Con un nuovo decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) è stata ufficializzata la proroga dei termini per l’invio delle comunicazioni di completamento degli investimenti per accedere al Piano Transizione 4.0.
La novità interessa sia le aziende che hanno già prenotato le risorse e devono soltanto concludere la procedura, sia le imprese rimaste finora escluse per esaurimento dei fondi. Per queste ultime, infatti, grazie alla disponibilità di nuove risorse sarà possibile finanziare anche una parte delle domande rimaste in lista d’attesa.
Le imprese hanno quindi più tempo per completare gli adempimenti necessari ma anche una seconda possibilità per accedere al credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati.
Un punto va però chiarito subito, perché rischia di generare aspettative sbagliate: la proroga non rimette in gioco tutte le imprese. Chi aveva concluso l’investimento entro il 31 dicembre 2025 e disponeva già della copertura finanziaria doveva inviare la comunicazione entro il 31 marzo 2026, e quel termine resta scaduto.
Di seguito vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi beneficia della proroga e quali sono le nuove scadenze da rispettare.
PROROGA TRANSIZIONE 4.0: QUANDO SLITTA IL TERMINE
Con il decreto direttoriale del MIMIT del 31 luglio 2026, adottato su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il termine per trasmettere le comunicazioni di completamento degli investimenti effettuati nell’ambito del Piano Transizione 4.0 è stato prorogato dal 31 luglio al 15 settembre 2026, offrendo alle imprese alcune settimane aggiuntive per completare l’iter amministrativo richiesto per beneficiare dell’agevolazione.
Lo slittamento è stato necessario per consentire una gestione più ordinata delle procedure e permettere a tutte le imprese interessate di perfezionare gli adempimenti previsti.
Sul piano tecnico il provvedimento interviene sull’articolo 2, comma 4, del decreto direttoriale del 15 maggio 2025, che disciplina la procedura di comunicazione al GSE. Non è la prima modifica: quel decreto era già stato aggiornato dai provvedimenti del 16 giugno 2025 e del 28 gennaio 2026, quest’ultimo aveva spostato al 31 marzo 2026 la scadenza per gli investimenti chiusi nel 2025.
È quindi il terzo rinvio in poco più di un anno, segnale di una procedura che le imprese hanno faticato a gestire nei tempi originari.
QUALI INVESTIMENTI RIENTRANO NELLA PROROGA
Il differimento dei termini riguarda due categorie di investimenti:
- gli investimenti in beni strumentali 4.0 ultimati nel corso del 2025;
- gli investimenti completati entro il 30 giugno 2026.
Le aziende appartenenti a queste due categorie potranno quindi trasmettere la comunicazione finale entro il nuovo termine fissato dal decreto ministeriale.
Per la seconda categoria valgono due condizioni fissate dalla normativa e che spesso vengono date per scontate: l’ordine deve essere stato accettato dal fornitore entro il 31 dicembre 2025 e, entro la stessa data, deve essere stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
Sono i due requisiti che hanno “prenotato” l’agevolazione, e senza di essi l’investimento chiuso nel primo semestre 2026 non rientra nella misura.
CHI DEVE INVIARE LA COMUNICAZIONE DI COMPLETAMENTO
La proroga interessa in particolare le imprese che avevano già svolto le prime fasi della procedura.
Si tratta delle aziende che:
- hanno prenotato le risorse disponibili;
- hanno confermato la prenotazione;
- devono ancora trasmettere la comunicazione conclusiva che certifica l’effettivo completamento dell’investimento.
L’invio della comunicazione rappresenta infatti l’ultimo passaggio necessario per completare la procedura prevista dal Piano Transizione 4.0. Senza questo adempimento finale non è possibile perfezionare l’iter amministrativo previsto dalla normativa.
COME INVIARE LA COMUNICAZIONE
La trasmissione continua ad avvenire esclusivamente in modalità telematica. Le imprese devono utilizzare il sistema informatico dedicato alla gestione delle comunicazioni, accedendo alla sezione “Transizione 4.0” del portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) da questa pagina. Per procedere con l’invio è necessario autenticarsi con SPID, CIE o CNS.
OK A NUOVI FONDI PER LE IMPRESE IN LISTA D’ATTESA
Oltre alla proroga dei termini, il decreto introduce una novità molto attesa dalle aziende che erano rimaste escluse dall’agevolazione.
