Bonus grandi invalidi nel 2026 da 500 a 1.000 euro: come funziona e a chi spetta

La guida al bonus grandi invalidi da. Ecco come funziona, a chi spetta e come fare per ottenerlo

invalidità, invalidi

Anche nel 2026 è possibile presentare domanda per il bonus grandi invalidi, ovvero l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare o civile per servizio.

Rispetto agli anni passati, la normativa è stata aggiornata dalla Legge di Bilancio 2026, che ha elevato l’importo e reso il beneficio strutturale, eliminando l’incertezza legata ai decreti di riparto annuali.

In questa guida vi spieghiamo come funziona, a chi spetta e cosa cambia dal 2026.

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COS’È IL BONUS GRANDI INVALIDI

Il bonus grandi invalidi è un contributo economico mensile erogato dall’INPS, sostitutivo del servizio di accompagnatore, previsto dall’articolo 1, comma 2, della Legge n. 288/2002. Si rivolge specificamente ai soggetti affetti da gravi infermità (cosiddette “super invalidità”) derivanti da cause di guerra o di servizio.

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CHI HA DIRITTO ALL’ASSEGNO

Il beneficio spetta ai grandi invalidi che hanno richiesto il servizio di accompagnamento senza poterlo ottenere per carenza di volontari o per impossibilità degli enti preposti, ovvero ovvero quando l’ente preposto (l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra – ANMIG) non è riuscito a trovare o assegnare un assistente al richiedente, come previsto dalla legge.

Il beneficio spetta dunque a chi:

  • ha fatto richiesta per avere un accompagnatore fisico;

  • ha ricevuto risposta negativa (o non ha ricevuto risposta) perché non c’erano volontari disponibili.

Le categorie ammesse includono gli invalidi per:

  • cecità bilaterale assoluta e permanente;

  • perdita anatomica o funzionale di quattro arti (fino alla perdita totale di due mani e due piedi);

  • lesioni del sistema nervoso centrale con paralisi totale degli arti e disturbi vescicali/rettali;

  • alterazioni mentali gravi che richiedono trattamenti sanitari obbligatori o vigilanza costante;

  • amputazione delle cosce con impossibilità di applicazione di protesi.
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IMPORTI AGGIORNATI NEL 2026

A decorrere dal 1° gennaio 2026, l’importo dell’assegno è stato rideterminato e aumentato per coprire maggiormente le necessità di assistenza. In particolare, la Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 922-924) ha previsto che spettano:

  • 1.000 euro mensili agli invalidi ascritti alle lettere A e A-bis della Tabella E allegata al DPR n. 915/1978. Tra questi ci sono per esempio gli invalidi con cecità bilaterale assoluta o permanente, chi ha perso l’uso funzionale dei quattro arti (fino alla perdita totale di due mani e due piedi), chi ha lesioni del sistema nervoso centrale con paralisi totale degli arti e disturbi vescicali/rettali o alterazioni mentali gravi che richiedono trattamenti sanitari obbligatori o vigilanza costante;

  • 500 euro mensili: per gli invalidi ascritti alle lettere B (comma 1), C, D ed E (comma 1) della medesima Tabella E. Questa categoria include infermità che, pur essendo considerate “super invalidità”, presentano un grado di autonomia differente rispetto alle prime, come la perdita di ambo gli arti superiori (fino alle mani) o l’amputazione delle cosce con impossibilità di applicazione di protesi e gravi menomazioni fisiche o sensoriali specificate.
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COME RICHIEDERE IL BONUS NEL 2026

Solo coloro che non sono mai stati inseriti nell’elenco dei grandi invalidi dal 2013 al 2025 dovranno presentare una nuova domanda. Per tutti gli altri, l’erogazione del beneficio avviene in automatico.

La Legge di Bilancio 2026 ha infatti eliminato la procedura annuale che richiedeva l’emanazione di un decreto interministeriale per stabilire il numero di assegni. Ora il diritto è strutturale e legato alla sussistenza dei requisiti sanitari.

Nei casi in cui bisogna presentare domanda, il bonus grandi invalidi va richiesto entro il 31 dicembre 2026.

Chi dispone di una casella di posta elettronica certificata può inviare la documentazione direttamente all’indirizzo PEC dcst.dag@pec.mef.gov.it. In alternativa, è possibile optare per la spedizione tradizionale tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno. In questo caso, il plico va indirizzato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, nello specifico alla Direzione dei Servizi del Tesoro (Ufficio VII), sita in via XX Settembre 97, 00187 Roma.

QUANDO VIENE PAGATO

Per chi è già beneficiario, il pagamento avviene mensilmente in via automatica. Per i nuovi richiedenti, il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, previa verifica dei requisiti da parte del MEF.

RIFERIMENTI NORMATIVI

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Potrebbe interessarvi la nostra guida sull’invalidità civile aggiornata e quella sui nuovi importi dell’indennità di accompagnamento.

Vi segnaliamo anche l’articolo dove spieghiamo come presentare domanda di invalidità civile nel 2026.

Inoltre, per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.

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Scritto da Valeria Cozzolino - Giornalista, esperta di leggi, politica, Pubblica Amministrazione, previdenza e lavoro.
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