Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge che introduce un iter alternativo per diventare Dirigente Pubblico, senza passare da un concorso tradizionale.
Il sistema valido per la dirigenza di seconda fascia nelle PA premia solo il 30% dei candidati con i punteggi massimi su esperienza, performance e merito. Restano attivi i canali tradizionali per l’accesso come il corso-concorso SNA, i concorsi interni e l’avanzamento per merito.
In questo articolo vi spieghiamo cosa prevede la nuova riforma e cosa cambia per l’accesso alla dirigenza nelle PA.
ASSUNZIONI DI UN DIRIGENTE PUBBLICO SENZA CONCORSO, COSA PREVEDE IL DECRETO
Il nuovo percorso che permette di diventare Dirigente Pubblico senza concorso è divenuto realtà. Infatti, il Disegno di Legge chiamato “DDL Merito” è stato approvato in via definitiva del Consiglio dei Ministri del 30 Giugno 2025 e prevede che:
- l’accesso alla dirigenza PA di seconda fascia per il 30% dei posti disponibili possa essere assegnato senza concorso pubblico;
- potranno candidarsi i funzionari con almeno 5 anni di servizio e i quadri con almeno 2 anni di esperienza nell’area dell’elevata qualificazione.
La selezione non avverrà tramite prove teoriche, ma attraverso un processo articolato in due fasi:
- la prima fase consiste in una valutazione comparativa, basata su una prova, una relazione firmata dal dirigente sovraordinato e sull’analisi della performance individuale;
- la seconda fase prevede un periodo di osservazione sul campo, della durata minima di 4 anni, durante il quale verranno monitorate le capacità organizzative, la leadership e i comportamenti professionali.
La Commissione incaricata della valutazione sarà composta da 7 membri. Ossia, dirigenti generali estratti a sorte, due professionisti anche provenienti dal settore privato e un presidente esterno, per garantire imparzialità e trasparenza. Chi supera la selezione riceverà un incarico dirigenziale temporaneo della durata di 3 anni, rinnovabile una sola volta previa valutazione positiva.
L’iter è parte della riforma della PA, proposta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che punta a valorizzare l’esperienza, le competenze e i risultati ottenuti dai dipendenti pubblici. Scopriamo cosa cambia con queste nuove regole inserite nel DDL.
COSA CAMBIA
Con il nuovo “DDL merito”, il sistema di accesso alla dirigenza nella PA cambia radicalmente, in quanto non sarà più obbligatorio partecipare a dei concorsi pubblici per divenire Dirigente Pubblico di seconda fascia. Come spiegato, l’accesso sarà condizionato alla valutazione delle performance, per introdurre un percorso più aderente alla realtà lavorativa. L’attenzione non è più rivolta esclusivamente alle conoscenze teoriche, ma si concentra sulle competenze pratiche, sulla capacità di raggiungere obiettivi concreti e di guidare efficacemente gruppi di lavoro.
Attenzione però, in quanto questa novità riguarda solo il 30% di coloro che sono già dipendenti PA. Ossia, quelli con i punteggi più alti avranno l’accesso ai maggiori riconoscimenti economici e alle opportunità di carriera verso la dirigenza di seconda fascia. Il trattamento retributivo sarà quindi strettamente legato ai risultati ottenuti, premiando chi dimostra di possedere reali capacità gestionali e organizzative.
Per il resto, oltre al nuovo percorso basato sul merito, restano attivi anche i canali tradizionali per accedere alla dirigenza pubblica. Ovvero:
- il corso-concorso SNA, organizzato dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione, continuerà a riservare il 50% dei posti per la prima fascia dirigenziale;
- i concorsi pubblici interni banditi dalle singole Amministrazioni manterranno la quota del 20% per la dirigenza;
- l’avanzamento interno nelle PA, basato sulla valorizzazione delle esperienze, consentirà di coprire il 50% dei posti da Dirigente per la prima fascia.
Le nuove disposizioni si applicheranno anche a Regioni, Province, Comuni e autonomie speciali, nel rispetto dei rispettivi ordinamenti, estendendo così l’impatto della riforma a tutto il sistema pubblico.
QUANDO ENTRA IN VIGORE IL NUOVO DDL
L’entrata in vigore del nuovo sistema di accesso alla dirigenza, avverrà con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DDL Merito. Ricordiamo che il Disegno di Legge ha ricevuto il via libera definitivo dal Consiglio dei Ministri il 30 Giugno 2025, dopo un primo passaggio il 13 Marzo 2025, come illustrato in questo articolo.
Successivamente, per la sua piena attuazione, le Amministrazioni dovranno adottare i regolamenti che definiranno nel dettaglio le modalità operative del nuovo sistema, inclusi i criteri di valutazione e le procedure di selezione. E noi, vi faremo sapere appena il Ministero fornirà linee guida in tal senso. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.
TESTO DEL DDL MERITO CHE PREVEDE L’ACCESSO ALLA DIRIGENZA SENZA CONCORSO
In attesa che il testo finale del DDL sia pubblicato in Gazzetta Ufficiale, mettiamo a vostra disposizione lo Schema di Disegno di Legge (Pdf 176 Kb) che contiene “Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni”.
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
A proposito di novità per il pubblico impiego, mettiamo a vostra disposizione la guida al Decreto PA 2025 convertito in Legge, dove vi spieghiamo nel dettaglio quali sono le novità e cosa cambia. La norma, infatti, prevede anche il via al concorso Unico nelle Pubbliche Amministrazioni per dirigenti e altre figure.
Con l’approvazione, è stata sospesa anche la norma “taglia idonei” e approvate nuove regole per l’apprendistato nella Pubblica Amministrazione.
Vi invitiamo a consultare la pagina dei concorsi pubblici, che è costantemente aggiornata con i nuovi bandi indetti. Potete anche conoscere i prossimi concorsi in uscita per scoprire quali bandi verranno pubblicati nei prossimi mesi e prepararvi per tempo.
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