Le casalinghe o i casalinghi possono andare in pensione grazie al Fondo pensione casalinghe, se raggiungono i requisiti minimi previsti dalla normativa, ovvero dal 57° anno di età, a patto che siano stati versati almeno 5 anni di contributi.
Il Fondo pensione casalinghe, gestito dall’INPS mediante un portale ad hoc, offre un’opzione di previdenza facoltativa per coloro che si dedicano ai lavori di cura domestica, consentendo loro di versare contributi al fine di garantirsi una pensione.
In questa guida vi spieghiamo come funziona, a chi si rivolge, come fare domanda per iscriversi e quanto costa andare in pensione grazie al Fondo.
Indice:
COS’È IL FONDO PENSIONE CASALINGHE
Il Fondo pensione casalinghe è un fondo di previdenza, istituito dalla Legge 3 dicembre 1999, n. 493. È dall’INPS ed è dedicato alle persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari.
Tale Fondo è stato istituito con l’obiettivo di fornire un’opportunità per la costruzione di una posizione previdenziale a coloro che svolgono il lavoro di casalingo, consentendo di accedere a una pensione quando soddisfano i requisiti stabiliti.
È facoltativo e opera all’interno del sistema di assicurazione generale obbligatoria. Gli individui possono scegliere di iscriversi volontariamente e è in funzione dal 1° gennaio 1997. Sia uomini che donne possono aderire a condizione che si impegnino in attività di cura familiare e domestica.
Una volta spiegati i principi di base, scopriamo adesso come funziona.
COME FUNZIONA
L’adesione al Fondo pensione casalinghe è volontaria. Ovvero, le persone che svolgono attività di casalingo, sia donne che uomini, hanno la possibilità di iscriversi volontariamente e iniziare a versare contributi al fine di garantirsi una futura pensione. I contributi versati vengono registrati in un conto assicurativo completamente separato e indipendente dalla previdenza sociale obbligatoria o da qualsiasi altro regime previdenziale sostitutivo, esonerativo o esclusivo.
Si differenzia anche da altri fondi pensione obbligatori privatizzati in quanto i contributi versati in questo Fondo non possono essere aggregati o utilizzati in congiunzione con quelli accumulati in forme pensionistiche obbligatorie. Quindi, non possono essere impiegati per aumentare l’importo della pensione o per anticiparne il conseguimento.
A CHI SI RIVOLGE
Possono iscriversi al Fondo pensione casalinghe le persone di entrambi i sessi con età compresa fra i 16 e i 65 anni, come previsto dalle norme sull’avviamento al lavoro.
Le pensioni che provengono da tale fondo sono rivolte, infatti, sia a uomini che a donne, aderenti al Fondo che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari.
REQUSITI
L’iscrizione al Fondo pensione casalinghe è subordinata al rispetto di alcune condizioni particolari oltre all’età compresa tra i 16 e i 65 anni. Il richiedente per iscriversi al Fondo è necessario che:
- non presti attività lavorativa dipendente o autonoma per la quale sussista l’obbligo di iscrizione ad altro ente o cassa previdenziale. Ma attenzione, l’iscrizione al Fondo è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa ad orario ridotto, cioè con il part-time, anche se prestata con carattere di continuità, tale da determinare la contrazione del corrispondente periodo assicurativo ai fini della determinazione del diritto alla pensione nel regime generale obbligatorio.
- non sia titolare di pensione diretta. Possono iscriversi, pertanto, i titolari di pensione ai superstiti.
Attenzione, ai fini della misura, una persona non presta un’attività lavorativa dipendente in senso stretto quando, seppure dipendente, applicando alla retribuzione annua pensionabile i minimali retributivi, risultino accreditabili un numero di settimane inferiori a quelle effettivamente lavorate.
