Cambiano gli incentivi all’occupazione e arrivano i cosiddetti “bonus lavoro 2.0” destinati a donne, giovani e imprese della ZES unica per il Mezzogiorno.
La bozza del decreto del 1° maggio prevede infatti una revisione complessiva delle agevolazioni per le assunzioni, con esoneri contributivi più strutturati ma accompagnati da requisiti precisi.
Accanto a queste misure, spunta anche una nuova decontribuzione per le aziende che investono nella conciliazione vita-lavoro.
Il nuovo pacchetto di misure punta a favorire l’occupazione stabile e a ridurre i divari territoriali, rafforzando allo stesso tempo le politiche per l’inclusione lavorativa. Vediamo nel dettaglio cosa prevede.
BONUS DONNE 2.0: ESONERO TOTALE FINO A 24 MESI
La prima misura riguarda l’occupazione femminile, con il bonus donne 2.0 pensato per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato. Il beneficio consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un massimo di 24 mesi e con un tetto di 650 euro al mese.
L’incentivo si applica alle assunzioni di donne di qualsiasi età che siano prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi se appartenenti alle categorie di lavoratrici svantaggiate. L’agevolazione diventa più consistente nel caso di assunzioni nelle regioni della ZES unica del Mezzogiorno: in questo caso il tetto mensile sale a 800 euro.
Come per molti incentivi contributivi, restano alcuni paletti. L’assunzione deve determinare un incremento occupazionale netto, cioè un aumento reale del numero dei dipendenti. I
noltre, il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva. L’obiettivo è evitare sostituzioni di personale e favorire nuova occupazione stabile.
BONUS GIOVANI 2.0: INCENTIVO RAFFORZATO PER GLI UNDER 35
Il decreto interviene anche sul bonus giovani, riscrivendolo completamente dopo la scadenza prevista dal decreto Milleproroghe.
Il nuovo schema prevede la conferma dell’esonero contributivo del 100% per le assunzioni a tempo indeterminato di under 35 effettuate fino al 31 dicembre 2026. Attualmente in vigore fino al 30 aprile 2026, potrebbe così diventare strutturale.
Il beneficio dura 24 mesi e arriva fino a 500 euro al mese. L’incentivo riguarda giovani senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi oppure da 12 mesi se rientrano nelle categorie di lavoratori svantaggiati previste dalla normativa.
La misura è più generosa per le aziende che operano nel Centro-Sud: in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria il tetto sale a 650 euro mensili. In alcuni casi specifici, l’esonero si riduce a 12 mesi quando l’assunzione riguarda altre categorie di lavoratori svantaggiati.
Anche qui sono previsti vincoli analoghi a quelli del bonus donne, ovvero: incremento occupazionale netto e assenza di licenziamenti nei sei mesi precedenti. Restano inoltre escluse alcune tipologie contrattuali, come il lavoro domestico e l’apprendistato.
BONUS ZES 2.0: SOSTEGNO ALLE PICCOLE IMPRESE DEL MEZZOGIORNO
Il terzo pilastro del pacchetto è il bonus ZES 2.0, destinato a sostenere l’occupazione nella Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno. L’incentivo si rivolge alle imprese con fino a 10 dipendenti che assumono a tempo indeterminato nel corso del 2026.
Il beneficio consiste in un esonero contributivo totale per 24 mesi, con un limite massimo di 650 euro mensili. L’agevolazione si applica alle assunzioni di lavoratori che abbiano compiuto 35 anni e siano disoccupati da almeno 24 mesi.
La misura mira a sostenere soprattutto le micro e piccole imprese del Sud, che spesso incontrano maggiori difficoltà nel creare nuova occupazione stabile. L’obiettivo dichiarato è ridurre i divari territoriali e rafforzare il tessuto produttivo locale.
NUOVA DECONTRIBUZIONE PER LA CONCILIAZIONE VITA-LAVORO
Oltre ai bonus per le assunzioni, la bozza del decreto introduce una nuova decontribuzione per le imprese che investono nella conciliazione vita-lavoro. La misura punta a sostenere maternità, paternità e politiche aziendali orientate al benessere dei dipendenti.
Il beneficio consiste in un esonero dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all’1%, con un limite massimo di 50.000 euro annui. L’agevolazione sarà riservata alle aziende in possesso della certificazione prevista dal decreto legislativo 27 novembre 2025 n. 184.
Le modalità operative saranno definite con un decreto attuativo del ministro del Lavoro, del ministro dell’Economia e dell’autorità delegata alle politiche per la famiglia, da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.
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COSA CAMBIA
Nel complesso, il pacchetto bonus lavoro 2.0 rafforza gli incentivi già esistenti ma introduce nuovi criteri di accesso per le categorie considerate più fragili. Nel dettaglio:
- il bonus donne 2.0 amplia la platea e rende l’incentivo più strutturato. In precedenza, il bonus per l’occupazione femminile prevedeva spesso percentuali di sgravio parziali e requisiti più rigidi legati alla residenza o a specifiche categorie;
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il bonus giovani con il precedente schema, dopo le modifiche introdotte dal Milleproroghe, si stava riducendo al 70% dei contributi e aveva una scadenza ravvicinata, mentre con la versione 2.0 torna lo sgravio al 100% dei contributi;
- la versione precedente degli incentivi per la ZES era più ampia ma meno focalizzata sull’occupazione stabile, con il nuovo decreto cambia l’impostazione e il bonus diventa meno generalizzato, ma più mirato a sostenere chi ha più difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro e le aziende più piccole;
- con la nuova decontribuzione per la conciliazione vita-lavoro, si punta a introdurre una dimensione più ampia, collegando le politiche occupazionali al welfare aziendale e alla natalità.
Prevedendo inoltre come condizioni di accesso l’incremento occupazionale netto e il divieto di licenziamenti nei mesi precedenti il legislatore vuole evitare che gli incentivi vengano utilizzati per sostituire personale già in organico e garantire che le agevolazioni producano nuova occupazione reale e stabile.
Se il decreto sarà confermato senza modifiche, il sistema di incentivi si baserà su queste nuove misure, differenziate ma coordinate.
Il però testo non è ancora stato approvato in via definitiva, ma è in attesa del via libera del Consiglio dei ministri. Appena ci saranno novità al riguardo vi faremo sapere. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.
GUIDA AL DECRETO LAVORO PRIMO MAGGIO 2026
Per approfondire quali sono le altre misure in arrivo per lavoratori e imprese, vi consigliamo di leggere la nostra guida al decreto Lavoro Primo Maggio 2026, dove illustriamo punto per punto le novità.
ALTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI
A proposito di aiuti, vi consigliamo di consultare la nostra guida aggiornata sui bonus per le imprese che si possono richiedere nel 2026.
A vostra disposizione mettiamo anche gli incentivi per l’assunzione di donne e la guida al credito di imposta ZES.
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Per scoprire tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone questa sezione sugli aiuti dedicati alle imprese.
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