Congedo di paternità 2023 2024: a chi spetta, come funziona, domanda

Tutte le informazioni sul congedo di paternità per i lavoratori dipendenti, a chi è rivolto, come funziona, quanto dura, come fare domanda

congedo paternità

Come nel 2023, anche nel 2024 il congedo di paternità può essere richiesto dai lavoratori dipendenti.

La misura, che consente a chi diventa papà di beneficiare di 10 giorni di congedo per la nascita del proprio figlio, è entrata a pieno regime nell’ordinamento italiano dal 2022 con il Decreto Legislativo n.105 del 30 giugno 2022 che recepisce la disciplina europea (Direttiva n. 2019/1158) sul bilanciamento della vita familiare e lavorativa. 

In questa guida utile ti spieghiamo in cosa consiste il congedo papà 2023 2024, chi ne ha diritto, come e quando fare domanda per usufruirne e come usufruirne.

COS’È IL CONGEDO DI PATERNITÀ

Il congedo parentale per il padre è un permesso retribuito di astensione dal lavoro rivolto a lavoratori dipendenti e concesso in occasione della nascita, dell’adozione o dell’affidamento di un bambino.

Consiste in un periodo di astensione obbligatoria di 10 giorni fruibile dal padre lavoratore dipendente tra i due mesi precedenti e i cinque successivi al parto. Viene riconosciuto anche un giorno facoltativo in più di congedo di cui il papà può usufruire in alternativa alla mamma.

Si tratta di un diritto autonomo e distinto che spetta in aggiunta al congedo parentale e all’eventuale congedo di paternità alternativo al congedo di maternità, spettante solo nei gravi casi di morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre.

La misura è stata introdotta, in via sperimentale, con la Legge 28 giugno 2012 n. 92 e rinnovata annualmente più volte, l’ultima con la Legge di Bilancio 2022. Poi il Parlamento è intervenuto con il Decreto di conciliazione vita – lavoro che ha reso strutturale la misura, in recepimento della direttiva (UE) 2019/1158 sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza.

La norma rende definitiva la misura entrata in vigore il 13 agosto 2022, come spiegato anche dalla Circolare INPS n° 122 del 27-10-2022, che riepiloga le novità e fornisce tutte le istruzioni operative per i congedi. È però con il Messaggio n.659 del 13-02-2023 e con il Messaggio INPS n. 2788 del 26-07-2023, che l’INPS ha fornito le istruzioni ai datori di lavoro per esporre nel flusso Uniemens i periodi corrispondenti, alla luce delle novità introdotte dal Decreto.

Novità, queste, valide anche nel 2024. Ma andiamo a vedere i dettagli.

A CHI SPETTA IL CONGEDO DI PATERNITÀ

Il congedo papà 2023 2024 spetta a tutti i lavoratori dipendenti, compresi:

  • tutti i lavoratori dipendenti di Amministrazioni pubbliche, alle quali compete il riconoscimento del diritto e la relativa erogazione del trattamento economico;

  • i lavoratori domestici, per i quali non è prevista la sussistenza del requisito contributivo necessario per fruire del congedo di maternità o del congedo di paternità alternativo di cui all’articolo 28 del Testo Unico;

  • tutti i lavoratori agricoli a tempo determinato, per i quali non deve sussistere il requisito contributivo.

Per queste ultime due categorie è, tuttavia, necessaria la sussistenza di un rapporto di lavoro attivo al momento della fruizione del congedo. Per gli altri lavoratori dipendenti, invece, il diritto al congedo di paternità obbligatorio può essere riconosciuto anche in caso di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro, purché sussistano le condizioni di cui all’articolo 24 del Testo Unico.

ESCLUSI

Il congedo di paternità obbligatorio non spetta:


  • a tutti i padri lavoratori autonomi di cui al Capo XI del Testo unico, compresi i lavoratori che abbiano un rapporto di lavoro autonomo dello spettacolo. In caso di contemporaneo svolgimento di lavoro autonomo dello spettacolo e rapporto di lavoro dipendente, il lavoratore è tenuto ad astenersi – a titolo di congedo di paternità obbligatorio – dal solo rapporto di lavoro subordinato.

COME FUNZIONA IL CONGEDO DI PATERNITÁ

Come funzionano i 10 giorni di paternità? Come funziona la paternità 2023 2024? La normativa vigente prevede un obbligatorio congedo di paternità della durata di 10 giorni. Il periodo durante il quale è possibile fruire di questo congedo, a domanda, va dai 2 mesi precedenti la presunta data del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita del figlio. Tale intervallo temporale si applica anche in caso di adozioni nazionali o internazionali, affidamenti e collocamenti temporanei.

Distinguiamo però i diversi tipi di congedo che si possono richiedere, in casi specifici, analizzandone le differenze.

