Decreto Fiscale 2026: cosa prevede, quali novità introduce per imprese e lavoratori

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Fiscale 2026 che introduce misure urgenti e aiuti per le imprese e i lavoratori

Decreto, Legge
Photo credit: Salvatore Micillo / Shutterstock

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Fiscale 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri.

Su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, il provvedimento introduce disposizioni che interessano imprese e lavoratori. 

In questo articolo vi spieghiamo quali sono le misure introdotte e mettiamo a vostra disposizione il testo PDF consultabile e scaricabile.

adv

DECRETO FISCALE 2026, COSA PREVEDE

Il nuovo decreto legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026, introduce una serie di interventi mirati a ridefinire le scadenze fiscali, sostenere gli investimenti e aggiornare le coperture per i servizi ai cittadini.

Il provvedimento si concentra sulla semplificazione burocratica e sul differimento di alcuni obblighi per permettere l’adeguamento dei sistemi informatici.

Vediamo, nel dettaglio, cosa cambia.

adv

1) NUOVO REGIME IVA

Il decreto interviene sulla decorrenza del nuovo regime IVA relativo alle operazioni permutative, ovvero quegli scambi di beni o servizi che non prevedono un corrispettivo interamente monetario. Nello specifico, la modifica stabilisce che le disposizioni introdotte dalla precedente Legge di Bilancio 2026 si applichino esclusivamente ai contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1° gennaio. In questo caso, per le operazioni permutative, la base imponibile è costituita dal valore normale dei beni o dei servizi che formano oggetto della permuta, depurato dell’IVA stessa e non più dal valore dei beni e dei servizi che fungono da corrispettivo, come previsto dalla disciplina precedente.

Il provvedimento chiarisce inoltre che rimangono validi i comportamenti fiscali adottati dai contribuenti prima dell’entrata in vigore del decreto, specificando che non sarà possibile richiedere rimborsi d’imposta né sarà necessario effettuare rettifiche sulle liquidazioni già effettuate.

adv

2) CREDITO D’IMPOSTA PER INVESTIMENTI PRODUTTIVI

Il governo ha deciso di riconoscere un credito d’imposta alle imprese che nel 2025 sono rimaste escluse dal bonus transizione 5.0 ma che già avevano avviato e comunicati gli investimenti. Per queste, il credito è pari al 35% dell’importo già richiesto. Il Governo ha annunciato l’avvio di un tavolo di confronto con le categorie produttive per valutare l’integrazione di ulteriori risorse durante la fase di conversione in legge del decreto, definendo le priorità di utilizzo in base alle disponibilità finanziarie che emergeranno.

adv

3) PROROGA DELLA RITENUTA SULLE PROVVIGIONI

Per agevolare l’adeguamento dei sostituti d’imposta, l’efficacia delle norme in materia di ritenuta sulle provvigioni subisce un ulteriore slittamento. La data di decorrenza, inizialmente fissata al 1° marzo 2026, viene ufficialmente differita al 1° maggio 2026.

4) RINVIO DEL CONTRIBUTO SULLE SPEDIZIONI EXTRA-UE

Viene posticipata al 1° luglio 2026 anche l’applicazione del contributo sulle spedizioni di beni importati da Paesi fuori dall’Unione Europea con un valore dichiarato inferiore a 150 euro. Si tratta di un rinvio di natura tecnica necessario per completare l’aggiornamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

5) AGEVOLAZIONI PER GLI ATLETI DILETTANTI

Il decreto introduce una soglia di esenzione fiscale per i premi erogati nel settore sportivo. Fino al 31 dicembre 2026, i premi corrisposti agli atleti dilettanti sono esenti dalla ritenuta alla fonte fino a un importo complessivo di 300 euro.

adv

6) INCREMENTO DELL’IMPOSTA DI BOLLO PER LE IMPRESE

Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, il legislatore ha deciso di un aumento dell’imposta di bollo dovuta su conti correnti e rendiconti, che passa da 100 a 118 euro.

adv

7) FONDI PER LA CARTA EUROPEA DELLA DISABILITÀ

In ambito sociale, il provvedimento autorizza una spesa di 1,6 milioni di euro per l’anno 2026. L’obiettivo è garantire la piena operatività del servizio di emissione della Carta europea della disabilità, assicurando continuità alle tutele per i cittadini interessati.

adv

8) AGGIORNAMENTO DEL REGIME FISCALE PER I LAVORATORI IMPATRIATI

Il decreto introduce un coordinamento normativo necessario per la gestione dei lavoratori che scelgono di trasferire la residenza fiscale in Italia. Questa integrazione assicura che il quadro delle agevolazioni per i “cervelli in fuga” e i lavoratori altamente qualificati sia allineato alle più recenti riforme fiscali. La misura punta a stabilizzare il quadro normativo di riferimento, integrando le precedenti disposizioni (come il D.Lgs. 147/2015) con le nuove regole sull’agevolazione fiscale previste per chi rientra nel Paese, garantendo certezza del diritto ai contribuenti e agli uffici finanziari.

