Certificazione parità di genere: cos’è, come funziona, chi la rilascia

Tutti i dettagli sulla certificazione parità di genere riconosciuta alle aziende che si uniformano ai valori di uguaglianza uomo – donna

parita genere

Al via il sistema nazionale di certificazione parità di genere, l’attestazione che viene riconosciuta ai datori di lavoro che abbiano attuato politiche e misure concrete per ridurre il divario tra uomini e donne circa le opportunità di crescita in azienda, parità stipendiale, welfare e non solo.

Introdotto dal PNRR e disciplinato dalla Legge sulla parità salariale ad integrazione del codice delle pari opportunità, il meccanismo di certificazione parità di genere non solo permette un monitoraggio complessivo dell’adeguamento agli standard europei di uguaglianza uomo donna secondo i dettami del PNRR, ma premia in diversi modi le aziende che si impegnano al loro raggiungimento.

In questa guida vi spieghiamo cos’è la certificazione parità di genere, a chi si rivolge, come funziona e a quali premialità dà diritto.

COS’È LA CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE

La certificazione per la parità di genere è un’attestazione riconosciuta alle imprese che abbiano attivato politiche aziendali tali da ridurre le differenze di genere, dagli squilibri di salario per parità di ruoli professionali, a quelli riferiti alle possibilità di carriera, fino alla tutela della maternità e ad ogni altra disuguaglianza uomo – donna riscontrabile in contesti lavorativi.

Previsto dalla Legge sulla parità salariale e dalla Legge di Bilancio 2022, per recepire quanto stabilito dal PNRR, questo meccanismo ha preso veramente piede nella seconda metà del 2022. Il 1° luglio 2022, infatti, è stato pubblicato il DPCM – Dipartimento per la famiglia e le pari opportunità 29 aprile 2022 con i parametri di riferimento per ottenere la certificazione e il 22 dicembre 2022 è stato messo online lo strumento principale, ossia il Portale per la certificazione di genere raggiungibile a questo indirizzo. Questa piattaforma, tra le altre cose, permette a cittadini e imprese di consultare l’elenco degli enti certificatori e la lista aggiornata delle imprese italiane che hanno ottenuto la certificazione.

Si precisa che l’ottenimento della certificazione parità di genere non è obbligatorio, ma dà accesso a diversi incentivi e premialità tra cui uno sgravio sui contributi che l’azienda versa a favore dei lavoratori, come vi spieghiamo in questa guida. Ma vediamo insieme, nel dettaglio, come funziona questa attestazione, come si ottiene e i vantaggi previsti.

COME FUNZIONA E COME SI OTTIENE

Come anticipato, per vedersi riconosciuta la certificazione parità di genere le aziende devono mettere in pratica delle azioni per attenuare le disuguaglianze uomo – donna tra lavoratori. Per verificare che tali azioni abbiano sortito degli effetti con il DPCM – Dipartimento per la famiglia e le pari opportunità 29 aprile 2022 sono stati individuati dei parametri minimi per l’ottenimento della certificazione, quelli contenuti nella prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022 del 16 marzo 2022.

In sostanza, la valutazione propedeutica a ottenere la certificazione parità di genere avviene analizzando specifici KPI (Key Performance Indicator – indicatori chiave di prestazione) inerenti alle politiche di parità di genere nelle organizzazioni che presentano domanda. A ogni KPI viene abbinato un punteggio e se l’azienda interessata raggiunge almeno il 60% del punteggio massimo, ha diritto alla certificazione parità di genere.

LE AREE DI VALUTAZIONE

Per verificare questo punteggio esistono sei aree di valutazione che sono le seguenti:

  • cultura e strategia oclima aziendale”, ossia le azioni di integrazione e inclusione messe in campo sul luogo di lavoro;
  • governance, ossia le regole aziendali in merito a progressioni, possibilità di carriera o affidamento di ruoli strategici in egual misura a uomini e donne;
  • processi attuati dalle risorse umane: quali, ad esempio, quelli relativi all’organizzazione del lavoro, partendo dalle procedure di assunzione;
  • opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda;
  • equità remunerativa per genere;
  • tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro, ad esempio, in fatto di maternità, congedo parentale o altre misure in tal senso.

Ogni area contribuisce in percentuale variabile alla misurazione del livello attuale dell’impresa e, per la valutazione, viene considerato anche il suo miglioramento nel tempo.

