Flat tax 2023: cos’è, come funziona, novità Legge di Bilancio

Tutte le novità sulla flat tax per autonomi, imprese e lavoratori dipendenti in arrivo con la Legge di Bilancio 2023

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Con la Legge di Bilancio cambiano le regole per le flat tax già vigenti e viene introdotta una nuova flat tax 2023 incrementale.

Innanzitutto, per il regime forfettario l’aliquota agevolata del 15% sarà accessibile ai redditi fino a 85.000 euro (e non fino a 65.000). Poi arriva la flat tax “incrementale” per tutte le pratite iva sul maggiore utile conseguito rispetto al triennio precedente con soglia massima 40.000 euro. Infine, a vantaggio dei lavoratori dipendenti, viene potenziata la tassazione agevolata sui premi di produzione fino a 3.000 euro che passa dal 10 al 5%.

In questa guida vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato cos’è la flat tax, che novità sono previste per il 2023 grazie alla Legge di Bilancio e come funziona questo regime fiscale agevolato in base ai soggetti coinvolti.

FLAT TAX 2023, LE TRE NOVITÀ IN LEGGE DI BILANCIO

Nel testo preliminare della Legge di Bilancio 2023, che vi illustriamo in questo focus, trasmesso alla Camera il 29 novembre 2022 per l’ok definitivo, arriva anche il restyling della flat tax. Durante la conferenza stampa del 21 novembre di presentazione della bozza della Manovra approvata dal Governo, il Premier ha spiegato che in merito al sistema di “tasse piatte” con imposte sostitutive sono previste le seguenti novità:

  • l’estensione dell’aliquota agevolata del 15% ai redditi fino a 85.000 euro dedicata alle partite IVA in regime forfettario. Finora il tetto era a 65.000 euro;

  • l’introduzione della flat tax incrementale per imprese e autonomi diversi dai forfettari. Si tratta di tassazione agevolata al 15% degli incrementi di utile, con una franchigia del 5% e fino a 40.000 euro, rispetto ai maggiori utili registrati nella media dei 3 anni precedenti. Con riguardo alla flat tax incrementale vi consigliamo di leggere il focus dedicato;

  • la riduzione (che equivale ad un potenziamento) dal 10 al 5% dell’imposta sostitutiva sui premi di produzione fino a 3.000 euro a vantaggio dei lavoratori dipendenti.

Ma prima di entrare nel dettaglio delle novità facciamo un passo indietro e vediamo insieme che cosa si intende per flat tax e come funziona.

CHE COS’È LA FLAT TAX

La flat tax (il cui significato è “tassa piatta”), è un sistema di imposizione fiscale non progressivo basato su un’aliquota fissa, al netto di eventuali detrazioni e deduzioni fiscali. In linea generale, la flat tax si riferisce alle imposte sul reddito familiare o a quelle sui profitti delle imprese, tassate appunto in modo “piatto”, cioè con un’aliquota unica, stabilita a prescindere da eventuali soglie / scaglioni di reddito o profitto.

Il principio di base è che, anziché un sistema di tassazione progressivo in cui l’aliquota aumenta in percentuale all’aumentare del reddito, la flat tax prevede un’imposizione fiscale uguale per tutti i soggetti (a prescindere dai redditi percepiti). Ma attenzione, il sistema flat tax “all’italiana” differisce da quello puro. In questo caso viene fissata un’aliquota piatta per determinati gruppi di lavoratori, ma solo entro determinate soglie di reddito per gli autonomi o di guadagno sui premi di produttività per i lavoratori dipendenti.

CHI COINVOLGE LA FLAT TAX

In Italia, per il momento, e tenendo conto anche delle novità introdotte dal Governo Meloni, la flat tax coinvolge esclusivamente i liberi professionisti e autonomi con partita IVA e i lavoratori dipendenti che percepiscono un premio di produzione, ma limitatamente all’aliquota sul premio. Potrebbe essere estesa a tutte le famiglie e imprese nel 2024 ma per ora questa è solo un’ipotesi che spieghiamo più avanti nel paragrafo dedicato alla flat tax estesa.

Andiamo a vedere ora, più nel dettaglio, quali sono le novità previste dalla Legge di Bilancio 2023 in merito alla flat tax e ai soggetti coinvolti.

1) FLAT TAX PARTITE IVA IN REGIME FORFETTARIO

Nel 2023 la flat tax per il regime forfettario sarà concessa entro un tetto più alto di reddito. L‘imposta sostitutiva al 15% (al posto delle aliquote ordinarie IRPEF e addizionali) si applicherà alle partite iva con redditi non superiori a 85.000 euro (quando la soglia precedente era 65.000). La misura riguarda tutti i lavoratori autonomi e le partite IVA con ricavi e compensi annuali non superiori alla soglia fissata, a prescindere da categoria e settore.

Per il resto, le regole sono le stesse del 2022, specie in caso di superamento della soglia di reddito. In particolare, nel caso gli interessati dovessero superare il tetto reddituale nel periodo d’imposta di riferimento, si presenterebbero le due seguenti possibilità:

  • in caso di ricavi o compensi di ammontare compreso tra 85.001 euro e 100.000 euro, il regime forfettario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo;

  • in caso di ricavi o compensi di ammontare superiore a 100.000 euro il regime forfettario cessa di avere applicazione dall’anno stesso.

La platea di beneficiari, secondo le stime del Ministero dell’Economie e delle Finanze, supererà di poco le 100.000 persone. A questa “tassa piatta”, il Governo ha abbinato anche la cosiddetta “flat tax incrementale”, sempre dedicata a partite IVA (ma non in regime forfettario) di cui vi parliamo qui di seguito.

2) FLAT TAX INCREMENTALE

L’Esecutivo, nel testo preliminare della Legge di Bilancio 2023, ha anche introdotto la cosiddetta “flat tax incrementale”. Dedicata ad autonomi e imprese (partite iva non in regime forfettario) si tratta di una “tassa piatta” incrementale, opzionale, con una franchigia del 5% e un tetto massimo di 40.000 euro di reddito. Ma cosa significa esattamente? In sostanza, con questo meccanismo viene applicata l’aliquota sostitutiva del 15% (al posto delle aliquote ordinarie IRPEF e addizionali) solo alla quota dell’incremento di reddito limitatamente all’anno 2023, parametrato al più alto reddito dichiarato nei 3 anni precedenti (2020, 2021, 2022) e assoggettato all’IRPEF. La tassa piatta, quindi, viene applicata solo al “guadagno” percepito e non a tutto il reddito.

La base imponibile non può comunque superare 40.000 euro e l’eventuale eccedenza viene assoggettata ad imposizione IRPEF secondo i criteri ordinari. A detta soglia si aggiunge la franchigia pari al 5% dell’importo più elevato dichiarato negli anni dal 2020 al 2022, che resta assoggettata regolarmente all’IRPEF. In pratica, quindi, la minore aliquota troverà applicazione solo qualora l’incremento sia maggiore del 5% del reddito “di confronto”, vale a dire il più elevato del triennio precedente al 2023. Per maggiore chiarezza facciamo un esempio:

Ipotizziamo quattro diversi redditi negli anni 2023, 2022, 2021 e 2020:

  • Reddito 2023 = 200.000 euro
  • Reddito 2022 = 100.000 euro
  • Reddito 2021 = 190.000 euro
  • Reddito 2020 = 150.000 euro

Facciamo la differenza tra reddito 2023 e reddito 2021 (200.000 – 190.000)= 10.000 euro;

  • 5% del reddito 2021 = 9.500 euro.

Base imponibile assoggettabile a flat tax = 10.000 (differenza tra reddito 2023 e reddito 2021) – 9.500 (5% del reddito 2021) = 500 euro. La base imponibile sui cui applicare l’aliquota al 15% sarà di 500 euro (per il resto del reddito non incrementale continuerà ad applicarsi l’aliquota ordinaria).

