Lavoratori frontalieri svizzera: chi sono, cosa cambia nel 2024, novità

La guida alla nuova legge per i lavoratori frontalieri Svizzera – Italia sul trattamento fiscale, modalità di tassazione e previdenza

Svizzera
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Con il DDL sui lavoratori frontalieri in Svizzera, approvato dal Consiglio dei Ministri del 24 giugno 2024, arrivano alcune novità sul telelavoro e anche un regime fiscale opzionale per alcuni dei cosiddetti “vecchi frontalieri”.

Ricordiamo che dal 2024 era già entrato in vigore il nuovo accordo per i lavoratori frontalieri Svizzera – Italia che prevede il via alla tassazione concorrente, sia in Italia sia in Svizzera, dei redditi di lavoro.

Cosa significa tassazione concorrente? Vuol dire che la tassazione viene suddivisa in parte in Svizzera e in parte in Italia. In particolare, l’accordo prevede che dal 2024 i frontalieri italiani assunti dal 1° luglio 2023 vengono tassati per l’80% nel Paese dove lavorano (ossia in Svizzera) e per il 20% nello Stato dove risiedono (ossia in Italia).

I testi recentemente entrati in vigore chiariscono anche nel dettaglio quali sono le aree di frontiera, chi sono i lavoratori frontalieri, a chi si rivolgono le novità dell’accordo e cosa prevede il DDL per i lavoratori frontalieri Svizzera – Italia.

In questa guida vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato, cosa prevede la legge che disciplina l’attività dei lavoratori frontalieri Svizzera – Italia e quali sono le novità del DDL frontalieri approvato il 24 giugno 2024.

CHI SONO I LAVORATORI FRONTALIERI

Per “lavoratore frontaliere” si intende una persona fisica che è fiscalmente residente in un Comune i cui territori ricadono, per intero o parzialmente, in una fascia di 20 chilometri dal confine con l’altro Stato. Inoltre deve svolgere un’attività di lavoro dipendente nell’area di frontiera dell’altro Stato e deve ritornare, in linea di principio, quotidianamente nel proprio Stato di residenza.

La definizione è quella della Legge 13 giugno 2023, n. 83 sui lavoratori frontalieri, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.151 del 30-6-2023. Tale legge ratifica l’accordo del 23 dicembre 2020 stipulato tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Svizzera.

La legge, a cui si affianca il DDL frontalieri approvato dal Consiglio dei Ministri del 24 giugno 2024, nella parte relativa alla tassazione concorrenziale tra Italia e Svizzera si applica dal 2024:

  • ai “nuovi frontalieri” (cioè coloro che iniziano il rapporto di lavoro dopo la data di entrata in vigore dell’accordo, ossia il 1° luglio 2023);

  • ai fuori fascia (cioè coloro che non possiedono i requisiti per essere frontalieri pur lavorando nell’altro stato); sono ad esempio italiani che risiedono a più di 20km dal confine e lavorano in Svizzera e che fino al 2023 erano soggetti alla doppia tassazione.

Non si rivolge ai vecchi frontalieri, ossia coloro che lavorano in Svizzera da prima del 1° luglio 2023, i quali continueranno ad essere tassati esclusivamente in Svizzera fino alla pensione, anche in caso di cambio di lavoro, che però deve essere sempre sul territorio svizzero.

Per una migliore comprensione specifichiamo che:

  • secondo il meccanismo delineato dall’accordo del 1974 tra Italia e Svizzera, i soggetti cosiddetti “vecchi frontalieri” sono tassati alla fonte solo dal fisco elvetico. Si prevede infatti, la tassazione esclusiva in Svizzera dei redditi di lavoro dipendente svolto nei Cantoni frontalieri dello Stato svizzero dai residenti nei Comuni italiani di frontiera, a fronte di una compensazione finanziaria a favore degli stessi Comuni italiani (il cosiddetto “meccanismo dei ristorni”, come da articoli 2-5 dell’Accordo del 1974);

