A partire da Gennaio 2026, l’indennità di accompagnamento aumenta del +1,4%, grazie alla perequazione automatica annuale.
La prestazione è riconosciuta agli invalidi civili totali, ossia coloro che necessitano di assistenza continua per compiere le attività quotidiane o per deambulare autonomamente.
Per il 2026, gli importi sono stati aggiornati e rivalutati in base all’inflazione.
In questo articolo analizziamo nel dettaglio come vengono ricalcolati gli assegni e quali sono le cifre previste per il prossimo anno.
VIA ALL’AUMENTO INDENNITÀ ACCOMPAGNAMENTO NEL 2026
L’INPS con la Circolare n. 153 del 2025 ha confermato che dal 1° Gennaio 2026 l’aumento dell’indennità di accompagnamento. Scatta, infatti, la rivalutazione per le prestazioni assistenziali, prevista dal decreto ministeriale.
Il processo di rivalutazione pensioni avviene annualmente per adeguare gli assegni all’indice dei prezzi rilevato dall’ISTAT nell’anno precedente. Il tasso di aumento è del +1,4%, ma è al momento provvisorio, in attesa dei dati definitivi.
Intanto, scopriamo insieme cosa cambia e quali sono gli aumenti dal 1° Gennaio.
COSA CAMBIA DAL 2026 E QUALI SONO I NUOVI IMPORTI
Dal 2026 l’indennità di accompagnamento cambia nel suo valore, subendo un aumento di +7,59 euro al mese. Passa cioè dai 542,02 euro del 2025 a 549,61 euro nel 2026.
Ricordiamo che questa prestazione economica, gestita dall’INPS su richiesta degli interessati, viene erogata indipendentemente dal reddito personale annuo e dall’età.
Scopriamo a chi spetta.
QUALI SONO I REQUISITI PER AVERE L’ASSEGNO DI ACCOMPAGNAMENTO
L’indennità è riconosciuta a chi è in possesso dei seguenti requisiti:
- riconoscimento dell’inabilità totale e permanente (al 100%), con la procedura spiegata in questa guida;
- riconoscimento dell’impossibilità a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
- riconoscimento dell’impossibilità a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;
- residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;
- cittadinanza italiana. Oppure, per i cittadini stranieri comunitari, è necessaria l’iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza. Invece, per i cittadini stranieri extracomunitari serve il permesso di soggiorno di almeno un anno.
Inoltre:
- nel caso di minori che percepiscono l’indennità di accompagnamento, una volta raggiunta la maggiore età, ottengono automaticamente anche la pensione di inabilità, riservata ai soggetti totalmente inabili. Questo avviene senza la necessità di sottoporsi nuovamente a un accertamento sanitario;
- al compimento del 18° anno di età, è obbligatorio inviare all’INPS il modello AP70 (Pdf 1,2 Mb), attraverso il quale si autocertificano i requisiti socioeconomici richiesti per la continuazione del beneficio;
- la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 28212 del 23 Ottobre 2025, ha chiarito che il diritto all’indennità non dipende più solo dalla totale incapacità fisica di muoversi (necessità di essere fisicamente sorretto), ma anche dall’impossibilità di spostarsi in modo autonomo e sicuro senza la costante presenza di un accompagnatore, pronto a intervenire in qualsiasi momento. Di conseguenza, il quadro clinico che evidenzia un “elevato rischio di cadute” e la necessità di “supervisione in tutti gli spostamenti” è ora considerato sufficiente a integrare l’esigenza di aiuto permanente.
GUIDA ALL’INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO
In questo articolo vi spieghiamo a chi spetta, come richiederla e quali sono le novità sull’indennità di accompagnamento.
Mettiamo a vostra disposizione anche l’articolo con l’elenco aggiornato di tutte le agevolazioni fiscali per gli invalidi. Vi invitiamo, inoltre, ad approfondire come funzionano il bonus grandi invalidi e l’assegno ordinario di invalidità prima della pensione.
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Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.
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