Congedo di paternità 2022: a chi spetta, come funziona, domanda

Tutte le informazioni sul congedo di paternità per i lavoratori dipendenti, a chi è rivolto, come funziona, quanto dura, come fare domanda

bambini infanzia

Dal 2022, il congedo di paternità per i lavoratori dipendenti diventa strutturale. La misura, che consente a chi diventa papà di beneficiare di 10 giorni di congedo per la nascita del proprio figlio, entra a pieno regime nell’ordinamento italiano dopo un lungo periodo di sperimentazione.

Lo ha stabilito il Decreto Legislativo n.105 del 30 giugno pubblicato in GU il 29 luglio 2022 che recepisce la disciplina europea (Direttiva n. 2019/1158) sul bilanciamento della vita familiare e lavorativa. 

In questa guida utile ti spieghiamo in cosa consiste il congedo papà, chi ne ha diritto, come funziona, come e quando fare domanda per usufruirne.

CONGEDO DI PATERNITÀ: COS’È?

Il congedo parentale per il padre è un permesso retribuito di astensione dal lavoro rivolto a lavoratori dipendenti e concesso in occasione della nascita, dell’adozione o dell’affidamento di un bambino. Consiste in un periodo di astensione obbligatoria di 10 giorni fruibile dal padre lavoratore dipendente tra i due mesi precedenti e i cinque successivi al parto. Viene riconosciuto anche un giorno facoltativo in più di congedo di cui il papà può usufruire in alternativa alla mamma. Si tratta di un diritto autonomo e distinto che spetta in aggiunta al congedo di paternità alternativo al congedo di maternità, spettante solo nei gravi casi di morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre.

La misura è stata introdotta, in via sperimentale, con la Legge 28 giugno 2012 n. 92 e rinnovata annualmente più volte, l’ultima con la Legge di Bilancio 2022. Poi è intervenuto il con il Decreto di conciliazione vita – lavoro che ha reso strutturale la misura, in recepimento della direttiva (UE) 2019/1158 sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza. La norma che rende definitiva la misura entra in vigore il 13 agosto 2022, come spiegato anche dalla Circolare INPS n° 122 del 27-10-2022 che riepiloga le novità e fornisce tutte le istruzioni operative per i congedi. Ma andiamo a vedere i dettagli.

A CHI SPETTA IL CONGEDO DI PATERNITÀ

Il congedo papà 2022 spetta a tutti i lavoratori dipendenti, compresi:

  • tutti i lavoratori dipendenti di Amministrazioni pubbliche, alle quali compete il riconoscimento del diritto e la relativa erogazione del trattamento economico;
  • i lavoratori domestici, per i quali non è prevista la sussistenza del requisito contributivo necessario per fruire del congedo di maternità o del congedo di paternità alternativo di cui all’articolo 28 del Testo Unico;
  • tutti i lavoratori agricoli a tempo determinato, per i quali non deve sussistere il requisito contributivo.

Per queste ultime due categorie è, tuttavia, necessaria la sussistenza di un rapporto di lavoro attivo al momento della fruizione del congedo. Per gli altri lavoratori dipendenti, invece, il diritto al congedo di paternità obbligatorio può essere riconosciuto anche in caso di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro, purché sussistano le condizioni di cui all’articolo 24 del Testo Unico.

ESCLUSI

Il congedo di paternità obbligatorio non spetta:

  • ai padri lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995, n. 335;
  • a tutti i padri lavoratori autonomi di cui al Capo XI del Testo unico, compresi i lavoratori che abbiano un rapporto di lavoro autonomo dello spettacolo. In caso di contemporaneo svolgimento di lavoro autonomo dello spettacolo e rapporto di lavoro dipendente, il lavoratore è tenuto ad astenersi – a titolo di congedo di paternità obbligatorio – dal solo rapporto di lavoro subordinato.

QUANDO SPETTA IL CONGEDO DI PATERNITÁ

Il congedo papà spetta ai padri titolari di contratto di lavoro dipendente in occasione dei seguenti eventi:

  • nascita di un figlio;

  • adozione o affidamento di un minore;

  • decesso del figlio, nei primi 10 giorni di vita del bambino o dal primo giorno della 28° settimana di gestazione.

QUANTI GIORNI DI CONGEDO SPETTANO AL PADRE?

In caso di nascita, affidamento o adozione spettando al padre lavoratore dipendente 10 giorni di congedo obbligatorio, a cui si aggiunge un ulteriore giorno di congedo facoltativo. Quest’ultimo è utilizzabile dal padre nel caso in cui la madre lavoratrice rinunci ad un giorno del proprio congedo di maternità. I giorni non sono frazionabili in ore, ma sono utilizzabili anche in via non continuativa.

CONGEDO PAPÀ GEMELLI

Come specifica anche la circolare INPS 14 marzo 2013, n. 40, per chi diventa genitore di gemelli (parto plurimo, di 2 o più bambini), i giorni di congedo previsti non subiscono variazioni.

QUANDO IL PADRE PUÒ USUFRUIRE DEL CONGEDO?

Il padre che intende avvalersi dell’agevolazione può usufruirne entro e non oltre i primi 5 mesi di vita del bambino. Per i papà adottivi o affidatari i 5 mesi sono calcolati a partire dalla data di arrivo del minore in famiglia o in Italia (in caso, rispettivamente, di adozione o affidamento nazionale o internazionale). l congedo è fruibile, entro lo stesso arco temporale, anche in caso di morte perinatale del figlio (intervenuta nel periodo tra le prime 28 settimane di vita del feto e la prima settimana di vita del bambino).

