L’INPS ha pubblicato le istruzioni operative per accedere al bonus assunzione giovani under 35.
L’agevolazione, prevista dal decreto Lavoro 2026, consiste in un esonero contributivo pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
Tuttavia, ci sono delle condizioni e limiti da rispettare per poterlo ottenere.
In questo articolo vi illustriamo quali sono le novità, cosa cambia, quanto spetta e come funziona.
BONUS ASSUNZIONE GIOVANI UNDER 35 CONFERMATO
Dopo la proroga prevista dal Decreto Milleproroghe 2026, il bonus per l’assunzione di giovani under 35 introdotto dal Decreto Coesione – che sarebbero dovuto terminare il 31 dicembre 2025 – è stato confermato dal Decreto Lavoro.
L’agevolazione consiste in un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani con meno di 35 anni e che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato nel corso della loro vita lavorativa.
L’obiettivo della misura è incentivare l’occupazione stabile, riducendo il costo del lavoro per le imprese che scelgono di investire su giovani lavoratori con contratti a tempo indeterminato.
COSA CAMBIA NEL 2026
A differenza di quanto stabilito dal Decreto Milleproroghe 2026, che aveva introdotto un regime duale per il primo quadrimestre (fissando lo sgravio al 70% come misura standard, elevabile al 100% solo in presenza di un incremento occupazionale netto), il Decreto Lavoro ripristina l’esonero totale (100%) dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
Requisiti e condizioni di accesso al beneficio rimangono però gli stessi. Vediamo quali sono.
A CHI SPETTA IL BONUS
L’agevolazione è rivolta ai datori di lavoro del settore privato che assumono con contratto a tempo indeterminato giovani under 35 dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Non sono ammessi i contratti di lavoro domestico, apprendistato e le trasformazioni di contratti a termine.
Il riconoscimento dell’esonero contributivo è però strettamente subordinato al principio dell’incremento occupazionale netto. L’assunzione deve cioè determinare un aumento del numero dei lavoratori occupati in ciascun mese rispetto alla media dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.
Inoltre, l’azienda deve avere il DURC in regola e garantire il cosiddetto “salario giusto”, ovvero la retribuzione prevista dagli accordi e i contratti collettivi – nazionali, regionali, territoriali o aziendali – sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
REQUISITI LAVORATORI
I nuovi assunti devono avere un’età inferiore ai 35 anni al momento dell’assunzione (non aver compiuto il trentacinquesimo anno di età) e possedere specifici requisiti legati alla condizione di “lavoratore svantaggiato” o “molto svantaggiato”.
Rientrano nella categoria di lavoratori molto svantaggiati gli under 35 privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi o quelli privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi che si trovano in una delle seguenti condizioni:
- sono privi di diploma di scuola media superiore o professionale, o che abbiano completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni senza aver ottenuto il primo impiego;
- vivono soli con una o più persone a carico;
- appartengono al genere sottorappresentato in settori con un tasso di disparità uomo-donna superiore al 25% o a una minoranza etnica con necessità di migliorare la formazione linguistica e professionale.
Sono invece considerati lavoratori svantaggiati i giovani under 35
- privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
- di età compresa tra i 15 e i 24 anni.
IMPORTI
L’agevolazione consiste nello sgravio del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 500 euro mensili per ciascun contratto a tempo indeterminato.
Per le assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni della ZES unica (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria), l’importo massimo sale a 650 euro per ciascun lavoratore.
In caso di rapporto di lavoro a tempo parziale, i massimali mensili (500 € o 650 €) devono essere proporzionalmente ridotti in base all’orario stabilito dal contratto.
DURATA
L’esonero contributivo spetta per un periodo massimo di 24 mesi dalla data di assunzione nelle seguenti ipotesi di assunzione di lavoratori molto svantaggiati. Per quelli rientranti nella categoria di lavoratori svantaggiati, invece, il periodo massimo di fruizione è di 12 mesi.
Il periodo di fruizione dell’esonero può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità (comprese le ipotesi di interdizione anticipata). In questo caso, è consentito il differimento temporale del periodo di godimento del beneficio residuo.
Se il lavoratore, alla data della nuova assunzione incentivata, è già stato occupato a tempo indeterminato presso un diverso datore di lavoro che ha fruito solo parzialmente dell’esonero, il nuovo datore di lavoro può comunque accedere all’incentivo per il periodo residuo spettante.
COME RICHIEDERE IL BONUS PER L’ASSUNZIONE DI GIOVANI UNDER 35
In base alla Circolare n. 55 del 14 maggio 2026, per accedere al bonus i datori di lavoro devono inoltrare una specifica comunicazione telematica all’INPS attraverso il portale delle agevolazioni sul sito dell’Istituto, accedendo da questa pagina – con SPID, CIE o CNS – alla sezione denominata “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus giovani 2026”.
A seguito delle verifiche, l’INPS comunica l’esito della richiesta ed emette un provvedimento di autorizzazione, specificando l’importo massimo del beneficio fruibile.
L’esonero contributivo viene esposto mensilmente all’interno delle denunce contributive (flusso UniEmens), secondo i codici di recupero e le istruzioni operative di dettaglio che l’INPS rilascerà con un successivo e imminente messaggio tecnico.
CONTRIBUZIONI ESCLUSE DALLO SGRAVIO
Il bonus non si applica alla totalità delle somme versate dal datore di lavoro. Sono espressamente esclusi dall’esonero:
- i premi e i contributi dovuti all’INAIL;
- il contributo al Fondo per l’erogazione del TFR;
- i contributi ai Fondi di solidarietà bilaterali e al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo;
- il contributo dello 0,30% della retribuzione imponibile destinato ai Fondi interprofessionali per la formazione continua (legge n. 845/1978);
- le contribuzioni che non hanno natura previdenziale o con finalità di solidarietà (es. contributo di solidarietà sulla previdenza complementare, per i lavoratori dello spettacolo e per gli sportivi).
GUIDA AI BONUS PER LE IMPRESE NEL 2026
E a proposito di aiuti, vi consigliamo di consultare la nostra guida aggiornata sui bonus per le imprese che si possono richiedere nel 2026.
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A vostra disposizione mettiamo anche gli incentivi per l’assunzione di donne e la guida al credito di imposta ZES.
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Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone questa sezione sugli aiuti dedicati alle imprese.
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