ISEE Reddito di cittadinanza: come calcolarlo e richiederlo

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Per richiedere il Reddito di Cittadinanza occorre possedere la certificazione ISEE.

Si tratta dell’Indicatore di Situazione Economica Equivalente, uno strumento che consente di valutare la condizione economica di individui e famiglie sulla base di reddito, patrimonio e caratteristiche del nucleo familiare.

Ma a cosa serve e perché è necessario averlo per fare domanda di RdC? In questa guida facciamo chiarezza su come richiedere l’ISEE per il Reddito di Cittadinanza e su come si calcola.

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COS’E’ L’ISEE?

E’ un indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata o usufruire di servizi assistenziali o di pubblica utilità presso comuni, enti e istituzioni. Per accedere a questo tipo di prestazioni, infatti, occorre possedere determinati requisiti soggettivi e relativi alla situazione reddituale e patrimoniale familiare.

Esistono diverse tipologie di ISEE, a seconda della specifica prestazione da richiedere e delle caratteristiche del richiedente e del suo nucleo. L’indicatore utilizzato per la maggior parte delle prestazioni è il c.d. ISEE standard o ordinario, che contiene le principali informazioni sulla situazione anagrafica, reddituale e patrimoniale del nucleo familiare.

L’attestazione ISEE viene rilasciata dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e fa riferimento ai redditi percepiti nell’anno precedente a quello della certificazione.

PERCHE’ OCCORRE L’ATTESTAZIONE ISEE PER RICHIEDERE IL RDC?

Perché tra i requisiti di accesso al Reddito di Cittadinanza occorre avere un valore  ISEE aggiornato inferiore a 9.360 euro annui.

Dunque per presentare la domanda RdC, che consente di accedere alla nuova misura di contrasto alla povertà messa a disposizione dal Governo italiano, e al relativo aiuto economico erogato tramite la Carta Reddito di Cittadinanza, bisogna essere in possesso di una certificazione attestante che il valore ISEE del nucleo familiare è inferiore a 9.360 euro.

COME SI CALCOLA L’ISEE?

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente viene calcolato tenendo conto del reddito di tutti i componenti del nucleo familiare, del loro patrimonio e di una scala di equivalenza che varia in base alla composizione del nucleo familiare stesso.

In sostanza deriva dal rapporto tra l’ISE (Indicatore della Situazione Economica), ossia la somma dei redditi e del 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare familiare, e il numero dei componenti del nucleo familiare, in base a una scala di equivalenza stabilita dalla legge.

Per il calcolo ISEE si può tenere presente la formula ISEE = ISE / PSE, dove PSE sta per il parametro della scala di equivalenza.

SCALA EQUIVALENZA

La scala di equivalenza indica un parametro crescente al crescere del numero dei componenti il nucleo familiare, maggiorato in base a particolari situazioni del nucleo familiare, quali la presenza di più di due figli a carico, o di persone con disabilità o non autosufficienti, di genitori lavoratori e figli minorenni o di un solo genitore (nuclei monogenitoriali).

I parametri della scala di equivalenza stabiliti dalla normativa vigente sono i seguenti:

  • numero componenti 1 – parametro 1,00;
  • numero componenti 2 – parametro 1,57;
  • numero componenti 3 – parametro 2,04;
  • numero componenti 4 – parametro 2,46;
  • numero componenti 5 – parametro 2,85.

Ai parametri possono aggiungersi, poi, le seguenti maggiorazioni, determinate dalle particolari condizioni del nucleo familiare citate:

  • 0,35 per ogni ulteriore componente;
  • 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;
  • 0,2 in caso di presenza di 3 figli, 0,35 in caso di 4 figli e 0,5 in caso di almeno 5 figli;
  • 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 se almeno un figlio ha meno di 3 anni.

Per la determinazione del parametro della scala di equivalenza, il componente del nucleo che sia beneficiario di prestazioni sociosanitarie residenziali a ciclo continuativo o si trovi in convivenza anagrafica e non sia considerato nucleo familiare a sé stante, incrementa la scala di equivalenza calcolata in sua assenza di un valore pari a 1.

SIMULATORE DI CALCOLO

L’INPS ha reso disponibile, attraverso il proprio portale web, una applicazione che consente di simulare il calcolo del proprio ISEE. Per utilizzarla occorre selezionare la tipologia di Indicatore di Situazione Economica Equivalente che si intende calcolare ed inserire le informazioni richieste. Una volta compilati tutti i campi occorre cliccare su ‘Simula ISEE’ per visualizzare il risultato della simulazione.

COME RICHIEDERE L’ISEE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA?

