È confermato il bonus per le auto aziendali nel 2026.
L’agevolazione fiscale sotto forma di deduzione continua infatti a essere riconosciuta alle imprese per le spese relative all’uso di veicoli aziendali.
L’obiettivo rimane l’ottimizzazione dei costi operativi legati alla flotta aziendale, garantendo alle società del settore privato la possibilità di abbattere l’imponibile fiscale attraverso la deducibilità dei costi di gestione e di acquisizione.
Vediamo nel dettaglio come funziona, chi può ottenerlo e quali sono le condizioni.
COS’È IL BONUS AUTO AZIENDALI 2026
Il bonus per le auto aziendali è un incentivo fiscale che permette a imprese e società del settore privato di dedurre in fase di dichiarazione dei redditi fino al 70% delle spese sostenute per l’acquisto di autoveicoli, motocicli e ciclomotori di nuova immatricolazione, concessi in uso promiscuo ai propri dipendenti.
Non è una novità, poiché è stato introdotto come misura strutturale dall’articolo 164 del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR – DPR 22 dicembre 1986, n. 917). Tuttavia, lo sconto che si può ottenere oggi è diverso rispetto a quello previsto dalla normativa originaria.
Se prima la deduzione era fissa (e pari al 30%), con Legge di Bilancio 2025 le percentuali sono cambiate e il riconoscimento dipende da una serie di vincoli e condizioni che sono ancora validi nel 2026.
Vediamo nel dettaglio come funziona.
COME FUNZIONA
La disciplina che regola l’assegnazione delle auto aziendali nel 2026 non si configura come un bonus diretto sotto forma di erogazione di denaro. Per le imprese, di fatto, il vantaggio si manifesta attraverso la deducibilità dei costi e l’ottimizzazione del carico contributivo.
Quando un’azienda acquista o noleggia un veicolo (auto, motociclo o ciclomotore) e lo assegna in uso promiscuo al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 183 giorni l’anno), può dedurre i costi di gestione e acquisizione nella misura del 70%. Se l’assegnazione è più breve, la deducibilità scende al 20%.
Queste percentuali si applicano a tutto: canoni di noleggio, rate del leasing, acquisto (entro i limiti del TUIR), assicurazione, bollo, manutenzione e carburante. Tuttavia, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025, anche nel 2026 la deducibilità è subordinata all’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili per tutte le spese connesse (carburante, ricariche elettriche, manutenzione).
Quindi, per poter dedurre ogni singola spesa (dal pieno di benzina alla riparazione dal meccanico) deve essere pagata con carte di credito aziendali, di debito, bonifici o carte carburante prepagate. L’uso del contante, anche se documentato da fattura elettronica, comporta l’indeducibilità totale del costo per l’azienda.
ESEMPIO DI CALCOLO
Per capire meglio come funziona, facciamo un esempio e prendiamo il caso di un’azienda che spende 10.000 euro in un anno per un’auto assegnata a un dipendente (tra noleggio e ricariche elettriche tracciabili). Grazie al bonus, e tracciando le spese, l’azienda potrà sottrarre dal suo reddito imponibile 7.000 euro (il 70%). Mentre sui restanti 3.000 euro (il 30%) pagherà le tasse normalmente.
A CHI SPETTA
Il regime di deducibilità al 70% si applica ai veicoli (auto, ciclomotori e motocicli) acquisiti dall’azienda tramite:
- acquisto diretto, ovvero quando il mezzo entra nel patrimonio aziendale;
- leasing finanziario con durata minima del contratto pari a 48 mesi per poter dedurre i canoni (secondo le regole generali del TUIR);
- noleggio a lungo termine, con i canoni deducibili al 70% ma soggetti ai limiti annui di 3.615,20 euro (IVA esclusa) per la quota di pura locazione. Mentre in questo caso le spese per i servizi (manutenzione, assicurazione) sono deducibili senza tetto massimo, sempre al 70%.
L’agevolazione non è automatica ma richiede la prova dell’effettiva assegnazione. Per i contratti stipulati a partire dal 1° gennaio 2025 (e validi per tutto il 2026), infatti le condizioni sono:
- assegnazione al dipendente, ovvero il veicolo deve essere concesso in uso promiscuo (lavoro e privato) per la maggior parte del periodo d’imposta. Nel 2026, essendo un anno ordinario, l’assegnazione deve coprire almeno 183 giorni;
- atto scritto, pertanto l’assegnazione deve risultare da un documento avente data certa. Può trattarsi di una clausola specifica nel contratto di assunzione o di una successiva scrittura privata (lettera di assegnazione) sottoscritta da entrambe le parti;
- uso effettivo, quindi l’auto deve essere messa a disposizione del dipendente in modo stabile e non occasionale.
COME OTTENERE IL BONUS PER AUTO AZIENDALI
Per ottenere il bonus non bisogna fare domanda, poiché si tratta di un meccanismo di abbattimento fiscale che l’azienda gestisce internamente in fase di bilancio e dichiarazione dei redditi. La deducibilità maggiorata al 70% si applica quindi direttamente al momento del calcolo del reddito d’impresa, riducendo l’imponibile su cui vengono calcolate le imposte (IRES o IRPEF). Per ogni 1.000 euro di spesa sostenuta per l’auto, se si rispettano le condizioni del bonus, l’azienda ne “scarica” 700 euro.
Tutto questo non richiede moduli da inviare, ma si gestisce nel Modello Redditi (il documento della dichiarazione dei redditi), dove vanno indicati i costi totali dell’auto nel quadro dei costi d’impresa e la quota del 30% (quella che non si può scaricare), così che il software di compilazione possa calcolare automaticamente il nuovo imponibile ridotto.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- DPR 22 dicembre 1986, n. 917 – Testo Unico Imposte sui Redditi (TUIR);
- testo definitivo (Pdf 24,4 MB) della Legge di Bilancio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre 2024 (GU Serie Generale n.305 del 31-12-2024 – Suppl. Ordinario n. 43).
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Vi segnaliamo poi il bonus auto per cittadini e imprese.
Per conoscere tutte le agevolazioni a favore dei cittadini è possibile visitare la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone. In questa sezione trovate le novità sugli incentivi per le aziende.
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