Le nuove indicazioni normative non hanno effetto immediato. Si applicano esclusivamente ai soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia a decorrere dal periodo d’imposta 2027.

Ecco l’analisi dettagliata degli articoli del decreto-legge, suddivisa per punti come richiesto:

adv

9) ESENZIONE FISCALE PER I SISTEMI DI GARANZIA DEI DEPOSITANTI

In previsione di un possibile aumento dei rendimenti finanziari, il decreto stabilisce che gli interessi derivanti da obbligazioni e titoli simili, corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti (gli organismi che proteggono i risparmiatori in caso di crisi bancaria), siano esenti dall’imposta sostitutiva. Questa agevolazione è temporanea: entra in vigore immediatamente e resterà valida fino al 31 dicembre 2028. Lo Stato ha stanziato una copertura di 16,8 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028 per far fronte al mancato gettito.

10) LIBERALIZZAZIONE DEGLI INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI

Viene rimossa una restrizione territoriale precedentemente introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Non è più necessario che i beni strumentali oggetto di maggiorazione dell’ammortamento siano prodotti esclusivamente nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo (SEE). Questa apertura internazionale si applica agli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026, con un impatto finanziario stimato in 95,6 milioni di euro per il 2027, che salirà fino a circa 297,5 milioni negli anni successivi.

11) NUOVI TERMINI PER LA RISCOSSIONE COATTIVA

Viene introdotta una modifica procedurale riguardante i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Per specifiche categorie di debiti per i quali sono già decorsi 24 mesi dalla presa in carico, viene stabilita una finestra temporale di sei mesi (dalla pubblicazione del relativo decreto) per richiederne la riconsegna anticipata. Questa misura serve a snellire il magazzino dei crediti non riscossi e ottimizzare le procedure di recupero coattivo.

12) RIPRISTINO DEL REGIME DIVIDENDI E PEX

A partire dal 1° gennaio 2026, il decreto ripristina la normativa precedente in materia di tassazione societaria, eliminando alcune restrizioni introdotte a fine 2025. Viene confermato il regime di esclusione degli utili distribuiti nella misura del 95% per le società e ripristinata l’esenzione sulle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni azionarie (Participation Exemption), eliminando requisiti di valore fiscale minimo che erano stati precedentemente inseriti.

La ritenuta sugli utili corrisposti a società residenti nell’UE o nel SEE viene fissata all’1,20%. L’onere per questo ripristino normativo è valutato in circa 45,4 milioni di euro annui a regime dal 2029.

QUANDO ENTRA IN VIGORE

Il decreto, dopo essere stato approvato dal Consiglio dei Ministri, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026.Trattandosi di un atto d’urgenza, è entrato in vigore il 28 marzo 2026, ma deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, pena la perdita di efficacia sin dall’inizio. Inoltre, sebbene il provvedimento sia vigente, l’applicazione pratica di molte norme è differita all’emanazione di specifici decreti attuativi.

TESTO PDF DECRETO FISCALE 2026

Ecco il testo PDF del Decreto Fiscale 2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026 (GU Serie Generale n.72 del 27-03-2026).

ALTRI APPROFONDIMENTI E ARTICOLI CORRELATI 

A proposito di interventi legislativi, vi consigliamo di approfondire le misure introdotte dal DDL PMI e il decreto Milleproroghe 2026 convertito in legge.

Per scoprire altre interessanti novità legislative vi invitiamo a visitare questa pagina.

Se volete restare sempre aggiornati vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra newsletter gratuita, al nostro canale Whatsapp e al canale Telegram.

Potete anche seguire il canale TikTok @ticonsigliounlavoro e l’account Instagram.

Seguiteci inoltre su Google News cliccando sul bottone “segui” presente in alto.

Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA