Assegno di maternità dello stato 2024: requisiti, quando arriva, domanda

La guida dettagliata su come funziona l’assegno di maternità dello Stato e come fare domanda all’INPS

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L’assegno di maternità dello Stato è un sostegno economico che la madre o il padre, se sono lavoratori atipici o discontinui, possono richiedere per la nascita di un bambino, nonché per l’adozione, l’affidamento.

Si tratta di un aiuto strutturale per i genitori in difficoltà il cui importo varia di anno in anno, rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

Per il 2024 la rivalutazione è stata pari al +5,4%.

In questa guida chiara e dettagliata vi spieghiamo come funziona l’assegno di maternità dello Stato, a chi spetta e come fare per richiederlo.

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COS’È L’ASSEGNO DI MATERNITÀ DELLO STATO

L’assegno di maternità dello Stato è una prestazione assistenziale concessa una tantum ed erogata direttamente dall’INPS. È destinato ai lavoratori atipici e discontinui che non hanno a disposizione abbastanza contributi per fruire dell’assegno di maternità ordinario (es. maternità obbligatoria dipendenti, maternità autonomi o iscritti alla gestione Separata).

Ricordiamo che:

  • i lavori atipici sono quelli che prevedono contratti di lavoro diversi dai tradizionali contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato e dalle forme di lavoro autonomo e con partita IVA. Si tratta, in buona sostanza di quei rapporti rientrano nel diritto civile ma vengono scritti in maniera concorde dalle due parti, il datore di lavoro e il lavoratore, a seconda delle caratteristiche dell’attività da svolgere;

  • i lavori discontinui sono invece quelli che non prevedono un impegno lavorativo continuativo e permettono la sospensione temporanea del lavoro con intervalli variabili. Queste professioni sono elencate nel R.D. 6 dicembre 1923, n. 2657.

L’assegno unico è disciplinato dall’articolo 75 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, viene chiamato spesso anche “assegno maternità base” o “maternità INPS” e si affianca all’assegno di maternità dei Comuni. Differisce da questa seconda prestazione assistenziale perché viene riconosciuto ai lavoratori discontinui. L’assegno dei Comuni, invece, è destinato ha chi ha un ISEE molto basso.

REQUISITI

Per ottenere l’assegno di maternità dello Stato, i destinatari devono risultare in possesso di determinati requisiti lavorativi o contributivi. Per la madre, tuttavia, esiste una distinzione tra i casi in cui lavori o meno, ovvero:

  • per la madre lavoratrice, è necessario aver versato almeno 3 mesi di contributi per maternità nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti il parto o l’effettivo ingresso del bambino in famiglia in caso di adozione;

  • per la madre disoccupata, è necessario dimostrare di aver lavorato almeno 3 mesi e perso il diritto a prestazioni previdenziali o assistenziali (NASpI, mobilità o cassa integrazione). L’intervallo di tempo tra il momento in cui ha perso tale diritto e la data del parto o dell’effettivo ingresso in famiglia del bambino, in caso di adozione o affidamento, non deve essere superiore al periodo di fruizione delle prestazioni godute e comunque non superiore a 9 mesi.

  • in caso di licenziamento o dimissioni durante il periodo di gravidanza, sono necessari almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dai 18 ai 9 mesi antecedenti al parto;

  • per la madre iscritta alla gestione separata INPS, è indispensabile che vi sono almeno 3 mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti il congedo obbligatorio ordinario. Ossia, dall’8° mese di gravidanza o prima se la gravidanza dovesse ad esempio risultare a rischio.

