Bonus sicurezza nel 2026: cos’è, chi ne ha diritto, cosa spetta

Ecco come funziona e a chi spetta il bonus sicurezza nel 2026, ovvero la detrazione IRPEF per le spese di impianti d’allarme domestici

sicurezza, telecamere

Il bonus sicurezza è attivo anche per l’anno 2026, ma con alcune variazioni.

Per l’anno in corso la detrazione IRPEF connessa agli interventi volti a garantire la sicurezza domestica infatti non è fissa ma varia.

Se le spese sono sostenute per la prima casa la percentuale è più alta, mentre scende nel caso di interventi riguardanti le seconde case o immobili diversi. 

In questo articolo, vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato di cosa si tratta, quali sono le novità, a chi è rivolto e come richiedere il bonus.

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COS’È IL BONUS SICUREZZA

Il bonus sicurezza è un’agevolazione fiscale che permette di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) una parte delle spese sostenute per l’installazione di sistemi volti a prevenire il compimento di atti illeciti da parte di terzi.

A differenza di altri bonus edilizi, questa misura non richiede necessariamente una ristrutturazione complessiva dell’immobile, ma può essere richiesta anche per il solo acquisto e installazione di dispositivi di protezione.

Introdotta dall’art. 16-bis del TUIR, il suo obiettivo è quello di incentivare la protezione della proprietà privata contro furti, aggressioni, sequestri di persona e ogni altro reato che comporti la violazione del domicilio.

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NOVITÀ 2026

Fino al 2024, la detrazione era fissata al 50% per tutti. Nel 2026 la percentuale dipende dalla tipologia di immobile ed è pari a:

  • 50% delle spese sostenute se l’acquisto o l’installazione degli impianti riguarda la prima casa. In questo caso lo sconto spetta ai titolari di un diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione) sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale;

  • 36% delle spese se l’acquisto o l’installazione degli impianti riguarda tutti gli altri immobili (seconde case, immobili locati) e nei casi in cui il contribuente non sia il titolare di un diritto reale (ad esempio, inquilini in affitto o comodatari), anche se l’immobile è la loro abitazione principale.

Inoltre, rispetto agli anni precedenti, quando il limite di spesa era pari a 48.000 euro, nel 2026 il bonus massimo spettante può raggiungere la cifra di 96.000 euro per unità immobiliare.

Tuttavia, per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro, l’ammontare complessivo delle detrazioni (non solo edilizie) è soggetto a un tetto massimo calcolato in base al numero di figli a carico.

Il limite viene calcolato moltiplicando una “spesa base” (es. 14.000 € per redditi tra 75.000 e 100.000) per un coefficiente familiare (0,50 senza figli, 0,70 con un figlio, 0,85 con due, 1,0 con tre o più o figli con disabilità).

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CHI HA DIRITTO AL BONUS SICUREZZA

Il bonus nell’anno in corso è accessibile a tutti i contribuenti soggetti all’IRPEF, senza limiti di reddito o ISEE. Più precisamente, possono beneficiare dell’agevolazione non solo i proprietari o i titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori per rendere la casa più sicura e che ne sostengono le spese, ma anche l’inquilino o il comodatario. Il bonus sicurezza poi, vale anche per le aziende.

In particolare, hanno diritto alla detrazione:

  • proprietario o nudo proprietario;

  • titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
    inquilino o comodatario;

  • soci di cooperative divise e indivise (i primi in qualità di possessori i secondi in qualità di detentori);

  • soci delle società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati;

  • imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce (e le imprese familiari alle stesse condizioni).

Avranno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture, i seguenti soggetti:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile;

  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;

  • un convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° Gennaio 2016.

In questi ultimi tre casi, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comuni sono intestate al proprietario dell’immobile. La condizione di convivente o comodatario dovrà sussistere al momento dell’invio della comunicazione d’inizio lavori.

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COSA SPETTA

Con il bonus spetta una detrazione IRPEF del 36% o 50% fino a un massimo di 96.000 euro, per le spese sostenute per una serie di interventi volti a rafforzare la sicurezza domestica.

La detrazione continua a essere recuperata dalla dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.

SPESE AMMESSE

Ecco nel dettaglio quali sono gli interventi agevolabili e le spese coperte dal bonus:

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie;

  • apposizione di grate alle finestre o loro sostituzione;

  • installazione di porte blindate o rinforzate;

  • sostituzione o apposizione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;

  • installazione di apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline e di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;

  • apposizione di saracinesche o di tapparelle metalliche con bloccaggi, ma anche di vetri antisfondamento;

  • installazione di casseforti a muro, di fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati.

È importante ricordare che, con il bonus, la detrazione è applicabile unicamente alle spese per interventi sugli immobili.

Non rientrano, ad esempio, le spese per contratti con istituti di vigilanza privata.

COME RICHIEDERLO

Non esiste una domanda specifica, poiché la detrazione può essere richiesta direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, attraverso il Modello 730 o il Modello Redditi PF (ex Unico), in 10 quote annuali. È possibile presentare la dichiarazione in autonomia oppure con l’aiuto di un consulente fiscale o di un CAF.

In entrambi i casi, ecco come procedere per ottenere la detrazione:

  • conservare tutta la documentazione. Cioè, è necessario tenere con sé tutte le fatture e le ricevute dei pagamenti effettuati per i lavori di sicurezza;

  • effettuare i pagamenti tramite metodi tracciabili. Ossia, i pagamenti devono essere eseguiti tramite carta di credito o debito, bancomat o bonifico bancario. Nel caso dei bonifici, è obbligatorio utilizzare un “bonifico parlante”, che specifica le informazioni sul soggetto che sostiene la spesa (cioè chi ordina il bonifico), il codice fiscale dell’ordinante e del beneficiario, il numero di Partita IVA dell’azienda che ha effettuato i lavori e i dettagli del pagamento (importo totale, data e numero della fattura).
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QUANDO SCADE IL BONUS SICUREZZA

Il termine ultimo per usufruire di queste specifiche percentuali è il 31 dicembre 2026.

Dal primo gennaio dell’anno successivo è infatti previsto un ulteriore ridimensionamento delle agevolazioni, con un calo delle aliquote rispettivamente al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili.

Infatti, la Legge di Bilancio 2026 prevede un sistema a scalare (decalage) che ridurrà progressivamente il beneficio nei prossimi anni:

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RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

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LA GUIDA AI BONUS 2026

Per approfondire l’argomento agevolazioni, mettiamo a vostra disposizione la guida ai bonus attivi nel 2026 e l’elenco dei bonus per la casa che si possono richiedere nel 2026.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Potrebbe interessarvi approfondire poi come funzionano il bonus per l’acquisto di mobili e il bonus sociale elettrico.

Vi consigliamo di leggere infine la guida al bonus per l’acquisto di box auto.

Per conoscere invece le altre misure per famiglie e lavoratori, potete visitare la nostra sezione dedicata agli aiuti alle persone.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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