La Regione Autonoma della Sardegna mette a disposizione delle imprese artigiane dell’isola contributi a fondo perduto fino a 110.000 euro per accompagnare il passaggio generazionale, cioè il momento in cui un’attività cambia titolare e prosegue con chi subentra.
La misura è rivolta a chi rileva un’impresa artigiana di famiglia, ai dipendenti storici che ne prendono le redini e ai giovani con esperienza nel settore che vogliono continuare un’attività esistente.
La dotazione complessiva è di 2 milioni di euro e la procedura è a sportello, con le domande istruite in ordine cronologico di arrivo.
Le istanze si trasmettono online sulla piattaforma regionale SIPES fino alle ore 17.00 del 12 ottobre 2026.
In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio tutto quello che serve sapere, come funzionano i contributi, chi può ottenerli, quali spese sono ammesse e quali no, come fare domanda e rendiamo disponibile il bando da consultare.
COME FUNZIONA L’AVVISO SUL PASSAGGIO GENERAZIONALE
L’Avviso attua l’articolo 21 della legge regionale 18 settembre 2024, n. 13 e riguarda l’annualità 2026.
L’obiettivo è evitare che le botteghe artigiane chiudano quando il titolare lascia l’attività, sostenendo con risorse pubbliche i costi del subentro e della ripartenza.
Sono finanziabili tre tipologie di progetto:
- passaggi generazionali già conclusi nei 18 mesi precedenti la domanda, da parte di imprese artigiane neocostituite o di imprese esistenti che hanno modificato la compagine societaria;
- passaggi avviati ma non ancora conclusi, purché iniziati dopo il 31 ottobre 2025, data di chiusura del precedente Avviso;
- passaggi interamente da avviare dopo la presentazione della domanda, da parte di persone fisiche che intendono subentrare come titolari di un’impresa artigiana o come soci amministratori di società.
Nelle ultime due ipotesi il progetto va completato entro il 31 dicembre 2027.
QUANTO SPETTA E CON QUALE PERCENTUALE
Il contributo è a fondo perduto e si calcola sulle spese ammissibili al netto dell’IVA.
L’intensità ordinaria è dell’80% delle spese ammissibili.
Sale all’85% solo per le imprese costituite a seguito del passaggio generazionale che, alla data della domanda, rientrano in almeno una di queste condizioni: il titolare ha tra i 18 e i 35 anni oppure, nel caso di società, oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione fa capo a soggetti di età non superiore a 35 anni; oppure l’impresa ha sede operativa in un piccolo Comune della Sardegna con meno di 5.000 abitanti, secondo l’elenco pubblicato nell’Allegato 1 dell’Avviso (disponibile a fine articolo).
Alle imprese femminili è riconosciuto un incremento del 10% del contributo.
Il contributo minimo è di 5.000 euro, il massimo di 100.000 euro, elevato a 110.000 euro con la premialità femminile. La premialità femminile è cumulabile con la maggiorazione prevista per le imprese giovanili o localizzate nei piccoli comuni, sempre nel limite della spesa ammissibile.
L’aiuto è concesso in regime de minimis: il beneficiario non può superare i 300.000 euro di aiuti de minimis ricevuti nell’arco di tre anni da qualsiasi amministrazione pubblica, considerando anche le imprese collegate nel perimetro dell’«impresa unica».
CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA
La prosecuzione dell’attività deve essere assicurata da uno o più soggetti appartenenti ad almeno una di queste categorie:
- parenti, coniuge o affini entro il terzo grado del titolare o del socio amministratore dell’impresa originaria;
- dipendenti, anche apprendisti, presenti da almeno tre anni nell’organico dell’impresa originaria;
- giovani imprenditori under 35 con almeno due anni di esperienza nello stesso settore dell’impresa originaria (stesso codice ATECO).
L’impresa originaria, dal canto suo, deve essere stata in attività per almeno cinque anni prima della cessazione o della modifica societaria ed essere stata iscritta all’Albo delle imprese artigiane o annotata con qualifica artigiana nel Registro delle imprese.
Se l’impresa originaria ha cessato, la nuova impresa deve essere costituita entro un anno prima o dopo la cessazione.