  • tale regime fiscale continuerà ad applicarsi ai “vecchi frontalieri”, anche secondo l’accordo del 2020, con specifiche regole per i cosiddetti “ristorni” o il regime speciale che vi spieghiamo più avanti;

  • i soggetti “fuori fascia” che non vivono nei Comuni di frontiera e però prestano lavoro in Svizzera pagano anch’essi le imposte nel territorio elvetico, ma permane l’obbligo di effettuare la dichiarazione dei redditi in Italia. Essi sono soggetti a IRPEF sul reddito svizzero, ma grazie al nuovo accordo avranno una doppia agevolazione. Ossia, il credito d’imposta per quanto già pagato all’estero e una franchigia fiscale, nel 2023 pari a 7.500 euro e che è stata aumentata a 10.000 euro dal 2024.

Ma cosa è cambiato per i lavoratori interessa da questo accordo? Chi lavora in Svizzera deve pagare le tasse in Italia? Vediamolo insieme.

COSA CAMBIA NEL 2024 PER I FRONTALIERI IN SVIZZERA

Il Consiglio dei Ministri del 24 giugno 2024 ha approvato un disegno di legge che introduce misure relative ai lavoratori frontalieri. Si tratta del cosiddetto “DDL frontalieri” che introduce le seguenti novità:

  • riconosce la qualifica di lavoratore frontaliero anche a colui che effettua, nella misura massima del 25%, la prestazione lavorativa in modalità di telelavoro nello Stato di residenza, come spieghiamo in questa guida;

  • riconosce ad alcuni Comuni frontalieri, indicati nell’allegato 1 del DDL, un contributo statale a titolo di compensazione finanziaria (ristoro) per il minor gettito fiscale IRPEF non esigibile dai lavoratori frontalieri. Le regole di questo contributo sono da decidere con un Decrto ad hoc, su cui vi aggiorneremo;

  • introduce un regime fiscale opzionale per i cosiddetti “vecchi frontalieri” residenti in una specifica lista di comuni, indicata nell’allegato 2 del DDL.

Inoltre, come già introdotto dalla Legge 13 giugno 2023, n. 8 è in vigore anche il cosiddetto “principio di reciprocità” sugli stipendi e sulle altre remunerazioni analoghe ricevute dai lavoratori frontalieri. Ossia, a differenza del precedente accordo del 1974, che regolava unicamente il trattamento dei lavoratori frontalieri italiani che lavorano in Svizzera, l’Accordo del 2020 ratificato con la legge n.8 disciplina anche il trattamento dei frontalieri svizzeri che lavorano in Italia.

Scopriamo i dettagli.

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LAVORATORI FRONTALIERI SVIZZERA E TASSAZIONE

La tassazione, secondo quanto stabilito dalla Legge 13 giugno 2023, n. 83 e aggiornato dal DDL frontalieri approvato il 24 giugno 2024, dal 2024 funziona secondo queste regole:

  • è in vigore una tassazione concorrente, sia in Italia sia in Svizzera, dei redditi di lavoro dei frontalieri con la riduzione del 20% del totale delle imposte dovute nello Stato dove l’attività lavorativa è svolta. In pratica, i frontalieri italiani pagano l’80% delle tasse nello Stato in cui lavorano (la Svizzera) e il 20% in quello in cui risiedono (l’Italia). Ricordiamo che la normativa in vigore nel 2023 prevedeva che i redditi di lavoro percepiti dai frontalieri residenti in Italia, a non più di 20 km dalla Svizzera, con rientro giornaliero in Italia, siano tassati esclusivamente in Svizzera. La tassazione illustrata si applica solo ai “nuovi frontalieri”. Cioè a coloro i quali entrano nel mercato del lavoro come frontalieri a partire dalla data di entrata in vigore dell’accordo. Ossia, il 1° luglio 2023;

