Bonus assunzioni donne 2026 al via: a chi spettano fino a 800 Euro al mese

L’INPS ha pubblicato la istruzioni operative per richiedere il bonus assunzioni donne: ecco come funziona e a chi spetta nel 2026

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Con il decreto Lavoro Primo Maggio, il governo ha deciso di potenziare il bonus assunzioni donne nel 2026. 

L’esonero contributivo, prima introdotto dal decreto Coesione e poi esteso dal decreto Milleproroghe, sale a 800 euro mensili (una cifra superiore ai 650 euro precedenti riconosciuti in misura standar).

Con una recente circolare, l’INPS è intervenuto definendo i dettagli operativi, i requisiti e i massimali economici.

In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio come funziona, quali sono i requisiti per accedere e quanto spetta.

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COME FUNZIONA IL BONUS ASSUNZIONI DONNE NEL 2026

Il bonus donne nel 2026 consistente in un esonero contributivo del 100% riconosciuto ai datori di lavori che, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, assumono a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate. Nella generalità dei casi lo sconto sui contributi spetta nel limite massimo di 650 euro mensili ma, come stabilito dal decreto Lavoro Primo Maggio, tale cifra sale a 800 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES unica (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria).

Inoltre, l’agevolazione per l’assunzione di lavoratrici svantaggiate prevede un incentivo la cui durata varia in base al profilo della lavoratrice e al livello di svantaggio riscontrato. Il sistema distingue le beneficiarie in due macro-categorie, modulando il bonus tra i 12 e i 24 mesi.

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DURATA INCENTIVO

Il beneficio massimo, pari a 24 mesi di esonero, è riservato alle donne considerate “molto svantaggiate”. Questa categoria include le donne che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi o da almeno 12 mesi, a patto che si trovino in una delle seguenti condizioni:

  • età superiore a 50 anni;

  • residenza in un’area geografica svantaggiata;

  • precedente impiego in un settore economico caratterizzato da un forte divario occupazionale tra uomini e donne.

L’agevolazione si riduce invece a 12 mesi nel caso in cui la lavoratrice appartenga alla categoria delle “donne svantaggiate”. Questa include tutte le donne disoccupate da almeno sei mesi, una condizione che dà diritto al bonus annuale indipendentemente dall’età anagrafica della lavoratrice o dal suo luogo di residenza.

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REQUISITI PER I DATORI DI LAVORO

Per poter accedere al bonus, i datori di lavoro devono garantire un incremento occupazionale netto. L’assunzione deve cioè generare un aumento effettivo della forza lavoro rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.

Inoltre, è indispensabile il possesso del DURC (regolarità contributiva), il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e del contratti collettivi nazionali. Per ogni assunzione, infatti, deve essere garantito il cosiddetto “salario giusto“, ovvero la retribuzione base stabilita dal CCNL di riferimento.

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COME FARE DOMANDA

Per accedere al bonus i datori di lavoro devono inoltrare una specifica comunicazione telematica all’INPS attraverso il portale delle agevolazioni sul sito dell’Istituto, accedendo da questa pagina – con SPIDCIE o CNS – alla sezione denominata “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus  donne 2026”.

A seguito delle verifiche, l’INPS comunica l’esito della richiesta ed emette un provvedimento di autorizzazione, specificando l’importo massimo del beneficio fruibile.

L’esonero contributivo viene esposto mensilmente all’interno delle denunce contributive (flusso UniEmens), secondo i codici di recupero e le istruzioni operative di dettaglio che l’INPS rilascerà con un successivo e imminente messaggio tecnico.

CONTRIBUZIONI ESCLUSE DALLO SGRAVIO

Il bonus non si applica alla totalità delle somme versate dal datore di lavoro. Sono espressamente esclusi dall’esonero:

  • i premi e i contributi dovuti all’INAIL;

  • il contributo al Fondo per l’erogazione del TFR;

  • i contributi ai Fondi di solidarietà bilaterali e al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo;

  • il contributo dello 0,30% della retribuzione imponibile destinato ai Fondi interprofessionali per la formazione continua (legge n. 845/1978);

  • le contribuzioni che non hanno natura previdenziale o con finalità di solidarietà (es. contributo di solidarietà sulla previdenza complementare, per i lavoratori dello spettacolo e per gli sportivi).

RIFERIMENTI NORMATIVI

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GUIDA AI BONUS PER LE IMPRESE NEL 2026

E a proposito di aiuti, vi consigliamo di consultare la nostra guida aggiornata sui bonus per le imprese che si possono richiedere nel 2026.

ALTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI 

A vostra disposizione mettiamo anche gli incentivi per l’assunzione di donne e la guida al credito di imposta ZES.

Vi suggeriamo di leggere anche il nostro approfondimento sul bonus per le donne disoccupate e quello sull’esonero contributivo per le assunzioni di donne vittime di violenza.

Potrebbe interessarvi poi sapere come funzionano gli incentivi per l’apertura di nuove attività di giovani under 35 e il Superbonus lavoro per le assunzioni. Utile infine la guida al nuovo bonus per l’assunzione di giovani under 35, destinato alle imprese.

Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone questa sezione sugli aiuti dedicati alle imprese.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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