Bonus restauro 2022: cos’è, come funziona, a chi spetta

La guida dettagliata sul bonus restauro. Ecco a chi spetta, come funziona, quali sono i requisiti e come presentare domanda

Scultura, restauro

È stato firmato dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, il Decreto con le regole per il bonus restauro.

Si tratta di un credito d’imposta concesso a persone fisiche, che si affianca agli altri bonus edilizi in vigore, per sostenere gli alti costi dei lavori di restauro sugli immobili d’interesse storico e artistico.

In attesa che il Decreto venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, vediamo a chi spetta il bonus restauro, quali sono i requisiti, i criteri di erogazione, gli interventi ammessi e come presentare domanda.

COS’È IL BONUS RESTAURO 2022

Il bonus restauro consiste in un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute da persone fisiche negli anni 2021 e 2022 per la manutenzione, protezione e restauro degli immobili d’interesse storico e artistico, fino ad un massimo di 100.000 euro.

Anche noto con il nome di “tax credit restauro” il bonus è stato introdotto dal Governo con l’articolo 65-bis del Decreto Legge 25 maggio 2021, n. 73 (cosiddetto Decreto Sostegni Bis, convertito in legge con la Legge 23 luglio 2021, n. 106). La determinazione dei criteri e delle modalità di gestione e di funzionamento del Fondo, nonché la definizione delle procedure per l’accesso alle risorse sono oggetto del Decreto Ministeriale firmato lo scorso 6 ottobre 2021, in corso di pubblicazione sulla G.U.

CHI PUÒ USUFRUIRE DEL BONUS RESTAURO

I beneficiari del bonus restauro sono esclusivamente persone fisiche. La norma, infatti, esclude tutti gli immobili utilizzati nell’esercizio d’impresa, arte o professione. Non è stato ancora chiarito se sono ammessi gli immobili a uso promiscuo.

COME FUNZIONA IL BONUS RESTAURO

Il bonus restauro viene riconosciuto come un credito d’imposta per le spese sostenute negli anni 2021 e 2022 per la manutenzione, la protezione o il restauro d’immobili di interesse storico o artistico, in misura pari al 50% degli oneri rimasti a carico delle persone fisiche beneficiarie. L’importo massimo complessivo del credito è di 100.000 euro. Il tax credit restauro è utilizzabile in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Non è cumulabile con alcun altro contributo o finanziamento pubblico, né con la detrazione a favore dei soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro delle strutture vincolate dal codice dei beni culturali e del paesaggio, come prevista dal Testo unico delle imposte sui redditi – TUIR.

Ottenuto il credito d’imposta, i soggetti beneficiari possono:

  • usufruirne personalmente;
  • optare per la cessione, anche parziale, del credito ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

INTERVENTI AMMESSI

Il bonus restauro è valido per:

  • interventi di manutenzione straordinaria;
  • messa in sicurezza dell’immobile;
  • opere di restauro;
  • intervento di risanamento conservativo;
  • lavori di ristrutturazione edilizia autorizzati dalla Soprintendenza;
  • interventi su impianti per l’uso dell’immobile, se autorizzati dalla Soprintendenza;
  • rimozione di barriere architettoniche.

L’ammissibilità delle spese necessita l’attestazione di un professionista e gli interventi si effettuano, come stabilito dal Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, previa nullaosta della Soprintendenza competente territorialmente.

QUALI IMMOBILI SONO COMPRESI

Il bonus restauro può essere usato per gli interventi sugli immobili d’interesse storico e artistico soggetti alla tutela prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Ovvero rientrano nel credito d’imposta quegli edifici sottoposti a vincolo monumentale sancito da un Decreto del Ministro dei beni culturali e ambientali. A segnalare tali opere al Ministero generalmente sono le competenti Soprintendenze. La qualifica di “immobili d’interesse storico e artistico” è riscontrabile soltanto nella Conservatoria dei Registri Immobiliari. Se un immobile dunque, rientra in tale registro, allora può essere oggetto del bonus restauro istituito con il Decreto Sostegni Bis.

COME RICHIEDERE IL BONUS RESTAURO

Al momento non è ancora possibile presentare domanda perché si attende il Decreto Ministeriale che è in corso di pubblicazione.

In base a quanto previsto dal Decreto Sostegni Bis, l’invio delle domande deve avvenire esclusivamente in via telematica sul sito web del Ministero dei beni culturali, in quanto saranno le Soprintendenze a curare le istruttorie, verificandone ammissibilità e requisiti degli aventi diritto. Sul sito del Ministero saranno anche disponibili i moduli e gli allegati necessari per la presentazione delle istanze.

SCADENZA

Le domande per ottenere il tax credit bonus restauro si possono presentare:

  • entro il 28 febbraio 2022 per i lavori effettuati nel 2021;
  • entro il 28 febbraio 2023 per i lavori effettuati nel 2022.

La domanda può essere presentata fino a esaurimento delle risorse: il tetto massimo disponibile è di 1 milione di euro per ciascuno anno nel biennio 2021 2022.

GLI OBIETTIVI

Il bonus restauro 2022 nasce con lo scopo di favorire la tutela e la valorizzazione del patrimonio immobiliare di interesse storico e artistico, in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, secondo le disposizioni già previste dalla legge. Questo aiuto per chi mette in campo interventi di manutenzione, protezione e restauro degli immobili di interesse storico e artistico arriva anche in ragione della crisi economica determinata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. Una sorta di sostegno dunque, per chi vuole risanare con fondi propri il patrimonio edilizio di valore storico in Italia.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Per finanziare la misura agevolativa è stato istituito il “Fondo per il restauro e per altri interventi conservativi sugli immobili d’interesse storico e artistico” con una dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Pdf 735 Kb).
Decreto Legge 25 maggio 2021, n. 73 (Pdf 440 Kb) convertito dalla Legge 23 luglio 2021, n. 106 (Pdf 831)

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