  • i soggetti residenti in Italia (non frontalieri, chiamati anche “fuori fascia” o “vecchi frontalieri”) che lavorano o hanno lavorato nei Cantoni dei Grigioni, del Ticino o del Vallese nel periodo compreso tra il 31 dicembre 2018 e il 1° luglio 2023 rientrano nel regime transitorio applicabile ai cosiddetti “nuovi frontalieri”;

  • è fissata la franchigia di non imposizione fiscale, aumentata rispetto al 2023, dai 7.500 euro a 10.000 euro per tutti i nuovi lavoratori frontalieri italiani. Specifichiamo, per chi non ne fosse a conoscenza, che la franchigia è quell’importo minimo, fissato dalla legge o dalla normativa, entro il quale il contribuente non è tenuto a pagare le tasse. Ossia, al di sotto di tale importo, non vi è alcun prelievo fiscale. Invece, al di sopra dello stesso importo il prelievo si applica solo sulla parte eccedente la franchigia;

  • i “vecchi frontalieri” continuano a essere assoggettati ad imposizione esclusivamente in Svizzera. La Svizzera però è tenuta a versare fino alla fine del 2033 una compensazione finanziaria (i cosiddetti ristorni) a favore dei Comuni italiani di confine, pari al 40% dell’imposta alla fonte prelevata dalla Svizzera. Dopo questa data (31 dicembre 2033), la Svizzera conserva la totalità del gettito fiscale.

Il DDL frontalieri stabilisce per alcuni vecchi frontalieri anche la possibilità di applicare un regime di tassazione speciale.

TASSAZIONE SPECIALE PER I VECCHI FRONTALIERI 

Dall’entrata in vigore del DDL frontalieri, arriva anche un  regime di tassazione speciale per alcuni “vecchi frontalieri”. Parliamo dei frontalieri residenti in Italia che lavorano o hanno lavorato nei Cantoni dei Grigioni, del Ticino o del Vallese e sono inseriti nei Comuni dell’allegato 2 del DDL.

Ossia, i lavoratori dipendenti residenti nei Comuni dell’allegato 2 possono optare per l’applicazione, sui redditi da lavoro dipendente percepiti in Svizzera, di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 4% se sussistono le seguenti condizioni:

  • il lavoratore si qualifica come frontaliere ai sensi dell’articolo 2 dell’Accordo tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri, fatto a Roma il 23 dicembre 2020, ratificato ai sensi della legge 13 giugno 2023, n. 83;

  • il lavoratore, alla data di entrata in vigore dell’Accordo, svolgeva oppure tra il 31 dicembre 2018 e la predetta data aveva svolto, un’attività di lavoro dipendente in Svizzera nei cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese per un datore di lavoro residente in Svizzera o avente una stabile organizzazione o una base fissa in Svizzera;

  • i redditi sono assoggettati a tassazione in Svizzera secondo i criteri indicati nell’articolo 3 dell’Accordo tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera.

Queste disposizioni si applicano, però, a decorrere dal periodo d’imposta 2024.

QUANTE TASSE PAGA UN FRONTALIERE IN SVIZZERA

Come accennato, per i nuovi frontalieri (cioè quelli contrattualizzati dal 1° luglio 2023), e anche per i “fuori fascia” che sono uguagliati ai nuovi frontalieri, la Legge 13 giugno 2023, n. 83 fissa il criterio generale della tassazione concorrente, sia nello Stato dove viene prestato il lavoro, sia nello Stato di residenza.

In linea con quanto anticipato dalla Convenzione del 1976 sulle doppie imposizioni fiscali, la norma cioè dispone che:

  • lo Stato dove l’attività lavorativa viene esercitata preleva una ritenuta alla fonte. Ai sensi del nuovo accordo l’imposta applicata non può eccedere l’80% di quanto dovuto in base alle disposizioni locali sulle imposte sui redditi delle persone fisiche. In pratica, il frontaliere italiano pagherà un’imposta sui redditi pari al massimo dell’80% di quella che avrebbe dovuto pagare in base alle leggi svizzere;

  • lo Stato di residenza tassa a sua volta il reddito, tenendo conto delle imposte prelevate alla fonte ed eliminando così la doppia imposizione. Cioè, lo Stato di residenza (nel nostro caso quello italiano) riconosce al lavoratore un credito d’imposta per quanto versato in Svizzera. Pertanto il frontaliere dovrà così pagare le tasse solo sui redditi ottenuti ma non tassati nell’altro Stato, ovvero solo su quel 20% esentato.