QUANTO E’ RETRIBUITO IL CONGEDO PARENTALE?

Ogni giorno di congedo parentale per i padri è retribuito al 100%. Al lavoratore spetta infatti un’indennità giornaliera a carico dell’INPS di importo pari alla retribuzione normalmente percepita.

COME VIENE PAGATO IL CONGEDO PARENTALE?

Generalmente l’indennità è pagata dal datore di lavoro, che anticipa al lavoratore la corresponsione dell’indennità da parte dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. In alcuni casi, invece, è direttamente l’INPS a pagare l’indennità al papà lavoratore.

QUANDO SI PUÒ CHIEDERE IL CONGEDO DI PATERNITÀ?

Il lavoratore che intenda usufruire del congedo per la nascita, l’adozione o l’affidamento di un figlio, deve presentare la relativa richiesta almeno 15 giorni prima del periodo in cui intende astenersi dal lavoro. Per congedarsi dal lavoro nei giorni in cui nasce il proprio figlio, occorre calcolare i 15 giorni di preavviso in base alla data presunta del parto.

COME FARE DOMANDA

Per ottenere il congedo è necessario fare apposita domanda. Per presentare l’istanza sono previste 2 modalità:

  • coloro che ricevono il pagamento dell’indennità di congedo dal datore di lavoro, devono presentare a quest’ultimo apposita richiesta in forma scritta, specificando le date in cui si desidera assentarsi dal lavoro;

  • i lavoratori che ricevono il pagamento direttamente dall’INPS, invece, devono presentare domanda online tramite apposita procedura telematica prevista dall’Istituto.

COME PRESENTARE DOMANDA ALL’INPS

Per presentare all’INPS la richiesta di congedo di paternità si dovrà visitare la sezione dedicata al congedo parentale per il padre del portale web dell’Istituto, seguendo il percorso Prestazioni e Servizi > Congedo papà (nascita, adozione o affidamento bambino), e cliccare sulla voce Accedi al servizio. Per accedere occorre disporre di credenziali SPID oppure di PIN INPS, Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).

In alternativa, la presentazione delle domande all’INPS si può effettuare anche tramite il Contact Center, telefonando ai numeri 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile), oppure rivolgendosi ad enti di patronato ed intermediari dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

DIFFERENZE TRA CONGEDO DI MATERNITÀ/PATERNITÀ E CONGEDO DI PATERNITÀ OBBLIGATORIO / FACOLTATIVO

Quando si parla di congedo di paternità bisogna fare attenzione a non confondere il congedo obbligatorio/facoltativo di paternità, che è quello di cui abbiamo parlato fino ad ora, con il congedo di maternità/paternità. Vediamo le differenze.

Il congedo di paternità obbligatorio, di cui parliamo in questo articolo, è un permesso obbligatorio retribuito a fronte dell’astensione dal lavoro pari a 10 giorni rivolto a lavoratori dipendenti e concesso in occasione della nascita, dell’adozione o dell’affidamento di un bambino. Ad esso si aggiunge il giorno di congedo paternità facoltativo quando la madre rinuncia ad un giorno del proprio congedo obbligatorio.

Il congedo di maternità obbligatorio, che in taluni casi può essere concesso al padre, è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici durante la gravidanza e il puerperio. In alternativa, in presenza di determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo, l’astensione dal lavoro spetta al padre. Infatti è possibile richiedere il congedo di paternità in alternativa al congedo di maternità al verificarsi di uno di questi eventi: morte o grave infermità della madre; abbandono del figlio o mancato riconoscimento del neonato da parte della madre; affidamento esclusivo del figlio al padre. A disciplinare questo tipo di congedo è il Testo Unico sulla maternità e paternità (Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151).

DOCUMENTI UTILI E RIFERIMENTI NORMATIVI

Per ulteriori informazioni, rendiamo disponibili i seguenti documenti:

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Il congedo di paternità, accompagna altre forme di supporto previste per i nuclei familiari, tra cui il nuovo assegno unico e universale figli. Inoltre, per conoscere altre misure di sostegno per lavoratori e famiglie, e bonus e agevolazioni attive per i genitori lavoratori, potete visitare questa pagina. Continuate a seguirci per restare aggiornati su tutte le novità, iscrivendovi gratuitamente alla nostra newsletter e al nostro canale Telegram.

© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tutti gli annunci di lavoro pubblicati sono rivolti indistintamente a candidati di entrambi i sessi, nel pieno rispetto della Legge 903/1977.



Per restare aggiornato iscriviti alla nostra newsletter gratuita.
Subscribe
Notificami
1 Comment
Inline Feedbacks
Leggi i commenti
Daniele

Salve, ho appena beneficiato del congedo di paternità obbligatorio e c’è qualcosa che non torna. INPS rimborsa su una media giornaliera calcolata su 30 giorni, mentre il datore di lavoro decurta la giornata non lavorata su 26 giorni lavorativi. Quindi facendo un esempio su 1000€ di stipendio lordo, INPS rimborsa 33.33€ per giorno non lavorato, mentre per il datore di lavoro decurta 38.46€ per giorno non lavorato. Senza contare che poi vengono anche Recuperati i Ratei Mensili per Congedo Obbligatorio del Padre.. É normale tutto questo? Alla fine andare in congedo paternità ci si perde invece che essere di supporto… Leggi il resto »