CHI HA DIRITTO ALL’ASSEGNO DI MATERNITÀ DELLO STATO

L’assegno di maternità statale spetta ai cittadini italiani, comunitari oppure extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. Per la madre, in ogni caso, deve anche essere garantita la residenza in Italia al momento del parto o dell’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato. Più precisamente, a poter ricevere la maternità dello Stato sono i seguenti soggetti:

  • la madre, anche adottante;

  • il padre, anche adottante;

  • gli affidatari preadottivi;

  • l’adottante non coniugato;

 

  • il coniuge della madre adottante o dell’affidataria preadottiva;

  • gli affidatari (non preadottivi) nel caso di non riconoscibilità o non riconoscimento da parte di entrambi i genitori.

La prestazione è riconosciuto a fronte della nascita, nonché per affido o adozione di un minore di età non superiore ai 6 anni o ai 18 anni in caso di adozioni o affidamenti internazionali.

CITTADINI EXTRA EU

Si precisa che legge 23 dicembre 2021, n. 23, ha modificato i titoli di soggiorno per i cittadini dei paesi extra UE, utili per accedere alla prestazione, come chiarito anche dal messaggio INPS n. 3656 del 5 ottobre 2022. In particolare, hanno diritto all’assegno in questione le madri e i padri (naturali o adottivi/affidatari):

  • familiari titolari di “Carta di soggiorno per i familiari del cittadino comunitario non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione europea”;

  • familiari titolari “Carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro”;

  • titolari di permesso di soggiorno equiparati ai cittadini italiani, quindi stranieri titolari di permesso unico di lavoro autorizzati a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi, nonché stranieri titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzati a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;

  • titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

QUANDO ARRIVA L’ASSEGNO DI MATERNITÀ INPS

Dalla presentazione della domanda, il termine per la definire le domande per l’assegno di maternità INPS è pari a 55 giorni. Lo prevede il Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi adottato dall’INPS ai sensi dell’articolo 2 della Legge n. 241 del 1990.

COME PRESENTARE DOMANDA

La domanda per l’assegno di maternità dello Stato deve essere presentata all’INPS in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:


  • chiamando il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06 164 164 da rete mobile e chiedendo assistenza per la presentazione della domanda;

  • con il supporto di patronati, che possono inviare la domanda per nostro nome e conto attraverso i servizi telematici offerti agli stessi dall’INPS.

Alla domanda vanno allegati:

  • una copia del documento di identità del richiedente o copia del permesso di soggiorno per i cittadini non comunitari;

  • il certificato di nascita del bambino o autocertificazione di nascita;

  • tutti i documenti e le certificazioni riepilogati all’interno del modulo di domanda che trovate nell’area riservata INPS a cui accedere da questa pagina.
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ESITO DOMANDA

Dopo la presentazione della domanda, INPS rende noto qual è l’esito. Ossia, se positivo o negativo. Nel caso di domanda respinta per assenza di requisiti, la domanda di assegno di maternità dello Stato viene trasmessa d’ufficio al Comune del richiedente. Sarà esaminata come domanda di assegno di maternità del Comune.

QUANDO SI RICHIEDERE L’ASSEGNO DI MATERNITÀ

Per ottenere l’assegno di maternità statale è necessario presentare apposita domanda all’INPS. Deve essere presentata entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dall’effettivo ingresso del minore in famiglia nel caso di adozione, affidamento oppure ingresso in Italia in caso di adozione internazionale.

L’assegno di maternità dello Stato non è cumulabile con l’assegno di maternità del Comune né con l’indennità di maternità. Inoltre, l’assegno di maternità non costituisce reddito e dunque non va riportato in dichiarazione. È, invece, cumulabile con l’assegno unico universale.

IMPORTO ASSEGNO DI MATERNITÀ DELLO STATO

Per le nascite avvenute nel 2024, nonché per gli affidamenti preadottivi e le adozioni il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2024, l’assegno di maternità dello Stato per lavori atipici e discontinui è pari, nella misura intera, a 2.488,14 euro. A chiarirlo è la Circolare INPS n. 21 del 25-01-2024 e la relativa tabella.