QUANTO SI PRENDE DI PENSIONE CON IL FONDO CASALINGHE
La pensione casalinghe o casalinghi si calcola con il sistema contributivo, ovvero è proporzionata ai contributi effettivamente versati. Le regole sono quasi del tutto analoghe a quanto stabilito dalla “riforma Dini” per le gestioni obbligatorie. Il calcolo funziona secondo gli step seguenti:
- il versamento contributivo annuo effettuato detto “montante contributivo” (ovvero il 98% dell’importo versato, considerando il 2% per la gestione del Fondo), va rivalutato annualmente per il tasso di capitalizzazione. Tale tasso è la media quinquennale del prodotto interno lordo al pari delle gestioni previdenziali obbligatorie;
- il risultato finale viene moltiplicato per un coefficiente di trasformazione determinato per età, come riportato in questa tabella (Decreto ministeriale 1° giugno 2020).
- l’importo mensile della pensione si ottiene dividendo l’importo annuo risultante da questa operazione per il numero delle mensilità, ovvero 12.
Si ribadisce che i contributi minimi da versare al mese devono comunque non essere inferiori a 25,82 euro e, pertanto, per vedersi riconosciuto un anno di contributi la cifra minima da versare è 309,84 euro all’anno.
Chi ne versa in misura inferiore non riceverà la pensione tutti i mesi, ma solo per la parte coperta da contribuzione. Ma facciamo qualche esempio per capire meglio come funziona il calcolo.
ESEMPI DI CALCOLO
Esempio 1: immaginiamo che una casalinga abbia versato 380 euro all’anno per 10 anni. La signora si troverebbe, a 65 anni, con una pensione intorno ai 201 euro l’anno. Questo perché:
- il “montante contributivo”, ossia la somma dei contributi versati, ammonta a 3.800 euro (380 euro x 10), a cui si aggiunge la piccola rivalutazione effettuata in questi 10 anni. Ipotizziamo quindi che in tutto si raggiungano i 3.850 euro totali;
- a questi 3.850 euro va applicato il coefficiente di trasformazione associato all’età che leggendo la tabella sopraindicata, per la casalinga in questione che ha 65 anni, è del 5,220%;
- ecco, quindi, che il 5,220% x 3.850 dà come risultato 200,97 euro all’anno, ossia circa 16 euro al mese a titolo di assegno pensionistico.
Esempio 2: ipotizziamo che una casalinga abbia versato 50 euro al mese (600 euro all’anno) per 20 anni e decida di andare in pensione a 67 anni. Riceverà di pensione mensile circa 670 euro all’anno, ovvero circa 56 euro al mese. Andiamo a vedere i passaggi:
- il montante contributivo in questo caso ammonta a 12.000 euro (600×20) a cui va aggiunta la rivalutazione intervenuta nel corso dei 20 anni e immaginiamo che si arrivi a 12.020 euro complessivi;
-
ai 12.020 euro di montante va applicato il coefficiente di trasformazione relativo ai 67 anni che da tabella risulta pari a 5,575%;
- applicando tale coefficiente (5,575% x 12.020) risulta un importo di 670,115 euro all’anno che, diviso per 12 mensilità, dà circa 56 euro al mese a titolo di pensione.
COME ISCRIVERSI AL FONDO E PAGARE I CONTRIBUTI
La richiesta di iscrizione al Fondo pensione casalinghe deve essere presentata online. L’applicativo è denominato “Fondo casalinghe e casalinghi” ed è accessibile da questa pagina tramite SPID, CIE o CNS, cliccando su “Pensione e Previdenza” > “Iscrizione Fondo Casalinghe e Casalinghi”.
Al termine dall’operazione guidata per l’istanza, sarà possibile stampare la ricevuta. In alternativa ci si può rivolgere ai Patronati o al Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.
Dal portale dei pagamenti dell’INPS è poi possibile:
- compilare e stampare gli avvisi di pagamento PagoPA;
- effettuare il pagamento dei contributi online utilizzando paga online PagoPA;
- visualizzare e stampare le ricevute dei pagamenti effettuati tramite PagoPA.
QUANDO SI VA IN PENSIONE CON IL FONDO CASALINGHE
Il Fondo casalinghe eroga ai propri iscritti due tipologie di trattamenti pensionistici che prevedono tempistiche diverse:
- la pensione di inabilità, che viene concessa con almeno 5 anni di contributi, a condizione che sia intervenuta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;
- la pensione di vecchiaia, che spetta a partire dal 57° anno di età, a condizione che siano stati versati almeno cinque anni (pari a 60 mesi) di contributi e che l’importo maturato della pensione risulti almeno pari all’ammontare dell’Assegno sociale maggiorato del 20% (considerato che l’assegno sociale è pari a 503,27 euro, l’importo deve essere superiore a 603,92 euro).
