Sistema Duale, alternanza scuola lavoro: cosa sapere

sistema duale scuola lavoro apprendistato

In cosa consiste il Sistema Duale nel Jobs Act? Su cosa si fonda questo strumento e quali sono i vantaggi per i giovani e per le imprese?

Attraverso questa guida, spiegheremo in cosa consiste il biennio sperimentale di attuazione del sistema duale scuola-lavoro, come si è arrivati a questa soluzione e quali sono i soggetti coinvolti.

CHE COS’È IL SISTEMA DUALE ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Il Sistema Duale è un modello di formazione professionale che intende favorire l’occupabilità giovanile, promuovendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, nonché contrastare la dispersione scolastica. Questo modello, mutuato dalla cultura tedesca e diffuso in molti Paesi del Nord Europa vede le istituzioni formative e i datori di lavoro fianco a fianco nel processo di formazione e inserimento lavorativo.

Quali sono le finalità? Il Sistema Duale è volto a creare una sinergia tra scuola e lavoro in modo da favorire l’apprendimento da parte degli alunni nell’impresa e un inserimento più immediato nella stessa. L’intento è agevolare la transizione tra scuola e lavoro e ridurre il divario in termini di competenze tra chi ha solo conoscenze teoriche e chi ha esperienza lavorativa.

Come verranno raggiunti questi obiettivi? Lo strumento principale che permetterà alla scuola e ai datori di lavoro di poter lavorare a fianco e garantire un processo formativo più volto alla pratica, sarà l’apprendistato. Gli studenti spenderanno in azienda buona parte del monte ore, mentre un’altra parte sarà destinata allo studio ordinario.

Il 13 gennaio 2016 sono stati sottoscritti i Protocolli d’Intesa tra Ministero del Lavoro e Regioni / Province Autonome per avviare la sperimentazione relativa al Sistema Duale alternanza scuola-lavoro, a favore della formazione propedeutica all’ingresso nel mondo del lavoro. Tale sottoscrizione è stata prevista all’approvazione dell’accordo tra Stato e Regioni avvenuta lo scorso 24 settembre 2015.

Per avvalorare tale sistema, saranno siglati dei protocolli bilaterali tra il Ministero del Lavoro e le singole Regioni e Province Autonome. La normativa in materia di riordino dei servizi per il lavoro e di politiche attive, è regolata dai Decreti Legislativi 81/2015 e 150/2015, nei quali viene contemplata la valorizzazione dell’apprendistato di primo e terzo livello.

IN COSA CONSISTE LA SPERIMENTAZIONE?

La sperimentazione del Sistema Duale avrà una durata di un biennio e sarà destinata a 60mila giovani i quali potranno conseguire i titoli di studio con percorsi formativi che prevedono, attraverso modalità diverse, una effettiva alternanza scuola-lavoro.

La cifra stanziata per la Sperimentazione è di 87 milioni di euro sia per il 2015 che per il 2016.

QUALI TITOLI DI STUDIO È POSSIBILE CONSEGUIRE CON L’APPRENDISTATO

I titoli conseguiti per mezzo della sperimentazione Sistema Duale scuola-lavoro sono gli stessi dei percorsi ordinari a tempo pieno: qualifica e diploma professionali, diploma di istruzione secondaria superiore, titoli di laurea triennale e magistrale, master, dottorato.


I FONDAMENTI DEL SISTEMA DUALE: IL RUOLO DEI CFP E I PERCORSI IEFP

Il Sistema Duale si basa su due linee di intervento: il ruolo dei centri di formazione professionale (CFP) e il sostegno regionale ai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).

  • Il ruolo dei CFP
    L’individuazione dei CFP e il loro ruolo coinvolge il Ministero del Lavoro che, in accordo con le Regioni e Province Autonome, ha emanato un avviso pubblico per i soggetti che a livello regionale si mettono a disposizione per il progetto. A questo proposito, saranno avviati dei servizi atti a promuovere attività di coinvolgimento e orientamento: supporti organizzativi (anche relativi alla gestione dei contratti di apprendistato), assistenza tecnica, formazione dei tutor.
  • I percorsi IeFP
    Le Regioni e le Province Autonome sono coinvolte nella gestione delle risorse a favore dei percorsi di IeFP, attraverso varie modalità: apprendistato, alternanza scuola lavoro, impresa formativa simulata. I percorsi IeFP coinvolgono i giovani nella realizzazione di almeno 400 ore, a partire dal secondo anno, di uno dei percorsi di alternanza scuola – lavoro.

I giovani che partecipano ai percorsi devono realizzare almeno 400 ore l’anno nell’ambito di uno dei percorsi dell’alternanza; per i giovani assunti in apprendistato di primo livello si prevede che i periodi di formazione non formale in impresa siano pari almeno al 40% del monte ore nel secondo anno e al 50% del monte ore per le annualità successive.

L’EVOLUZIONE DELL’APPRENDISTATO: UN PASSO INDIETRO

L’apprendistato, come sistema di apprendimento legato alla cooperazione tra scuola e lavoro, ha una storia lunga. La prima normativa risale infatti al 1955 (Legge 25/55) e aveva come scopo la formazione del giovane che doveva imparare direttamente dal lavoratore il suo impiego in azienda.

Un aggiornamento fondamentale relativo all’apprendistato, risale al 2003 con il D.Lgs. 276/2003, che però non è mai risultato realmente effettivo, seppure abbia dato un enorme scossone al sistema scuola-impresa. In particolare, la riforma Biagi differenziava tre livelli di apprendistato:


  • apprendistato qualificante, per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;
  • apprendistato professionalizzante, per il conseguimento di una qualifica professionale;
  • apprendistato specializzante, per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione.

