Indennità di accompagnamento: requisiti, importi e novità

Ecco cos’è, a chi spetta, come funziona, quali sono gli importi e i requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento

INPS, concorso
Photo credit: PHLD Luca / Shutterstock

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica riconosciuta agli invalidi civili totali.

Spetta a coloro che, a causa di gravi minorazioni fisiche o psichiche, necessitano di assistenza continua per compiere le attività quotidiane o per deambulare autonomamente.

Per il 2026, gli importi sono stati aggiornati e rivalutati. 

In questo articolo vi spieghiamo a chi spetta, come richiederla, quali sono le novità e di quanto aumenta.

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IMPORTO INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

Considerando la rivalutazione ISTAT dell’1,4% stabilita dal 1° gennaio, l’importo dell’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili aumenta di 7,59 euro, passando dai 542,02 euro del 2025 a 551,53 euro nel 2026 (come stabilito dalla Circolare INPS n. 153/2025 e dal successivo Messaggio INPS n. 628/2026).

Questa prestazione economica, gestita dall’INPS su richiesta degli interessati, viene corrisposta per 12 mesi, indipendentemente dal reddito personale annuo e dall’età.

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QUALI SONO I REQUISITI PER AVERE L’ASSEGNO DI ACCOMPAGNAMENTO

L’indennità è riconosciuta a chi è in possesso dei seguenti requisiti:

  • riconoscimento dell’inabilità totale e permanente (al 100%), con la procedura spiegata in questa guida;

  • riconoscimento dell’impossibilità a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;

  • riconoscimento dell’impossibilità a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;

  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;

  • cittadinanza italiana. Oppure, per i cittadini stranieri comunitari, è necessaria l’iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza. Invece, per i cittadini stranieri extracomunitari serve il permesso di soggiorno di almeno un anno.

Inoltre:

  • nel caso di minori che percepiscono l’indennità di accompagnamento, una volta raggiunta la maggiore età, ottengono automaticamente anche la pensione di inabilità, riservata ai soggetti totalmente inabili. Questo avviene senza la necessità di sottoporsi nuovamente a un accertamento sanitario;

  • al compimento del 18° anno di età, è obbligatorio inviare all’INPS il modello AP70 (Pdf 1,2 Mb), attraverso il quale si autocertificano i requisiti socioeconomici richiesti per la continuazione del beneficio;

  • la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 28212 del 23 ottobre 2025, ha chiarito che il diritto all’indennità non dipende più solo dalla totale incapacità fisica di muoversi (necessità di essere fisicamente sorretto), ma anche dall’impossibilità di spostarsi in modo autonomo e sicuro senza la costante presenza di un accompagnatore, pronto a intervenire in qualsiasi momento. Di conseguenza, il quadro clinico che evidenzia un “elevato rischio di cadute” e la necessità di “supervisione in tutti gli spostamenti” è ora considerato sufficiente a integrare l’esigenza di aiuto permanente.
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COME RICHIEDERE L’INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

Per richiedere l’accompagnamento si può fare domanda con tre modalità alternative, ossia tramite:


  • un ente di Patronato;

  • un’associazione di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS).

Per ottenere la prestazione è necessario anzitutto che la minorazione sia stata riconosciuta nel verbale rilasciato dall’apposita Commissione medico legale al termine dell’accertamento sanitario, con la procedura che vi spieghiamo in questa guida.

Nella domanda di avvio del procedimento devono essere inseriti anche i dati socioeconomici, come  eventuali ricoveri, svolgimento di attività lavorativa, indicazione delle modalità di pagamento e della delega alla riscossione di un terzo o in favore delle associazioni. Se la domanda è presentata da un minore, queste informazioni dovranno essere inviate solo dopo il riconoscimento del requisito sanitario, attraverso la compilazione e l’invio del modello AP70.

Se la richiesta viene accettata, l’assegno mensile viene corrisposto per 12 mensilità a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o, eccezionalmente, dalla data indicata dalle competenti Commissioni sanitarie.

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QUANDO SI PERDE IL DIRITTO

Il diritto all’indennità di accompagnamento in alcuni casi si può perdere. Infatti, questa misura è incompatibile con analoghe prestazioni concesse per invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio. È facoltà del cittadino esercitare il diritto di opzione per il trattamento più favorevole.

INPS chiarisce anche che la prestazione è soggetta a sospensione nel caso in cui il titolare venga ricoverato a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 30 giorni consecutivi. Lo stop vale solo fino alla fine del periodo di ricovero.

La prestazione è, invece, compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, dipendente o autonoma, nonché con la titolarità di una patente speciale. È, inoltre, compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto purché siano state concesse per distinte minorazioni, ognuna relativa a differenti status di invalidità (soggetti pluriminorati).

NOVITÀ 2026

Con la riforma della disabilità 2026, il legislatore ha dato il via a una nuova fase sperimentale che punta a rendere l’accertamento dell’invalidità più semplice e vicino alle reali necessità della persona.

Il cuore del cambiamento è l’introduzione della valutazione multidimensionale. Questo approccio supera la logica puramente medica: non ci si limita più a diagnosticare una patologia, ma si analizzano le barriere sociali e ambientali che limitano l’autonomia. L’obiettivo è costruire un vero e proprio “progetto di vita” individuale, che identifichi i sostegni necessari per garantire una piena inclusione.

Inoltre, a partire da marzo 2026, questo nuovo sistema è entrato in funzione in 40 province italiane. In queste zone, l’INPS assume il ruolo di referente unico, eliminando i passaggi burocratici tra ASL e istituto previdenziale. Per il resto del territorio nazionale, rimane temporaneamente in vigore il sistema tradizionale, in attesa che la riforma diventi operativa ovunque nel 2027.

Nelle aree coinvolte dalla sperimentazione, che indichiamo tutte nel dettaglio nel nostro articolo, l’iter burocratico è stato notevolmente snellito. Una volta inviato il certificato medico introduttivo, le nuove procedure mirano a concludere l’accertamento entro un limite massimo di 90 giorni. Per le patologie oncologiche, i tempi sono ancora più ridotti, con una risposta attesa entro 15 giorni, garantendo così un supporto tempestivo a chi ne ha più bisogno.

RIFERIMENTI NORMATIVI

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GUIDA SULL’INVALIDITÀ CIVILE

Per approfondire, mettiamo a vostra disposizione la nostra guida sull’invalidità civile aggiornata con tutte le novità, e quella su come presentare domanda di invalidità civile con la procedura aggiornata a seguito della riforma della disabilità.

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Interessante anche capire come funziona e cosa spetta alle persone con disabilità o invalidità (e alle loro famiglie) con la Legge 104. Questa è stata integrata dalla Legge 106, che introdotto diversi aiuti per queste categorie, che potete approfondire leggendo questo articolo.

Vi consigliamo di leggere la nostra guida aggiornata con tutti gli aiuti per disabili che si possono chiedere nel 2026.

Vi segnaliamo, infine, l’articolo sull’aumento dell’indennità da accompagnamento, dove sono riportati i nuovi importi.

Per sapere tutte le agevolazioni disponibili per lavoratori e famiglie, e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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