L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) serve a fornire una valutazione della situazione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito di tutti i componenti, del loro patrimonio e di una scala di equivalenza che varia in base alla composizione del nucleo familiare.
L’ISEE è necessario per l’accesso alle prestazioni sociali la cui erogazione dipende dalla situazione economica familiare.
Si aggiorna tutti gli anni o se la situazione economico-familiare intanto è cambiata, presentando l’ISEE ordinario o l’ISEE precompilato. Ed è proprio quest’ultima procedura che è stata aggiornata e semplificata dall’INPS.
In questa guida chiara e dettagliata vi spieghiamo cos’è, come richiederlo e che documenti servono per l’ISEE 2026.
COS’È L’ISEE
L’ISEE, ossia l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è uno strumento che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata.
Infatti, l’accesso a queste prestazioni, come ai servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate, è legato al possesso di determinati requisiti soggettivi e alla situazione economica della famiglia.
L’ISEE tiene conto del reddito, del patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia) e può essere presentato/aggiornato in forma ordinaria o precompilata:
- per l’ISEE ordinario è necessario raccogliere e inserire manualmente tutte le informazioni e i dati nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica, documento che è necessario compilare per poter calcolare il reddito). Questo richiede la documentazione completa relativa a redditi e patrimoni di due anni precedenti (ad esempio, per l’ISEE 2026 si considerano i redditi del 2024 e il patrimonio al 31/12/2024);
- per l’ISEE precompilato i dati già in possesso dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS (come redditi da lavoro dipendente, pensioni, patrimonio immobiliare) vengono pre-inseriti direttamente nella DSU. Il cittadino dovrà solo verificare la correttezza di tali dati e integrare eventuali informazioni mancanti o autodichiarate (ad esempio, il patrimonio mobiliare). L’ISEE precompilato è disponibile dal 5 agosto 2024 e offre vantaggi in termini di tempo e riduzione di errori.
COSA CAMBIA PER L’ISEE NEL 2026
Con la Legge di Bilancio 2026:
- il valore della prima casa (abitazione principale) che non viene conteggiata nell’ISEE è stata alzata. La franchigia passa dai precedenti 52.500 euro a 91.500 euro, ma per chi risiede nei capoluoghi di città metropolitane (come Roma, Milano, Torino, Napoli), la soglia può arrivare fino a 120.000 euro (o 200.000 euro in base a specifiche interpretazioni locali della manovra);
- la scala di equivalenza, ovvero il valore per cui viene divisa la ricchezza familiare, viene maggiorato per le famiglie. Lo Stato, cioè, calcola quanto guadagna e quanto possiede una famiglia, ma poi divide quel totale per un numero (indicato nella scala di equivalenza) che dipende da quante persone compongono il nucleo familiare e da quali sono le necessità (ad esempio se ci sono figli o familiari disabili, soggetti in condizioni di svantaggio etc.). Più questo numero è alto, più l’ISEE finale si abbassa. Ebbene, se nel 2025 ogni figlio “aggiungeva” una certa quota alla scala di equivalenza, nel 2026 queste quote sono state aumentate. A parità di reddito e risparmi, una famiglia con figli vedrà il proprio ISEE scendere rispetto all’anno scorso e quindi avrà accesso a più aiuti e bonus;
- le criptovalute devono essere dichiarate obbligatoriamente indicando, per l’ISEE 2026, il valore al 31 dicembre 2024, indipendentemente dal wallet o exchange utilizzato. Inoltre, maggiore attenzione ai flussi di denaro inviati all’estero tramite money transfer, che potrebbero essere oggetto di verifiche incrociate;
- il decreto PNRR 2026 aggiorna le modalità di rilascio dell’ISEE attraverso l’integrazione e l’interoperabilità delle banche dati tra l’INPS e l’Agenzia delle Entrate, ovvero la capacità dei sistemi informatici di INPS e Agenzia delle Entrate di “parlarsi” in tempo reale. L’obiettivo è minimizzare le discordanze e accelerare il rilascio del documento, rendendo la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) precompilata lo strumento principale e più semplice da utilizzare. La riforma attua il principio europeo del once only (una sola volta), per cui la Pubblica Amministrazione non può più chiedere al cittadino dati di cui è già in possesso;
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Il Portale INPS per il rilascio dell’ISEE è stato implementato con una nuova funzionalità per consultare il valore dell’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, in attesa dell’aggiornamento del modello di attestazione ISEE.
