Bando Trasferimento Tecnologico Emilia Romagna 2026: contributi a fondo perduto fino a 300.000 euro per le PMI

Bando contributi fondo perduto

Dal 24 settembre 2026 sono aperte le domande per il bando Progetti di trasferimento tecnologico 2026, della Regione Emilia Romagna, che mette a disposizione delle PMI un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro.

Il contributo copre il 50% delle spese di trasferimento tecnologico e il 25% delle spese di sviluppo sperimentale.

La misura si rivolge alle micro, piccole e medie imprese con unità locale in Emilia-Romagna che vogliono trasformare in prototipi e dimostratori le soluzioni innovative nate in Università, enti pubblici di ricerca e strutture della Rete Alta Tecnologia regionale.

La dotazione complessiva è di 3 milioni di euro.

La procedura è a graduatoria, non a sportello: le domande si presentano online dalle ore 13.00 del 24 settembre 2026 alle ore 13.00 del 30 ottobre 2026, e conta la qualità del progetto, non la velocità di invio.

In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio tutto quello che serve sapere, come funzionano i contributi, chi può ottenerli, come fare domanda e rendiamo disponibile il bando da consultare.

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COME FUNZIONA IL BANDO REGIONE EMILIAROMAGNA PROGETTI DI TRASFERIMENTO TECNOLOGICO 2026

Il bando, approvato con DGR n. 1221 del 20 luglio 2026, finanzia progetti che partono da una soluzione innovativa già individuata alla data della domanda e la portano verso l’industrializzazione.

Il progetto deve concludersi con un prototipo funzionante o un dimostratore. Le attività di trasferimento tecnologico devono pesare almeno il 50% dei costi del progetto.

È obbligatorio il supporto di una o più strutture di ricerca (Rete Alta Tecnologia, Università, enti pubblici anche esteri) per un valore di almeno 40.000 euro, pena l’inammissibilità della domanda.

Le attività partono dal giorno successivo alla presentazione della domanda e devono concludersi entro il 31 luglio 2028, con proroga motivata al massimo fino al 31 ottobre 2028. Le fatture non possono essere anteriori alla domanda.

Secondo quanto previsto dal bando, ogni impresa può presentare una sola domanda e non sono ammessi progetti finalizzati alla produzione di prodotti standardizzati o di massa con tecnologie esistenti.

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CHI PUÒ PARTECIPARE

Il bando indica come beneficiarie le micro, piccole e medie imprese (Raccomandazione 2003/361/CE), come imprese singole o consorzi con attività esterna. Alla data della domanda devono:

  • essere iscritte al registro delle imprese della Camera di Commercio e svolgere attività di produzione di beni e servizi;

  • avere un’unità locale in Emilia-Romagna in cui realizzare il progetto; se non ancora attiva, va inserita in visura e attivata entro 60 giorni dall’approvazione della graduatoria;

  • non essere in liquidazione giudiziale, concordato o altre procedure concorsuali, né avere provvedimenti antimafia in corso;

  • non essere imprese in difficoltà, con verifica sull’ultimo bilancio (non richiesta alle imprese costituite da meno di 3 anni);

  • avere una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali (CAT NAT) in corso di validità.

Attenzione all’unità locale: secondo il bando deve essere un immobile a uso esclusivo, con contratto di acquisto o di locazione registrato. Non sono ammessi, tra gli altri, magazzini, civili abitazioni (anche di soci), spazi di coworking e sedi solo logistiche o commerciali.

Non possono partecipare:

  • le imprese agricole iscritte nella sezione speciale della Camera di Commercio;

  • le strutture della Rete Alta Tecnologia costituite in forma di impresa;

  • le società strumentali controllate da pubbliche amministrazioni.
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QUANTO SPETTA

Il contributo a fondo perduto copre il 50% delle spese di trasferimento tecnologico, concesso in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831), e il 25% delle spese di sviluppo sperimentale, ai sensi dell’art. 25 del Reg. UE 651/2014.

Il contributo massimo è di 300.000 euro per impresa, che salgono a 500.000 euro cumulati per le imprese dello stesso gruppo.

Attenzione al massimale reale: il bando non copre l’intero progetto. Senza considerare le eventuali maggiorazioni delle intensità di aiuto previste dal bando, per arrivare al contributo massimo di 300.000 euro servono almeno 600.000 euro di spese ammissibili se tutte riferite al trasferimento tecnologico e finanziate al 50%. Se una parte delle spese riguarda invece lo sviluppo sperimentale, finanziato al 25%, sarà necessario un investimento complessivo più elevato.

Il bando prevede due premialità alternative, da scegliere in domanda. Con +10 punti percentuali se assumete un ricercatore a tempo indeterminato e pieno (laurea magistrale, under 36) nell’unità locale del progetto, oppure se la collaborazione con le strutture accreditate della Rete Alta Tecnologia vale almeno 40.000 euro.

In alternativa, +5 punti percentuali per sede nei comuni del Decreto Alluvione (DL 61/2023), nelle aree 107.3.c, nelle aree montane o interne, oppure per progetti rilevanti per disabilità, innovazione sociale e sviluppo sostenibile o con una componente femminile e giovanile significativa.

Anche il minimo va calcolato bene: il costo totale ammissibile non può scendere sotto i 200.000 euro, pena la non ammissione. La soglia va confermata anche a rendicontazione finale, altrimenti scatta la revoca totale del contributo.

In pratica, su un progetto del valore minimo di 200.000 euro, se tutte le spese riguardano il trasferimento tecnologico e sono finanziate al 50%, il contributo può arrivare a 100.000 euro. Se invece una parte delle spese riguarda lo sviluppo sperimentale, finanziato al 25%, a parità di costo complessivo il contributo sarà più basso.

