RITA Rendita integrativa temporanea anticipata: come funziona

La guida dettagliata sulla RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata, che permette di ricevere la pensione prima del tempo. A chi spetta, come funziona e come richiederla

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Cos’è la RITA? Come funziona? La Rendita integrativa temporanea anticipata è uno strumento che permette di anticipare il trattamento pensionistico fino al raggiungimento dell’età anagrafica necessaria alla pensione.

Possono accedere alla RITA coloro che, in presenza di determinate condizioni, sono iscritti a un fondo per la pensione integrativa e che necessitano dell’erogazione anticipata di quanto maturato.

In questa guida spieghiamo in modo dettagliato a chi spetta la RITA, come funziona la Rendita Integrativa temporanea anticipata e come richiederla.

COS’È LA RENDITA INTEGRATIVA TEMPORANEA ANTICIPATA (RITA)

La RITA, ovvero la Rendita integrativa temporanea anticipata, è uno strumento che permette di anticipare la liquidazione della pensione integrativa versata ai Fondi Pensione o agli istituti assicurativi in base ai Piani Pensionistici di tipo assicurativo (PIP). Possono richiedere un anticipo del capitale maturato coloro che hanno cessato l’attività lavorativa e sono vicini alla pensione di vecchiaia. Introdotta dalla Legge di Bilancio 2017, la RITA è divenuta strutturale con la Legge di Bilancio 2018 ed è monitorata e gestita da COVIP (Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione). Vediamo insieme quando conviene la RITA, come funziona e come fare per richiederla.

A CHI SPETTA LA RITA

La RITA ha carattere generale e può essere richiesta da tutti i lavoratori, inclusi i dipendenti del pubblico impiego, che rispettano i seguenti requisiti:

  • sono iscritti ad un fondo di previdenza integrativa per almeno 5 anni (al quale andrà richiesta la RITA);

  • hanno cessato l’attività lavorativa. Ma solo al momento della domanda, dal momento che il beneficiario, una volta ottenuta la rendita, può anche riprendere a lavorare;

  • matureranno entro 5 anni dalla cessazione dell’attività e dalla richiesta di RITA l’età necessaria per accedere alla pensione di vecchiaia (67 anni). In pratica bisogna aver compiuto 62 anni al momento della domanda;

  • hanno accumulato almeno 20 anni di contributi maturati nei regimi obbligatori di appartenenza.

La Legge di Bilancio 2018 ha alleggerito il requisito anagrafico per gli inoccupati di lungo periodo, quindi senza lavoro da più di 24 mesi. Questa tipologia di lavoratori può aver compiuto 57 anni (10 anni in meno rispetto al requisito di accesso alla pensione di vecchiaia).

CHI EROGA LA RITA

A erogare la RITA è il gestore del fondo pensionistico complementare scelto dal contribuente secondo i parametri definiti nel contratto e delimitati dalla legge nazionale.

QUANDO CONVIENE CHIEDERE LA RITA

La RITA conviene per coloro che hanno cessato l’attività lavorativa in prossimità del pensionamento e necessitano dunque, di un “reddito ponte” di 5 o 10 anni fino al raggiungimento dei requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia. Inoltre, la RITA conviene quando si decide volontariamente di ritirarsi dal lavoro anticipatamente.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA RITA

I vantaggi della RITA, oltre all’uscita anticipata dal mondo del lavoro, sono diversi. Facciamo il punto:

  • Benefici fiscali: la parte imponibile della RITA è tassata al 15% con una riduzione
    dello 0,30% per ogni anno eccedente il 15 ° di partecipazione a forme pensionistiche
    complementari;


  • Compatibilità con altri redditi: la RITA è compatibile con eventuale pensione anticipata,
    con tutte le forme di APE (Ape sociale, volontario e aziendale), con l’isopensione e la NASPI
    nonché con redditi da lavoro che dovessero intervenire successivamente alla sua erogazione;


  • Passaggio agli eredi: in caso di decesso durante l’erogazione della RITA la posizione individuale è riscattata secondo le ordinarie modalità di riscatto per premorienza.

Tra l’altro, mentre viene percepita la RITA, salvo accordi differenti con l’erogatore, il contribuente può sempre:

  • revocare la scelta e interrompere la RITA;

  • trasferire il capitale accumulato ad un’altra forma pensionistica integrativa e fermare così subito l’erogazione della RITA;

  • chiedere anticipazioni, riscatto totale o parziale della posizione maturata non utilizzata per la RITA;

  • continuare a contribuire al fondo pensione;

  • usufruire delle stesse tutele previste per la pensione integrativa, quali la pignorabilità nel limite di 1/5 delle somme che eccedono il cosiddetto “minimo vitale” ritenuto necessario per il sostentamento o la protezione dei propri cari. Infatti, in caso di prematura scomparsa dell’iscritto nel corso di percezione della RITA, il capitale residuo, che corrisponde alle rate non ancora erogate, è riscattata dagli eredi o dagli altri beneficiari.