Il passaggio generazionale completato va comprovato da idoneo atto notarile: la Regione precisa che non sono ammissibili operazioni meramente formali, prive di un effettivo trasferimento della responsabilità imprenditoriale.
I REQUISITI DELL’IMPRESA RICHIEDENTE
L’impresa nata dal passaggio generazionale deve inoltre:
- essere iscritta all’Albo delle Imprese Artigiane o annotata con qualifica artigiana nella sezione speciale del Registro delle Imprese;
- avere almeno una sede operativa in Sardegna;
- essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria né sottoposta a procedure concorsuali;
- essere in regola con gli obblighi fiscali e contributivi, secondo quanto previsto dall’Avviso, e disporre di DURC regolare;
- non avere situazioni debitorie verso l’Amministrazione regionale, i suoi enti strumentali e le società partecipate;
- disporre di un conto corrente dedicato su cui far transitare i pagamenti del progetto;
- non operare nei settori esclusi dal Regolamento (UE) 2023/2831, elencati nell’Allegato 2 dell’Avviso;
- aver stipulato la polizza catastrofale contro i danni da calamità naturali, nei casi e nei termini previsti dalla legge.
Chi presenta domanda come persona fisica, non avendo ancora costituito l’impresa, deve costituirla e iscriverla nel Registro delle imprese con sede operativa in Sardegna entro trenta giorni dalla comunicazione di ammissione al contributo: il mancato rispetto del termine comporta la decadenza dal beneficio.
QUALI SPESE SONO FINANZIABILI
Sono ammissibili esclusivamente le spese funzionalmente correlate al passaggio generazionale e alla fase di avvio, riconducibili a queste categorie:
- oneri funzionali al passaggio generazionale, comprese le spese notarili;
- registrazione di marchi, brevetti, disegni e certificazioni;
- innovazione di processo o prodotto, compresi test, prove di laboratorio, prototipi e collaudi;
- formazione obbligatoria o professionale di titolari, soci e dipendenti dell’impresa subentrante;
- consulenza organizzativa o tecnica per la fase di avvio, compresi i servizi legati al commercio elettronico;
- comunicazione, internazionalizzazione, controllo di gestione e marketing;
- canoni di affitto dei locali, per un massimo di 12 mesi;
- iscrizioni e volture;
- acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, nuovi o usati, beni immateriali, messa a norma di locali e impianti, revamping;
- beni e servizi per la digitalizzazione, compresi software, hardware, tecnologie wireless, siti web ed e-commerce.
Attenzione a un vincolo che pesa sui piani di investimento: il contributo riferito all’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e beni immateriali non può superare il 50% del contributo totale ammesso. Chi progetta il subentro puntando quasi tutto sui macchinari si vedrà quindi tagliare la parte eccedente.
C’è poi un doppio binario temporale da tenere presente: le spese correnti, cioè quelle delle prime otto categorie dell’elenco, devono essere sostenute entro il 31 dicembre 2026, mentre per gli investimenti il termine resta il 31 dicembre 2027.
LE SPESE ESCLUSE
Il bando indica in modo tassativo cosa resta fuori. Non sono ammissibili:
- IVA, imposte, tasse, bolli, interessi passivi, spese bancarie, sanzioni e altri oneri accessori;
- acquisto di terreni, fabbricati, autoveicoli e beni destinati prevalentemente a uso personale o promiscuo;
- servizi continuativi o periodici e normali spese di funzionamento, come la consulenza fiscale ordinaria, l’assistenza contabile, i servizi legali regolari e le spese di pubblicità;
- spese sostenute per la mera predisposizione o presentazione della domanda;
- spese non comprovate da fatture o documenti equivalenti quietanzati;
- spese pagate con modalità diverse da bonifico o carte di pagamento aziendali sul conto dedicato;
- spese già finanziate, anche parzialmente, con altri contributi pubblici;
- ogni spesa non riconducibile alle categorie tassative dell’Avviso.
Questo punto merita una sottolineatura, perché è quello su cui si perdono più contributi in sede di rendicontazione: le voci terreni e fabbricati non rientrano fra le spese finanziabili, nonostante alcune schede di sintesi le riportino tra le categorie generiche di spesa.
Non sono inoltre ammissibili le spese sostenute prima della costituzione della nuova impresa o della modifica societaria.