Per questo motivo i piani costruiti appena sopra i 200.000 euro sono rischiosi: basta una spesa non riconosciuta per scendere sotto la soglia e perdere tutto.

Sul cumulo: il contributo non è cumulabile con altri aiuti di Stato o de minimis sulle stesse spese, mentre è cumulabile con misure fiscali che non sono aiuti di Stato fino al 100% della spesa.

Se il vostro plafond de minimis (300.000 euro su tre esercizi per impresa unica) è insufficiente, il contributo viene ridotto d’ufficio ma il progetto va comunque realizzato per intero.

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QUALI SPESE SONO FINANZIABILI

Le spese ammissibili, al netto dell’IVA salvo che non sia recuperabile, sono:

  • consulenze specialistiche su brevetti e know-how dell’ente di ricerca, sviluppo di software specifico, consulenze tecnico-scientifiche, laboratori, ricerca contrattuale e consulenze di centri di trasferimento tecnologico;
  • nuovi ricercatori, solo se indicati in domanda e assunti a tempo indeterminato dopo la presentazione;
  • software e hardware specialistico fino a un massimo di 30.000 euro (esclusi i software gestionali e amministrativi);
  • quote di ammortamento o di noleggio e leasing (sola quota capitale) di strumentazione scientifica e impianti industriali, acquisto di brevetti; beni usati solo con perizia;
  • realizzazione di prototipi e dimostratori (componenti, semilavorati, lavorazioni);
  • personale dipendente addetto alle attività di sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico, valorizzato a costi standard orari (83 euro l’ora per i dirigenti, 47 per i quadri, 30 per impiegati e operai), entro il 50% del totale delle voci precedenti;
  • spese generali forfettarie, pari al 7% dei costi diretti ammissibili.

Un’avvertenza: la scheda su incentivi.gov.it elenca tra le spese la “formazione professionale” e le “materie prime, di consumo e merci”. Nel bando queste voci sono espressamente escluse: non inseritele nel piano dei costi.

Restano fuori, tra le altre, anche queste spese:

  • materiali di consumo, minuteria, attrezzi e DPI;
  • personale in somministrazione, viaggi, vitto, alloggio e trasferte;
  • immobili, impianti generali, opere edili, arredi e automezzi;
  • beni e servizi acquistati dai partner del progetto, da soci, amministratori o società controllate e collegate;
  • pubblicità e marketing, consulenze per preparare domanda e rendicontazione, consulenze ordinarie fiscali, legali e contabili;
  • IVA recuperabile, garanzie, bolli, tasse e interessi, pagamenti in contanti o per compensazione, lease-back, beni in comodato e lavori in economia.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda si presenta esclusivamente online sull’applicativo SFINGE 2020, dalle ore 13.00 di giovedì 24 settembre 2026 fino alle ore 13.00 di venerdì 30 ottobre 2026.

La invia il legale rappresentante o un delegato con procura speciale, con marca da bollo da 16 euro (cartacea, indicando gli estremi, oppure con pagamento telematico in SFINGE).

Sono obbligatori, pena esclusione: il contratto di collaborazione con i soggetti di ricerca (lo schema è sulla pagina della modulistica), un video di presentazione di massimo 3 minuti su impresa e progetto, la dichiarazione sulla dimensione d’impresa e la procura se firma un delegato. Altri allegati sono richiesti solo nei casi indicati dal bando.

La procedura è valutativa a graduatoria: non c’è rischio di chiusura anticipata per esaurimento dei fondi e l’ordine di arrivo conta solo a parità di punteggio.

Il punteggio massimo è 100 e servono almeno 70 punti, superando le soglie minime su qualità tecnico-scientifica (42 su 60), qualità economico-finanziaria (7 su 10) e grado di innovazione (14 su 20).

Il rating di legalità dà priorità in graduatoria. L’istruttoria si chiude entro 3 mesi dalla chiusura del bando; alla concessione viene richiesto il DURC regolare.

Occhio alla cassa: fino all’acconto l’impresa anticipa tutte le spese. L’acconto si ottiene rendicontando entro il 31 gennaio 2028 le attività svolte al 31 dicembre 2027, per almeno il 20% dell’investimento approvato, pena revoca.

Il saldo si rendiconta entro il 30 settembre 2028 e arriva quindi solo dopo quella data; se la spesa finale scende sotto il 70% dell’approvato il contributo viene revocato per intero, con restituzione dell’acconto.

BANDO REGIONE EMILIA-ROMAGNA PROGETTI DI TRASFERIMENTO TECNOLOGICO 2026

Mettiamo a vostra disposizione il testo Pdf del BANDO (Pdf 1809 Kb) approvato con la DGR 1221/2026. Sulla pagina della modulistica è indicata anche la determinazione n. 15798 del 7 agosto 2026, che corregge un errore materiale del testo.

Per la modulistica, lo schema di contratto e gli approfondimenti potete consultare la pagina ufficiale del bando sul sito del PR FESR Emilia-Romagna, dove trovate anche i contatti dello Sportello imprese della Regione (email sportelloimprese@regione.emilia-romagna.it) e dell’help desk di SFINGE 2020.

Se la vostra impresa è più piccola o non ha un progetto di ricerca da industrializzare, vi segnaliamo il Bando Piccole Imprese 2026 della Camera di Commercio dell’Emilia.

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Tutte le misure aperte sono raccolte nella pagina dedicata agli aiuti alle imprese.

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Scritto da Erika Verzaro - Responsabile editoriale con 20 anni di esperienza nel campo dei concorsi pubblici e del mondo del lavoro.
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