La Camera di Commercio di Modena sostiene chi ha aperto un’attività quest’anno con un contributo a fondo perduto fino a 3.000 euro, pari al 50% delle spese ammissibili.
La misura si rivolge alle piccole e medie imprese iscritte al Registro Imprese dal 1° gennaio 2026, con sede legale o unità locale in provincia di Modena.
La dotazione complessiva è di 100.000 euro e le domande si presentano solo per via telematica dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026.
Non è una corsa cronologica pura: la priorità va alle imprese giovanili e solo a parità di priorità conta l’ordine di arrivo. Conviene quindi arrivare al 21 settembre con la pratica già pronta.
In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio tutto quello che serve sapere, come funzionano i contributi, chi può ottenerli, come fare domanda e rendiamo disponibile il bando da consultare.
COME FUNZIONA IL BANDO NEO-IMPRESE MODENESI 2026
Il bando mette a disposizione 100.000,00 euro (art. 1) per la creazione e lo sviluppo di nuove imprese della provincia.
Il contributo camerale è a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 3.000,00 euro per impresa (art. 5).
Attenzione al massimale reale: il tetto dei 3.000 euro si raggiunge solo con almeno 6.000 euro di spese ammesse. Su un progetto da 2.000 euro il contributo resta di 1.000 euro.
Il ragionamento vale anche al contrario. Un piano costruito su cifre molto contenute produce un contributo altrettanto contenuto, perché la percentuale è fissa e non esiste un importo minimo garantito.
Il contributo rientra nel regime de minimis (Reg. UE 2831/2023 e 3118/2024, oltre al 717/2014 prorogato al 31/12/2029): i massimali su tre esercizi sono 300.000 euro in generale, 50.000 per la produzione primaria agricola e 40.000 per pesca e acquacoltura, con verifica sull’impresa unica (art. 4).
Sul fronte del cumulo la regola è netta: il contributo non è cumulabile con altri aiuti pubblici sulle stesse spese (artt. 2 e 4).
A CHI SONO DESTINATI GLI INCENTIVI
Possono partecipare le imprese in possesso di questi requisiti.
- essere piccole o medie imprese secondo la definizione dell’allegato 1 al Regolamento UE 651/2014, con sede legale e/o unità locale in provincia di Modena (art. 2)
- risultare iscritte al Registro Imprese in data uguale o successiva al 1° gennaio 2026 ed essere attive alla data di presentazione della domanda
- non essere subentrate come acquirente o affittuario ad aziende già esistenti, né aver rilevato rami d’azienda anche a seguito di scissione (art. 2, requisito 11)
Sono esclusi tre settori per codice Ateco: 64.21 holding, 68.11 compravendita di immobili propri e 68.2 affitto e gestione di immobili propri o in locazione. Sono ammesse le neo-imprese appartenenti a tutti gli altri settori economici, purché in possesso degli ulteriori requisiti previsti dal bando.
Il requisito più delicato è quello sul subentro: rilevare un’attività già avviata non vale come nuova impresa, anche se la posizione camerale è recente.
I REQUISITI RICHIESTI
L’articolo 2 del bando elenca una serie di requisiti che vanno mantenuti dalla domanda fino alla liquidazione. Fra questi ne segnaliamo uno spesso trascurato.
- sottoscrivere la polizza contro le calamità naturali ed eventi catastrofali prevista dall’art. 1 comma 101 della legge 213/2023 sui beni dell’attivo B-II 1, 2 e 3 — terreni e fabbricati, impianti e macchinario, attrezzature — con esclusione degli imprenditori agricoli ex art. 2135 del codice civile (art. 2, requisito 12)
Accanto a questo, il bando chiede una serie di requisiti di regolarità che vanno posseduti dalla domanda fino alla liquidazione.
- essere in regola con il pagamento del diritto annuale, che deve risultare interamente versato: sono esclusi sia l’omesso versamento sia quello incompleto sanabile con ravvedimento operoso
- trovarsi in regolarità contributiva, con DURC richiesto sia in istruttoria sia in rendicontazione
- rispettare le norme su salute e sicurezza sul lavoro previste dal decreto legislativo 81/2008
- non trovarsi in liquidazione, fallimento o concordato, anche in forma volontaria o equivalente
- non avere protesti a proprio carico
- non aver subito sanzioni interdittive che vietino di contrattare con la pubblica amministrazione, e avere legali rappresentanti senza condanne definitive per i reati che escludono dagli appalti pubblici
- non aver già ottenuto altri contributi pubblici sulle medesime voci di spesa
- non avere forniture in essere con la Camera di commercio di Modena
Il diritto annuale è il punto su cui inciampano più spesso le imprese appena costituite: conviene verificarne il versamento prima di preparare la pratica, perché qui il ravvedimento non salva la domanda.
Ci sono poi due vincoli che durano nel tempo. Bisogna mantenere sede legale e/o operativa in provincia di Modena e non cedere l’attività per almeno 3 anni dall’erogazione, pena la revoca (art. 9).
Va inoltre garantito un investimento minimo effettivo non inferiore al 70% delle spese ammesse a contributo, con conservazione dei documenti di spesa per 10 anni (art. 11).
Le variazioni di progetto vanno autorizzate preventivamente: secondo quanto previsto dal regolamento, le richieste presentate dopo aver già realizzato le nuove spese non vengono accolte.
