Assegno Unico e Bonus Nido estesi ai cittadini extracomunitari: cosa cambia

Assegno Unico e Bonus Nido estesi ai cittadini extracomunitari in attesa di occupazione: l’INPS ha comunicato una revisione delle disposizioni

Aiuti, cittadini extracomunitari, famiglie extracomunitarie
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Sia l’Assegno Unico che il Bonus Nido verranno riconosciuti ai cittadini extracomunitari. 

L’INPS, a seguito di una recente evoluzione giurisprudenziale, ha comunicato la revisione delle disposizioni, confermando l’ampliamento della platea dei beneficiari delle due misure per il sostegno alla genitorialità.

La novità non riguarda però tutti, ma i titolari di permesso di soggiorno per attesa occupazione.

In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio cosa cambia e come funziona. 

ASSEGNO UNICO E BONUS NIDO ESTESI AI CITTADINI EXTRACOMUNITARI: LE SENTENZE

Alla base del cambiamento vi sono le decisioni dei tribunali di Trento, Torino e Monza, che hanno dichiarato illegittima l’esclusione dall’accesso alle prestazioni familiari dei titolari del permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Secondo i giudici, tale esclusione costituiva una forma di discriminazione, in contrasto con i principi di parità di trattamento e con la normativa sovranazionale e costituzionale in materia di diritti sociali.

Le sentenze hanno imposto quindi all’Istituto di:

  • modificare le proprie circolari interne;
  • riesaminare tutti i provvedimenti di rigetto già adottati,;
  • adeguare le procedure per le nuove domande.

Questo ha prodotto un effetto diretto sulle modalità di accesso all’Assegno Unico e al Bonus Nido.

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COSA CAMBIA

Da ora in avanti, le nuove richieste di Assegno Unico e Bonus Nido presentate da cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno per attesa occupazione saranno accettate, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa (ISEE, residenza, carichi familiari, condizioni del minore, ecc.). Il titolo di soggiorno non rappresenta più un motivo automatico di esclusione dall’accesso alle prestazioni.

Con il messaggio INPS n. 205 del 22 gennaio 2026, l’INPS ha chiarito anche che le domande già inviate verranno riesaminate d’ufficio dagli uffici competenti. Quelle respinte invece potranno essere oggetto di una richiesta di revisione da parte dell’interessato. I precedenti rigetti non sono più definitivi e possono essere superati alla luce delle nuove disposizioni.

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PAGAMENTI SÌ, MA CON RISERVA

La nuova disciplina riguarda la modalità di erogazione delle prestazioni, che saranno garantite ma – come ha specificato l’INPS – saranno liquidate con riserva di ripetizione. Significa che gli importi verranno erogati, ma in via provvisoria, in attesa dell’esito definitivo dei giudizi pendenti in Cassazione e di eventuali evoluzioni normative future.

Se il quadro giuridico dovesse cambiare in senso contrario, l’Istituto potrebbe teoricamente richiedere la restituzione delle somme erogate.

GUIDA ALL’ASSEGNO UNICO E AL BONUS NIDO

Per conoscere nel dettaglio come funzionano le prestazioni e quali sono i requisiti di reddito e le condizioni per accedervi, mettiamo a vostra disposizione:

Entrambe sono aggiornate alle regole e novità del 2026.

ALTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI 

Vi consigliamo di consultare l’elenco aggiornato dei bonus per la famiglia attivi. A vostra disposizione anche l’articolo che spiega come funziona la Carta Nuovi Nati che possono richiedere i genitori.

Per conoscere tutte le agevolazioni e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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