli arretrati.
ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
Vi consigliamo di consultare l’elenco aggiornato dei bonus famiglia attivi. A vostra disposizione anche la guida sul bonus nido.
Per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.
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Ciao, ho partorito il 27 di maggio, la domanda ho fatto il 22 di giugno.
La mia domanda sarebbe: i soldi mi appartengono dal 7mese di gravidanza fino ora, o solo per un mese prendero?
Per i nuovi nati l’assegno decorre dal settimo mese di gravidanza. La domanda deve essere presentata dopo la nascita, dopo che è stato attribuito il codice fiscale al minore. Con la prima mensilità di assegno verranno pagati gli arretrati a partire dal settimo mese di gravidanza.
Scrivo questo commento per dirvi grazie, questa è la guida migliore che ho letto, sono riuscito a fare tutto seguendo le indicazioni. Questo sito è il migliore complimenti
ciao… ho una domanda.. puoi rispondere per favore.. mio figlio è nato il 16/08/2022 e fa domanda per l’assegno unico nel gennaio 2023 dopo più di 120 giorni dopo.. quindi posso ricevere l’assegno da sette mesi in gravidanza ..grazie
scusa ma non si capisce molto la tua domanda..
Buongiorno posso accreditare l’assegno unico sull’ Iban intestato a mia figlia maggiorene anche se il richiedente alla domanda sono io ?
Grazie
penso proprio di si, comuqnue se vuoi toglierti il dubbio puoi provare a chiamare il contact center INPS e porre la domanda a loro
Buongiorno, vorrei sottoporre un caso: una bimba è nata il 29/10/2022 e per svariate vicissitudini i genitori non hanno ancora richiesto l’assegno unico. Ci sono dei termini per la presentazione della domanda senza penalizzazioni? Grazie.
No, il punto è che non è retroattivo, quidni non avendolo fatto prima ha perso i mesi precedenti
BUONGIORNO. HO TRE FIGLI DI CUI UNO IN DATA 26.10 E’ DIVENTATO MAGGIORENNE ED AUTOMANTICAMENTE L’IMPORTO DELL’ASSEGNO UNICO E’ STATO DECURTATO. AI PRIMI DI NOVEMBRE HO COMPILATO LA DOMANDA INTEGRATIVA PER RIMETTERE IN GIOCO IL TERZO FIGLIO. LA DOMANDA E’ STATA ACCETTATA MA PER ORA NON HO ANCORA RICEVUTO BONIFICO DALL’INPS
COSA DEVO FARE?
GRAZIE
Ho ricevuto l’Assegno Unico per mio figlio fino al suo compimento in agosto dei 18 anni. Ora non arriva più anche se lui è ancora studente e non ha mai lavorato. Ho riprovato a fare la domanda all’INPS, ma risulta già inserita. Perché l’INPS non lo versa più ? Grazie
Probabilmente stanno ancora lavorando la pratica perchè visto che suo figlio ha compiuto 18 anni stanno esaminando i nuovi requisiti (frequenza di un corso di studi). Forse deve aspettare un altro po’ e dovrebbe ricevere tutti gli assegni con gli arretrati. Le consiglio comunque di chiamare il numero verde INPS.
Mio figlio ha 17 anni ha cominciato a lavorare come tirocinante , ho diritto
ancora all’assegnoo universale visto che è ancora minorenne ?
sì penso di sì perchè se riceve un rimborso spese non si tratterebbe di reddito da lavoro e rimarrebbe a tuo carico
Mio figlio ha percepito l’assegno unico fino al mese di giugno
A luglio ha lavorato come animatore turistico fino al 4 settembre
Adesso gli è arrivato un messaggio dall’Inps nel quale è scritto che la sua domanda di assegno unico è decaduta
Perche ? Forse per questi 2 mesi in cui ha lavorato?
Cosa posso fare?
Può rifare la domanda?
Grazie
Forse si, deve provare a chiamare il call center INPS, così guardano nel dettaglio la situazione personale e le sanno dire di preciso il motivo.
Buonasera, pongo un quesito.
Un figlio di anni 20, si sposa, cambia residenza e fa nucleo familiare con il coniuge, studia; puo’ richiedere l’assegno unico per se stesso direttamente all’inps?
No, se si sposa vuol dire che crea un nuovo nucleo familiare, quindi no. Però se non ha soldi per mantenersi può chiedere il reddito di cittadinanza, o valutare se sono disponibili altri sussidi
Buongiorno…vorrei fare una domanda ho tre figli e l’assegno unico mi è sta arrivando con i giorni diversi presempio all 1 luglio mi è arriva un asegno unico e 6 luglio un altra ….così funziona perché è la prima volta che lo prendo grazie
La cosa importante è che arrivi, i giorni del pagamento dipendono dall’INPS.
MIA FIGLIA COMPIRA’ 21 ANNI IL 10 LUGLIO, L’ASSEGNO MI SPETTERA’ X L’INTERO MESE?
DAL MESE DI AGOSTO POTRO’ CHIEDERE LE DETRAZIONI, VISTO CHE NON HANNO REDDITO?
Mio fratello è il mio amministratore di sostegno. Può richiedere l’assegno unico universale all’Inps? Se si, in che modo? Grazie
seguendo la procedura prevista dall’inps
Mio figlio ha 18anni non è a carico mio può fare la domanda per l’assegno unico? Perché non riusciamo a capire ?
Mia figlia compirà 21anni il 23/10/22, devo provvedere io alla sospensione dell’assegno unico figli?
Sino a febbraio percepivo l’assegno nucleo familiare comprensivo dell’importo per invalidità di mia moglie, ora non vedo la possibilità di continuare in questa direzione perché non prevista in sede di domanda.