CHI HA LA PRIORITÀ IN GRADUATORIA
La precedenza va alle imprese giovanili (art. 3), ed è l’elemento che cambia la strategia di presentazione.
In via generale servono oltre metà dei soci e delle quote in capo a persone under 36, cioè fino a 35 anni compiuti.
Per le società di capitali il requisito è più stringente: almeno il 51% delle quote in mano a under 36 e la maggioranza dell’organo amministrativo.
Solo a parità di priorità conta l’ordine cronologico di arrivo della pratica telematica. È il motivo per cui una domanda pronta il primo giorno utile vale più di una domanda perfezionata con calma.
QUALI SPESE SONO FINANZIABILI
Sono ammesse le spese connesse alla creazione della nuova impresa, sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 (art. 6).
Le spese devono riguardare la sede legale o l’unità locale in provincia di Modena e si considerano al netto di IVA e di altre imposte e tasse. Queste le voci ammesse.
- onorari notarili e costi di costituzione d’impresa, al netto di tasse, imposte, diritti e bolli anticipati dal notaio o dal consulente
- canoni di locazione dell’immobile, per un massimo di tre mesi e solo se successivi all’iscrizione al Registro Imprese
- acquisto o leasing di beni strumentali, macchinari, attrezzature, hardware e arredi, purché nuovi, durevoli e funzionali all’attività
- acquisto o leasing di software gestionale, professionale e altre applicazioni aziendali
- realizzazione del sito internet, entro il limite del 30% del costo complessivo del progetto
- registrazione e sviluppo di marchi e brevetti, comprese le relative consulenze
- consulenza e servizi specialistici in materia di marketing, logistica, digitale, gestione del personale, area economico-finanziaria e contrattualistica
Due limiti meritano attenzione in fase di preventivo. I canoni di locazione coprono soltanto tre mensilità, e il sito internet non può superare il 30% del progetto: un piano costruito quasi solo sul sito viene ridimensionato in istruttoria.
L’articolo 7 elenca invece ciò che resta fuori, ed è la parte che fa saltare il maggior numero di rendicontazioni.
- spese per le quali si sono ottenuti altri contributi pubblici
- spese di gestione ordinaria, ripetitive e riconducibili al normale funzionamento dell’impresa
- acquisto di beni usati
- spese telefoniche per smartphone e cellulari o canoni di abbonamento
- spese per l’avviamento e l’acquisto di licenze per lo svolgimento dell’attività
- spese di trasporto
- attrezzature e beni di consumo non durevoli
- spese ricomprese in fatture con imponibile complessivo inferiore a 100 euro
- spese dell’intermediario che cura l’invio della domanda
Il vincolo sulle fatture sotto i 100 euro merita particolare attenzione: non sono infatti ammesse le spese ricomprese in fatture il cui valore imponibile complessivo sia inferiore a 100 euro.
Un’ultima avvertenza sui fornitori: non possono essere beneficiari dell’agevolazione e non devono trovarsi in conflitto di interessi con l’impresa.
Un vincolo operativo va tenuto presente fin dall’inizio. In rendicontazione sono vietati contanti, assegni e carte prepagate: si pagano le fatture con bonifico corredato di TRN, RI.BA, bancomat o carta di credito aziendale (art. 10).
Vale la pena ricordarlo perché incide sulla cassa: le spese vanno anticipate e quietanzate prima di vedere il contributo, che arriva a rimborso e non in anticipo.
COME PRESENTARE LA DOMANDA
La domanda si invia esclusivamente per via telematica sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, indicando il codice bando 26NI per la precompilazione. Qualsiasi altra modalità di invio comporta l’irricevibilità.
La finestra è stretta: dalle ore 10:00 di lunedì 21 settembre 2026 alle ore 12:00 di venerdì 2 ottobre 2026. Le pratiche spedite prima o dopo sono escluse.
Servono la firma digitale del legale rappresentante e l’imposta di bollo da 16,00 euro assolta in modo virtuale, pena l’irricevibilità (art. 8).
L’accesso alla piattaforma avviene con le credenziali digitali: se non le avete potete consultare le nostre guide su SPID, CIE e CNS.
Attenzione a un passaggio che genera molte esclusioni: i modelli da allegare sono due documenti distinti, non uno. Il modello «richiesta di contributo» generato da ReStart ha sola funzione informatica, mentre la domanda vera e propria è il modello scaricato dal sito camerale e firmato digitalmente.
Vanno allegati anche i preventivi o le fatture già emesse con data non anteriore al 01/01/2026, firmati digitalmente.
L’atto dirigenziale di concessione sarà adottato entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, quindi entro lunedì 2 novembre 2026. L’esito sarà poi comunicato via PEC entro 30 giorni dall’atto di concessione (art. 9).
La rendicontazione si presenta su ReStart entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di concessione e del CUP: il mancato rispetto comporta la decadenza (art. 10).
BANDO A SOSTEGNO DELLE NEO-IMPRESE MODENESI 2026
Mettiamo a vostra disposizione il testo del BANDO (Pdf 238 Kb), con tutti gli articoli citati in questo articolo.
Per la modulistica, le guide operative su ReStart e gli aggiornamenti potete consultare questa pagina del sito della Camera di Commercio di Modena.
Per i chiarimenti è disponibile la PEC cameradicommercio@mo.legalmail.camcom.it. Responsabile del procedimento è il Vice Segretario Generale avv. Massimiliano Mazzini.
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