Bonus 100 euro nel 2025 (ex Bonus Renzi): a chi spetta, requisiti, ISEE

Tutte le informazioni sul bonus 100 euro per i lavoratori dipendenti (ex bonus Renzi): a chi spetta il trattamento integrativo del reddito, come funziona con tutte le novità

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Spetta anche nel 2025 il bonus 100 euro, l’ex bonus Renzi, dedicato ai lavoratori dipendenti.

Il trattamento integrativo, già attivo da diversi anni, viene riconosciuto in busta paga in base a specifiche soglie di reddito.

Grazie a una detrazione IRPEF che dipendete dall’ISEE, si riduce la pressione fiscale sul lavoro dipendente attraverso un contributo economico accreditato direttamente nel cedolino. 

Ecco a chi spetta e come funziona il beneficio.

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COS’È IL BONUS 100 EURO (EX BONUS RENZI)

Il bonus fiscale da 100 euro è un trattamento integrativo della busta paga, ovvero una integrazione al reddito concessa ad alcune categorie di lavoratori dipendenti, che ha sostituito il credito fiscale da 80 euro previsto dal cosiddetto “bonus Renzi”.

Rientra tra le misure a favore dei titolari di redditi da lavoro dipendente e di taluni redditi ad essi assimilati introdotte dal Decreto Legge 5 febbraio 2020, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla Legge 2 aprile 2020, n. 21, al fine di ridurre il cuneo fiscale. I beneficiari dell’agevolazione ricevono 100 euro direttamente in busta paga.

La misura è strutturale, ossia non ha carattere temporaneo, quindi è definitiva.

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CHI HA DIRITTO AL BONUS 100 EURO IN BUSTA PAGA

Hanno diritto al bonus da 100 euro in busta paga i titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, in possesso di uno dei seguenti requisiti di reddito:

  • reddito complessivo non superiore a 15.000 euro annui;

  • reddito complessivo annuo compreso tra 15.000 e 28.000 euro, a condizione che la somma delle detrazioni spettanti sia inferiore all’imposta dovuta.

Invece, non hanno diritto all’integrazione al reddito le seguenti categorie di soggetti:

  • coloro che percepiscono i redditi da pensione di cui all’articolo 49, comma 2, lett. a), del TUIR;

  • titolari di redditi professionali;

  • titolari di redditi prodotti da titolari di partita IVA in forma autonoma o di impresa.
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COME FUNZIONA

Il bonus 100 euro è generalmente erogato automaticamente in busta paga dai datori di lavoro. I lavoratori dipendenti, quindi, non devono far nulla per richiederlo, in quanto viene applicato direttamente sul cedolino come credito fiscale.

Tuttavia, chi non lo ha ricevuto – pur essendone beneficiario – ha diritto a un conguaglio, e quindi può richiederlo tramite la dichiarazione dei redditi, ovvero tramite la presentazione del modello 730 o del modello Redditi PF.

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COME FACCIO A SAPERE SE HO DIRITTO AL BONUS RENZI

Per sapere se si ha diritto al bonus 100 euro in busta paga, basta verificare il proprio reddito. Il bonus è destinato ai lavoratori con reddito imponibile fino a 28.000 euro, mentre per i redditi compresi tra 28.000 e 40.000 euro spetta lo stesso ma ridotto.

Come chiarito dall’INPS, attraverso la Circolare n. 96 del 21-08-2020, i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente che rientrano nel calcolo sono le seguenti tipologie:

  • compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative;

  • indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità;

  • borse di studio o assegni, premi o sussidi per fini di studio o addestramento professionale;

  • redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;

  • remunerazioni dei sacerdoti;


  • compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative.

VOCE IN BUSTA PAGA

Il bonus 100 euro viene riconosciuto in busta paga come un credito d’imposta, che riduce l’ammontare delle tasse da pagare, aumentando quindi l’ammontare della retribuzione a cui il lavoratore ha diritto a fine mese.

L’erogazione, però, tiene conto di precisi limiti di reddito. Infatti, anche nel 2025, vale per i redditi fino a 15.000 euro, mentre spetta per i redditi fino a 28.000 euro solo in presenza di determinate condizioni.

