Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 2 luglio 2026, n. 119 (il cosiddetto “DDL Merito”), il governo ha introdotto un nuovo meccanismo di riconoscimento di premi ai dipendenti della Pubblica Amministrazione (PA) che raggiungono i risultati migliori.
Il sistema punta a valorizzare il merito, collegando premi economici e opportunità di crescita professionale alla valutazione della performance e superando il sistema che negli ultimi anni ha spesso distribuito i premi in modo quasi uniforme, introducendo invece criteri più selettivi.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia e come funzioneranno i nuovi premi ai dipendenti pubblici.
PREMI AI DIPENDENTI PA, COME CAMBIA IL TRATTAMENTO ACCESSORIO
Una novità introdotta dalla Legge sulla carriera dirigenziale nella Pubblica Amministrazione riguarda il trattamento economico accessorio, ossia la quota variabile dello stipendio destinata a premiare la performance.
La legge stabilisce un principio molto chiaro: la retribuzione accessoria dovrà essere progressiva e strettamente proporzionale alla valutazione ottenuta.
Di conseguenza:
- i dipendenti che conseguiranno le valutazioni migliori riceveranno incentivi economici più elevati;
- chi otterrà risultati meno positivi percepirà una quota accessoria inferiore.
Il sistema punta quindi a rafforzare il collegamento tra qualità del lavoro svolto, risultati raggiunti e retribuzione, superando la distribuzione quasi automatica degli incentivi che ha caratterizzato molte amministrazioni negli ultimi anni.
A questo si affianca un meccanismo redistributivo che coinvolge i dirigenti: le economie derivanti dalla riduzione della retribuzione di performance dei dirigenti saranno destinate a incrementare le risorse per la retribuzione di performance del personale non dirigenziale, secondo le modalità definite dalla contrattazione integrativa.
In altre parole, una maggiore selettività nelle valutazioni dei dirigenti si traduce in un ampliamento del fondo disponibile per premiare i dipendenti non dirigenziali più meritevoli.
STOP AI PREMI RISULTATO DISTRIBUITI INDISTINTAMENTE
Uno dei principali problemi evidenziati negli ultimi anni riguardava proprio il sistema delle valutazioni.
La Corte dei conti aveva infatti rilevato che, in numerosi ministeri, circa il 92% dei dipendenti risultava collocato nella fascia di eccellenza, ottenendo quindi i premi economici più elevati.
Una situazione ritenuta incompatibile con una reale valutazione del merito, tanto da essere spesso definita come la politica del “tutti promossi”. Con la riforma il legislatore cerca di superare questa criticità introducendo criteri molto più selettivi.
ARRIVA IL TETTO ALLE VALUTAZIONI ECCELLENTI
Per evitare che tutti ricevano il massimo punteggio, la Legge sulla carriera dirigenziale nella pubblica amministrazione introduce un limite alle valutazioni eccellenti, stabilendo che all’interno di ciascun ufficio:
- le valutazioni massime non potranno superare il 30% del personale appartenente alla stessa categoria o qualifica;
- il cosiddetto bonus annuale delle eccellenze potrà essere riconosciuto soltanto al 20% dei dipendenti che hanno già ottenuto la valutazione massima.
COME SARANNO VALUTATI I DIPENDENTI PUBBLICI
Il nuovo sistema di valutazione punta ad abbandonare i giudizi generici per concentrarsi maggiormente su risultati concreti e verificabili. Le amministrazioni dovranno individuare obiettivi misurabili e assegnarli all’inizio dell’anno.
La valutazione terrà conto di diversi elementi, tra cui:
- raggiungimento degli obiettivi assegnati;
- capacità organizzative e collaborazione con colleghi e uffici;
- problem solving;
- capacità di adattamento e innovazione;
- qualità del lavoro svolto.
Progressivamente potranno essere coinvolti anche altri soggetti nella valutazione, compresi organismi indipendenti e, quando possibile, gli utenti dei servizi pubblici.
La valutazione della performance diventa quindi uno degli strumenti attraverso cui individuare i dipendenti con maggiore potenziale professionale.
Ogni dirigente dovrà redigere annualmente una relazione nella quale segnalare il personale ritenuto idoneo a ricoprire incarichi superiori o dirigenziali, e queste informazioni potranno essere utilizzate nei futuri percorsi di crescita professionale previsti dalla riforma.
QUANDO ENTRANO IN VIGORE LE NUOVE REGOLE SUI PREMI PA
La riforma è ormai legge a tutti gli effetti: si tratta della Legge 2 luglio 2026, n. 119, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, con entrata in vigore il 19 luglio 2026.
Molte disposizioni, tuttavia, diventeranno operative solo dopo l’emanazione dei sei decreti attuativi previsti entro la fine del 2026.
I provvedimenti definiranno nel dettaglio:
- i nuovi criteri di valutazione della performance;
- le modalità di assegnazione dei premi;
- i percorsi di sviluppo professionale.
Solo dopo questa fase inizierà l’applicazione delle nuove regole nelle migliaia di amministrazioni pubbliche italiane.
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LEGGE SULLA CARRIERA DIRIGENZIALE NELLE PA
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