Il MIMIT ha infatti annunciato la disponibilità di nuove risorse finanziarie, che consentiranno di coprire anche una parte degli investimenti precedentemente rimasti senza finanziamento a causa dell’esaurimento dei fondi disponibili.
Si tratta di una misura che permette di recuperare pratiche che, fino ad oggi, risultavano sospese in attesa di ulteriori disponibilità economiche.
L’assegnazione delle nuove risorse segue l’ordine cronologico delle prenotazioni: non tutte le imprese in lista d’attesa avranno quindi la certezza di rientrare, perché a fare la differenza è la data in cui la prenotazione è stata registrata.
COSA SUCCEDE ALLE IMPRESE ESCLUSE
Le imprese inserite nella lista d’attesa non dovranno presentare una nuova domanda.
Sarà il GSE a contattare direttamente le aziende interessate comunicando la disponibilità delle nuove risorse.
Una volta ricevuta la comunicazione, anche queste imprese potranno completare l’iter previsto dal Piano Transizione 4.0.
In particolare dovranno trasmettere:
- la comunicazione di conferma;
- la comunicazione di completamento dell’investimento.
Anche per queste aziende il termine ultimo viene fissato al 15 settembre 2026.
Ed è qui che si concentra il rischio maggiore. Il termine è unico per tutti, ma le comunicazioni del GSE arrivano progressivamente: un’impresa avvisata a fine agosto si troverà a dover completare due adempimenti in poche settimane, in un periodo in cui studi e uffici amministrativi sono spesso a organico ridotto. Conviene quindi predisporre fin da ora la documentazione, senza attendere l’avviso per iniziare a raccogliere i dati.
COS’È IL PIANO TRANSIZIONE 4.0
Il Piano Transizione 4.0 è uno degli strumenti con cui il Governo sostiene gli investimenti delle imprese in innovazione tecnologica, digitalizzazione e automazione dei processi produttivi.
Le agevolazioni sono rivolte agli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali caratterizzati da elevato contenuto tecnologico, capaci di favorire la trasformazione digitale delle imprese secondo i principi dell’Industria 4.0.
Tra gli investimenti agevolabili rientrano:
- macchinari interconnessi;
- impianti automatizzati;
- software e piattaforme digitali;
- sistemi destinati a migliorare produttività, efficienza energetica, qualità dei processi e competitività aziendale.
Va precisato che le comunicazioni oggetto della proroga riguardano i beni strumentali materiali 4.0, quelli elencati nell’allegato A della legge n. 232 del 2016. Per i beni immateriali la disciplina ha seguito un percorso diverso, con regole e finestre temporali proprie: prima di procedere conviene verificare con il proprio consulente in quale categoria ricade l’investimento.
COSA DEVONO FARE LE IMPRESE
Le aziende che hanno già prenotato le risorse dovrebbero verificare quanto prima lo stato della propria pratica e programmare l’invio della comunicazione di completamento entro il 15 settembre 2026, evitando di attendere gli ultimi giorni disponibili.
Le imprese ancora in lista d’attesa, invece, dovranno monitorare le comunicazioni che saranno inviate dal GSE, poiché sarà proprio il Gestore a informarle dell’eventuale disponibilità delle nuove risorse e dell’apertura dei termini per completare la procedura.
Un’accortezza operativa vale per entrambe le categorie: le comunicazioni del GSE arrivano all’indirizzo indicato in fase di registrazione sul portale, quindi è opportuno verificare che la casella sia attiva e presidiata anche nel periodo estivo. Una mail non letta, in una procedura con termine perentorio, equivale alla perdita del beneficio.
Grazie all’estensione dei termini e al rifinanziamento delle risorse disponibili, un numero maggiore di imprese potrà completare gli investimenti in innovazione e beneficiare degli incentivi previsti dal Piano Transizione 4.0.
Resta invece aperta la questione della cosiddetta portabilità verso l’iperammortamento, cioè la possibilità per le imprese escluse dal credito d’imposta di recuperare l’investimento attraverso la nuova maggiorazione fiscale: su questo punto il decreto non interviene e occorrerà attendere ulteriori chiarimenti.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Decreto direttoriale 31 luglio 2026 – Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali. Proroga dei termini.
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