A prescinde dall’importo invece la pensione viene erogata al compimento del 65° anno di età.
IL FONDO PENSIONE CASALINGHE CONVIENE?
Per capire se la pensione delle casalinghe sia o meno conveniente bisogna precisare innanzitutto che l’importo riconosciuto, trattandosi della somma dei “contributi puri”, non è mai:
- integrabile al trattamento minimo;
- soggetto alla perequazione automatica prevista in materia di pensioni, (meccanismo che vi spieghiamo in questo articolo). La pensione erogata dal Fondo, pertanto, non aumenta nel tempo per effetto dell’inflazione.
Quindi è possibile affermare che la pensione per le casalinghe dà diritto a una buona pensione solo se si versano cifre abbastanza cospicue ogni mese per almeno una ventina o trentina d’anni.
È l’ipotesi di un versamento mensile costante di 300 euro (3.600 euro all’anno per 30 anni) che, compiuti per esempio 57 anni, metterebbe insieme un montante contributivo di 108.000 euro per una pensione di circa 378 euro al mese. Versando, invece, 50 euro al mese per 30 anni, si avrà diritto solo a una pensione di circa 63 euro mensili.
GUIDA ALL’ASSEGNO SOCIALE PER CASALINGHE E CASALINGHI
Vi consigliamo di approfondire l’argomento sulla pensione di vecchiaia per chi è iscritto Fondo Casalinghe e Casalinghi, leggendo la nostra guida all’Assegno sociale per casalinghe e casalinghi, dove spieghiamo nel dettaglio come funziona e quanto spetta.
RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI
- Legge 3 dicembre 1999, n. 493 (Pdf 79,2 kB).
ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
Vi invitiamo a leggere anche il nostro articolo su quando si può andare in pensione e quali sono i requisiti richiesti nel 2026.
Potrebbe tornarvi utile l’approfondimento sulla pensioni minime, dove spieghiamo quando spettano e a chi.
Per tutte le agevolazioni e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone.
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Con il fondo casalinghe non c’è la perequazione annuale?
No, non è prevista.
Io di contributi ne ho versato diciassette anni e mezzo…posso richiedere una pensione di vecchiaia conteggiando anche gli anni versati…o posso recuperarli in un’altra maniera?
Provi a valutare se rientra in questa casistica: https://www.ticonsiglio.com/pensione-15-anni-contributi/
Inoltre le consigliamo di rivolgersi ad un caf o patronato per verificare nel dettaglio la sua situazione.
Salve, verso contributi regolari da 4 anni, la quota minima, dal 2024 vorrei versare 100 euro al mese, ho 50 anni, in questo modo quanto percepirei al compimento dei 67 anni?
Grazie
Le consigliamo di rivolgersi ad un CAF in modo tale che possano fare un calcolo preciso avendo in mano tutta la sua documentazione.
Circa 115,00 eu
Salve vorrei un informazione ho effettuato iscrizione 2021 ma non ho versato nulla fino ad ora! Se comincio quest’anno devo versare anche i due anni precedenti ? Grazie se mi risponderete
E’ una sua libera scelta, anche perchè lo stesso importo mensile che lei andrà a versare prevede un minimo (che è pari a 25,82 euro) ma non prevede un massimo. Lei potrebbe anche versare 500 euro al mese. L’importo che riceverà come pensione sarà tanto più alto quanto più alta sarà la somma che lei verserà ogni mese/anno.
Versato minimo per 10 anni pensione mensile 15€, ho 70anni anche se campo 100anni non avrò ripreso il Versato
VERGOGNAAAAA
Circa 115,00 eu
È vero… conviene una fondo pensione assicurativo. Almeno a 67 anni puoi decidere di riprendere il tutto rivalutato.
O in alternativa, se hai un problema, puoi ritirare il versato in qualsiasi momento.
COME SE FOSSE UN SALVADANAIO.