Buoni spesa COVID19: requisiti, come averli, come funzionano

La guida utile sui Buoni spesa: come funzionano, come averli, requisiti, importo, come vengono consegnati

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Le persone e famiglie in difficoltà economica possono ricevere i buoni spesa COVID19 per acquistare alimenti, farmaci e beni di prima necessità. I buoni spesa vengono erogati direttamente dai Comuni italiani.

Si tratta di un aiuto straordinario introdotto dal Governo per questo periodo di emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del coronavirus (COVID-19).

Vediamo nel dettaglio come funzionano i buoni spesa, cosa permettono di acquistare, come averli, a chi spettano e ogni altra informazione utile.

BUONI SPESA COVID19 COME FUNZIONANO

In base a quanto previsto dall’ordinanza n. 658 della Protezione civile, il Ministero dell’Interno ha reso disponibili 400 milioni di Euro sul Fondo per i Comuni. Questi soldi servono per distribuire i buoni spesa oppure per comprare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità alle famiglie povere. La quota che spetta ad ogni comune per questo intervento di solidarietà alimentare è stata fissata in base al numero di abitanti e all’indice di povertà.

A partire da aprile 2020 ogni comune, con l’aiuto di volontari del terzo settore, ha il compito di distribuire i buoni spesa gratis ai cittadini bisognosi di aiuti economici. La scelta della platea di famiglie beneficiarie, le modalità di assegnazione e le procedure per fare domanda vengono stabilite da ogni sindaco in collaborazione con il proprio ufficio servizi sociali. Possono beneficiare dei buoni spesa famiglie con figli, coppie e single con priorità per chi non riceve altri sostegni pubblici (es. Reddito di cittadinanza, Naspi, cassa integrazione ecc.).

IMPORTO BUONI SPESA

L’importo del buono acquisto ha mediamente un valore di 300 euro, tuttavia può variare da circa 100/200 euro fino a 500/600 euro. I bonus più elevati vengono generalmente assegnati ai nuclei familiari più numerosi.

A titolo esemplificativo i buoni spesa Comune di Roma vengono erogati in base a tre fasce:
– fino a 300 euro per nuclei familiari composti da 1 o 2 persone;
– fino a 400 euro per nuclei familiari composti da 3 o 4 persone;
– fino a 500 euro per nuclei familiari composti da 5 o più persone.

COSA SI PUO’ COMPRARE

I buoni spesa si possono utilizzare per acquistare generi alimentari o di prima necessità come i farmaci presso i negozi che aderiscono all’iniziativa. L’elenco dei negozi in cui è possibile fare spesa viene comunicato da ogni Comune sul proprio sito web.

BUONI SPESA: A CHI SPETTANO

I buoni spesa spettano a persone e famiglie che si trovano in stato di disagio economico e sociale con necessità di generi alimentari e beni di prima necessità per effetto dell’emergenza COVID 19.

I buoni spesa sono rivolti ai residenti e possono essere rivolti anche ai cittadini che in questo momento sono domiciliati fuori dal comune di residenza. Alcuni comuni hanno incluso tra i beneficiari anche i cittadini non comunitari in possesso di un valido permesso di soggiorno. Ogni comune ha stabilito dei criteri di precedenza e dei requisiti minimi di accesso agli aiuti, con priorità per chi non riceve già altre forme di sostegno pubblico. Per conoscere i requisiti previsti dal proprio comune è necessario visitare il sito web comunale e cercare le informazioni relative ai buoni spesa.


BUONI SPESA: COME AVERLI

Tutti i comuni italiani hanno pubblicato sul proprio sito web tutte le informazioni su come vengono erogati buoni spesa e a chi sono destinati. Le persone che vogliono richiedere i buoni spesa devono:

  • andare sul sito web del proprio comune e cercare la pagina dedicata ai buoni spesa;
  • verificare se si possiedono i requisiti per accedere ai buoni spesa;
  • procedere all’invio della domanda (richiesta dei buoni) secondo le modalità indicate.

BUONI SPESA: REQUISITI

Ogni comune ha stabilito i requisiti per accedere ai buoni spesa. Le condizioni principali valutate sono:

  • residenza presso il Comune;
  • tipo di nucleo familiare (numero persone, numero figli);
  • situazione del patrimonio immobiliare (casa con mutuo, affitto, senza casa);
  • disponibilità di denaro sul conto corrente;
  • reddito dei componenti della famiglia;
  • situazione lavorativa;
  • ISEE familiare;
  • interventi economici pubblici percepiti.

COME FARE DOMANDA DEI BUONI SPESA

Ogni comune ha previsto una procedura che le persone devono seguire per fare richiesta dei buoni spesa. Quindi le modalità per fare domanda variano da comune a comune.

