Il bonus mamme nella Pubblica Amministrazione è un’agevolazione volta a sostenere le lavoratrici madri impiegate nel settore pubblico, confermato nel 2025 dalla Legge di Bilancio.
Si tratta di uno sgravio contributivo che mira a fornire un aiuto economico alle mamme dipendenti con 3 o più figli figli, per provare a contrastare il problema della denatalità.
In questa guida spieghiamo cos’è il bonus mamme nelle PA e come funziona, nonché come si ottiene e a chi spetta.
Indice:
COS’È IL BONUS MAMME PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Il bonus mamme nella Pubblica Amministrazione è uno sgravio contributivo pari al 100% dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici, volto a sostenere le impiegate del settore pubblico.
Grazie a questa esenzione la quota dei contributi a carico delle lavoratrici PA, pari a circa il 9,19%, non viene decurtata dallo stipendio ma viene coperta dallo Stato, il che si traduce in un aumento della busta paga.
Il beneficio riguarda le mamme lavoratrici del settore pubblico (oltre che del privato) è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2025 dopo essere stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2024, insieme al taglio del cuneo fiscale nel 2025.
Vediamo a chi spetta il bonus mamme dipendenti statali e come funziona.
CHI HA DIRITTO AL BONUS MAMME PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Il bonus mamme PA è destinato alle lavoratrici madri impiegate nel settore pubblico con contratto a tempo indeterminato se madri di tre o più figli (di cui il più piccolo abbia un’età inferiore a 18 anni).
Sono compresi i rapporti di lavoro a scopo di somministrazione, i casi di regime di part-time o apprendistato. Qualora un rapporto di lavoro a tempo determinato venga convertito a tempo indeterminato, l’esonero può trovare legittima applicazione a decorrere dal mese di trasformazione a tempo indeterminato.
COME RICHIEDERE IL BONUS MAMMA 2025 PER LE DIPENDENTI PA
Per richiedere il bonus mamme nella Pubblica Amministrazione nel 2025 valgono le regole specificate dall’INPS nella Circolare n.27 del 31-01-2024. Ovvero le strade da seguire sono due:
1) rivolgersi al datore di lavoro e comunicare l’intenzione di usufruire dell’esonero, indicando il numero dei figli e fornendo il codici fiscale degli stessi. In questo caso le interessate devono presentare richiesta scritta usando questo modulo (o altro modulo fac simile fornito dall’azienda), consegnandolo debitamente compilato e sottoscritto. Pertanto, come specificato nel messaggio n. 1702 del 6 maggio 2024, la fruizione dell’esonero in oggetto non è subordinata alla presentazione di una specifica domanda di accesso all’Istituto da parte della lavoratrice interessata;
2) comunicare direttamente all’INPS le informazioni relative ai codici fiscali dei figli mediante un’applicazione denominata “Utility Esonero Lavoratrici Madri” e attivata con il messaggio n. 1702 del 6 maggio 2024, con il quale è stato precisato anche che l’utilizzo di tale applicativo è limitato ai soli casi in cui per la lavoratrice, già fruitrice del bonus in trattazione, non siano stati inseriti i codici fiscali dei figli nei flussi Uniemens.
L’applicativo “Utility Esonero Lavoratrici Madri”, è disponibile mediante accesso al sito dell’Istituto, in questa pagina, al seguente percorso: “Imprese e Liberi Professionisti” > “Esplora Imprese e Liberi Professionisti” > sezione “Strumenti” > “Vedi tutti” > “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)” > “Utilizza lo strumento”, autenticandosi con la propria identità digitale di tipo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica) 3.0.
La lavoratrice interessata a fornire direttamente all’Istituto le informazioni relative ai figli, dopo aver selezionato la voce “Utility Esonero Lavoratrici Madri”in “Elenco domande di sgravio”, può procedere con la dichiarazione degli identificativi, fornendo i codici fiscali o, in via alternativa, laddove non sia in possesso dei codici fiscali, le informazioni anagrafiche dei figli.
A questo punto, ultimata la procedura, l’esonero al 100% dei contributi dovuti sarà applicato automaticamente in busta paga, non appena disponibile.
COME FUNZIONA IL BONUS MAMME DIPENDENTI PA
Il bonus mamme dipendenti statali funziona come uno sgravio contributivo e prevede l’esenzione totale dal versamento dei contributi previdenziali dovuti dalla lavoratrice mamma e dipendente PA.
