Reddito di Cittadinanza 2020: a chi spetta, requisiti ISEE, come funziona

Tutto quello che è utile sapere sul Reddito di Cittadinanza 2020: a chi spetta, quali sono i requisiti, come funziona, come fare domanda e cosa sapere

reddito di cittadinanza

In questa guida ti diamo tutte le informazioni utili sul Reddito di cittadinanza 2020.

Ti spieghiamo quali sono i requisiti ISEE, come funziona, a chi spetta, quanto dura, qual è l’importo in denaro erogato con esempi, e come fare domanda online, presso gli Uffici postali o tramite i CAF.

Inoltre, facciamo chiarezza sulle regole relative a questa misura, sulle sanzioni previste e sulle novità.

COS’È IL REDDITO DI CITTADINANZA?

Il Reddito di cittadinanza è una misura introdotta dal decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, per contrastare la povertà, la diseguaglianza e l’esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro, della libera scelta del lavoro e del diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura.

Come? Attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale di soggetti esposti al rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro. In sostanza chi beneficia del Reddito di cittadinanza ottiene un importo in denaro mensilmente e una serie di aiuti volti all’inserimento lavorativo.

Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di cittadinanza assume la denominazione di Pensione di cittadinanza (PdC).

A CHI SPETTA IL REDDITO DI CITTADINANZA 2020

Puoi richiedere il Reddito di Cittadinanza 2020 (o la Pensione di cittadinanza) se possiedi i seguenti requisiti generali:

  1. sei un cittadino italiano, europeo o soggiornante di lungo periodo;
  2. risiedi in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa;
  3. hai compiuto 18 anni;
  4. sei disoccupato o inoccupato;
  5. hai un ISEE inferiore a 9.360 euro l’anno;
  6. possiedi un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30.000 euro annui;
  7. il tuo patrimonio finanziario (mobiliare) non supera 6.000 euro. Questo limite viene accresciuto di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro, incrementabile di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo. Nel caso di famiglie con persone disabili i valori massimi previsti vengono incrementati di 5.000 euro per ogni componente con disabilità media e di 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o non autosufficiente. Per i pensionati che vivono al di sotto della soglia di povertà e che intendono beneficiare della Pensione di cittadinanza, invece, il limite di 6.000 euro per il patrimonio finanziario è esteso ad 8.000 euro per le coppie;
  8. il tuo reddito familiare è inferiore ad una soglia di 6.000 euro l’anno, incrementata a 7.560 euro per la PdC e a 9.360 euro per i nuclei familiari che risiedano in abitazione in locazione, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza prevista del decreto legge, che è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di 0,4 per ogni altro membro di età maggiore di 18 anni e di 0,2 per ogni componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1;
  9. tu e gli altri membri del tuo nucleo familiare (se non vivi da solo) non siete intestatari e non avete piena disponibilità di autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi precedenti la richiesta del RdC, ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima nei 2 anni antecedenti alla stessa, esclusi i mezzi per i quali è prevista un’agevolazione fiscale a favore delle persone disabili;
  10. tu e gli altri membri componente del tuo nucleo familiare non siete intestatari e non avete piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, del d.lgs. 18 luglio 2005, n. 171;
  11. non sei sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, e non hai subito condanne definitive, nei dieci anni precedenti la richiesta di RdC, per taluno dei delitti indicati all’articolo 7, comma 3, del decreto legge n. 4/2019.

Non puoi richiedere il Reddito di cittadinanza (ma il tuo nucleo familiare può richiederlo) se sei disoccupato a seguito di dimissioni volontarie, nel limite di 12 mesi successivi alla data delle dimissioni, eccetto che nel caso di dimissioni per giusta causa.

Si stima che potranno accedere al Reddito di cittadinanza circa 5 milioni di persone che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta. Il 47% dei beneficiari sarà al Centro – Nord e il 53% al Sud e Isole.

