L’INPS ha pubblicato le istruzioni operative per accedere al bonus stabilizzazione giovani 2026.
L’incentivo è destinato alle imprese che trasformano i contratti a termine dei giovani under 35 in rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
La misura, introdotta dal Decreto Lavoro 2026, prevede uno sgravio contributivo totale fino a 500 euro al mese per un massimo di 24 mesi e punta a favorire la stabilizzazione dell’occupazione giovanile.
Dopo una fase di attesa legata ai chiarimenti amministrativi e al coordinamento con la normativa europea, l’INPS ha definito le regole applicative, consentendo ai datori di lavoro privati di prepararsi alla presentazione delle domande.
In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio come funziona.
BONUS STABILIZZAZIONE GIOVANI 2026: COME FUNZIONA L’INCENTIVO
Il bonus stabilizzazione giovani 2026 è un incentivo contributivo rivolto ai datori di lavoro privati che decidono di trasformare un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato.
La misura non finanzia quindi una nuova assunzione, ma premia la scelta dell’impresa di rendere stabile un rapporto lavorativo già avviato e consiste in un esonero contributivo del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
Sono esclusi dallo sgravio:
- i premi assicurativi INAIL;
- il contributo al fondo TFR;
- eventuali altre contribuzioni non rientranti nella quota previdenziale datoriale.
QUANTO SPETTA
Come specificato nella circolare INPS n. 72 del 3 luglio 2026, l’esonero può essere riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi e ha un limite massimo di:
- 500 euro al mese per ogni lavoratore stabilizzato;
- 6.000 euro complessivi all’anno;
- 12.000 euro nell’intero biennio agevolato.
Nel caso di rapporti iniziati o cessati durante il mese, il massimale viene calcolato proporzionalmente, con un limite giornaliero pari a 16,12 euro al giorno.
REQUISITI LAVORATORI
Al momento della trasformazione del contratto, il dipendente deve:
- avere meno di 35 anni, quindi non aver compiuto 35 anni (massimo 34 anni e 364 giorni);
- non aver mai avuto, in tutta la propria vita lavorativa, un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
- appartenere alle qualifiche di operaio, impiegato o quadro (i dirigenti sono esclusi);
- essere alla prima esperienza stabile.
L’INPS ha chiarito che non impediscono l’accesso al beneficio:
- precedenti periodi di apprendistato;
- rapporti di lavoro domestico a tempo indeterminato;
- contratti relativi a dirigenti.
CAUSE DI ESCLUSIONE
Sono cause ostative che precludono l’accesso al bonus:
- precedenti rapporti a tempo indeterminato tramite contratto di somministrazione;
- contratti di lavoro intermittenti o a chiamata;
- contratti stabili successivamente cessati, anche per dimissioni volontarie;
- rapporti interrotti per mancato superamento del periodo di prova.
Il bonus non spetta se nei sei mesi precedenti alla trasformazione l’azienda ha effettuato (nella stessa unità produttiva interessata dalla trasformazione che da diritto allo sgravio):
- licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo;
- licenziamenti collettivi disciplinati dalla legge 223/1991;
Inoltre, viene revocato se nei sei mesi successivi alla stabilizzazione l’impresa licenzia il lavoratore incentivato o un altro dipendente con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
In caso di violazione, l’INPS procederà al recupero delle somme già utilizzate.
REQUISITI CONTRATTO
Non tutti i contratti a termine possono essere trasformati con lo sgravio. Il rapporto a tempo determinato deve infatti rispettare alcune condizioni, ovvero:
- essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026;
- avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi;
- essere trasformato in contratto a tempo indeterminato tra il 1° agosto 2026 e il 31 dicembre 2026;
- prevedere una trasformazione senza interruzioni, quindi tra il contratto a termine e quello stabile non deve esserci alcun periodo di discontinuità. Anche una breve interruzione farebbe perdere il diritto all’incentivo.
Il bonus può essere riconosciuto anche per rapporti part-time, con una riduzione proporzionale dell’importo massimo. È ammessa inoltre la trasformazione di rapporti a tempo determinato finalizzati alla somministrazione.
REQUISITI AZIENDE
L’accesso allo sgravio non è automatico, poiché le imprese, con la stabilizzazione, devono garantire un incremento occupazionale, e cioè un aumento netto del numero dei lavoratori occupati rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Il calcolo viene effettuato in termini di ULA (unità di lavoro annuo) considerando l’intera struttura aziendale, comprese eventuali società controllate o collegate.
L’incremento non è richiesto quando il posto liberato deriva da:
- dimissioni volontarie;
- pensionamento per vecchiaia;
- invalidità;
- riduzione volontaria dell’orario;
- licenziamento per giusta causa.
RISPETTO DEL SALARIO PREVISTO DAI CONTRATTI COLLETTIVI
Il datore di lavoro deve inoltre assicurare un trattamento economico non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative (il cosiddetto “salario giusto“).
Il bonus non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa vigente, come ad esempio la Decontribuzione Sud.
È invece compatibile e cumulabile con la maggiorazione del costo ammesso in deduzione introdotta dalla legge di Bilancio 2025 e con l’esonero dell’1% riconosciuto alle aziende in possesso della Certificazione della parità di genere. Rimane inoltre possibile sommare questo incentivo con le agevolazioni che riducono i contributi a carico del lavoratore, come lo sgravio previsto per le lavoratrici madri.
COME PRESENTARE LA DOMANDA INPS
La richiesta dovrà essere presentata esclusivamente online attraverso il sito INPS, accedendo da questa pagina con SPID, CIE o CNS alla sezione denominata “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Incentivi decreto Lavoro 2026 – Incentivo alla stabilizzazione”
Le domande saranno gestite con un meccanismo a sportello, cioè seguendo l’ordine cronologico di presentazione fino all’esaurimento delle risorse.
Per le trasformazioni non ancora effettuate, l’azienda potrà chiedere una prenotazione dell’incentivo. L’INPS:
- calcolerà l’importo spettante;
- accantonerà le risorse necessarie;
- comunicherà l’esito all’impresa tramite PEC.
Da quel momento il datore di lavoro avrà 10 giorni di tempo per completare la trasformazione e inviare la comunicazione obbligatoria tramite modello UNILAV o modello UNISOMM.
Se il termine non viene rispettato, la prenotazione decade e le somme tornano disponibili per altri richiedenti. L’INPS ha inoltre chiarito che, trattandosi della stabilizzazione di un rapporto già esistente e non di una nuova assunzione, non è necessario pubblicare una vacancy sul portale SIISL.
Il modulo telematico non è ancora operativo: l’Istituto comunicherà con un successivo messaggio:
- la data di apertura;
- le modalità di accesso;
- le istruzioni per la compilazione.
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FONTI NORMATIVE
- D.L. n. 62 del 30 aprile 2026, convertito con modificazioni dalla Legge n. 112 del 25 giugno 2026, recante “Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale” (art. 4) – Decreto Lavoro 2026.
- Circolare INPS n. 72 del 3 luglio 2026 – Prime indicazioni operative sull’incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro.
- Art. 31 del D.Lgs. n. 150/2015 – Condizioni generali per l’accesso agli incentivi all’assunzione.
- Art. 1, comma 1175, della Legge n. 296/2006 — Requisiti di regolarità contributiva e rispetto dei contratti collettivi.
GUIDA AI BONUS PER LE ASSUNZIONI DI GIOVANI NEL 2026
E a proposito di aiuti, vi consigliamo di consultare le nostre guide aggiornate su:
- i bonus per le assunzioni di giovani attivi;
- i bonus per le imprese che si possono richiedere;
- gli incentivi per le assunzioni spettanti a livello nazionale;
- i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati riservati a chi fa impresa;
- la guida al Bando IRISS 2026.
ALTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI
A vostra disposizione mettiamo anche la guida al bonus Transizione energetica 5.0 e quella sul bonus IRES per le imprese.
Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate questa sezione dedicata agli aiuti per le imprese.
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