COME FUNZIONA LA RITA

La RITA consiste nella possibilità di ricevere in modo frazionato tutta o parte, a seconda delle proprie esigenze, quanto maturato nel fondo pensione integrativo fino al conseguimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia nel sistema pensionistico obbligatorio. In sostanza, con la rendita integrativa temporanea anticipata si può smettere di lavorare in anticipo, percependo quanto maturato nel proprio fondo pensione su richiesta al gestore. Ad esempio si può ottenere la pensione RITA nel 2022 anche maturando l’età e i requisiti INPS per la prestazione pensionistica, solo nel 2027. La RITA può essere concessa a cadenza mensile, bimestrale o trimestrale stando a come specificato dal COVIP, secondo diverse modalità:

  • chiedendo l’erogazione di tutto il capitale accumulato;

  • si può convertire in RITA anche solo una parte del capitale accumulato, lasciando nel fondo la parte residua che sarà erogata come pensione integrativa. In questo caso, nel momento in cui termina la RITA perché si accede al pensionamento, si inizia a percepire l’integrazione sulla pensione per tutta la vita o per la metà come rendita vitalizia e l’altra come capitale.

È bene ricordare che non c’è una circolare INPS sulla RITA, ma questa viene gestita dal fondo pensionistico scelto con la supervisione del COVIP, secondo le indicazioni spiegate nella Circolare 888 dell’8 febbraio 2018.

QUANTO COSTA LA RITA

I costi della RITA sono riportati nell’accordo che si fa con l’Ente erogatore del fondo pensione integrativo scelto. In genere, i costi sono riportati nella specifica nota informativa e possono variare da caso a caso. In alcuni fondi pensione la RITA è gratuita, mentre in altri può essere richiesta una cifra una tantum per attivarla o ricorrente per ciascuna rata.

COME FUNZIONA LA TASSAZIONE RITA

Per la RITA viene applicata la stessa ritenuta a titolo d’imposta della pensione integrativa con aliquota massima del 15%, ma poi:

  • tale percentuale si riduce in funzione dell’anzianità di partecipazione al sistema di previdenza complementare;

  • se questa è superiore a 15 anni, l’aliquota diminuisce dello 0,30% per ogni anno di successiva partecipazione fino al limite massimo di riduzione pari a 6 punti percentuali. Con almeno 35 anni di contribuzione, quindi, l’imposta scende al 9%.

È tassata solo la parte relativa ai contributi dedotti dal reddito imponibile durante il periodo di partecipazione al fondo pensione e alle quote di TFR versato. La base imponibile su cui è applicata la ritenuta di imposta al momento del pensionamento delle prestazioni non considera i contributi versati e non dedotti, nonché i rendimenti già tassati in fase di accumulo.

COME RICHIEDERE LA RITA

Per richiedere la RITA basta fare domanda tramite il modulo messo a disposizione dal fondo pensionistico integrativo prescelto. Ad esempio si può scegliere quello di Poste Italiane o di Intesa SanPaolo. Per la richiesta è sufficiente dimostrare la perdita dello status di lavoratore che si aveva in precedenza e il possesso dei requisiti, da attestare con una dichiarazione sostitutiva di certificazione o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Chiedete informazioni al vostro gestore del fondo pensionistico integrativo.

QUANDO VIENE EROGATA

La tempistica per l’erogazione della RITA varia a seconda delle regole fissate, in fase di adesione, con il fondo al quale si è aderito. Il termine massimo entro il quale la prestazione viene liquidata, dunque, è differente da caso a caso ma è sempre specificato nel contratto di adesione al fondo pensionistico integrativo scelto. Si precisa che è impossibile, trattandosi di una rendita, il pagamento della RITA in un’unica soluzione.

CUMULABILITÀ RITA

La RITA cessa quando sopraggiunge la pensione di vecchiaia. Invece, è cumulabile con altre prestazioni pensionistiche tanto che può essere anche una soluzione per integrare quanto riconosciuto dalle seguenti prestazioni:

RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

Circolare COVIP n. 888 dell’8 febbraio 2018 (Pdf 9 Mb);
Legge di Bilancio 2018 (Pdf 719 Kb);
Legge di Bilancio 2017 (Pdf 470 Kb).

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Per avere maggiori informazioni sul requisiti anagrafici per andare in pensione vi consigliamo questo approfondimento. Per conoscere quali sono gli aiuti economici e le agevolazioni che il Governo mette a disposizione di famiglie e lavoratori potete visitare la nostra sezione dedicata agli aiuti alle persone. Infine, per restare sempre aggiornati è possibile iscriversi alla nostra newsletter gratuita e al nostro canale Telegram per scoprire le notizie in anteprima.

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