La Legge 13 giugno 2023, n. 83, infatti, stabilisce che la Svizzera, nella determinazione della base imponibile (al fine di evitare le doppie imposizioni), deve prendere in conto le imposte prelevate riducendo di quattro quinti l’importo lordo del salario, stipendio o altra remunerazione ricevuti dal lavoratore fiscalmente residente in Svizzera.

ESEMPIO NUOVA TASSAZIONE FRONTALIERI SVIZZERA

Facciamo un esempio pratico per chiarire il funzionamento della tassazione per i lavoratori frontalieri che rientrano nelle regole in vigore dal 2024.

Nel caso di un lavoratore frontaliere con un reddito lordo di 120.000 euro, residente a Cernobbio e impiegato a Mendrisio, sarà tassato come segue:

  • l’imposta in Svizzera, ipotizzata al 15%, sarà ridotta all’80%, risultando in 14.400 euro;

  • in Italia, il reddito residuo sarà tassato secondo gli scaglioni IRPEF italiani, con un credito d’imposta per le imposte pagate in Svizzera.
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LISTA COMUNI FRONTALIERI 2024

Il DDL frontalieri rende nota la lista dei Comuni valida nel 2024. Ossia, quelli specificati nell’allegato 1 e nell’allegato 2 del DDL frontalieri 2024.

La Legge 13 giugno 2023, n. 83  sui lavoratori frontalieri chiariva già che come “area di frontiera” per l’Italia si intendono:

  • Provincia autonoma di Bolzano;
  • Regione Lombardia;
  • Regione Piemonte;
  • Regione Valle d’Aosta.

Per “aree di frontiera” della Svizzera, invece, si intendono i seguenti cantoni:

  • Grigioni;
  • Ticino;
  • Vallese.

ALTRE NOVITÀ 2024 PER I LAVORATORI FRONTALIERI

Dal 2024 la legge sui nuovi lavoratori frontalieri prevede anche altre novità:

  • sulle pensioni, la Legge 13 giugno 2023, n. 83 stabilisce la deducibilità dei contributi previdenziali per i prepensionamenti di categoria che, in base a disposizioni contrattuali, sono a carico dei lavoratori frontalieri. Nell’ambito della dichiarazione dei redditi il lavoratore frontaliere potrà, quindi, fruire della deducibilità di tali contributi nell’importo risultante dalla documentazione rilasciata dal proprio datore di lavoro. Ad esempio, come la busta paga o altra documentazione ufficiale;


  • per quanto concerne la NASPI, cambiano le regole. Per i nuovi frontalieri, in caso di disoccupazione, la NASPI deve essere equiparata a quella percepita dai lavoratori svizzeri per i primi 3 mesi, a meno che quella italiana non sia di importo più elevato rispetto a quella svizzera. Poi, la contribuzione figurativa è riconosciuta secondo le modalità di cui all’articolo 12 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, calcolata come l’importo della NASPI per i lavoratori italiani. Per sapere come funziona la NASPI e come si calcola, vi consigliamo di leggere la nostra guida.

RIFERIMENTI NORMATIVI

GUIDE UTILI PER TROVARE LAVORO IN SVIZZERA

Gli italiani interessati al lavoro in Svizzera che desiderano avere maggiori informazioni possono leggere la guida su come lavorare in Svizzera. Ci sono tante informazioni utili sul costo della vita, sui permessi di lavoro, sul salario minimo in Svizzera e su come cercare e trovare lavoro. Da leggere anche le novità per lo smart working dei frontalieri.

Sono disponibili inoltre le seguenti guide:

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di Valeria C.
Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.
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