CHI RILASCIA LA CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE

A rilasciare la certificazione parità di genere sono gli organismi di valutazione della conformità accreditati in questo ambito ai sensi del Regolamento (CE) n. 765/2008. Parliamo di organismi competenti e imparziali, che abbiano loro stessi adottato un sistema di gestione conforme alla prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022. A oggi, gli organismi di valutazione accreditati per la certificazione sono 15 e possono essere consultati in questo elenco, in continuo aggiornamento.

QUANDO SCADE LA CERTIFICAZIONE

La certificazione per la parità di genere ha validità triennale ed è soggetta a monitoraggio annuale. Ciò significa che ogni tre anni bisognerà richiedere una nuova valutazione e che, nel corso dell’anno, si potrebbe addirittura revocare per perdita dei requisiti. Rispetto all’evoluzione delle politiche adottate viene effettuata anche una verifica ogni due anni.

IL TAVOLO DI LAVORO PERMANENTE

Per quanto riguarda la verifica e il monitoraggio, poi, il Decreto 5 aprile 2022, ha istituito il Tavolo di lavoro permanente sulla certificazione di genere che verifica i documenti necessari all’ottenimento di questo attestato. Il Tavolo concorre al funzionamento del Sistema di certificazione della parità di genere attraverso approfondimenti, elaborazione di proposte e monitoraggio delle attività. È composto da rappresentanti del Dipartimento per le pari opportunità, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dello sviluppo economico, da rappresentanti delle consigliere e dei consiglieri di parità, da componenti designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori e da esperti con competenze specifiche sulle politiche di genere. La prima riunione del Tavolo si è tenuta in data 13 settembre 2022.

IL PORTALE CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE

Come accennato, dal 22 dicembre 2022 è online il Portale per la certificazione parità di genere, sviluppato da Sogei e accessibile a questo indirizzo. Il portale si rivolge a cittadini e imprese e ha l’obiettivo di fare conoscere e promuovere questo nuovo approccio al mondo del lavoro, in linea con gli obiettivi del PNRR e gestito dal Dipartimento per le pari opportunità. Sul portale sono presenti, tra le altre cose, le seguenti informazioni:

  • l’elenco aggiornato degli organismi di valutazione accreditati per la certificazione;
  • il numero delle imprese certificate;
  • gli avvisi destinati alle imprese e agli organismi di certificazione per le misure di supporto alle piccole e medie imprese, nonché microimprese per l’ottenimento della certificazione;
  • le risposte alle domande frequenti (FAQ) che trovate in questa guida.

Sulla piattaforma, infine, vengono raccolti i dati disaggregati per genere e di informazioni sulla certificazione. Questi dati permetteranno di monitorarne l’avanzamento e di valutare eventuali miglioramenti per la sua implementazione.

A COSA SERVE LA CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE

Ma a cosa serve la certificazione parità di genere? Come anticipato, questo sistema serve a favorire l’adozione di politiche per la parità di genere e mira all’empowerment femminile (crescita lavorativa delle donne) a livello aziendale. Lo scopo è quello di migliorare la possibilità per le donne di accedere al mercato del lavoro, di ottenere ruoli di leadership e di armonizzare i tempi vita familiare/privata con quelli lavorativi.

Rispetto agli altri Paesi Europei, infatti, l’Italia non ha fatto un buon lavoro finora sul gender gap  (discrepanza in opportunità, status e attitudini tra i due sessi). Secondo i dati ISTAT la retribuzione oraria in Italia è pari a 15,2 euro per le donne e a 16,2 euro per gli uomini. Il differenziale retributivo di genere è più alto tra i dirigenti (27,3%) e i laureati (18%). Inoltre, stando ai dati ISTAT pubblicati lo scorso febbraio: su 101.000 nuovi disoccupati, 99.000 sono donne. Obiettivo di questa misura, quindi, proprio come lo è anche per la stessa Legge per la parità salariale, è abbassare il cosiddetto “gender gap”, che raggiunge picchi del 44% in Italia se si parla di stipendio.

INCENTIVI E BONUS PER LE AZIENDE CERTIFICATE

Al fine di promuovere l’adozione della certificazione della parità di genere da parte delle imprese, tra l’altro, il sistema prevede delle premialità per le aziende certificate. Più precisamente, gli incentivi attualmente previsti sono i seguenti:

  • sgravio dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per l’anno 2022. In base all’articolo 5, comma 2, della Legge 5 novembre 2021 n. 162, alle aziende private che siano in possesso della certificazione della parità di genere, per l’anno 2022, viene concesso un esonero dal versamento di una percentuale dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per l’anno 2022. Per maggiori dettagli su questo bonus, vi consigliamo di leggere la nostra guida dedicata;

  • riconoscimento di un punteggio premiale per la valutazione di proposte progettuali, da parte di autorità titolari di fondi Europei, nazionali e regionali, ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti. Questa misura è prevista dall’articolo 5, comma 3, della Legge 5 novembre 2021 n. 162;

  • diminuzione della garanzia prevista per la partecipazione alle procedure di gara da parte di aziende certificate, oltre alla possibilità per le amministrazioni aggiudicatrici di istituire sistemi premiali legati al possesso della certificazione di genere. Questa misura è prevista dal Decreto legge 30 aprile 2022, n. 36.

COME RICHIEDERE LA CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE

La certificazione parità di genere, si ribadisce, non è obbligatoria e avviene su base volontariarichiesta dell’impresa nei confronti di uno degli organismi autorizzati al rilascio che trovate in questo elenco. Non è prevista una scadenza per richiederla, le domande sono aperte per tutto l’anno, ogni anno, dal 1à gennaio 2022. Per informazioni sul sistema di certificazione della parità di genere è possibile rivolgersi a [email protected].

QUANTO COSTA CERTIFICAZIONE PARITÀ DI GENERE?

La certificazione parità di genere ha costi variabili che sono influenzati dalle spese effettuate per i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento alla certificazione. Per la spesa vanno anche considerati i veri e propri costi di certificazione (ossia il raggiungimento degli standard previsti), anch’essi variabili di caso in caso, a seconda delle politiche e delle azioni che l’impresa deve mettere in campo e degli organismi certificatori. In genere, si parla di cifre comprese tra i 12.000 e i 30.000 euro all’anno, a seconda dei punti di partenza. Tuttavia, come vedremo nel paragrafo successivo, esistono degli aiuti e degli incentivi a sostegno delle imprese che intraprendono questo percorso.

AIUTI PMI E MICROIMPRESE

Per le sole piccole, medie imprese e micro imprese, al fine di facilitare il processo di certificazione, il PNRR ha previsto contributi destinati sia a supportare servizi di assistenza tecnica e accompagnamento alla certificazione, sia a sostenere i costi di certificazione. Sono infatti in uscita due distinti avvisi pubblici che riconoscono contributi per promuovere la certificazione della parità di genere, quali:

  • il primo per la formazione di un elenco degli organismi di certificazione accreditati per lo schema di certificazione della parità di genere, interessati a aderire alla misura di agevolazione delle piccole e medie imprese e microimprese (PMI);

  • il secondo per la gestione ed erogazione dei contributi previsti dal PNRR per agevolare la certificazione delle PMI, per un totale di euro 2,5 milioni per la fornitura di servizi di assistenza tecnica e accompagnamento alla certificazione della parità di genere e per un totale di euro 5,5 milioni per l’erogazione dei costi della certificazione della parità di genere.

Come sempre vi aggiorneremo non appena i due avvisi saranno disponibili con tutte le informazioni utili.

GUIDA LEGGE PARITÁ SALARIALE

Mettiamo a disposizione il nostro approfondimento sulla Legge parità salariale – Legge 5 novembre 2021, n. 162 (Pdf 84 Kb) – in cui spieghiamo cosa prevede in modo chiaro e dettagliato per punti.

RIFERIMENTI NORMATIVI

DPCM – Dipartimento per la famiglia e le pari opportunità 29 aprile 2022 (Pdf 70 Kb);

Decreto Ministeriale Pari Opportunità 5 aprile 2022 (Pdf 78 Kb).

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Se volete conoscere tutti i dettagli per le agevolazioni per le donne, vi consigliamo il nostro focus sull’esonero contributi per le mamme lavoratrici e il nostro approfondimento sulle linee guida per la parità di genere nelle PA. Vi consigliamo anche la guida sul Rapporto biennale pari opportunità.

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Sabrina

articolo molto chiaro e ben fatto. Utilissimo, grazie.