Con la riforma della carriera dirigenziale nella Pubblica Amministrazione, diventata legge, cambia profondamente il percorso per diventare Dirigente Pubblico.
Per la prima volta viene introdotto un canale alternativo al concorso tradizionale, basato sul merito e sull’esperienza maturata all’interno della PA.
La riforma riguarda sia la dirigenza di seconda fascia sia la dirigenza di prima fascia, con regole distinte per ciascuna. È importante conoscere bene questa distinzione per evitare confusioni.
In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio cosa prevede la legge, chi può accedere al nuovo percorso e cosa cambia rispetto al sistema precedente.
DIRIGENZA DI SECONDA FASCIA: IL NUOVO PERCORSO SENZA CONCORSO
Il cuore della riforma riguarda l’accesso alla dirigenza di seconda fascia.
La legge stabilisce che una quota pari al 30% dei posti disponibili verrà assegnata tramite una selezione alternativa al concorso classico, basata su titoli, esperienza e valutazione delle performance.
Questo nuovo canale non sostituisce i percorsi già esistenti, che rimangono pienamente attivi, ma si aggiunge ad essi come terza via di accesso alla dirigenza pubblica.
Chi può candidarsi? Possono accedere a questa selezione:
- i funzionari pubblici con almeno 5 anni di servizio nell’area delle elevate professionalità o in posizioni equivalenti;
- i lavoratori dell’area delle Elevate Qualificazioni (ex categoria A o quadri) con almeno 2 anni di esperienza in tale area.
Come funziona la selezione? La selezione si articola in due fasi distinte:
Prima fase — valutazione comparativa:
- una prova scritta o pratica attinente alle funzioni dirigenziali da svolgere;
- una relazione del dirigente sovraordinato che attesti le capacità organizzative e i comportamenti professionali del candidato;
- l’analisi della performance individuale documentata negli anni precedenti.
Seconda fase — incarico temporaneo:
- chi supera la prima fase riceve un incarico dirigenziale temporaneo della durata di 3 anni, rinnovabile una sola volta previa valutazione positiva;
- al termine dell’incarico, in caso di valutazione favorevole, il dirigente viene confermato in ruolo.
La Commissione di valutazione della selezione è composta da 7 membri:
- 4 dirigenti di livello generale appartenenti alla stessa amministrazione che ha indetto la procedura;
- 2 professionisti esperti nella valutazione del personale, provenienti da un’amministrazione diversa o dal settore privato;
- 1 presidente: un dirigente generale di ruolo proveniente da un’altra amministrazione, a garanzia di imparzialità e terzietà.
DIRIGENZA DI PRIMA FASCIA: COSA PREVEDE LA RIFORMA
La riforma introduce novità importanti anche per la dirigenza di prima fascia, quella dei dirigenti generali, che segue regole diverse rispetto alla seconda fascia.
I posti disponibili per la prima fascia vengono ripartiti in questo modo:
- 50% tramite concorso per titoli ed esami, aperto anche a candidati esterni alla PA;
- 50% tramite sviluppo di carriera interno, riservato ai dirigenti di seconda fascia con almeno 5 anni di servizio dirigenziale, anche non continuativi.
Un elemento di grande rilievo riguarda il passaggio dalla seconda alla prima fascia: la legge elimina il meccanismo del passaggio automatico che in passato consentiva ai dirigenti di seconda fascia di transitare alla prima fascia senza una procedura selettiva.
D’ora in avanti sarà necessario partecipare a una procedura specifica.
È prevista tuttavia una disciplina transitoria: chi, alla data di entrata in vigore della legge, aveva già maturato almeno 24 mesi di incarico dirigenziale generale potrà avvalersi delle vecchie regole per il periodo transitorio.
I CANALI DI ACCESSO ALLA DIRIGENZA DI SECONDA FASCIA: IL QUADRO COMPLETO
Con la riforma, i canali di accesso alla dirigenza di seconda fascia diventano tre:
- corso-concorso SNA: organizzato dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione, copre la quota principale per l’accesso dall’esterno, pari al 50% dei posti disponibili;
- concorsi pubblici banditi direttamente dalle singole Amministrazioni o tramite RIPAM, a cui resta destinata una quota del 20% dei posti;
- il nuovo percorso meritocratico interno, che permette il passaggio alla dirigenza dei funzionari già in servizio senza il concorso classico, coprendo il restante 30% dei posti.
Le nuove disposizioni si applicano anche a Regioni, Province, Comuni e autonomie speciali, nel rispetto dei rispettivi ordinamenti, estendendo così l’impatto della riforma a tutto il sistema pubblico.
COSA CAMBIA RISPETTO AL PASSATO
La riforma modifica in profondità la logica di accesso alla dirigenza pubblica. I cambiamenti principali sono:
- Addio alla sola valutazione teorica: l’accesso non dipende più unicamente dal superamento di prove scritte su nozioni giuridiche e amministrative, ma tiene conto delle competenze pratiche, della capacità di raggiungere obiettivi e di guidare gruppi di lavoro;
- Valorizzazione dell’esperienza interna: i funzionari che hanno dimostrato sul campo le proprie capacità hanno ora un canale formale di accesso alla dirigenza;
- Fine del passaggio automatico alla prima fascia: il vecchio meccanismo che consentiva la progressione automatica dalla seconda alla prima fascia viene abolito, introducendo criteri selettivi anche per questo passaggio;
- Maggiore trasparenza nella valutazione: la commissione a composizione mista, con membri interni ed esterni all’amministrazione, mira a ridurre il rischio di valutazioni non oggettive.
QUANDO ENTRA IN VIGORE LA NUOVA LEGGE
La nuova Legge sulla carriera dirigenziale nella Pubblica Amministrazione è stata approvata in via definitiva dal Senato il 30 giugno 2026 ed è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 4 luglio 2026 con il numero Legge 119/2026, con formale entrata in vigore prevista il 19 luglio 2026 (ossia 15 giorni dopo la pubblicazione in GU).
Tuttavia, come specificato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, l’operatività concreta delle nuove norme decorrerà a partire dal 1° gennaio 2027.
Questo rinvio è strutturato per consentire alle singole amministrazioni pubbliche di adeguare i propri regolamenti interni e predisporre le necessarie linee guida attuative.
GUIDA AL DDL MERITO
Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere la nostra guida sulle novità introdotte dalla Legge sulla carriera dirigenziale nelle PA (DDL Merito 2026), dove vi spieghiamo punto per punto che cosa cambia.
ALTRE INTERESSANTI NOVITÀ
Vi consigliamo di leggere la nostra guida sull’apprendistato nella Pubblica Amministrazione, al quale è possibile accedere per iniziare una carriera nel settore pubblico.
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Vi invitiamo a consultare anche la pagina dei concorsi pubblici, che è costantemente aggiornata con i nuovi bandi indetti. Potete inoltre conoscere i prossimi concorsi in uscita per scoprire quali bandi verranno pubblicati nei prossimi mesi e prepararvi per tempo.
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