Tra le novità già avviate sperimentalmente nel 2025 e ora pienamente a regime:
- le somme percepite come Assegno Unico Universale per i figli non sono più considerate nel calcolo dell’ISEE, per garantire che il beneficio non influisca negativamente sull’accesso ad altre agevolazioni, come il Bonus Nido o la Carta Nuovi Nati;
- i titoli di Stato, come Buoni del Tesoro, Buoni Fruttiferi Postali e Libretti di Risparmio Postale, sono esclusi dal calcolo dell’ISEE fino a un valore massimo di 50.000 euro, per favorire il risparmio delle famiglie senza penalizzarle ai fini dell’accesso a prestazioni agevolate;
- per chi presenta l’ISEE tramite INPS, la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) è stata semplificata e digitalizzata per agevolare la compilazione e ridurre errori.
A COSA SERVE L’ISEE
L’ISEE serve a determinare in modo equo la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie dei residenti in Italia ed è soggetto a controlli.
Al di sotto di determinate soglie, la certificazione ISEE garantisce l’accesso gratuito ad agevolazioni nei servizi sanitari e sociali, ad incentivi, sussidi e bonus di vario genere.
Tra i bonus accessibili con ISEE basso vi sono, ad esempio, il bonus nido, la Carta Dedicata a Te oppure l’Assegno Unico Universale Figli. Ma non solo, l’elenco completo delle agevolazioni e gli aiuti spettanti a persone, famiglie e lavoratori in base al reddito lo trovate nella nostra guida ai bonus 2026.
ANNO DI RIFERIMENTO ISEE
L’ISEE ordinario si basa sui redditi e patrimoni dei due anni precedenti la richiesta (ad esempio, nel 2026 si utilizzeranno i redditi e i patrimoni del 2024). È il modello standard per la maggior parte delle richieste di agevolazioni sociali e assistenziali (es. accesso a bonus, borse di studio, servizi scolastici, ecc.) e ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentato.
Quindi, l’ISEE 2026 si riferisce alla situazione reddituale di due anni prima ossia del 2024, in quanto si basa sulla dichiarazione dei redditi del 2025, la quale ovviamente fa riferimento all’anno precedente. Per quanto riguarda il patrimonio (mobiliare e immobiliare) si fa invece riferimento alla situazione fotografata al 31 dicembre dell’anno prima (2025).
Quando ci sono significative variazioni economiche o lavorative rispetto a quanto riportato nell’ISEE ordinario, durante l’anno, si può richiedere l’ISEE corrente. Questo si basa su redditi e patrimoni più recenti, relativi agli ultimi 12 mesi o, in alcuni casi, agli ultimi 2 mesi (ad esempio in caso di perdita del lavoro o riduzione del reddito). Ha una validità di 6 mesi, a meno che la situazione lavorativa non cambi nuovamente nel corso di tale periodo, in tal caso può essere aggiornato.
QUANDO SI PUÒ FARE L’ISEE
L’ISEE si può richiedere a partire dal 1° gennaio, in qualunque momento dell’anno.
Lo stesso vale per l’ISEE corrente, che può essere richiesto in qualsiasi momento durante l’anno quando ci sono variazioni significative reddituali, patrimoniali o professionali.
ISEE
SCADENZA
L’ISEE scade ogni anno, quindi per avere un ISEE in corso di validità è necessario rifarlo ogni anno. Pertanto, si deve aggiornare partire dal 1° gennaio del nuovo anno, per avere un’attestazione valida fino al 31 dicembre dell’anno in corso.
Questo significa che un modello ISEE rilasciato nel 2026 ha scadenza a fine anno. Il 31 dicembre 2026 scadono tutti i modelli ISEE elaborati nel 2026.