Ciò significa che a queste mamme non viene più decurtata dallo stipendio la somma relativa ai contributi previdenziali a loro carico, che ammonta a circa un terzo delle spese totali (9,19% a fronte del totale pari al 33% circa).
La misura si applica direttamente in busta paga ed è alternativa all’esonero del 6%-7% spettante grazie al taglio del cuneo fiscale nel 2025.
Quindi, la lavoratrice vedrà aumentare la retribuzione mensile in automatico e della corrispondente cifra, ma entro i 3.000 euro annui. Questa esenzione è applicata mensilmente e tiene conto dell’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
A versare i contributi sarà lo Stato, che si assume le spese del bonus. Con il messaggio n. 1702 del 6 maggio 2024, però, l’INPS ha chiarito che l’effettiva fruizione dell’esonero avviene – previa comunicazione, da parte della lavoratrice interessata al proprio datore di lavoro, della volontà di beneficiarne.
A QUANTO AMMONTA IL BONUS MAMME PA
Il bonus decontribuzione mamme nella Pubblica Amministrazione ammonta a circa il 9,19% dello stipendio, ossia è pari alla quota di contributi che la lavoratrice dovrebbe pagare come contributo FAP.
Visto che se l’esonero contributivo massimo riconosciuto è di 3.000 euro annui, la soglia mensile dello sgravio non può superare i 250 euro (3.000 euro / 12).
Per i rapporti di lavoro instaurati o risolti nel corso del mese, tale soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 8,06 euro (250 euro / 31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo.
Tali soglie massime devono ritenersi valide anche nelle ipotesi di rapporti di lavoro part-time, per le quali, pertanto, non è richiesta una riparametrazione dell’ammontare dell’esonero spettante. La cifra viene versata direttamente all’INPS dallo Stato.
COME SI CALCOLA IL BONUS
Per calcolare il bonus è fondamentale conoscere lo stipendio mensile lordo. Questo valore è la base su cui si fonda il calcolo del bonus e, una volta identificato, calcolare la quota di contributi che la lavoratrice deve versare per il Fondo di Assistenza Professionale (FAP). Questa quota ammonta al 9,19% dello stipendio lordo. Ad esempio, se il lordo è di 2.000 euro, il contributo FAP sarà di circa 183,80 euro.
Il bonus annuo massimo è fissato a 3.000 euro, che corrisponde a una soglia mensile di 250 euro. Se la lavoratrice è in servizio per l’intero mese, riceverà il bonus completo di 250 euro. Tuttavia, se il rapporto di lavoro è iniziato o terminato durante il mese, la situazione è leggermente diversa. In questi casi, è necessario calcolare la quota giornaliera del bonus. Questa si ottiene dividendo i 250 euro per 31, risultando in circa 8,06 euro al giorno. Pertanto, per calcolare l’importo totale del bonus, basta moltiplicare questa cifra per il numero di giorni lavorati nel mese. Per esempio, se la lavoratrice ha lavorato 15 giorni, il calcolo del bonus sarebbe uguale a: 8,06 euro × 15 giorni = 120,90 euro.
È importante notare che, per i rapporti di lavoro part-time, non è necessaria una riparametrazione dell’importo, quindi le lavoratrici possono comunque beneficiare del massimo di 250 euro, a meno che non ci siano altre limitazioni.
RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI
- Testo finale della Legge di Bilancio 2024 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 213 del 30 dicembre 2023;
- Circolare n.27 del 31-01-2024 (Pdf 114 Kb);
- Messaggio INPS n. 1702 del 6 maggio 2024 (Pdf 57,3 kB);
- Testo definitivo (Pdf 24,4 MB) della Legge di Bilancio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre 2024 (GU Serie Generale n.305 del 31-12-2024 – Suppl. Ordinario n. 43).
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Vi ricordiamo inoltre che la Manovra ha confermato anche il bonus nido potenziato.
Da leggere anche la guida sul congedo parentale e l’approfondimento sulla maternità obbligatoria.
Vi consigliamo anche la guida sull’assegno unico e universale figli e quella sulla Carta Nuovi Nati da 1000 Euro 2025.
Vi segnaliamo infine le novità sull’introduzione dei buoni pasto per i dipendenti PA in smart working e la proposta relativa al Piano Casa per dipendenti pubblici.
Per conoscere altri aiuti e agevolazioni disponibili per famiglie e lavoratori potete invece visitare la nostra sezione dedicata agli aiuti alle persone.
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