CONGEDO DI PATERNITÀ OBBLIGATORIO

Il congedo di paternità obbligatorio, di cui parliamo in questo articolo, è un permesso obbligatorio retribuito a fronte dell’astensione dal lavoro pari a 10 giorni rivolto a lavoratori dipendenti e concesso in occasione della nascita, dell’adozione o dell’affidamento di un bambino.

Ad esso si aggiunge il giorno di congedo paternità facoltativo quando la madre rinuncia ad un giorno del proprio congedo obbligatorio.

CONGEDO DI PATERNITÀ FACOLTATIVO

Il congedo di paternità facoltativo o congedo parentale, invece, è un periodo di astensione dal lavoro facoltativo concesso ai genitori (madre e padre) per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita. In questo caso è definito facoltativo perché non vi è l’obbligo di fruizione. Con tale congedo (che può essere fruito anche dalla mamma) spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, salvo un mese all’80% nei primi 6 anni di vita del bambino e uno al 60%, a partire dal 2024, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2024.

CONGEDO PAPÀ GEMELLI

Come specifica anche la circolare INPS 14 marzo 2013, n. 40, per chi diventa genitore di gemelli (parto plurimo, di 2 o più bambini), i giorni di congedo previsti non subiscono variazioni.

DIFFERENZE TRA CONGEDO DI PATERNITÀ OBBLIGATORIO, CONGEDO DI MATERNITÀ E CONGEDO PARENTALE

Quando si parla di congedo di paternità bisogna fare attenzione a non confondere il congedo obbligatorio/facoltativo di paternità, con il congedo di maternità/paternità (entrambi illustrati precedentemente) e nemmeno con il congedo parentale. Vediamo le differenze.

Il congedo di paternità obbligatorio dura 10 giorni, nei casi indicati.

Il congedo di paternità alternativo a differenza di quello facoltativo, è quello che può essere concesso al padre invece che alla madre in occasione della nascita di un figlio (o adozione o affidamento). Sarebbe, cioè, il congedo di maternità obbligatorio, ossia il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto durante la gravidanza e il puerperio. In presenza di determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo, l’astensione dal lavoro spetta al padre.

Infatti è possibile richiedere il congedo di paternità in alternativa al congedo di maternità al verificarsi di uno di questi eventi:

  • morte o grave infermità della madre;

  • abbandono del figlio o mancato riconoscimento del neonato da parte della madre;

  • affidamento esclusivo del figlio al padre.

A disciplinare questo tipo di congedo è il Testo Unico sulla maternità e paternità (Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151). Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere la guida sul congedo di paternità alternativo.

Il congedo parentale rappresenta un periodo opzionale di sospensione dal lavoro concesso ai genitori (sia madre che padre) per occuparsi del bambino durante i suoi primi anni di vita. Si definisce facoltativo poiché non vi è un obbligo a usufruirne. Per maggiori dettagli su come funziona e sulle novità 2024, vi consigliamo di leggere questa guida.

QUANDO SPETTA

Il congedo papà spetta ai padri titolari di contratto di lavoro dipendente in occasione dei seguenti eventi:

  • nascita di un figlio;

  • adozione o affidamento di un minore;

  • decesso del figlio, nei primi 10 giorni di vita del bambino o dal primo giorno della 28° settimana di gestazione.

QUANTI GIORNI DI CONGEDO SPETTANO AL PADRE?

In caso di nascita, affidamento o adozione spettando al padre lavoratore dipendente 10 giorni di congedo obbligatorio, a cui si aggiunge un ulteriore giorno di congedo facoltativo.

Come si calcolano i 10 giorni di congedo paternità? Il padre lavoratore, sia che sia dipendente privato che pubblico, può astenersi dal lavoro per un periodo di 10 giorni lavorativi che si calcolano a partire dai due mesi precedenti alla data presunta del parto e fino ai 5 mesi successivi alla nascita. Tale congedo è utilizzabile dal padre nel caso in cui la madre lavoratrice rinunci ad un giorno del proprio congedo di maternità. I giorni non sono frazionabili in ore, ma sono utilizzabili anche in via non continuativa.

QUANDO IL PADRE PUÒ USUFRUIRE DEL CONGEDO?

Il padre può usufruire dell’agevolazione entro e non oltre i primi 5 mesi di vita del bambino. Per i papà adottivi o affidatari i 5 mesi sono calcolati a partire dalla data di arrivo del minore in famiglia o in Italia (in caso, rispettivamente, di adozione o affidamento nazionale o internazionale).

Il congedo è fruibile, entro lo stesso arco temporale, anche in caso di morte perinatale del figlio (intervenuta nel periodo tra le prime 28 settimane di vita del feto e la prima settimana di vita del bambino).

QUANTO È RETRIBUITO IL CONGEDO PAPÀ?

Ogni giorno di congedo parentale per i padri è retribuito al 100%. Al lavoratore spetta infatti un’indennità giornaliera a carico dell’INPS di importo pari alla retribuzione normalmente percepita.

