Il Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2025 ha finalmente sbloccato il Fondo “Dopo di noi”.
Si tratta di un serbatoio di risorse nato per mettere in campo delle specifiche tutele per le persone con gravi disabilità quando viene meno il sostegno familiare, ma fino ad ora mai partito.
Già il 7 febbraio dell’anno scorso, infatti, un decreto ministeriale aveva stabilito la ripartizione delle risorse tra le Regioni, pari a 76.100.000 euro. Tuttavia, l’accordo su come procedere non è stato mai raggiungo. Così il governo, con un apposito decreto, ha deciso di intervenire direttamente.
In questa guida vi spieghiamo cos’è il Fondo Dopo di noi, a chi si rivolge e quali misure per disabili finanzia.
Indice:
COS’É IL FONDO “DOPO DI NOI”
Il Fondo Dopo di noi è una riserva di risorse pubbliche stanziate per garantire specifiche tutele alle persone con gravi disabilità prive di sostegno familiare. Previsto dalla Legge 112 del 22 giugno 2016, il suo obiettivo è quello di garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone con disabilità, consentendogli di continuare a vivere – anche quando i genitori non possono più occuparsi di loro – in contesti il più possibile simili alla casa familiare o avviando processi di deistituzionalizzazione.
Il Fondo è disciplinato dal Decreto interministeriale del 23 novembre 2016 che che fissa i requisiti per le prestazioni a carico del Fondo. Le risorse, pari a 76.100.000 euro, erano state individuate dal Decreto interministeriale del 22 dicembre 2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.31 del 7-2-2024, e sarebbero dovute arrivare alla Regioni (che a loro volta le avrebbero ripartite tra i Comuni) già l’anno scorso. Tuttavia, non è stato raggiunto subito un accordo. È stato il Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2025, quasi un anno dopo, a intervenire per sbloccare le risorse.
FONDI SBLOCCATI NEL 2025
Il Consiglio dei Ministri ha autorizzato, il 4 dicembre 2025, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministro per le Disabilità ad adottare un decreto interministeriale per la distribuzione dei fondi relativi al 2024. Tale autorizzazione è stata emessa poiché non è stata raggiunta l’intesa in sede di Conferenza Unificata. Quindi, per scongiurare ulteriori ritardi nella procedura di riparto e assegnazione delle risorse alle singole Regioni, è intervenuto il Governo.
Il passo successivo sarà quindi l’adozione formale e la firma del decreto interministeriale da parte dei due Ministri competenti. Una volta firmato, il decreto verrà inviato agli organi di controllo e successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Questo formalizzerà la ripartizione dei fondi e le somme verranno assegnate e messe a disposizione delle singole Regioni.
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Vediamo, intanto, a chi si rivolge il fondo e come funziona.
A CHI SI RIVOLGE
Il Fondo si rivolge, finanziando diverse misure che vedremo in seguito, a tutte le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, senza limite d’età. Si tratta della platea identificata dal Decreto interministeriale del 23 novembre 2016.
I requisiti e le modalità di accesso alle risorse sono stabiliti dalle Regioni mediante indirizzi di programmazione e previa valutazione “multidimensionale” effettuata da un’equipe di professionisti, regolamentate da ciascuna Regione, in cui siano presenti almeno assistenti sociali e medici.
L’analisi è “multidimensionale” perché analizza le diverse dimensioni del funzionamento della persona con disabilità interessata, in prospettiva della sua migliore qualità della vita, almeno nelle seguenti aree:
- cura della propria persona inclusa la gestione di interventi terapeutici;
- mobilità;
- comunicazione ed altre attività cognitive;
- attività strumentali e relazionali della vita quotidiana.
Questa valutazione serve a formulare un progetto personalizzato per la persona con disabilità che individui gli specifici sostegni a lei necessari, a partire dalle prestazioni sanitarie, sociali e sociosanitarie. Il progetto personalizzato contiene anche il budget, quale insieme di tutte le risorse economiche, umane e strumentali.
COME FUNZIONA
Le risorse del fondo vengono messe a disposizione delle varie Regioni. Il Ministero eroga quindi i fondi alle Regioni, che a loro volta li useranno per attuare misure in tutela di persone con disabilità grave che non abbiano una famiglia che li possa supportare.
Una volta erogati i finanziamenti statali, gli step da seguire sono questi:
- le Regioni definiscono gli indirizzi della programmazione, propedeutica all’erogazione delle risorse che consentono poi di realizzare gli interventi sul territorio;
- i Comuni, organizzati a livello di Ambiti territoriali, sono responsabili dell’attuazione concreta degli interventi e dei servizi. Effettuano prima una valutazione multidimensionale della situazione del disabile e poi, realizzano un progetto personalizzato per garantirgli il giusto sostegno.