Un’ultima avvertenza sui fornitori: non possono essere fornitori i soggetti in rapporto di collegamento o controllo con il beneficiario, né le imprese che a loro volta presentano domanda sulla stessa misura indicando come proprio fornitore l’impresa richiedente.
COME PRESENTARE DOMANDA
La domanda si presenta esclusivamente online sulla piattaforma telematica SIPES della Regione Autonoma della Sardegna.
La finestra è aperta dalle ore 10.00 del 10 agosto 2026 alle ore 17.00 del 12 ottobre 2026.
Per accedere e trasmettere l’istanza servono tre strumenti, che conviene procurarsi con anticipo:
- un’identità digitale del legale rappresentante o di un suo delegato: SPID, CIE oppure CNS;
- una casella PEC, sulla quale arrivano le notifiche del procedimento;
- la firma digitale in corso di validità del legale rappresentante o del procuratore.
Tra i documenti da allegare alla domanda figurano il Modello A1 di rendicontazione (per i progetti già conclusi) oppure il Modello A2 con il quadro di spesa previsionale, la scheda progetto Modello B con cronoprogramma e la documentazione che comprova il rapporto di parentela, il rapporto di lavoro triennale o l’esperienza biennale nello stesso codice ATECO. Ulteriore documentazione è richiesta in base alla tipologia di progetto, secondo quanto specificato nell’Avviso.
È importante prestare particolare attenzione alla documentazione da trasmettere. Per alcuni documenti essenziali indicati nell’Avviso non è infatti ammesso il soccorso istruttorio e la loro mancanza può determinare l’irricevibilità della domanda. Negli altri casi, l’Amministrazione può richiedere integrazioni relative a documenti di cui sia dimostrabile l’esistenza alla data di presentazione della domanda.
Se l’Amministrazione chiede integrazioni o chiarimenti, il termine per rispondere è perentorio e pari a 10 giorni dalla ricezione. Il mancato rispetto del termine comporta la decadenza della domanda.
TEMPI, EROGAZIONE E VINCOLI SUCCESSIVI
La procedura è valutativa a sportello: le domande sono istruite in ordine cronologico di protocollo e il provvedimento di concessione arriva entro un massimo di 90 giorni dal ricevimento della domanda.
Sul fronte cassa, per i progetti già completati il contributo è erogato in un’unica soluzione a saldo dopo l’esito positivo dell’istruttoria.
Per i progetti ancora da concludere è invece possibile chiedere un’anticipazione del 70% del contributo calcolato sulla spesa prevista per il 2026, ma solo presentando una fideiussione bancaria o assicurativa entro 15 giorni dalla concessione: un costo da mettere in conto nel piano finanziario.
Chi ottiene il contributo assume poi due impegni pluriennali: mantenere l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane e la sede operativa attiva in Sardegna per almeno 3 anni dall’erogazione del saldo, e non modificare la compagine sociale nello stesso periodo, salvo i casi tassativi di morte del titolare o del socio, insolvenza e ristrutturazione societaria motivata.
Da segnalare infine che la Regione si riserva la facoltà di chiudere anticipatamente i termini in caso di esaurimento delle risorse, così come quella di rifinanziare la misura o riaprire i termini in caso di economie. È un motivo in più per non ridursi agli ultimi giorni.
AVVISO CONTRIBUTI IMPRESE ARTIGIANE PASSAGGIO GENERAZIONALE SARDEGNA
Mettiamo a vostra disposizione il testo Pdf del bando: AVVISO (Pdf 537 Kb).
Tutta la documentazione, compresa la modulistica, l’elenco dei Comuni sotto i 5.000 abitanti e l’elenco dei codici ATECO esclusi, è pubblicata sulla pagina dell’Avviso sul sito della Regione Autonoma della Sardegna.
La misura è gestita dall’Assessorato del turismo, artigianato e commercio, Servizio programmazione e finanziamenti alle imprese. Le richieste di chiarimento sull’Avviso si inviano alla PEC tur.programmazione@pec.regione.sardegna.it fino a 5 giorni prima della chiusura della piattaforma; per i problemi tecnici su SIPES l’assistenza risponde all’indirizzo supporto.sipes@sardegnait.it.
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