Anche nel 2026 sono attivi gli incentivi destinati alle imprese per l’assunzione di detenuti o internati.
Gli incentivi comprendono sia sgravi contributivi al 95% che crediti d’imposta da 300 euro a 520 euro al mese.
In questo articolo vi spieghiamo quali sono e come funzionano.
Indice:
QUALI SONO GLI INCENTIVI PER ASSUNZIONE DI DETENUTI NEL 2026
Vi sono due tipi di incentivi per l’assunzione di detenuti:
- un credito d’imposta (fisso) che riduce l’ammontare delle imposte dovute da imprese e datori di lavoro), il cui importo varia in base alla categoria del lavoratore e va dai 300 euro ai 520 euro al mese;
- uno sgravio contributivo (in percentuale) che consiste invece in una riduzione del 95% delle aliquote previdenziali e assistenziali, a beneficio sia del datore di lavoro che del lavoratore detenuto.
Chiariamo che entrambi gli incentivi sono strutturali, quindi non hanno una scadenza definita.
PER CHI SPETTANO
Le agevolazioni spettano per:
- persone detenute;
- ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari (ora REMS);
- condannati ammessi a misure alternative alla detenzione.
Tali aiuti sono disciplinati dalla Legge n. 193 del 22 Giugno 2000 e dal Decreto n. 148 del 24 Luglio 2014 e rappresentano un’opportunità concreta per favorire l’integrazione sociale e lavorativa di queste categorie.
Vediamo come funzionano nel dettaglio.
COME FUNZIONANO
Le imprese interessate, per accedere agli aiuti devono rispettare specifici requisiti e seguire la procedura prevista per la richiesta del beneficio.
Cioè, devono:
- assumere detenuti o internati con contratti di almeno 30 giorni;
- assicurare dei contratti conformi ai minimi salariali stabiliti dai Contratti Collettivi nazionali;
- sottoscrivere una convenzione con l’istituto penitenziario.
In caso di riscontro positivo alla domanda tali datori di lavoro hanno diritto contemporaneamente al credito d’imposta e allo sgravio contributivo. Questi incentivi sono validi per tutte le forme di assunzione previste, tra cui il contratto a tempo indeterminato, il contratto a tempo determinato, contratto a chiamata o intermittente e apprendistato.
Entrambe le agevolazioni, poi, sono applicabili anche per 18 mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo, permettendo una transizione più agevole verso la vita lavorativa. Per chi non ha beneficiato della semilibertà, il periodo è esteso fino a 24 mesi. Il beneficio si estende anche ai rapporti di lavoro instaurati con contratto di somministrazione, ma non è applicabile nel settore del lavoro domestico.
QUANTO SPETTA
Grazie a questi aiuti, alle imprese spetta un credito d’imposta mensile pari a:
- 520 euro al mese per ogni detenuto o internato assunto, inclusi quelli ammessi al lavoro esterno;
- 300 euro al mese per ogni detenuto semilibero assunto.
Inoltre, le imprese beneficiano anche di un sgravio contributivo del 95% sulle aliquote previdenziali e assistenziali, a vantaggio sia del datore di lavoro che del lavoratore detenuto. I due incentivi sono cumulabili.
NOVITÀ 2026
In attuazione del decreto Sicurezza, le linee guida ministeriali del 5 marzo 2026, hanno esteso il riconoscimento del credito d’imposta anche per i periodi di formazione professionale.Fino allo scorso anno, l’incentivo era strettamente legato all’impiego effettivo. Dal 2026, invece, le imprese possono beneficiare delle agevolazioni fiscali anche durante la fase di addestramento del detenuto. Tuttavia, per evitare abusi, la norma pone un vincolo di stabilità: l’attività formativa deve essere propedeutica a un’assunzione che abbia una durata almeno pari al triplo del periodo di formazione effettuato.
Anche sul fronte operativo le modalità di accesso agli incentivi sono state interamente semplificate. Vediamo come.
COME FARE DOMANDA
Prima di qualsiasi istanza, l’impresa (società o cooperativa) deve stipulare una convenzione con la Direzione dell’Istituto Penitenziario dove:
- indica il numero di detenuti, le mansioni, la durata del contratto (minimo 30 giorni), il trattamento retributivo (conforme ai CCNL) e gli eventuali percorsi formativi;
- si impegna a trasmettere mensilmente buste paga, modelli UNIEMENS e comunicazioni di variazione del rapporto di lavoro.
A questo punto, è possibile presentare domanda. Nel dettaglio:
- per ottenere il credito d’imposta. l’impresa deve presentare entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello di fruizione l’istanza alla Direzione dell’Istituto, che verifica la fattibilità e trasmette tutto al Provveditorato Regionale (entro il 15 novembre), che a sua volta invia i dati al DAP. Entro il 15 dicembre, il DAP emana il provvedimento con l’importo massimo spettante a ciascuna impresa e lo comunica all’Agenzia delle Entrate. Il credito non è automatico e matura mensilmente solo se il rapporto di lavoro è effettivo e i contributi sono regolarmente versati. Una volta riconosciuto si utilizza in compensazione tramite Modello F24 (Codice tributo 6858);
- per sgravio sulla contribuzione, invece, listanza va presentata esclusivamente online tramite il portale INPS, accedendo a questa pagina con SPID, CIE oppure Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Le domande sono accolte secondo l’ordine cronologico di presentazione (data di protocollazione informatica) e sono subordinate alla disponibilità dei fondi stanziati per l’anno di riferimento.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge n. 193 del 22 Giugno 2000;
- Decreto n. 148 del 24 Luglio 2014;
- linee guida ministeriali del 5 marzo 2026
GUIDA AGLI INCENTIVI PER LE ASSUNZIONI
A vostra disposizione, la guida su tutti gli incentivi alle assunzioni disponibili in Italia. A proposito di aiuti per le assunzioni, vi consigliamo di leggere poi, l’elenco aggiornato dei bonus per le imprese attivi nel 2026.
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Vi consigliano di leggere, inoltre, la guida ai bonus per i disoccupati e l’elenco aggiornato dei bonus che si possono richiedere in caso di ISEE basso.
Per restare aggiornati su tutte le agevolazioni e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.
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