Congedo di 24 mesi per patologie gravi: chi ne ha diritto e quali sono le novità 2026

Ecco cos’è e come funziona il congedo di 24 mesi introdotto per tutelare i lavoratori dipendenti affetti da patologie gravi e invalidanti

malati oncologici

I lavoratori dipendenti che devono affrontare patologie oncologiche, croniche e invalidanti nel 2026 hanno diritto a un congedo straordinario di 24 mesi.

Il quadro normativo relativo ai congedi per patologie gravi ha subito importanti aggiornamenti con l’entrata in vigore della Legge 106, le cui disposizioni principali sono diventate pienamente operative dal 1° gennaio 2026.

Di seguito sono riportati i dettagli su chi può accedere a queste tutele e le principali novità introdotte.

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COS’È IL CONGEDO DI 24 MESI PER PATOLOGIE GRAVI

Il congedo di 24 mesi per patologie gravi è un nuovo diritto introdotto dalla Legge 106 per tutelare i lavoratori affetti da malattie oncologiche, croniche o invalidanti.

Questo congedo permette ai lavoratori di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di 2 anni, durante il quale potranno affrontare cure mediche, esami e altre necessità legate alla gestione della malattia, mantenendo il posto di lavoro.

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CHI HA DIRITTO AI 2 ANNI DI CONGEDO STRAORDINARIO

La misura spetta ai lavoratori dipendenti pubblici e privati affetti da tumori, malattie croniche o invalidanti (anche rare) con un’invalidità pari o superiore al 74% possono chiedere fino a 24 mesi di congedo.

Per gli autonomi, invece, non esiste un congedo simile, ma il nuovo DDL prevede l’estensione del periodo di sospensione delle attività. In caso di malattie gravi, potranno interrompere il lavoro fino a 300 giorni all’anno, il doppio rispetto ai 150 giorni concessi finora.

Durante questo periodo, non ci saranno penalizzazioni fiscali o previdenziali. Potranno sospendere il pagamento dei contributi e riprendere i versamenti entro due anni dalla fine della malattia.

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QUALI SONO LE NOVITÀ PER IL CONGEDO PER LE CURE INVALIDANTI NEL 2026

Quello che cambia, sostanzialmente, è che i lavoratori affetti da patologie gravi come malattie oncologiche, croniche o invalidanti avranno il diritto a un periodo maggiore di congedo rispetto ai 18 mesi previsti dalla normativa vigente. 

Durante l’assenza, il lavoratore inoltre:

  • ha il diritto alla conservazione del posto di lavoro e non può essere licenziato per superamento del periodo di comporto relativo a questo arco temporale;

  • non può svolgere alcuna attività lavorativa;

  • il periodo non è computato ai fini dell’anzianità di servizio né ai fini pensionistici, ma resta ferma la possibilità di riscatto tramite contribuzione volontaria
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COME RICHIEDERLO

Il primo passo che il lavoratore deve fare per ottenere il congedo straordinario è rivolgersi a un medico specialista di una struttura pubblica o dal medico di base, che deve trasmettere telematicamente all’INPS il certificato medico introduttivo con il quale attestata esplicitamente la sussistenza della grave patologia o il grado di invalidità necessario (pari o superiore al 74%).

A questo punto:

  • al termine della procedura, il medico rilascia al lavoratore una ricevuta contenente il codice identificativo del certificato;

  • una volta ottenuto il codice dal medico, il lavoratore (o un suo delegato) deve inoltrare la domanda all’INPS accedendo al sito web, da questa pagina, con SPIDCIE o CNS. All’interno del portale, va cercato il servizio “Congedi per gravi patologie e familiari”.

In alternativa è possibile:

  • rivolgersi a un ente di patronato che istruirà la pratica gratuitamente o secondo le tariffe previste;

  • chiamare il Contact Center Integrato INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento secondo il proprio piano tariffario).

Dopo l’invio della domanda, l’INPS effettua i controlli formali e sanitari e comunica l’esito della domanda tramite l’area riservata “MyINPS” e invia una notifica al datore di lavoro. In caso di necessità di visita di revisione, il lavoratore riceve una convocazione presso le commissioni mediche dell’INPS.

Attenzione però, sebbene l’INPS riceva la documentazione, il lavoratore è tenuto a informare formalmente il proprio datore di lavoro e fornire il numero di protocollo della domanda presentata all’INPS.

In questi casi è consigliato l’invio di una comunicazione scritta con allegata copia della richiesta di congedo all’INPS (oscurando i dati sensibili relativi alla diagnosi specifica, nel rispetto della privacy) per permettere all’azienda di pianificare la sostituzione o la riorganizzazione del lavoro.

Il datore di lavoro non può rifiutare la concessione del congedo se sussistono i requisiti sanitari certificati, ma può concordare con il dipendente la frazionabilità del periodo.

COME FUNZIONA

Il congedo può essere utilizzato in maniera continuativa o frazionata, secondo le esigenze personali e terapeutiche. Al termine del congedo, il lavoratore dipendente ha diritto prioritario ad accedere alla modalità di smart working, qualora compatibile con le sue mansioni.

Inoltre, il congedo:

  • può essere utilizzato dopo aver esaurito altri periodi di assenza giustificata già concessi, siano essi retribuiti o meno.

  • si combina con eventuali benefici economici e giuridici già disponibili per il dipendente.

Chiariamo, a tal proposito, che lo stesso DDL riconosce ai dipendenti pubblici e privati affetti da malattie gravi, dal 1° Gennaio 2026, ulteriori 10 ore annue di permessi retribuiti per visite, esami e cure mediche. Sono in aggiunta ai permessi già previsti per i malati oncologici. Ossia, quelli della Legge 104 (2 ore giornaliere o 3 giorni mensili). Il diritto si applica anche ai lavoratori con figli minori che presentano le stesse patologie.

Queste ore saranno indennizzate secondo la normativa prevista per le malattie gravi e nel settore privato l’indennità sarà anticipata dal datore di lavoro e poi recuperata tramite conguaglio con l’ente previdenziale. Nel settore pubblico, invece, è prevista la sostituzione obbligatoria del personale scolastico interessato, con fondi specifici stanziati a partire dal 2026.

Stesso discorso per i permessi riservati ai mutilati e invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%, che hanno diritto fino a 30 giorni annui per le cure, come stabilito dal Decreto Legislativo 119/2011.

AIUTI E AGEVOLAZIONI

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere come funzionano i permessi retribuiti per esami e cure mediche. A vostra disposizione anche la guida alla richiesta dei permessi Legge 104. Potrebbe interessarvi anche quando spetta lo smart working ai lavoratori fragili.

Utile anche l’articolo su come funziona il congedo straordinario con Legge 104 o la nostra guida sull’invalidità civile per capire meglio quali sono le differenze.

ALTRI INTERESSANTI AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo di leggere le nostre guide sull’indennità di accompagnamento e le detrazioni per le spese mediche.

A vostra disposizione anche gli articoli su categorie protette e IVA agevolata l’acquisto di PC, smartphone e tablet con legge 104.

Per conoscere tutte le agevolazioni a favore dei cittadini è possibile visitare la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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