La Regione Lombardia finanzia i progetti di sviluppo tecnologico delle startup innovative con un contributo a fondo perduto fino a 1.000.000 di euro per impresa, che sale a 1,5 milioni di euro per i progetti realizzati nelle zone assistite ex art. 107.3.c TFUE.
L’agevolazione copre l’80% delle spese ammissibili.
Il bando si rivolge alle piccole e micro imprese iscritte alla sezione speciale delle startup innovative del Registro delle Imprese, con sede operativa in Lombardia, che vogliono far avanzare la maturità tecnologica della propria soluzione con attività di ricerca, sviluppo, prototipazione e test.
La dotazione finanziaria è di 15.637.408,95 euro, a valere sul PR FESR 2021-2027, con una riserva di 7 milioni di euro per i progetti a finalità energetica.
Le domande si presentano online dal 28 settembre al 25 novembre 2026. La procedura è a graduatoria: non conta la velocità di invio della domanda, ma la qualità del progetto presentato, che deve raggiungere un punteggio minimo di 65 punti.
In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio tutto quello che serve sapere, come funzionano i contributi, chi può ottenerli, come fare domanda e rendiamo disponibile il bando da consultare.
COME FUNZIONA IL BANDO SVILUPPO TECNOLOGICO STARTUP INNOVATIVE LOMBARDIA 2026
La misura, approvata con DGR XII/6218 del 25 maggio 2026 e attuata con il decreto d.d.s. n. 10622 del 4 agosto 2026, sostiene i progetti delle startup innovative early stage finalizzati all’avanzamento del livello di maturità tecnologica (TRL) delle loro soluzioni, attraverso attività di ricerca, sviluppo, prototipazione e test.
I progetti devono prevedere spese ammissibili comprese tra un minimo di 150.000 euro e un massimo di 1.250.000 euro (fino a 1.875.000 euro nelle zone assistite) e vanno conclusi entro 15 mesi dalla notifica del decreto di concessione, con possibilità di proroga di massimo 6 mesi.
Un elemento distintivo del bando è la riserva di 7 milioni di euro destinata ai progetti con soluzioni innovative volte in via diretta e prevalente alla resilienza, efficienza o autosufficienza energetica: quasi metà della dotazione premia quindi le startup che lavorano sull’energia.
Se la riserva non viene esaurita, le risorse residue tornano nella dotazione generale a beneficio degli altri progetti in graduatoria.
A CHI SONO DESTINATI GLI INCENTIVI
Possono presentare domanda le imprese in possesso di tutti i seguenti requisiti:
- essere piccole o micro imprese iscritte alla sezione speciale delle startup innovative del Registro delle Imprese;
- essere costituite da non più di 36 mesi, estesi a 60 mesi se la soluzione proposta ha un TRL pari o inferiore a 6;
- essere attive, non quotate e non aver distribuito utili;
- avere una sede operativa in Lombardia presso cui svolgere le attività di progetto e a cui devono riferirsi le spese presentate in rendicontazione. Chi non ha ancora una sede in Lombardia può comunque partecipare, dichiarando l’intenzione di aprirla entro la prima richiesta di erogazione del contributo.
Restano esclusi i settori che non possono ricevere aiuti in base al regolamento europeo GBER, tra cui tabacco, agricoltura primaria salvo eccezioni, attività finanziarie, assicurative e immobiliari.
Se la vostra startup è ancora in fase di ideazione e non ha i requisiti per questa misura, può interessarvi anche la StartCup Lombardia 2026, la competizione regionale per nuove idee di impresa.
QUANTO SPETTA
Il contributo a fondo perduto è pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 1.000.000 di euro per startup, elevato a 1.500.000 euro per i progetti localizzati nelle zone assistite ai sensi dell’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE. L’elenco dei comuni lombardi che rientrano nelle zone assistite è nell’allegato D.12.c dell’avviso (si veda a fine articolo).
Attenzione al massimale reale: per ottenere il tetto pieno da 1 milione servono almeno 1,25 milioni di spese ammissibili, perché il bando copre l’80% e non l’intero investimento.
Vale anche il ragionamento opposto, sul minimo. Il bando non fissa una soglia sul contributo ma sulle spese: sotto i 150.000 euro di progetto la domanda non viene ridimensionata, è proprio inammissibile. Il contributo più basso ottenibile è quindi di 120.000 euro, l’80% della soglia minima.
Chi costruisce il piano appena sopra i 150.000 euro lavora senza margine, perché basta una voce di spesa contestata in rendicontazione per scendere sotto la soglia e far rideterminare l’intera agevolazione.
L’erogazione avviene, a scelta del beneficiario, in due tranche a rendicontazione — una intermedia fino al 40% dell’agevolazione, a fronte di almeno il 40% di spese rendicontate, più il saldo — oppure in un’unica tranche a saldo.
Non è previsto alcun anticipo automatico: le somme arrivano solo dopo la rendicontazione, con erogazione da parte di Finlombarda entro 80 giorni dalla richiesta. Un aspetto da considerare nella pianificazione di cassa della startup.
QUALI SPESE SONO FINANZIABILI
In base all’elenco riportato nel testo del bando, sono ammissibili le seguenti voci di spesa, purché sostenute dal giorno successivo all’invio della domanda (nessuna retroattività):
- macchinari, strumentazione e hardware strettamente funzionali a ricerca, sviluppo, prototipazione e test;
- software, licenze d’uso, servizi cloud/SaaS e brevetti;
- materiali direttamente imputabili al progetto (materie prime, componenti, semilavorati, materiali di consumo);
- consulenze tecnico-scientifiche e specialistiche: freedom to operate, progettazione e sviluppo del prodotto pilota, testing, collaudo e certificazione, utilizzo di laboratori, prototipazione, protezione della proprietà intellettuale;
- altre consulenze legali, tecniche ed economico-finanziarie, ammesse secondo il regolamento solo entro un limite percentuale rispetto alle voci precedenti (non possono quindi costituire da sole il progetto);
- spese di personale e costi indiretti, riconosciuti in misura forfettaria secondo le percentuali stabilite dal regolamento del bando.
Il testo del bando elenca anche numerose spese escluse, che conviene conoscere prima di costruire il piano dei costi. Secondo quanto previsto dal regolamento, tra queste figurano:
- spese fatturate da società collegate o controllate, o da soci, amministratori e dipendenti del beneficiario;
- adeguamenti a obblighi di legge, costruzione di nuovi edifici, opere murarie e impiantistiche anche se legate all’installazione dei macchinari, manutenzioni ordinarie e straordinarie;
- consulenza fiscale e legale ordinaria, pubblicità e attività di commercializzazione (punti vendita, piattaforme e-commerce);
- beni usati, leasing e noleggio, viaggi e trasferte, oneri finanziari, imposte e tasse;
- le fatture con imponibile inferiore a 1.000 euro, che non sono mai ammissibili.
Il regolamento richiama inoltre il vincolo DNSH sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche nuove, con requisiti specifici in capo al produttore: limiti, percentuali forfettarie e condizioni di conformità vanno in ogni caso riscontrati sul testo integrale del bando prima di impostare il piano dei costi.
Un ultimo aspetto da verificare prima di presentare domanda riguarda il cumulo con altre agevolazioni. Il contributo non è concesso in regime de minimis ma nel quadro del regolamento europeo GBER: può quindi essere sommato ad altri aiuti pubblici solo se riguardano spese diverse, oppure, a parità di spese, restando entro l’intensità massima consentita. Sforare comporta la revoca, parziale o totale, del contributo.
COME PRESENTARE LA DOMANDA
La domanda si presenta esclusivamente online su questa piattaforma dedicata ai Bandi e Servizi di Regione Lombardia, dalle ore 10:00 del 28 settembre 2026 fino alle ore 15:00 del 25 novembre 2026. Per l’accesso servono SPID, oppure CNS o CIE con PIN dispositivo.
Va ricordato che ciascun soggetto può presentare una sola domanda, anche a fronte di progetti diversi.
La procedura è a graduatoria, non a sportello: non c’è alcun rischio di chiusura anticipata per esaurimento fondi e l’ordine di invio non conta.
Il nostro consiglio, quindi, non è correre, ma preparare bene il progetto: la valutazione prevista dal bando richiede un punteggio minimo di 65 punti al netto delle premialità, con soglie minime da superare su tre criteri – qualità del progetto, team e modello di ricavi. Un dossier debole anche su uno solo di questi fronti esclude dalla graduatoria, a prescindere dal totale.
La selezione si conclude entro 120 giorni dalla chiusura della finestra di presentazione; dopo la concessione, secondo quanto previsto dal regolamento, l’agevolazione va accettata sulla piattaforma entro un termine fissato dal bando, pena la decadenza: vi consigliamo quindi di monitorare le comunicazioni sulla piattaforma dopo la pubblicazione della graduatoria.
BANDO SVILUPPO TECNOLOGICO STARTUP INNOVATIVE LOMBARDIA 2026
Mettiamo a vostra disposizione il testo del decreto con l’avviso (d.d.s. n. 10622 del 4 agosto 2026), da consultare per tutti i dettagli della misura.
Per tutta la modulistica e gli aggiornamenti potete consultare la pagina ufficiale della Regione Lombardia dedicata alla misura.
Il soggetto gestore è Finlombarda S.p.A., che opera come Organismo Intermedio e cura l’istruttoria, la verifica della rendicontazione e l’erogazione dei contributi. Secondo i contatti pubblicati nel testo del bando, per quesiti sulla presentazione delle domande potete scrivere a startupinnovative@finlombarda.it, mentre per le fasi successive alla concessione l’indirizzo indicato è rendicontazione_startupinnovative@finlombarda.it.
Per l’assistenza tecnica sulla piattaforma Bandi e Servizi il riferimento indicato è bandi@regione.lombardia.it.
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