CREA: concorso per diplomati, collaboratori tecnici, lavoro da Nord a Sud, stipendio 26mila euro

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Immagine illustrativa generata con IA

Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) ha aperto un concorso per diplomati, ruolo collaboratori tecnici, da assegnare alle sedi del Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia situate in diverse regioni da Nord a Sud.

I posti vacanti sono otto, distinti in tre profili, e per candidarsi alla selezione è necessario avere un diploma di scuola superiore, insieme a una specializzazione nelle attività del ruolo scelto.

La specializzazione può essere maturata con esperienza professionale o attraverso percorsi di formazione.

Lo stipendio tabellare annuo lordo è pari a 26.041,51 euro.

Si offre un contratto di assunzione a tempo pieno e determinato di 12 mesi, prorogabile o rinnovabile.

Le domande di partecipazione vanno inviate entro il 22 ottobre 2026.

Illustriamo di seguito tutto ciò che serve sapere sui profili da selezionare, i requisiti richiesti, come si svolge la procedura selettiva, con quale modalità candidarsi e, infine, rendiamo disponibile il bando da scaricare.

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CONCORSO CREA PER COLLABORATORI TECNICI DIPLOMATI

Il CREA ha pubblicato un bando di concorso, per titoli e colloquio, volto ad assumere otto collaboratori tecnici degli enti di ricerca (CTER) – VI livello, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato e pieno, presso diverse sedi del suo Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia.

Il contratto dura 12 mesi e può essere prorogato o rinnovato, in base alle esigenze del programma di ricerca e alla disponibilità dei fondi, fino a una durata complessiva di 36 mesi o più, per le sole ipotesi previste dall’art. 141 comma 12 del CCNL del 18 gennaio 2024 vigente per un massimo di ulteriori 12 mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi.

Le sedi di lavoro sono presenti nelle seguenti regioni: Campania, Lazio, Abruzzo, Marche, Toscana e Veneto.

Le assunzioni riguardano i progetti “Rete di Informazione sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale delle aziende agricole (RISA-FSDN)” e “Programma di rilevazione dei dati sulla sostenibilità agricola su tutto il territorio nazionale (rete RISA) per l’anno 2026” nelle seguenti aree di specializzazione:

Profilo 1 – supporto tecnico al progetto RISA-FSDN: sei posti

  • Legnaro (Padova) – due posti;
  • Firenze – un posto;
  • Napoli – un posto;
  • Osimo (Ancona) – un posto;
  • Cepagatti (Pescara) – un posto.

Profilo 2 – supporto tecnico alla comunicazione, formazione e diffusione dei risultati dei progetti RISA-FSDN e rete RISA: un posto a Roma, sede di via Barberini n, 36.


Profilo 3 – supporto tecnico alle attività di progettazione ed ingegnerizzazione degli applicativi necessari all’implementazione della FSDN: un posto a Cepagatti (Pescara).


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COSA FA IL COLLABORATORE TECNICO DEL CREA

Il collaboratore tecnico degli enti di ricerca affianca ricercatori e tecnologi e si occupa della parte operativa dei progetti. In questo caso specifico, il lavoro ruota intorno alla RISA, l’indagine europea che raccoglie i dati economici, sociali e ambientali di un campione di aziende agricole. Le mansioni previste cambiano a seconda del profilo:

  • profilo 1: gestisce le banche dati dell’indagine, elabora i dati e prepara report di sintesi, e organizza le videoconferenze. Servono un uso avanzato di Excel e Power-BI, la conoscenza di Windows 11, Office 365 e Microsoft Teams;

  • profilo 2: cura la comunicazione del progetto, con attività giornalistica e media relations, produzione di contenuti video, fotografici e testuali, rapporti con le istituzioni e organizzazione degli eventi di presentazione dei risultati e di formazione degli operatori;

  • profilo 3: progetta e sviluppa gli applicativi gestionali web della rete RISA su piattaforma Microsoft .NET, con MS Visual Studio (C#, ASP.NET MVC e WebForm, Web API, servizi SOAP e RESTful) e almeno un pattern architetturale tra MVC e MVVM.

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REQUISITI RICHIESTI

La selezione del CREA è rivolta a coloro che possiedono i requisiti generali di accesso ai concorsi pubblici:

  • cittadinanza italiana o dell’Unione Europea – requisiti previsti dall’articolo 38, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
  • età non inferiore ad anni 18 e non superiore ad anni 67;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • idoneità fisica al posto da ricoprire;
  • assenza di cause ostative all’accesso al pubblico impiego;
  • posizione regolare nei confronti degli obblighi militari, per i soli candidati di sesso maschile nati entro il 31 dicembre 1985.

Ai candidati è richiesto anche il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado conseguito presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, insieme a una specializzazione attinente al profilo scelto, cioè alle attività descritte in precedenza.

La specializzazione può essere stata maturata tramite esperienza lavorativa, con l’iscrizione a un albo o con percorsi di formazione coerenti. Deve essere dichiarata nella sezione «Questionario requisiti» della domanda, a pena di non ammissione, con tutti gli elementi utili a identificarla. È possibile attestarla allegando la relativa documentazione. Segnaliamo che non va inserita tra i titoli, in quanto è un requisito di accesso e non dà punteggio. La commissione verifica il possesso della specializzazione prima del colloquio.

I concorrenti devono conoscere la lingua inglese a livello intermedio e devono inoltre possedere competenze informatiche di base. Lingua e informatica sono verificate durante il colloquio e si concludono con un giudizio di idoneità, senza attribuzione di punteggio.

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RISERVE DI POSTI

Il bando prevede due riserve, che operano in modo autonomo e non sono cumulabili:

  • 30% dei posti, pari a due posti, ai volontari in ferma prefissata delle Forze Armate e alle altre categorie previste dagli articoli 678, comma 9, e 1014 del decreto legislativo 66/2010;
  • 15% di riserva servizio civile, pari a un posto, per gli operatori volontari che hanno concluso il servizio civile universale senza demerito.

STIPENDIO

Il trattamento economico è quello previsto dal CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027, sottoscritto il 1° luglio 2026 per i principali aspetti del trattamento economico, per il VI livello degli enti di ricerca.

Lo stipendio tabellare annuo lordo è pari a 26.041,51 euro, corrisposto per 12 mensilità, cioè circa 2.170 euro lordi al mese, cui si aggiunge la tredicesima mensilità.

Completano la retribuzione le indennità e le voci accessorie previste dal contratto per il personale degli Enti di ricerca.

COME SI SVOLGE LA PROCEDURA SELETTIVA

La selezione dei candidati avviene per titoli e colloquio, con un punteggio complessivo di 90 punti così ripartiti:

  • colloquio: massimo 60 punti, con una soglia minima di 36 punti per superarlo;
  • titoli: massimo 30 punti.

Non sono previste prove scritte né preselezione. Il colloquio, che può essere svolto anche da remoto, verifica le conoscenze tipiche del profilo di collaboratore tecnico e le materie dell’area di specializzazione scelta. Nel corso della prova orale si accertano anche la conoscenza della lingua l’inglese e il possesso delle competenze informatiche.

VALUTAZIONE DEI TITOLI

I titoli vengono valutati dopo il colloquio, per i soli candidati che lo hanno superato. I 30 punti disponibili sono così suddivisi:

  • titoli di studio, accademici, formazione (titolo superiore al diploma, attestati professionali, corsi di aggiornamento, stage): fino a 8 punti, massimo 4 per titolo;
  • attività lavorativa attinente all’area di specializzazione, presso enti di ricerca, università, pubbliche amministrazioni o datori di lavoro privati: fino a 10 punti, 2 per ogni anno o frazione di anno superiore a sei mesi;
  • titoli professionali e pubblicazioni (abilitazioni, partecipazione a gruppi di lavoro e tavoli tecnici, creazione di banche dati, elaborazione dati, organizzazione di convegni, relazioni e note tecniche): fino a 8 punti, 0,5 per titolo;
  • giudizio complessivo sul curriculum: fino a 4 punti.

La presente selezione pubblica rispetta le nuove regole previste dal regolamento dei concorsi pubblici.

COME PREPARARSI

Prepararsi a questo concorso significa due cose molto concrete: massimizzare il punteggio dei titoli e arrivare pronti al colloquio. Per i titoli è bene inserire ogni esperienza, corso e lavoro tecnico coerente con il profilo in una scheda separata, con date, enti e ruolo svolto. Per il colloquio si suggerisce di ripassare gli strumenti indicati per il proprio profilo – Excel e Power BI, l’ambiente .NET o la produzione di contenuti – e informarsi su come funziona l’indagine RISA.

COME PRESENTARE LA DOMANDA E BANDO

La domanda di ammissione al concorso CREA per collaboratori tecnici deve essere presentata entro il 22 ottobre 2026, unicamente via web attraverso la piattaforma CREA DEMETRA, raggiungibile a questo indirizzo.

Dopo aver selezionato il codice procedura CTER_PB_01_2026, occorre indicare il profilo per il quale ci si candida.

L’accesso alla piattaforma avviene esclusivamente tramite SPID, CIE o identificazione elettronica eIDAS.

Il candidato deve disporre di un indirizzo di posta elettronica certificata a lui intestato, da indicare obbligatoriamente nella domanda. Chi non ha una PEC può leggere in questa pagina come attivarne una immediatamente, online, anche da smartphone.

All’istanza vanno allegati un documento di identità in corso di validità e un curriculum vitae descrittivo, che racconti il percorso formativo e professionale e le competenze acquisite, senza limitarsi all’elenco dei titoli.

Invitiamo gli interessati al concorso per collaboratori tecnici del CREA a leggere attentamente il BANDO (Pdf 450 KB), che è pubblicato in questa sezione del sito web dell’Ente e in questa pagina del portale inPA.

SUCCESSIVE COMUNICAZIONI

Ai candidati ammessi al colloquio viene data comunicazione con almeno quindici giorni di anticipo, alla PEC indicata nella domanda e nella sezione «Comunicazioni» della piattaforma DEMETRA, con data, luogo e ora della prova. La convocazione vale come comunicazione ufficiale: chi non si presenta viene escluso.

Un avviso generale sulla data e sul luogo del colloquio, insieme alla composizione della commissione e ai criteri di valutazione, viene pubblicato nella sezione del sito CREA dedicata al bando. La graduatoria finale viene formata per ciascun profilo e pubblicata sul portale inPA e sul sito del CREA.

CREA – CENTRO DI RICERCA POLITICHE E BIOECONOMIA

Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) è l’ente nazionale di ricerca dedicato all’agroalimentare, vigilato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Il Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia studia le dinamiche economiche e sociali del settore agroalimentare, forestale e della pesca, con analisi sull’andamento del sistema agricolo e sul funzionamento delle filiere. Nasce dall’ingresso nel CREA dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA), fondato da Arrigo Serpieri nel 1928, ed è diretto da Alessio Tola.

Il Centro è l’organo di collegamento tra l’Italia e l’Unione Europea per la rete di informazione contabile agricola (RICA), oggi RISA, l’indagine campionaria che raccoglie i dati sul funzionamento delle imprese agricole in tutti i Paesi dell’UE ed è un supporto essenziale per definire e gestire le politiche agricole. È inoltre soggetto attuatore del programma Rete Rurale Nazionale e ospita l’Ufficio di statistica del CREA.

L’11 settembre 2026 il Centro ha pubblicato il Rapporto RICA 2026, «Le aziende agricole in Italia nel 2024», e a ottobre 2026 prosegue con l’INSOR il ciclo di seminari dedicato alle grandi trasformazioni dell’agricoltura e dei territori rurali.

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Scritto da Laura Guadalupi - Giornalista, esperta di lavoro pubblico e formazione.
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