QUANTO SPETTA A OGNI REGIONE
Come già stabilito dal Decreto interministeriale del 22 dicembre 2023, i 76.100.000 euro, verrà così distribuiti alle regioni:
- ABRUZZO: 1.658.980 euro;
- BASILICATA: 715.340 euro;
- CALABRIA: 2.427.590 euro;
- CAMPANIA: 7.587.170 euro;
- EMILIA-ROMAGNA: 5.806.430 euro;
- FRIULI-VENEZIA GIULIA: 1.529.610 euro;
- LAZIO: 7.617.610 euro;
- LIGURIA: 1.887.280 euro;
- LOMBARDIA: 13.172.910 euro;
- MARCHE: 1.917.720 euro;
- MOLISE: 380.500 euro;
- PIEMONTE: 5.456.370 euro;
- PUGLIA: 5.167.190 euro;
- SARDEGNA: 2.085.140 euro;
- SICILIA: 6.346.740 euro;
- TOSCANA: 4.718.200 euro;
- UMBRIA: 1.088.230 euro;
- VALLE D’AOSTA: 159.810 euro;
- VENETO: 6.377.180 euro.
Ogni regione, quindi, sa già quanto riceverà. Il decreto di cui si è in attesa, di fatto, deve solo stabilire come verranno riconosciuti.
PRIORITÀ DI ACCESSO AL FONDO
L’accesso alle misure a carico del Fondo deve essere prioritariamente garantito alle persone che necessitino con maggiore urgenza degli interventi. Per definire le priorità, gli Enti territoriali devono mettere in campo una “valutazione multidimensionale” (articolo 2, comma 2 del Decreto interministeriale del 23 novembre 2016) tenendo conto di vari fattori quali:
- le limitazioni dell’autonomia;
- i sostegni che la famiglia del disabile grave è in grado di fornire;
- la condizione abitativa e ambientale;
- le condizioni economiche della persona con disabilità e della sua famiglia.
In esito alla valutazione, è in ogni caso garantita una priorità di accesso alle seguenti:
- persone con disabilità grave mancanti di entrambi i genitori, del tutto prive di risorse economiche reddituali e patrimoniali, che non siano i trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità;
- persone con disabilità grave i cui genitori, per ragioni connesse, in particolare, all’età ovvero alla propria situazione di disabilità, non sono più nella condizione di continuare a garantire loro nel futuro prossimo il sostegno genitoriale necessario ad una vita dignitosa;
- persone con disabilità grave inserite in strutture residenziali dalle caratteristiche molto lontane da quelle che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare.
COSA FINANZIA IL FONDO DOPO DI NOI
Ma quali sono le misure che vengono finanziate? Con le risorse del Fondo Dopo di noi possono essere finanziati i seguenti interventi:
- percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine, ovvero per la deistituzionalizzazione in soluzioni alloggiative che riproducono le condizioni abitative quanto più possibile proprie dell’ambiente familiare;
- interventi di supporto alla domiciliarità in soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare;
- programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, e, in tale contesto, tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
- interventi di realizzazione di innovative soluzioni alloggiative, mediante il possibile pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione e messa in opera di impianti e attrezzature necessarie per il funzionamento degli alloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto tra persone con disabilità;
- in via residuale, interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extra familiare.
COME ACCEDERE AL FONDO DOPO DI NOI
Per fare richiesta di accesso alle misure inserite nel Fondo Dopo di noi è necessario rivolgersi al Comune di residenza o al relativo Ambito territoriale.
Questi i passaggi da seguire:
- la famiglia, i servizi sociali o i tutori della persona con disabilità grave si devono rivolgere agli Ambiti territoriali o Comuni di riferimento;
- Comuni o Ambiti territoriali raccolgono i requisiti formali di accesso dei richiedenti e valutano la compatibilità delle richieste mediante un’apposita procedura identificativa dei dati personali;
- il personale effettua la “valutazione multimensionale” del contesto di vita della persona, dei servizi utilizzati dalla persona e del quadro delle risorse economiche pubbliche e private investite a sostegno della persona;
- sulla base di tali fattori e della condizione specifica del disabile, un’équipe pluri professionale realizza un progetto personalizzato di assistenza al destinatario, in base ai criteri stabiliti dall’articolo 2, comma 3 del Decreto interministeriale del 23 novembre 2016;
- il disabile viene inserito in una specifica misura finanziata con il Fondo Dopo di noi.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 112 del 22 giugno 2016 (Pdf 106 Kb);
- Decreto interministeriale del 23 novembre 2016 (Pdf 6 Mb);
- Decreto interministeriale del 22 dicembre 2023 (Pdf 97 Kb) pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.31 del 7-2-2024.
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Da leggere la guida su quali sono gli aiuti per disabili e l’articolo specifico su gli aiuti per disabili nelle scuole.
Inoltre, scoprire bonus e agevolazioni disponibili per famiglie, è possibile visitare la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.
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Grazie. Articolo completo e molto utile
Grazie a lei per questo messaggio, ci fa molto piacere!