QUANTO DURA E QUAL È L’IMPORTO

Il Reddito di cittadinanza viene concesso per un periodo di 18 mesi, a decorrere dal giorno successivo a quello della richiesta. L’importo mensile è pari ad un dodicesimo del valore annuale. Il RdC è rinnovabile, previa sospensione di 1 mese. Nel caso di Pensione di cittadinanza il periodo di sospensione non viene applicato.

Il beneficio è compreso tra 480 e 9.360 euro l’anno, ed è composto da una integrazione al reddito e da un sostegno economico per contribuire alle spese di affitto, fino ad un massimo di 3.360 euro annui (1.800 euro nel caso di Pensione di cittadinanza), o di mutuo, fino al limite di 1.800 euro l’anno. Viene riconosciuto dall’Inps ed è erogato tramite un’apposita carta prepagata, la Carta Reddito di Cittadinanza.

Coloro che percepiscono il Reddito di cittadinanza possono beneficiare anche delle agevolazioni relative alle tariffe elettriche e alla compensazione per la fornitura di gas naturale riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate. La misura, inoltre, è cumulabile con la NASpI e con altre forme di sostegno al reddito.

CALCOLO DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Per conoscere l’importo del Reddito cittadinanza è necessario applicare la seguente formula: [(soglia massima di reddito familiare x parametro scala equivalenza – reddito familiare) + contributo locazione o mutuo] / 12 mensilità.

In sostanza il beneficio economico totale si compone di due parti:

  • un’importo come integrazione al reddito familiare che si determina moltiplicando la soglia massima (6.000 Euro per il RdC e 7.560 euro per la PdC) per la scala di equivalenza, sottraendo il proprio reddito familiare.
  • un’importo opzionale aggiuntivo solo per chi è in affitto o ha un mutuo. Nel caso di affitto di ottiene un importo annuo pari al canone di locazione fino ad un massimo di 3.360 euro (1.800 euro per la Pensione di cittadinanza). Nel caso di mutuo si ottiene un importo pari al massimo alla rata del mutuo che però non può superare 1.800 euro.

L’importo totale spettante si divide per le 12 mensilità in quanto è prevista un’erogazione mensile del contributo. Bisogna infine tener conto che l’importo complessivo, sommate le due componenti, non può comunque superare i 9.360 euro annui (780 euro mensili).

Ti segnaliamo che l’Inps ha predisposto un apposito strumento per simulare il calcolo del Reddito e della Pensione di Cittadinanza. Mettiamo a tua disposizione questa utile guida con tutte le indicazioni su come si usa e come simulare il calcolo, e questo approfondimento su come calcolare il Reddito di Cittadinanza, con esempi pratici.

COME SI DETERMINA IL REDDITO FAMILIARE

In base al comma 2 dell’art. 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 il reddito familiare ai dini del RdC viene calcolato effettuando la somma delle seguenti componenti:

  • reddito complessivo ai fini IRPEF;
  • redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo di imposta;
  • altre componenti reddituali esenti da imposta;
  • redditi da lavoro dipendente prestato all’estero tassati esclusivamente nello stato estero in base alle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni;
  • proventi derivanti da attività agricole per le quali sussiste l’obbligo alla presentazione della dichiarazione IVA;
  • assegni per il mantenimento di figli effettivamente percepiti;
  • trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, percepiti da amministrazioni pubbliche, se non sono già inclusi nel reddito complessivo ai fini IRPEF;
  • redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell’IMU, non indicati nel reddito complessivo ai fini IRPEF;
  • reddito figurativo delle attività finanziarie;
  • reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel Paese di residenza da parte degli appartenenti al nucleo iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero (AIRE), convertito in euro.