Infine, la norma chiarisce anche che di tale eccedenza si tiene comunque conto ai fini della spettanza e per la determinazione di deduzioni, detrazioni o benefìci di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria, qualora il riconoscimento dei benefici sia subordinato al possesso di requisiti reddituali. Si tratta quindi di una misura che premia la crescita e chi, in questi anni difficili, è riuscito a fare meglio e a dare una svolta positiva alla propria professione.

3) FLAT TAX SUI PREMI DI PRODUTTIVITÀ

Terza e ultima novità sulla flat tax è quella relativa ai premi di produttività che, nella Legge di Bilancio 2023, viene rinforzata: l’imposta sostitutiva che si sostituisce alle aliquote IRPEF e addizionali passa infatti dal 10 al 5%. Si ricorda che i premi di produzione – o premi di produttività – sono compensi aggiuntivi che possono essere erogati ai lavoratori in busta paga in aggiunta allo stipendio base a seguito del raggiungimento di un particolare miglioramento delle performance da parte dell’azienda o di particolari risultati in termini di innovazione, qualità e organizzazione.

In sostanza, i dipendenti del settore privato, dal 1° gennaio 2023, potranno contare su un regime agevolato al 5% sui premi entro i 3.000 euro annui a patto che si tratti di redditi fino a 80.000 euro lordi all’anno (sopra tale soglia si applicherà la precedente percentuale del 10%).

QUANTO DURA LA FLAT TAX?

Secondo quanto stabilito nella bozza di Legge di Bilancio, la flat tax per le partite IVA in regime forfettario è strutturale, cioè non necessita di rinnovo dal 2024 e vale – per chi è in possesso dei requisiti – dal 1° gennaio 2023. Invece, la flat tax incrementale sarà in vigore solo per l’anno 2023. In scadenza al 31 dicembre 2023 anche la riduzione della tassazione sui premi di produttività. Questo è quanto prevedono le disposizioni attuali, ma per avere certezza su tutto bisognerà attendere la pubblicazione del testo ufficiale della Legge di Bilancio 2023 emendata dal Parlamento.

VERSO LA FLAT TAX ESTESA NEL 2024

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della bozza della Legge di Bilancio 2023, il Premier Meloni e il Ministro delle Finanze hanno chiarito che questa prima “flat tax” a tre anime, è solo il primo passo di una riforma fiscale più ampia. Il Governo intende, infatti, rendere strutturale ognuno dei tre aspetti del nuovo regime “flat tax” ed estendere il sistema ad aliquota fissa a tutti, entro il 2024. Per adesso non è stato possibile mettere in campo questa modifica a causa dei costi eccessivamente elevati, ma già si lavora in questa direzione per garantire un sistema fiscale agevolato nel corso del prossimo anno.

TESTO PRELIMINARE DELLA LEGGE DI BILANCIO 2023

Vi consigliamo di leggere anche il nostro approfondimento per conoscere quali sono le altre misure per famiglie, imprese, giovani, donne e lavoratori inserite nel testo preliminare della Legge di Bilancio 2023, inviato alla Camera il 29 novembre 2022.

Si precisa che entro la fine dell’anno le misure previste potrebbero cambiare e noi vi aggiorneremo su tutto.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo anche il nostro approfondimento sul bonus bollette con fringe benefits fino a 3000 euro. Per scoprire altre interessanti novità legislative vi invitiamo a visitare questa pagina. Se volete restare aggiornati sugli aiuti alle famiglie e ai lavoratori, consultate questa sezione. In questa pagina, invece, trovate le notizie sugli aiuti per le imprese. Vi ricordiamo che è possibile iscriversi gratis alla nostra newsletter e al nostro canale Telegram, per avere le notizie in anteprima.

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FabioRonchi

questa è la migliore spiegazione che ho trovato online, dopo aver letto diversi articoli che facevano confusione ed erano incomprensibili. Complimenti a chi ha scritto il testo