I comuni più grandi, ossia con un elevato numero di abitanti, stanno procedendo con due modalità. Alcuni hanno richiesto ai cittadini di compilare un modello di domanda, scaricabile dal proprio portale, e di farla pervenire al comune via mail o in altro formato elettronico. Altri hanno richiesto la compilazione di un form online sul sito web del comune. Numerosi comuni hanno pubblicato sul proprio sito un bando, ossia un avviso pubblico con tutti i dettagli.


I comuni più piccoli, ossia con un ridotto numero di abitanti, stanno procedendo su due fronti. Da una parte individuano direttamente i nuclei familiari più bisognosi che sono già seguiti dai servizi sociali. Dall’altra lasciano aperta la possibilità di fare richiesta buoni spesa tramite email o via telefono. Tutte le richieste vengono poi vagliate dall’amministrazione comunale.

Può essere presentata una sola domanda per nucleo familiare. Per conoscere la procedura per fare domanda è indispensabile visitare il sito web del proprio comune. Ogni comune ha stabilito una data di scadenza entro la quale fare richiesta.

COME SAPERE SE HANNO ACCETTATO LA DOMANDA

Ogni comune rende noto direttamente ai cittadini che hanno fatto richiesta l’accettazione della domanda di buoni spesa. In alternativa la comunicazione viene fatta sul portale web del comune attraverso la pubblicazione di una graduatoria anonima. Su questo documento viene indicato generalmente il numero della domanda (che è univoco), il numero dei componenti della famiglia, l’importo dei buoni spesa e lo stato in graduatoria (ammessi finanziati, ammessi non finanziati).

COME VENGONO CONSEGNATI

I comuni devono evitare assembramenti e limitare gli spostamenti delle persone. Per questo motivo i buoni spesa vengono consegnati a domicilio, casa per casa, oppure tramite modalità web (buoni spesa da scaricare online). I pacchi alimentari vengono consegnati a domicilio. I comuni si possono avvalere del supporto di volontari ed enti del terzo settore per tutte le attività di distribuzione dei buoni spesa e prodotti di prima necessità. I buoni spesa vengono erogati sotto forma di carta prepagata, come buono da scaricare online e stampare o in alternativa con un’applicazione su smartphone. Anche in questo caso spetta al comune la scelta delle modalità.


COME UTILIZZARE I BUONI SPESA

I buoni spesa possono essere utilizzati presso i punti vendita e supermercati presenti nell’elenco pubblicato sul sito istituzionale di ogni comune. Si tratta degli esercizi commerciali che hanno deciso di aderire a questa iniziativa di solidarietà. Tra i supermercati che accettano i buoni spesa ci sono: Conad, Coop, Carrefour, Esselunga, Eurospin, Simply

PER QUANTO TEMPO VENGONO DATI I BUONI SPESA

Al momento l’erogazione dei buoni spesa è prevista per uno o due mesi (Aprile 2020 – Maggio 2020) fino ad esaurimento della dotazione finanziaria. Nel caso in cui la situazione di emergenza coronavirus dovesse protrarsi il Governo potrà decidere di assegnare altri fondi ai comuni per aiuti diretti alle famiglie.

CONTROLLI E AUTODICHIARAZIONE

I buoni spesa vengono erogati sulla base di una autodichiarazione. I comuni provvederanno ad effettuare opportuni controlli successivi all’assegnazione dei buoni spesa o dei generi alimentari per verificare la veridicità di quanto dichiarato nella domanda.

SUDDIVISIONE DEI FONDI TRA I COMUNI

I 400 milioni di euro sono stati ripartiti in questo modo:
– 386.945.839,14 in favore delle regioni a statuto ordinario e delle regioni Sicilia e Sardegna.
– 13.054.160,86 euro in favore di Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano.
Perché alcuni comuni hanno ricevuto più soldi e altri meno?
Per individuare la cifra da assegnare ad ogni comune sono stati usati 2 criteri:
l’80% è stato ripartito in proporzione al numero dei residenti;
il 20% è stato ripartito in base alla distanza fra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione (indice di povertà).
Il contributo assegnato a ciascun comune parte da un minimo di 600 euro. Il budget è stato raddoppiato ai comuni della zona rossa.


RIFERIMENTI NORMATIVI

OCDPC n. 658 del 29 marzo 2020 – Ordinanza su interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.


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3 Comments

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    • Può provare a richiederei buoni spesa, con il Decreto Rilancio infatti saranno messi a disposizione ulteriori fondi. Tenga presente che viene data priorità a chi NON percepisce altri sostegni pubblici, come il reddito di cittadinanza. Quindi la possibilità di ottenerli, dopo aver fatto domanda, dipende da chi ne farà domanda e dalla conseguente graduatoria finale.

  1. A mia madre che prende 700 euro pensione, ed io figlia non lavoro per accudire mia madre, non gli danno niente. Bello questo

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