La riforma fiscale 2026 è il testo unico che disciplina a livello nazionale i tributi diretti e indiretti per contribuenti e imprese.
Ogni anno, in linea con la delega in vigore fino al 2027, viene aggiornata e dal 2026, il Governo ha deciso di agire inserendo molti sgravi e agevolazioni.
In questo articolo vi spieghiamo quali sono le principali misure in arrivo dal prossimo anno.
COSA CAMBIA CON LA RIFORMA FISCALE 2026
La riforma fiscale del 2026 introduce una serie di norme in materia tributaria, frutto della Legge delega sul sistema fiscale italiano, la cui validità è stata prorogata fino al 31 Dicembre 2027.
In virtù di questa proroga, il Governo in concomitanza con la Legge di Bilancio 2026 ha approvato una serie di provvedimenti di rilievo riguardanti le imposte dirette, gli sgravi fiscali e non solo. In attesa che man mano vengano erogati tutti i Decreti attuativi della riforma, scopriamo insieme quali sono le principali regole in vigore dal 2026, tra novità e riconferme.
1) TAGLIO IRPEF E DETRAZIONI
Dal 2026 l’aliquota IRPEF sul secondo scaglione di reddito, compreso tra 28.000 e 50.000 euro annui, scenderà dal 35% al 33%. Contestualmente, per i contribuenti con redditi superiori a 200.000 euro è prevista una riduzione di 440 euro sulle detrazioni fiscali relative a specifici oneri.
Il taglio riguarda le spese detraibili al 19%, come le donazioni ai partiti politici e i premi assicurativi contro eventi calamitosi, ma non le spese sanitarie. Maggiori dettagli, li trovare nel nostro articolo sul taglio IRPEF dal 2026.
2) TAGLIO FISCALE SU AUMENTI, PREMI E INDENNITÀ PER I DIPENDENTI
Arrivano importanti novità per i dipendenti pubblici e non solo. Nel dettaglio, gli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali firmati nel 2025 e 2026 saranno tassati al 5% dal prossimo anno, purché il reddito da lavoro dipendente non superi i 28.000 euro e il lavoratore non rinunci. Inoltre, i premi di produttività erogati nel 2026 e 2027 godranno di un’imposta sostitutiva ridotta all’1% entro il limite di 5.000 euro.
Sempre dal 2026, la tassazione agevolata delle mance nel settore turistico resta confermata al 5%, ma con novità. L’agevolazione si applicherà fino al 75% del reddito totale percepito e la soglia ISEE per accedervi salirà a 75.000 euro.
3) VIA ALLA PACE FISCALE
Dal 2026 ci sarà la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali relative ai debiti fiscali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel 2023. I contribuenti potranno accedere alla nuova pace fiscale. Cioè, sanare la propria posizione pagando solo l’importo originario, senza sanzioni né interessi. La misura riguarda circa 16 milioni di italiani che hanno dichiarato i redditi ma non hanno versato le imposte dovute. Dal 2026 Regioni e Comuni avranno la facoltà di introdurre sanatorie fiscali sui propri tributi, riducendo o eliminando interessi e sanzioni per chi regolarizza entro i termini.
4) TRATTAMENTI ACCESSORI PA DETASSATI FINO A 800 EURO
Dal 2026 il personale non dirigente della Pubblica Amministrazione con reddito fino a 50.000 euro annui beneficerà di un’imposta sostitutiva al 15% sugli accessori fissi e continuativi fino a 800 euro, salvo rinuncia scritta. La misura non si applica alle forze armate e di polizia, già destinatarie di altre agevolazioni, ma si aggiunge ai benefici previsti per il personale sanitario. È prevista inoltre una graduale armonizzazione dei trattamenti accessori tra dirigenti e professionisti delle funzioni centrali. Maggiori dettagli ve li spieghiamo in questa guida.
5) FLAT TAX PIÙ ALTA PER CHI SI TRASFERISCE IN ITALIA
Dal 1° Gennaio 2026 la flat tax per i neo-residenti con alto patrimonio salirà da 100.000 a 300.000 euro. Il regime resta facoltativo e si applica a chi non è stato fiscalmente residente in Italia per almeno nove periodi d’imposta negli ultimi dieci. La convenienza dipenderà dal confronto con l’IRPEF ordinaria sui redditi esteri. Sarà vantaggiosa solo per chi avrebbe un’imposta superiore ai 300.000 euro.
6) DEDUZIONI E DETRAZIONI COL QUOZIENTE FAMIGLIA
Nel 2026 sono confermate, per i contribuenti con un reddito superiore a 75.000 euro, che gli oneri e le spese con detrazione fiscale sono consentiti entro un limite che si calcola moltiplicando un importo base (14.000 euro per redditi oltre 75.000 euro, 8.000 euro per redditi oltre 100.000 euro) per un coefficiente, determinato in base al numero di figli a carico. Il cosiddetto “quoziente famiglia” o “quoziente familiare”. Il coefficiente è:
- 0,50 se non ci sono figli a carico;
- 0,70 con un figlio;
- 0,85 con due figli;
- 1 con più di due figli o almeno un figlio con disabilità riconosciuta.
Le spese sanitarie sono escluse dal limite. Per le spese detraibili ripartite su più anni, contano solo le rate dell’anno corrente. Il reddito complessivo si calcola senza includere l’abitazione principale. Infine, la detrazione per familiari non spetta ai contribuenti non italiani o non UE per i familiari che risiedono all’estero. La misura ve la spieghiamo nel dettaglio in questa guida.
7) BONUS EDILIZI CONFERMATI MA CON PIÙ CONTROLLI
Dal 2026 sgravi fiscali come il bonus ristrutturazione e per le riqualificazioni energetiche saranno confermati con le stesse regole già valide nel 2025. Il Superbonus verrà riconosciuto al 65% e sarà avviata la verifica delle informazioni catastali delle abitazioni ristrutturate negli anni precedenti. Verranno introdotti nuovi bonus edilizi per le case green, mentre resterà attivo il bonus mobili. Al contrario, verrà sospeso il bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
8) BONUS FISCALE PER CHI LAVORA NEL TURISMO
Tra il 1° Gennaio e il 30 Settembre 2026 i dipendenti di bar, ristoranti, hotel e stabilimenti termali riceveranno un trattamento integrativo pari al 15% delle retribuzioni lorde per lavoro notturno e straordinario nei giorni festivi. Il bonus non concorrerà alla formazione del reddito e spetterà a chi nel 2025 avrà percepito meno di 40.000 euro. Altri dettagli li spieghiamo in questa guida.
9) NOVITÀ SU ACCISE PER BENZINA, GASOLIO E GAS
Dal 1° Gennaio 2026 le accise sulla benzina scenderanno di 4,05 centesimi al litro, mentre quelle sul gasolio saliranno dello stesso importo, portando entrambe a 672,90 euro per 1.000 litri. L’intervento mira a eliminare il sussidio ambientalmente dannoso EN.SI.24. Sono escluse dall’aumento le attività agricole e di trasporto. Verranno inoltre abolite l’addizionale regionale sull’accisa del gas naturale e l’imposta sostitutiva per le utenze esenti.
10) CONFERMATI TAGLIO DEL CUNEO FISCALE E FLAT TAX
Nel 2026 resteranno confermati sia il taglio del cuneo fiscale sia la flat tax. La soglia limite di reddito per avvalersi del regime forfetario continuerà a essere fissata a 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente.
11) NOVITÀ FISCALI PER LE SOCIETÀ
Dal 2026 arrivano imposte sostitutive agevolate (tra 8% e 13%) per operazioni come assegnazioni di beni, estromissioni, affrancamenti e plusvalenze, con regole semplificate e versamenti scaglionati. I dividendi da società UE non concorreranno quasi totalmente (95%) alla base IRAP se rispettano i requisiti, e sarà possibile chiedere il rimborso per gli anni precedenti. Le agevolazioni su utili, riserve e fondi si applicheranno solo con partecipazioni dirette pari almeno al 10%.
12) IVA NON DICHIARATA, SCATTA LA LIQUIDAZIONE AUTOMATICA
Dal 2026 l’Agenzia delle Entrate potrà calcolare l’IVA dovuta in caso di dichiarazione omessa, usando fatture elettroniche, corrispettivi telematici e dati delle liquidazioni periodiche. Il contribuente riceverà una comunicazione e avrà 60 giorni per correggere i dati o pagare l’imposta con sanzioni e interessi. Se non interviene, l’importo sarà iscritto a ruolo in via definitiva.
Non sarà possibile compensare il debito con crediti fiscali. La sanzione sarà ridotta a un terzo se il pagamento avverrà entro il termine. La nuova procedura rientra nella riforma fiscale del PNRR.
13) NO TAX AREA PENSIONATI E DIPENDENTI CONFERMATA
Nel 2026 resta in vigore la no tax area per pensionati e dipendenti, già attiva quest’anno. Ossia, si tratta di una fascia di esenzione fiscale dedicata ai contribuenti che percepiscono redditi fino al limite di 8.500 euro. Chi rientra in questa soglia, quindi, non deve pagare le tasse nel 2025, in quanto l’imposta non è dovuta.
14) CONFERMATI SGRAVI FISCALI PER CHI ASSUME
Dal 2026 sono confermati sgravi e incentivi per le assunzioni, con misure rivolte alle imprese che investono in occupazione stabile e inclusiva. Ecco, per ora, quali sono le ipotesi al vaglio del Governo:
- saranno rifinanziati il bonus per l’assunzione di giovani under 35 e il bonus donne, insieme al “Superbonus lavoro”, valido per il triennio e pensato per premiare chi assume più personale. Restano attivi anche il bonus ZES e il credito d’imposta ZES per le imprese operanti nelle Zone Economiche Speciali o quelle delle ZSL;
- proseguiranno gli incentivi per l’autoimpiego nei settori green e digital, gli incentivi alle assunzioni delle neo mamme e lo sgravio contributivo per l’inserimento lavorativo di donne vittime di violenza. Stesso discorso per Resto al Sud 2.0 e gli incentivi per l’autoimpiego nel Centro Nord Italia;
- saranno confermati tutti gli sgravi e le agevolazioni per l’assunzione di categorie svantaggiate, con l’obiettivo di favorire l’inclusione e la crescita occupazionale;
- si potenzieranno i programmi di formazione e riqualificazione professionale. L’obiettivo è aggiornare le competenze dei lavoratori e favorire l’inserimento nei settori più innovativi e richiesti dal mercato. In particolare, saranno rifinanziati il Fondo nuove competenze, il Programma GOL, il sistema duale, nonché le varie forme di apprendistato;
- saranno rinnovati gli sgravi contributivi per i datori di lavoro che assumono nelle Regioni del Mezzogiorno. Cioè, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Ossia misure come Decontribuzione SUD.
Non è escluso che vi saranno anche altri meccanismi di sgravio per chi assume. Appena saranno resi noti, vi aggiorneremo. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.
15) BONUS MAMME LAVORATRICI PASSA A 60 EURO
Sarà riconfermato anche dal 2026 il bonus di 40 euro destinato alle mamme lavoratrici con due o più figli, in arrivo a Dicembre 2025. Il bonus però dal prossimo anno, passa da 40 euro a 60 euro, come spieghiamo in questa guida.
Anche nel prossimo anno, poi, saranno confermati il Bonus mamme per le dipendenti della pubblica amministrazione e il bonus mamme in busta paga. Entrambe le misure prevedono agevolazioni contributive e fiscali per le lavoratrici con figli, con l’obiettivo di sostenere la genitorialità e incentivare l’occupazione femminile. Il beneficio si applicherà sia nel settore pubblico che privato, probabilmente secondo i requisiti già stabiliti nel 2025.
16) FRINGE BENEFIT MAGGIORATI ANCHE NEL 2026
Anche nel 2026 saranno confermati i fringe benefit maggiorati per tutti i lavoratori dipendenti. La soglia dovrebbe restare fissata a 1.000 euro per tutti, indipendentemente dal numero di figli, e salire a 2.000 euro per chi ha figli a carico, come spiegato in questa guida. Questi limiti, già nel 2025, potrebbero continuare a essere ulteriormente aumentati per i nuovi assunti che accettano di trasferire la propria residenza di oltre 100 chilometri, come incentivo alla mobilità lavorativa.
17) COMPENSAZIONI FISCALI PIÙ RESTRITTIVE DAL 1° LUGLIO 2026
Dal 1° Luglio 2026 non sarà più possibile usare crediti d’imposta, diversi da quelli derivanti dalla liquidazione delle imposte, per compensare debiti fiscali relativi a contributi previdenziali, assistenziali e premi INAIL. Il divieto varrà anche per i crediti trasferiti a terzi. Inoltre, la soglia per i controlli preventivi sulle compensazioni scenderà da 100.000 euro a 50.000 euro, rafforzando il contrasto alle compensazioni indebite.
Slitta al 1° Gennaio 2027 l’entrata in vigore dell’imposta sul consumo dei prodotti monouso e delle bevande analcoliche edulcorate. Le cosiddette plastic e sugar tax. Il rinvio concede più tempo a imprese e distributori per adeguarsi alle nuove regole fiscali.
18) IN AUMENTO ACCISE SU SIGARETTE E TABACCHI
Dal 2026 le accise su sigarette, tabacchi lavorati e prodotti succedanei cresceranno progressivamente fino al 2028. L’imposta fissa per 1.000 sigarette arriverà a 227 euro e aumenteranno anche le percentuali di prelievo. Saranno vietate le vendite a distanza di prodotti contenenti nicotina, con sanzioni fino a 150.000 euro per chi viola il divieto. Le confezioni dovranno riportare ingredienti, dosi di nicotina e avvertenze sanitarie, oltre a chiusure a prova di bambino.
19) STRETTA FISCALE SULLE LOCAZIONI BREVI
Dal 1° Gennaio 2026 chi affitta immobili con contratti brevi tramite agenzie o piattaforme digitali non potrà più dichiarare autonomamente i redditi da locazione. Saranno gli intermediari a gestire gli adempimenti fiscali, con l’obiettivo di rafforzare i controlli sulle locazioni turistiche.
20) NOVITÀ SU IRPEF, IRES E DIRITTI CONTRIBUENTI
Un Decreto Legislativo approvato dal Governo già lo scorso anno, ha introdotto dal 2026 modifiche e integrazioni alle principali imposte, come IRPEF e IRES, nonché alla fiscalità internazionale, all’imposta di successione o donazione e all’imposta di registro. Il testo mira a semplificare gli adempimenti fiscali per cittadini e imprese, rendendo il sistema più trasparente ed equo.
Un punto centrale riguarda la revisione dello Statuto dei diritti del contribuente, con l’obiettivo di migliorare i procedimenti di accertamento fiscale e di rafforzare le tutele per i contribuenti. Tra le novità rilevanti, l’autotutela obbligatoria viene estesa anche agli atti sanzionatori, risolvendo in via normativa un nodo interpretativo rimasto incerto nel tempo.
21) IMPOSTA DI SOGGIORNO PIÙ ALTA
Nel 2026 i Comuni potranno continuare ad applicare le misure incrementali sull’imposta di soggiorno introdotte dalla Legge del 2023. Il 70% del maggior gettito sarà destinato al turismo locale, mentre il restante 30% confluirà nel Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità e nel fondo per l’assistenza ai minori. Particolare attenzione sarà rivolta ai servizi per l’autonomia e la comunicazione degli alunni con disabilità. Entro il 30 Aprile 2026 un Decreto ministeriale definirà le modalità di calcolo, compensazione e riparto delle risorse.
22) VERSO IL TESTO UNICO SULL’IVA
Dal 2026 sarà operativo il Testo unico sull’imposta sul valore aggiunto, già approvato dal Governo nel 2025. L’obiettivo è accorpare e semplificare l’intera normativa vigente sull’IVA, riunendo in un unico testo le disposizioni storiche e più recenti che regolano le operazioni nazionali, intra-unionali e settoriali, comprese quelle relative all’arte, all’antiquariato e alle collezioni. Il nuovo testo abrogherà le norme precedenti e offrirà una base normativa organica, più accessibile e sistematica, in linea con la direttiva europea sull’IVA.
23) NUOVO REGIME DI ESENZIONE IVA PER GLI ENTI ASSOCIATIVI
Dal 1° Gennaio 2026 entrerà in vigore un nuovo regime di esenzione IVA che riguarda direttamente gli enti associativi, ossia quelle realtà senza scopo di lucro che svolgono attività rivolte ai propri soci o associati. La novità consiste nel fatto che, pur restando esenti dall’imposta sul valore aggiunto per le operazioni effettuate nei confronti degli associati, tali enti saranno comunque obbligati ad aprire una partita IVA e a rispettare una serie di adempimenti fiscali e contabili.
In pratica, l’esenzione non significherà più assenza totale di obblighi. Gli enti dovranno registrarsi ai fini IVA, emettere fatture quando previsto, tenere la contabilità e conservare la documentazione relativa alle operazioni. Questo cambiamento è stato introdotto per garantire maggiore trasparenza e tracciabilità delle attività associative, in linea con le richieste della Commissione europea.
24) VIA AGLI INDICI SINTETICI DI AFFIDABILITÀ CONTRIBUTIVA (ISAC)
Dal 1° Gennaio 2026 entreranno in vigore gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva (ISAC), istituiti con il Decreto PNRR 2024 convertito in Legge. Questi indici riguarderanno la contribuzione previdenziale e assistenziale e saranno applicati inizialmente a due settori economici, con priorità a quelli più esposti all’evasione e all’elusione. Entro Agosto 2026 l’ISAC sarà esteso gradualmente ad altri comparti.
Sono previste premialità per chi raggiungerà soglie elevate dell’indice, mentre saranno stabilite regole per aggiornamenti e possibili esclusioni, senza modificare gli obblighi di versamento già previsti dalle normative previdenziali e assistenziali.
Questo articolo è in continuo aggiornamento e le misure illustrate finora sono ancora da modificare in Parlamento. Per restare informati sulle novità, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.
QUANDO ENTRA IN VIGORE LA RIFORMA FISCALE 2026
La riforma è entrata in vigore ufficialmente già da diversi anni ma, alcune misure, entreranno in vigore dal 1° Gennaio 2026. Infatti, vale al pena specificare che ogni Decreto legislativo legato alla riforma ha delle specifiche date di attuazione che vengono, di volta in volta, indicate nella pubblicazione ufficiale dei rispettivi decreti sulla Gazzetta Ufficiale.
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GUIDA ALLA LEGGE DI BILANCIO 2026
Per approfondire, vi consigliamo di leggere la nostra guida alla Legge di Bilancio 2026, dove sono riportate tutte le novità in arrivo a partire dal 1° Gennaio. A tal proposito, vi suggeriamo di leggere:
- la riduzione delle tasse annunciata nel 2026;
- la mini IRPEF su aumenti e straordinari in busta paga;
- le novità per l’ISEE 2026;
- i nuovi bonus fiscali per le famiglie.
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