Per ottenere l’ISEE occorre prima presentare la DSU, ossia la Dichiarazione Sostitutiva Unica, un documento contenente dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare, che va presentata in una delle seguenti modalità:

online, tramite il portale web INPS (area Prestazioni e Servizi > ISEE post-riforma 2015), utilizzando il PIN dispositivo, oppure una identità SPID o una Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
– all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata;
– al Comune;
– a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale).

Una volta presentata, la DSU ha validità fino al 15 gennaio dell’anno successivo. Ciò fino a fine anno, in quanto a partire dal 1° gennaio 2020 la DSU sarà valida dalla data di presentazione al 31 dicembre successivo. Questa modifica entrerà in vigore in ottemperanza di quanto previsto dall’articolo 4-sexies del Decreto Legge 30 aprile 2019, n. 34 (c.d. Decreto Crescita), convertito dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58, modificato dall’articolo 7 del Decreto Legge 3 settembre 2019, n. 101. L’Inps ha illustrato queste novità nel Messaggio n. 3418 del 20 settembre 2019.

Acquisita la Dichiarazione Sostitutiva Unica, l’INPS provvede a calcolare l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e rende disponibile l’attestazione ISEE entro 10 giorni dalla ricezione della DSU.

Il dichiarante può scaricare il documento attraverso il servizio online dedicato sul portale web www.inps.it, o può ritirarlo presso le sedi territoriali competenti INPS o presso l’ente a cui ha presentato la DSU.

L’ISEE può essere richiesto all’INPS da qualsiasi componente del nucleo familiare.

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COME SI AGGIORNA L’ISEE?

Se il nucleo familiare possiede già un’attestazione ISEE valida ma sono intervenute rilevanti variazioni del reddito, dovute ad eventi avversi quali la perdita del lavoro, è possibile aggiornarla, richiedendo il c.d. ISEE corrente, ovvero riferito a un periodo di tempo ravvicinato alla richiesta della prestazione, presentando la DSU ISEE corrente.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Le modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente sono disciplinati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, pubblicato sulla GU Serie Generale n.19 del 24 gennaio 2014 ed entrato in vigore il giorno 8 Febbraio 2014.

di Angela V.
Redattrice, esperta di lavoro pubblico e privato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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3 Commenti

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  1. Sig. Osic non è errato ciò che dice il sig. Nicola, ho perso il lavoro tre anni fa nella vigilanza non armata, e sono invalida al 50% , purtroppo ho 50 anni e faccio parte delle categorie protette iscritta al collocamento. Al momento l’unico lavoro che potrei fare dovrebbe essere tranquillo e senza sforzi. Quindi mi dica lei alla mia atá chi mi offrirebbe un posto da seduta non parlando una lingua straniera e non conoscendo il pacchetto office?
    Mia figlia ha 22 anni non trova un lavoro adatto a lei, ha studiato e ha le competenze che mancano a me, eppure non trova nulla però vivendo col padre non le aspetta il reddito di cittadinanza, con 1.000 euro al mese, l’affitto, le utenze, il cibo ecc. non è nemmeno sufficiente, eppure una ragazza ha bisogno di un qualcosa di suo perchè il reddito del padre non basta. Quindi ciò che sento lo condivido in pieno!

  2. è una “xxx pazzesca”! in quanto presenta grandissime fonti d’errore al limite del grottesco, vedi: l’Isee, a che serve se io che sono a carico familiare perchè non lavoro, ed avendo tralaltro un età un pò avanzata: (39 anni) per l’esattezza, non posso accedere al reddito di cittadinanza perchè lo Stato fa riferimento al reddito di mio padre: (per la precisione è pensionato dal 2010). Pertanto, diciamo con assoluta franchezza che questa misura anzichè combattere di fatto la povertà in Italia la incrementa invece, ed aggiungo anche: che crea una sorta di razzismo generazionale, in quanto questa misura: il RDC agevola i padri di famiglia senza lavoro e non i figli che sono a carico. Questa è la mia modestissima opinione. Il muro di gomma si è appena innalzato, vedrete l’effetto boomerang che provocherà questo provvedimento. Altro che contrasto alla povertà ed inserimento al lavoro, nuovi disoccupati aumenteranno ulteriormente la percentuale: (già preoccupante) dichiarata dall’ISTAT: 11,2%, addirittura ultimi dati dichiarano: 12%, con questa misura sfioreremo il 15%!. Spero vivamente di essere puntualmente e convintamente smentito dai fatti!. Altrimenti è il CAOS

    • Caro amico io ho 65 anni e credo che poter trovare lavoro ci vorrebbe un miracolo, ma te a 39 anni non dirmi che non trovi lavoro. Se vuoi e hai volontà lo trovi un lavoro, un qualsiasi lavoro! datti da fare, chi vuol lavorare lavora in qualsiasi occasione gli venga proposta, voglio aggiungere che sicuramente sarai sfruttato, questo si. Ma se vuoi puoi fare qualcosa.
      saluti

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