Il Decreto 167 del 2011 recupera tutta la normativa passata e la riformula in un Testo Unico, definendo l’apprendistato un contratto di lavoro a tempo indeterminato con duplice obiettivo: formazione e occupazione dei giovani. Questo decreto ripete la ripartizione delle tipologie di apprendistato introdotte dalla riforma Biagi e aggiunge dei dettagli:

  • apprendistato di primo livello (qualificante): per la qualifica e il diploma professionale e destinato ai giovani tra i 15 e i 25 anni. La sua durata è di 3 o 4 anni a seconda dell’area di specializzazione per un monte di 400 ore annue;
  • apprendistato di secondo livello (professionalizzante): finalizzato a una qualifica contrattuale definita dalla contrattazione collettiva e destinato ai giovani dai 18 ai 29 anni. L’apprendista acquisisce competenze tecniche direttamente in azienda in un arco di tempo dai 3 ai 5 anni, per un monte di 120 ore annue;
  • apprendistato di terzo livello di alta formazione e ricerca: finalizzato al conseguimento del diploma di istruzione secondaria, titoli universitari, dottorati di ricerca, master, praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche, specializzazione degli Istituti tecnici superiori. È destinato ai giovani tra i 18 e i 29 anni e si evolve in un monte di ore deciso a livello regionale.

Dopo la Riforma Fornero, il Decreto Legge 76/2013 (Giovannini-Letta) e il decreto 34/2014 (Poletti), il Jobs Act, con il Decreto Legislativo 81/2015, riprende il progetto dell’apprendistato descritto nel Testo Unico e apporta alcune modifiche all’apprendistato di primo e terzo livello – più incanalati verso il sistema di alternanza scuola-impresa – rilanciandoli e rafforzandoli per mezzo delle Regioni e Province Autonome che avvieranno i percorsi formativi più adatti ai propri requisiti didattici, economici e sociali.

L’APPRENDISTATO NEL SISTEMA DUALE 2016 ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO

Di fatto il D.Lgs. 81/2015 abroga il Testo Unico del 2011, mantenendo comunque la struttura di base dei tre livelli di apprendistato. Nella fattispecie, vengono definiti:

  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale – primo livello
  • diploma di istruzione secondaria superiore e certificato di specializzazione tecnica superiore – secondo livello
  • apprendistato di alta formazione e ricerca – terzo livello

Di questi tre moduli formativi, nel Sistema Duale vengono valorizzati l’apprendistato di primo livello e l’apprendistato di terzo livello. L’apprendistato di primo livello si estende al conseguimento del sistema dei percorsi IeFP (di cui sopra), ai titoli di scuola superiore e ai percorsi IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore). L’apprendistato di terzo livello resta invece finalizzato al conseguimento dei titoli di istruzione universitaria, dottorati di ricerca, master e accesso a professioni ordinistiche.


CHI MONITORERA LA SPERIMENTAZIONE SISTEMA DUALE

La sperimentazione Sistema Duale scuola-lavoro sarà monitorata dal SISTAF (Sistema Statistico sulla Formazione professionale) e dal SISCO (Sistema Statistico delle Comunicazioni Obbligatorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

Ai due sistemi informativi è stato affidato il compito di valutare i progressi della sperimentazione a livello territoriale e di calcolare i risultati ottenuti a fine percorso formativo.

VANTAGGI PER LE AZIENDE: INCENTIVI

È stato il Sottosegretario Sottosegretario di Stato On. Luigi Bobba a spiegare i vantaggi delle aziende in favore di una formazione degli studenti sul posto di lavoro. Secondo Bobba, “le imprese che assumeranno in apprendistato formativo e quelle che ospiteranno studenti in alternanza rafforzata beneficeranno oltre che di minori costi per l’apprendista, anche di incentivi per abbattere i costi derivanti dall’impiego di tutor aziendali”.

Ma vi sono altre novità che qui elenchiamo in materia di incentivi:


  • azzeramento della retribuzione per la formazione in aula;
  • diminuzione della remunerazione degli apprendisti al 10% della retribuzione per la formazione in azienda;
  • abolizione del contributo a carico dei datori di lavoro in caso di licenziamento dell’apprendista;
  • sgravio dal pagamento dei contributi per l’ASpI nei confronti delle imprese artigiane;
  • cancellazione della contribuzione dello 0.30% per la formazione continua;
  • diminuzione dell’aliquota di contribuzione dal 10% al 5% per le imprese con più di nove dipendenti.

OBIETTIVI DEL SISTEMA DUALE SCUOLA – LAVORO

Riassumiamo, in definitiva, gli obiettivi che spettano al Sistema Duale alternanza scuola-lavoro:

  • rafforzare il collegamento scuola-lavoro;
  • formare una manodopera già cosciente delle proprie mansioni al termine del percorso di studi;
  • semplificare l’ingresso nel mondo del lavoro;
  • favorire l’assunzione attraverso incentivi;
  • ridurre la dispersione scolastica;
  • rilanciare il sistema di formazione e istruzione professionale.

RIFERIMENTI NORMATIVI




© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Tutti gli annunci di lavoro pubblicati sono rivolti indistintamente a candidati di entrambi i sessi, nel pieno rispetto della Legge 903/1977.


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments