Flat tax più alta per chi si trasferisce in Italia dal 1° gennaio 2026.
Con la Legge di Bilancio 2026, infatti, il governo vuole modificare il regime agevolato previsto per i “neo-residenti” che scelgono di trasferire la propria residenza fiscale nel nostro Paese.
Si tratta di un intervento che ridisegna i confini della convenienza fiscale e punta ad attirare in Italia persone con elevata capacità patrimoniale e professionisti di alto profilo.
Vediamo, nel dettaglio, quali sono le novità e cosa cambia.
COSA PREVEDE LA FLAT TAX PIÙ ALTA PER CHI SI TRASFERISCE IN ITALIA NEL 2026
Dal 1° gennaio 2026 cambiano le regole fiscali per chi sceglie di trasferire la propria residenza in Italia. La Legge di Bilancio 2026 prevede infatti un importante aggiornamento del regime agevolato per i cosiddetti “neo-residenti” con alto patrimonio, disciplinato dall’articolo 24-bis del TUIR.
Questo regime, introdotto per attrarre in Italia persone facoltose, professionisti e investitori internazionali, ha finora consentito di pagare una flat tax fissa di 100.000 euro sui redditi prodotti all’estero, a prescindere dal loro ammontare. Ma dal prossimo anno la cifra salirà a 300.000 euro, riducendo notevolmente la platea dei beneficiari potenzialmente interessati.
La misura riguarda i contribuenti che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia e non sono stati residenti fiscalmente nel Paese per almeno 9 dei 10 anni precedenti il trasferimento. In questo modo chi rientra in Italia dopo un lungo periodo all’estero può:
- scegliere di pagare un’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti fuori dal territorio italiano, si tratta infatti di una scelta facoltativa;
- evitare di applicare le aliquote dell’IRPEF ordinaria scegliendo di pagare un’imposta fissa, invece che progressiva, ossia tanto più alta quanto più alto è il reddito.
Il vantaggio economico, infatti, dipende dal confronto tra l’imposta sostitutiva (flat tax fissa), e l’IRPEF ordinaria che si pagherebbe sui redditi esteri.
COSA CAMBIA
Fino al 2025, la tassa fissa relativamente bassa ha reso l’Italia una destinazione attrattiva per grandi patrimoni, sportivi, manager e imprenditori con redditi esteri elevati. Dal 2026, invece, il regime diventerà più selettivo, riservato a una fascia di contribuenti ancora più ristretta.
Le principali conseguenze saranno:
-
una riduzione della convenienza fiscale per chi percepisce redditi esteri medio-alti ma non altissimi;
-
una maggior equità rispetto ai contribuenti italiani che pagano l’IRPEF progressiva;
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un possibile aumento delle richieste di adesione entro fine 2025, da parte di chi vuole ancora accedere alla versione più vantaggiosa del regime.
L’obiettivo dichiarato del Governo è quello di preservare la competitività fiscale dell’Italia per attrarre investitori e talenti internazionali, ma anche contenere l’impatto sui conti pubblici e ridurre le critiche europee legate all’eccessiva generosità della misura.
GUIDA ALLA LEGGE DI BILANCIO 2026
Questa non è l’unica novità fiscale in arrivo dal 1° gennaio. Per approfondire, vi consigliamo di leggere la nostra guida alla Legge di Bilancio 2026. Tra qua le misure inerenti il Fisco:
- la nuova pace fiscale;
- la mini IRPEF sugli aumenti e gli straordinari in busta paga;
- gli sgravi fiscali per chi lavora a ore;
- il taglio IRPEF;
- la nuova riforma fiscale 2026.
ALTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI
Vi consigliamo di approfondire anche cosa prevede la riduzione delle tasse annunciata dal governo e quali sono i nuovi bonus fiscali per le famiglie in arrivo nel 2026.
Per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.
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