Tuttavia, precisiamo che non è obbligatorio richiedere l’ISEE a gennaio, si può realizzare la procedura di richiesta anche nei mesi successivi.
CHE DOCUMENTI CI VOGLIONO PER FARE L’ISEE
Per richiedere l’ISEE servono i seguenti documenti:
- codice fiscale e documenti di identità del dichiarante e codice fiscale di tutti i componenti;
- contratto d’affitto e copia dell’ultimo canone versato, in caso si risieda in affitto
- documenti che attestano i redditi percepiti nel secondo anno precedente (per il 2026 è il 2024), ovvero Modello 730 o Modello Unico e Modelli CUD del 2024 che sono riferiti ai redditi del 2024. Bisogna avere anche documenti o certificazioni relative a redditi esenti, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini IRPEF, redditi prodotti all’estero, borse o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli. Da prevedere anche la dichiarazione IRAP per gli imprenditori agricoli.
Inoltre, è necessario fornire i documenti che riguardano il patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto al 31 dicembre dell’anno precedente, relativi a:
- patrimonio netto che risulta dall’ultimo bilancio per lavoratori autonomi e società;
- certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni, o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero con valore IVIE (Imposta sul valore degli immobili situati all’estero);
- certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto o la costruzione degli immobili di proprietà;
- targa o estremi di registrazione al PRA di autoveicoli e motoveicoli con una cilindrata pari o superiore a 500cc, di navi e imbarcazioni da diporto, posseduti alla data di presentazione della dichiarazione.
Inoltre, in caso di persone con invalidità all’interno del nucleo familiare è necessario presentare anche:
- certificati di invalidità;
- spese pagate per il ricovero in strutture residenziali e per l’assistenza personale.
QUALI REDDITI VANNO DICHIARATI AI FINI ISEE
Ai fini del calcolo dell’ISEE, è necessario dichiarare diversi tipi di redditi e patrimoni riferiti al nucleo familiare. Ecco una panoramica dei redditi da includere:
1. REDDITI DA LAVORO
- Lavoro dipendente: Redditi derivanti da contratti di lavoro dipendente, sia a tempo indeterminato che determinato.
- Lavoro autonomo: Redditi prodotti da attività di lavoro autonomo o d’impresa.
2. REDDITI DA PENSIONE
- Redditi derivanti da pensioni di vecchiaia, pensioni anticipate, pensioni di invalidità e qualsiasi altro trattamento pensionistico.
3. INDENNITÀ E SUSSIDI
- Indennità di disoccupazione: NASpI, DIS-COLL o altre forme di sostegno per chi ha perso il lavoro.
- Cassa integrazione: Trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria.
- Assegni sociali: Assegno sociale, assegno di accompagnamento e altre prestazioni assistenziali o di invalidità.
- Altri sussidi pubblici: Bonus e agevolazioni concessi dallo Stato o da enti locali.
4. REDDITI DA IMMOBILI
- Redditi da affitto: Eventuali canoni di locazione percepiti da immobili dati in affitto.
- Valore ai fini IMU: Il valore catastale degli immobili di proprietà, anche se non si percepiscono affitti.
5. REDDITI DI CAPITALE
- Interessi su conti correnti: Gli interessi attivi maturati su conti bancari o postali.
- Dividendi: Redditi derivanti da azioni e quote di partecipazione in società.
- Investimenti finanziari: Altri redditi da investimenti in titoli, fondi comuni, obbligazioni, ecc.
- Depositi bancari o postali, libretti di deposito, titoli di stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi di investimento, forme assicurative di risparmio e qualsiasi altra forma di gestione del patrimonio mobiliare anche detenuto all’estero.
- La giacenza media annua di depositi bancari o postali.
6. ASSEGNI DI MANTENIMENTO
- Assegni di mantenimento per coniuge o figli: Somme percepite per mantenimento in caso di separazione o divorzio.
7. ALTRI REDDITI
- Redditi esenti da imposta: Alcuni redditi esenti dal fisco ma che vanno comunque dichiarati ai fini ISEE (ad esempio, le borse di studio).
- Redditi da attività agricole: Redditi prodotti da attività agricole o zootecniche.
