Neet: chi sono e quanti sono in Italia e in Europa?

Chi sono i NEET, quanti sono in Italia e in Europa e quali sono i dati relativi a questo fenomeno? Facciamo il punto.

neet
Photo credit: westock productions / Shutterstock.com

Una delle più gravi emergenze che riguarda il mondo del lavoro e i giovani è quella dei NEET, i giovani tra i 15 e i 34 anni che non studiano, non lavorano e non fanno formazione.

In Italia la misura del fenomeno ha raggiunto i primi posti tra gli Stati europei: 1 ragazzo su 4 rientra nella categoria con una percentuale del 25,1%.

Scopriamo insieme chi sono e quanti sono i NEET basandoci sui dati raccolti da Eurostat, Istat e INAPP e forniamo un identikit completo.

CHI SONO I NEET

I NEET sono i giovani tra i 15 e i 34 anni che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in percorsi di formazione. L’acronimo NEET si riferisce all’espressione inglese “Not in Employment, Education or Training” , si usa in tutta Europa per descrivere questa specifica categoria di ragazzi ed è un indicatore della quantità di energie e intelligenza “sprecate” dalle giovani generazioni.

Più in particolare, all’interno del bacino degli oltre 3 milioni di NEET europei, ad oggi ci sono:

  • i giovani disoccupati, ovvero chi non ha un impiego ma lo sta cercando (circa 1 milione);

  • i giovani inattivi, cioè chi non ha un lavoro ma non lo sta cercando, (i restanti 2 milioni).

NEET: QUANTI SONO IN ITALIA E IN EUROPA

L’Italia ha raggiungo il record, è il paese in cui ci sono più NEET rispetto a tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. I NEET in Italia hanno infatti superato i 3 milioni raggiungendo quanta 3.047.000. Parliamo del 25,1% dei giovani italiani, con rapporto 1 a 4.

Questi numeri sono aumentati a dismisura nel corso degli ultimi anni facendo schizzare il nostro Pese tra i primi dell’Europa per numero di NEET. Nel corso del 2020 – 2021, con la crisi occupazionale aggravata dal Covid, il quadro è ulteriormente peggiorato.

Ecco i dati sui NEET per i paesi dell’Unione Europea raccolti da Eurostat (2020):

  • Italia: 25,1%

  • Grecia: 21%

  • Bulgaria: 19%

  • Spagna: 18,6%

  • Romania: 17%

  • Slovacchia: 15%

  • Ungheria: 14%

  • Croazia: 14%

  • Irlanda: 14%

  • Cipro: 14%

  • Francia: 14%

  • Repubblica Ceca: 13%

  • Polonia: 12,6%

  • Belgio: 12%

  • Lituania: 12%

  • Estonia: 11,9%

  • Lettonia: 11,8%

  • Portogallo: 11,2%

  • Finlandia: 11%

  • Danimarca: 10,9%

  • Austria: 10,8%

  • Malta: 10,5%

  • Germania: 10%

  • Slovenia: 9,8%

  • Lussemburgo: 9,2%

  • Svezia: 7%

  • Paesi Bassi: 7%

Ampliando la panoramica all’intera Europa, quindi comprendendo anche paesi che non sono parte dell’Unione Europea, risultano davanti all’Italia per un maggior numero di NEET solo 3 paesi: Turchia (33,6%), Montenegro (28,6%) e Macedonia (27,6%). Anche in Serbia la quota di Neet è elevata (20,6%). Hanno invece numeri decisamente limitati paesi come Islanda (9,2%), Norvegia (9%) Svizzera (7%) – Fonte dati Eurostat 2020.

IL DRAMMA QUOTE ROSE TRA I NEET

Dei 3.047.000 NEET in Italia, ben 1,7 milioni sono donne. Il 25% delle ragazze con meno di 30 anni rientra nel gruppo e delle 8,6 milioni di donne in questa condizione in tutta Europa, un terzo appartiene all’Italia. Peraltro il range d’età di riferimento influenza ancora di più i dati e, nello specifico:

  • nella fascia tra i 15 e i 19 anni la percentuale di ragazze NEET sale al 45%;

  • nella la fascia d’età tra i 30 e i 34 anni, la percentuale raggiunge il 66%.

DOVE VIVONO I NEET IN ITALIA

Con riferimento alla distribuzione geografica è il Sud quello con i numeri più preoccupanti, con l’Italia che risulta divisa in due macro blocchi:

  • la zona centro-settentrionale, che è in linea o al di sotto della media europea (15%);

  • l’intera area del Mezzogiorno, in cui si evidenziano le maggiori criticità (circa il 29%).

La situazione è drammatica in Sicilia dove il numero di NEET tra i 15 e i 24 anni è pari al 30,3%. La percentuale è invece è di poco inferiore in Calabria (28,4%) e in Campania (27,3%), ma pur sempre tristemente al di sopra della media nazionale ed europea. Più precisamente, dai dati raccolti da INAPP e Istat e ripresi nel Piano NEET realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Giovanili questa è la dislocazione territoriale nel 2019 in Italia:

  • Sicilia: 30,3%

  • Calabria: 28,4%

  • Campania: 27,3%

  • Puglia: 23,6%

  • Sardegna: 21,8%

  • Basilicata: 19,7%

  • Molise: 20,3%

  • Lazio: 17,3%

  • Abruzzo: 16,3%

  • Piemonte: 15,1%

  • Toscana: 13%

  • Liguria: 12,9%

  • Umbria: 12,8%

  • Valle d’Aosta: 12,7%

  • Lombardia: 12,6%

  • Friuli Venezia Giulia: 12,2%

  • Emilia Romagna: 12,1%

  • Veneto: 11,1%

  • Trentino Alto Adige: 9,8%.

LA “LOST GENERATION”: ALTRI FATTORI IN ITALIA E IN UE

Lo scenario di quella che il premier Mario Draghi ha definito la “Lost Generation” è molto preoccupante e non riguarda solo il boom di NEET registrato negli ultimi anni. Ad evidenziarlo sono stati Eurostat, Ocse, ed Istat con l’emersione di un altro dato italiano fuori misura: l’alta quota di abbandoni prematuri della scuola. Nel secondo trimestre 2020, infatti, il percorso formativo si è interrotto molto presto per il 13,5% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni (si tratta dei ragazzi che hanno al più la licenza media). Unendo queste ultime risultanze a quelle sui giovani che non studiano e non lavorano si delinea quindi un quadro molto particolare:

  • nella fascia d’età scolare, tra i 15 e i 19 anni, i NEET italiani sono il 75% in più della media UE;

  • nella fascia universitaria, di età compresa tra 20 e 24 anni, sono il 70% rispetto al dato europeo.

In sintesi, un giovane su 3 tra i 20 e i 24 anni è NEET. Tra i giovanissimi, di età compresa tra 15 e 19 anni, 1 su 10 è fuori dal mondo della scuola e del lavoro.

L’AIUTO DEL GOVERNO PER I NEET

Il Governo ha predisposto un piano NEET finalizzato a ridurre l’inattività dei giovani italiani con diversi interventi suddivisi in tre “macro fasi”, dall’emersione (individuazione dei NEET) all’ingaggio fino all’attivazione. Per conoscere nel dettaglio cosa farà il Governo per aiutare i giovani che non studiano e non lavorano vi consigliamo di leggere l’approfondimento sul Piano NEET.

FONTI

Rilevazioni Istat sulla forza lavoro anno 2020;

Rilevazioni Eurostat sul Mercato del Lavoro;

Rapporto INAPP 2021 lavoro, formazione e società in Italia nel passaggio all’era post Covid-19 (Pdf 543 Kb);

Dossier del Ministero delle Politiche Giovanili e del Ministero del Lavoro NEET Working (Pdf 1Mb).

APPROFONDIMENTI, ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Se siete interessati all’argomento vi consigliamo di leggere anche i nostri approfondimenti sul Piano Nazionale Nuove Competenze e sul programma GOL. Sono disponibili anche la guida sul sistema duale (alternanza scuola – lavoro per i giovani) e sul Fondo nuove competenze. In questa pagina poi, trovate gli aiuti per i giovani previsti nell’ultima Legge di Bilancio.

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