LIMITI DI REDDITO

Nel 2025, l’ex “Bonus Renzi” continua ad essere riconosciuto fino a un massimo di 1.200 euro annui, ovvero 100 euro al mese, per i redditi fino a 15.000 euro. In questi casi, i lavoratori hanno diritto al bonus in forma piena, indipendentemente dalle detrazioni fiscali spettanti.

Per i redditi tra 15.001 e 28.000 euro, il bonus non è garantito automaticamente e si applica solo se la somma delle detrazioni fiscali (per lavoro dipendente, carichi di famiglia, interessi su mutui, spese sanitarie, ecc.) supera l’imposta lorda dovuta. Quindi:

  • se le detrazioni superano l’imposta, si ha diritto al bonus, per la parte eccedente, fino a un massimo di 1.200 euro annui;

  • se le detrazioni sono inferiori all’imposta, non si ha diritto al bonus.

Facciamo un esempio per capire meglio, e supponiamo che un lavoratore debba pagare pagare un’imposta lorda di 2.000 euro ma le sue detrazioni ammontano a 2.480 euro. In questo caso, le detrazioni superano l’imposta di 480 euro ed ecco che scatta il bonus: lo Stato cioè riconosce un credito IRPEF proprio pari a questa eccedenza, cioè 480 euro all’anno, che il lavoratore riceverà in busta paga, anche se non si tratta dell’intero importo massimo previsto (1.200 euro).

Diverso è il caso di chi deve pagare un’imposta lorda di 2.300 euro, ma ha solo le detrazioni da lavoro dipendente pari a 1.880 euro. In questo caso, le detrazioni non superano l’imposta, quindi non matura alcun bonus. 

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BONUS 100 EURO NON RICEVUTO, COSA FARE

Se nonostante il possesso dei requisiti il bonus 100 euro non risulta ricevuto in busta paga, a fine anno il lavoratore può ottenerlo lo stesso, dopo averlo segnalato. In tal caso, è il datore di lavoro che procede a un eventuale adeguamento in fase di conguaglio, che potrebbe comportare un importo a credito se il bonus spettava, ma non è stato riconosciuto. Stesso discorso vale anche nel caso di un “importo a debito”, ossia se il bonus è stato erogato in eccesso o riconosciuto a chi non ne aveva diritto. In fase di conguaglio, cioè, verrà recuperato.

Poi, è possibile apportare correzioni necessarie mediante la dichiarazione dei redditi, quindi se il bonus erogato mensilmente risulta:

  • inferiore a quanto dovuto il dipendente avrà diritto a ricevere un rimborso per l’importo mancante, che verrà corrisposto separatamente dalla busta paga;

  • superiore a quanto dovuto, perché il Trattamento integrativo IRPEF mensile supera l’importo dovuto, il datore di lavoro effettuerà una ritenuta dall’importo della busta paga per compensare l’eccedenza.

Il riconoscimento del bonus è quindi diverso a seconda che si tratti di un accredito in busta paga o a conguaglio. Vediamo nel dettaglio come funziona in questi casi.

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BONUS 100 EURO, QUANDO ARRIVA

Il bonus ex Renzi arriva di mese in mese in busta paga. Ossia, durante l’anno, il bonus di 100 euro viene erogato mensilmente dal datore di lavoro o dal sostituto d’imposta, che anticipa tali pagamenti per conto dello Stato. In alcuni casi, i lavoratori però, potrebbero ricevere un adeguamento del bonus ex Renzi alla fine dell’anno, sia attraverso la dichiarazione dei redditi che tramite la busta paga. È importante tenere presente che il bonus di 100 euro viene calcolato in base al reddito lordo annuale del lavoratore.

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RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Mettiamo a vostra disposizione l’elenco aggiornato dei bonus in busta paga spettanti nel 2025.

Vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento su tutti i bonus del 2026 e quello sui bonus per chi ha un ISEE inferiore a 15000 euro.

Utile anche l’articolo sui bonus INPS 2025 legati all’ISEE.

Mettiamo a vostra disposizione poi, la guida con tutti i bonus con ISEE attivi nel 2026.

Infine, vi invitiamo a leggere anche il nostro articolo aggiornato sui bonus famiglia o i bonus figli attivi e che si possono richiedere.

Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.

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Scritto da Angela Velasquez - Coordinatrice editoriale, redattrice, esperta di concorsi pubblici, assunzioni e scuola.
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