REDDITI ESCLUSI
- Non vanno dichiarati, in genere, i sussidi occasionali (come i contributi una tantum non continuativi) e le prestazioni assistenziali a titolo gratuito (ad esempio, pasti gratuiti o altri servizi concessi senza corrispettivo economico).
Tutti questi redditi concorrono a determinare la Situazione Economica Equivalente del nucleo familiare, da cui deriva l’accesso a prestazioni agevolate e servizi sociali.
CHI PUO’ FARE L’ISEE
Possono fare l’ISEE tutti i cittadini residenti in Italia che desiderano accedere ad agevolazioni, sussidi, prestazioni sociali o bonus di vario tipo.
Attenzione, non è obbligatorio fare l’ISEE, ma è indispensabile farlo se si vuole accedere a determinati benefici.
COME FACCIO A SAPERE A QUANTO AMMONTA L’ISEE
Per ottenere la propria certificazione ISEE è necessario compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). La DSU è un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare.
La DSU può essere presentata in qualsiasi periodo dell’anno:
- online, tramite il portale INPS;
- rivolgendoti a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o un professionista abilitato.
La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) è valida dalla data di presentazione fino al 31 dicembre successivo e assume carattere modulare.
1. COME PRESENTARE LA DSU ONLINE E OTTENERE L’ISEE
Per ottenere la propria certificazione ISEE è necessario, innanzitutto, essere in possesso dello SPID o della Carta nazionale dei servizi o della Carta di identità digitale (CIE).
Poi, è necessario compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). È possibile compilarla nei seguenti modi:
- accedendo al sito dell’INPS cliccando su “inizia acquisizione”;
- utilizzando il servizio DSU precompilata disponibile in questa pagina (bisogna cliccare su accedi come cittadino) o il servizio ISEE dell’app INPS Mobile scaricabile da questa pagina.
L’INPS, ricordiamolo, calcola l’ISEE sulla base della DSU e lo rende disponibile al dichiarante entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione della DSU.
In alternativa, è possibile rivolgersi a un Patronato che offre il servizio di assistenza per presentare la DSU a nostro nome e per nostro conto.
2. COME SI CALCOLA L’ISEE
Il calcolo dell’ISEE è basato su due componenti, cioè redditi e patrimonio, che vengono poi rapportati al numero dei soggetti che fanno parte dello stesso nucleo familiare.
Dunque, anche una famiglia con reddito medio alto, se numerosa, può dare come risultato un ISEE basso, con il quale è possibile rientrare in alcune agevolazioni sociali.
Chi calcola l’ISEE? L’INPS effettua i conteggi per l’ISEE sulla base delle DSU che gli interessati presentano. L’algoritmo di calcolo quello definito dalla Legge 26 maggio 2016 n. 89.
In sostanza, si calcola l’ISE (Indicatore di Situazione Economica), che è dato dal reddito complessivo del nucleo familiare più il 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare. Poi, si divide l’ISE per il parametro della scala di equivalenza.
3. SIMULATORE CALCOLO ISEE
Per conoscere in maniera approssimativa il valore del proprio ISEE, è possibile collegarsi a questa pagina del sito INPS dove è presente uno strumento di “Simulazione del calcolo dell’ISEE ordinario”. È opportuno precisare che il simulatore fornisce un dato indicativo, che non costituisce attestazione ISEE con valore legale.
COSA FARE IN CASO DI DIFFORMITÀ O OMISSIONI
Qualora l’attestazione ISEE riporti omissioni o difformità, ai fini della richiesta della prestazione sociale di interesse è possibile alternativamente:
- presentare una nuova DSU, comprensiva delle informazioni in precedenza omesse o diversamente esposte;
- richiedere al CAF la rettifica della DSU, con effetto retroattivo, esclusivamente qualora quest’ultima sia stata presentata tramite CAF e quest’ultimo abbia commesso un errore materiale. In tal caso, all’atto della rettifica il CAF dovrà inserire nel campo “data di presentazione” la data di iniziale presentazione della DSU che si intende rettificare.