L’assegno di maternità dello Stato viene rivalutato ogni anno in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. La rivalutazione quest’anno è pari a +5,4% come si legge nel comunicato pubblicato sulla GU Serie Generale n.31 del 07-02-2024.

L’ammontare spetta per intero se il richiedente non può contare su alcuna tutela economica, altrimenti viene erogato ad integrazione. Infine, va precisato che in caso di parto gemellare, di adozione o affidamenti plurimi, l’importo dell’assegno è moltiplicato per il numero dei bambini nati, adottati o affidati.

Nel caso in cui si abbia diritto a una prestazione di maternità di importo inferiore all’Assegno di maternità, è possibile presentare la domanda per ottenere il pagamento della quota differenziale.

Ad esempio, se l’importo complessivo dell’indennità di maternità o di altro trattamento economico di maternità è uguale a 1.500 euro e l’importo dell’Assegno (per il 2024) è uguale a 2.488,14 euro, l’Assegno che spetta è pari alla differenza tra i due importi, a 988,14 euro (2.488,14 – 1.500 = 988,14).

Qualora sia stato concesso o erogato l’Assegno di maternità del Comune, l’assegno dello Stato è concesso per differenza.

QUANTO DURA L’ASSEGNO DI MATERNITÀ DELLO STATO

L’assegno di maternità dello Stato è una tantum, dunque si tratta di un solo pagamento e non di un’indennità che viene riconosciuta mensilmente come nel caso dell’assegno di maternità obbligatoria.

QUANDO IL PADRE PUÒ RICHIEDERE L’ASSEGNO DI MATERNITÀ STATALE

Per il padre, sempre nelle rispetto delle condizioni sopraelencate, sono previsti dei requisiti aggiuntivi che lo legittimano a richiedere la prestazione assistenziale al posto della madre, ovvero:

  • in caso di abbandono del figlio da parte della madre o di affidamento esclusivo del figlio al padre, al momento dell’abbandono o dell’affidamento esclusivo deve essere in possesso dei requisiti contributivi previsti per la madre;

  • se è affidatario preadottivo, in caso di separazione dei coniugi avvenuta durante la procedura di affidamento preadottivo, al momento dell’affidamento deve essere in possesso dei requisiti contributivi previsti per la madre;

  • nel caso di un padre adottante, ovvero di adozione senza affidamento durante la separazione dei coniugi, al momento dell’adozione deve essere in possesso dei requisiti contributivi previsti per la madre;

  • se è padre adottante non coniugato, in caso di adozione pronunciata solo nei suoi confronti, al momento dell’adozione deve essere in possesso dei requisiti contributivi previsti per la madre;

  • nel caso in cui ha riconosciuto il neonato o è coniuge della donna adottante o affidataria preadottiva, in caso di decesso della madre naturale o di quella adottiva o affidataria preadottiva. Al momento della domanda, sono necessari il regolare soggiorno e residenza in Italia del padre o del coniuge della deceduta. Inoltre, anche la presenza del minore presso la sua famiglia anagrafica, la potestà sul minore. Si deve anche dimostrare il non affidamento del minore presso terzi e che la donna deceduta non abbia già usufruito dell’assegno.

In quest’ultimo caso non sono richiesti i requisiti sia dei 3 mesi di contributi tra i 18 e i 9 mesi precedenti e sia della perdita del diritto da non più di 9 mesi a prestazioni previdenziali o assistenziali. Ciò in quanto il diritto all’assegno deriva dalla madre o donna deceduta.

COSA SPETTA A CHI PARTORISCE NEL 2024

A chi partorisce nel 2024 spettano una serie di aiuti del cosiddetto pacchetto famiglia 2024, con tanti bonus figli o bonus famiglia 2024. Da non dimenticare anche le novità della Legge di Bilancio 2024, ossia quelle sulla durata e l’indennizzo per il congedo parentale o quelle sul bonus nido.

RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

ALTRI APPROFONDIMENTI E GUIDE UTILI 

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di Valeria C.
Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.
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