QUANDO SI PUÒ CHIEDERE IL CONGEDO DI PATERNITÀ?

Il lavoratore che intenda usufruire del congedo per la nascita, l’adozione o l’affidamento di un figlio, deve presentare la relativa richiesta almeno 15 giorni prima del periodo in cui intende astenersi dal lavoro. Per congedarsi dal lavoro nei giorni in cui nasce il proprio figlio, occorre calcolare i 15 giorni di preavviso in base alla data presunta del parto.

COME RICHIEDERE IL CONGEDO DI PATERNITÀ

Come richiedere i 10 giorni di paternità 2023 2024? Per ottenere il congedo è necessario fare apposita domanda. Per presentare l’istanza sono previste 2 modalità:

  • coloro che ricevono il pagamento dell’indennità di congedo dal datore di lavoro, devono presentare a quest’ultimo apposita richiesta in forma scritta, specificando le date in cui si desidera assentarsi dal lavoro;

  • i lavoratori che ricevono il pagamento direttamente dall’INPS, invece, devono presentare domanda online tramite apposita procedura telematica prevista dall’Istituto.

COME PRESENTARE DOMANDA ALL’INPS

Per presentare all’INPS la richiesta di congedo di paternità si deve visitare la sezione dedicata al congedo per il padre del portale web dell’Istituto, digitando nel campo di ricerca Congedo paternità poi cliccando su Congedo di paternità obbligatorio e poi sulla voce Utilizza il servizio. Per accedere occorre disporre di credenziali SPID, Carta di identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).

In alternativa, la presentazione delle domande all’INPS si può effettuare anche:

  • tramite il Contact Center INPS, telefonando ai numeri 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile);

  • rivolgendosi ad enti di patronato ed intermediari dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. In questo ultimo caso sono gli esperti del patronato che compilano la domanda online per nostro nome e conto.

COME VIENE PAGATO IL CONGEDO DI PATERNITÁ?

L’indennità è pagata dal datore di lavoro, che anticipa al lavoratore la corresponsione dell’indennità da parte dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. In alcuni casi, invece, è direttamente l’INPS a pagare l’indennità al papà lavoratore.

Con il Messaggio INPS n.659 del 13-02-2023, l’Istituto ha fornito le indicazioni ai datori di lavoro per l’esposizione nei flussi di denuncia dei nuovi codici evento e dei relativi codici conguaglio, riferiti ai congedi di paternità a decorrere dal 13 agosto 2022, dopo le modifiche del Decreto Conciliazione vita lavoro. Intervenendo di nuovo sull’argomento, la disciplina è stata riordinata con il Messaggio INPS n. 2788 del 26-07-2023, che ha fornito precise direttive ai datori di lavoro. L’applicazione dei nuovi codici è obbligatoria a partire dal mese di competenza aprile 2023 e dunque, anche per tutto il 2024.

Per i datori di lavoro che hanno già denunciato il congedo con i codici già in uso nei periodi di competenza 13 agosto 2022 – 31 marzo 2023, l’INPS ha fornito i codici e le istruzioni contabili per la denuncia del congedo di paternità, col Messaggio INPS n.659 del 13-02-2023 a partire dal paragrafo 1. Inoltre, l’Istituto ha riordinato le procedure per la compilazione del flusso UniEmens per i congedi e fornisce un reminder di tutti i codici.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Per ulteriori informazioni, rendiamo disponibili i seguenti documenti:

ALTRI APPROFONDIMENTI E GUIDE UTILI

Vi consigliamo di leggere anche i seguenti approfondimenti:

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo anche la guida sull’assegno unico e universale figli. Vi rimandiamo infine ai nostri articoli che riassumono novità Pacchetto Famiglia 2024 e novità congedo parentale 2024.

Inoltre, per conoscere altre misure di sostegno per lavoratori e famiglie, e bonus e agevolazioni attive per i genitori lavoratori, potete visitare questa pagina.

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di Clara R.
Redattrice, esperta di lavoro, impiego estero e formazione.
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Un Commento

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  1. Salve,
    ho appena beneficiato del congedo di paternità obbligatorio e c’è qualcosa che non torna.
    INPS rimborsa su una media giornaliera calcolata su 30 giorni, mentre il datore di lavoro decurta la giornata non lavorata su 26 giorni lavorativi.
    Quindi facendo un esempio su 1000€ di stipendio lordo, INPS rimborsa 33.33€ per giorno non lavorato, mentre per il datore di lavoro decurta 38.46€ per giorno non lavorato. Senza contare che poi vengono anche Recuperati i Ratei Mensili per Congedo Obbligatorio del Padre..
    É normale tutto questo?

    Alla fine andare in congedo paternità ci si perde invece che essere di supporto alla famiglia.

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