DIVERSI TIPI DI ISEE
Il DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 affianca all’ISEE ordinario o standard ulteriori ISEE da utilizzarsi per la richiesta di alcune tipologie di prestazioni e in presenza di determinate caratteristiche del nucleo familiare.
Ecco le tipologie di ISEE esistenti:
- ISEE standard, contiene le principali informazioni sulla situazione anagrafica, reddituale e patrimoniale del nucleo familiare. Questo tipo di indicatore vale per la maggior parte delle prestazioni;
- ISEE università, utilizzabile per le prestazioni per il diritto allo studio universitario previa identificazione del nucleo familiare di riferimento dello studente;
- ISEE socio sanitario, utilizzabile per le prestazioni socio sanitarie per cui è possibile scegliere un nucleo familiare ristretto rispetto a quello ordinario;
- ISEE socio sanitario residenze, utilizzabile per le prestazioni socio sanitarie residenziali, per cui è possibile scegliere un nucleo familiare ristretto. Prevede differenze in alcune componenti di calcolo e tiene conto della situazione economica dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo;
- ISEE minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi, utilizzabile per le prestazioni rivolte ai minorenni o studenti universitari che siano figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi e tiene conto della situazione economica del genitore non convivente;
- ISEE corrente, disciplinato dal Decreto 5 luglio 2021 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, consiste in un ISEE aggiornato dei redditi e trattamenti degli ultimi 12 mesi che è utile quando si siano verificate rilevanti variazioni del reddito. Scade dopo 6 mesi dalla presentazione ma può riferirsi anche agli ultimi 2 mesi. In tal caso i redditi saranno moltiplicati da INPS per 6 al fine di rapportarli all’intero anno. Anche nell’ipotesi di rilevanti variazioni del patrimonio, a decorrere dal 1° aprile di ciascun anno, è possibile ottenere il calcolo dell’ISEE corrente sulla base dei patrimoni posseduti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU.
NUOVO VALORE ISEE PER PRESTAZIONI SPECIFICHE
La Legge di Bilancio 2026 ha stabilito la creazione di un valore ISEE differenziato, calcolato appositamente per l’accesso a determinate misure di sostegno alla famiglia e all’inclusione. Questo valore non sostituisce l’ISEE ordinario per ogni scopo, ma si applica esclusivamente a:
- Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL);
- Assegno Unico e Universale Figli (AUU);
- Bonus Nido e Contributo di supporto domiciliare;
- Carta Nuovi Nati.
A tal proposito, l’INPS ha previsto una nuova funzionalità digitale. Questa consente agli utenti di consultare immediatamente il valore aggiornato del proprio ISEE specifico per le prestazioni sopra elencate, senza dover attendere il rilascio del nuovo documento cartaceo o PDF standard.
Per conoscere questo specifico valore, i cittadini possono agire in autonomia, accedendo al sito istituzionale dell’INPS, da questa pagina, tramite SPID (livello 2), CIE 3.0 o CNS. A questo punto basta cliccare su “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Portale unico ISEE” e, all’interno della sezione “Dichiarazioni e storico”, utilizzare il link “Vai alla pagina ISEE specifiche prestazioni” o l’icona della lente di ingrandimento.
RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI
- Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 109;
- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 7 maggio 1999, n. 221;
- DPCM 5 dicembre 2013, n. 159;
- Legge 26 maggio 2016 n. 89;
- Decreto 5 luglio 2021;
- Messaggio INP n. 1895/2025 (Pdf 113 kB);
- testo definitivo della Legge di Bilancio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 (GU Serie Generale n.301 del 30-12-2025 – Suppl. Ordinario n. 42).
INTERESSANTI APPROFONDIMENTI CORRELATI
Per approfondire, mettiamo a vostra disposizione la guida alla Legge di Bilancio 2026. Potrebbe interessarvi conoscere anche quali sono i bonus del 2026 che abbassano l’ISEE e quali invece dipendono dal reddito e sono stati confermati.
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Per conoscere invece altri aiuti e agevolazioni disponibili per famiglie e lavoratori potete invece visitare la nostra sezione dedicata agli aiuti alle persone.
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