ESEMPI DI REDDITO DI CITTADINANZA E DI PENSIONE DI CITTADINANZA

Ecco alcuni esempi del Reddito di cittadinanza e di Pensione di cittadinanza che puoi percepire, in base alla composizione del tuo nucleo familiare e alla tua situazione economica:

  • se sei una persona che vive da sola, hai diritto ad un RdC fino a 780 euro al mese, di cui fino a 500 euro come integrazione al reddito e 280 euro di contributo per l’affitto, oppure 150 euro di contributo per il mutuo;
  • se fai parte di una famiglia composta da 2 adulti e 2 figli minorenni, il tuo nucleo familiare può percepire fino a 1.180 euro al mese di RdC, di cui fino a 900 euro mensili come integrazione al reddito e 280 euro di contributo per l’affitto, oppure 150 euro di contributo per il mutuo;
  • se fai parte di una famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 1 figlio minorenne, il tuo nucleo familiare può percepire un Reddito di cittadinanza fino a 1.280 euro mensili, composto da una integrazione reddituale fino a 1.000 euro più 280 euro al mese di contributo per l’affitto, oppure 150 euro di contributo per il mutuo;
  • se fai parte di una famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 2 figli minorenni, il tuo nucleo familiare ha diritto ad un Reddito di cittadinanza fino a 1.330 euro al mese, con una integrazione al reddito fino a 1.050 euro e un contributo per l’affitto o per il mutuo pari a, rispettivamente, 280 euro o 150 euro;
  • se sei un pensionato che vive da solo e non ha una casa di proprietà, puoi accedere ad una PdC di 780 euro al mese, comprensiva di un contributo di 150 euro per l’affitto;
  • se sei un pensionato, vivi da solo, ha i una casa di proprietà e ricevi solo una pensione di invalidità, al posto di quest’ultima puoi ricevere una Pensione di cittadinanza di 630 euro mensili;
  • se fai parte di una coppia di pensionati, che vive in un appartamento in affitto, avete diritto ad una integrazione alla pensione che possa garantirvi di raggiungere un importo di 1.032 euro al mese.

COME FARE DOMANDA

Se possiedi i requisiti idonei, puoi richiedere il Reddito di cittadinanza con una delle seguenti modalità:

  • in via telematica attraverso il portale web www.redditodicittadinanza.gov.it;
  • rivolgendoti alle Poste Italiane, facendo richiesta presso un’ufficio postale;
  • tramite un CAF o patronato.

Per conoscere tutti i dettagli e avere consigli utili e pratici ti invitiamo a leggere l’approfondimento su come presentare domanda per il Reddito di Cittadinanza.

Una volta fatta domanda, l’Inps procede con la verifica dei requisiti. In caso di accoglimento, il RdC viene erogato attraverso una carta prepagata di Poste Italiane, la Carta Reddito di cittadinanza, che può essere utilizzata per acquistare beni, pagare utenze, prelevare contanti ed effettuare bonifici, ma non per attività quali il gioco d’azzardo. Puoi ritirare la Carta RdC presso un Ufficio postale che ti viene comunicato da Poste Italiane, insieme al tuo codice identificativo personale (PIN), indispensabile per attivarla e usarla.

Dopo aver presentato la domanda, ti ricordiamo che puoi aggiornare o modificare i dati inseriti. Visita questa pagina per tutte le informazioni su come effettuare la modifica o l’aggiornamento delle informazioni, e sulle variazioni possibili.

REGOLE A CUI DEVONO SOTTOSTARE I PERCETTORI DI RDC

La misura del RdC ha lo scopo di garantire l’inserimento o il reinserimento lavorativo e sociale del beneficiario. Dunque, se rientri tra i beneficiari, devi attivarti partecipando ad un percorso personalizzato, che può comprendere attività formative o per la riqualificazione professionale, opportunità professionali e la partecipazione ad attività al servizio della comunità.

Per accedere al beneficio, infatti, devi, prima di tutto, rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) entro 30 giorni dall’accoglimento della tua domanda di RdC. Per farlo puoi recarti presso i Centri per l’impiego o i patronati convenzionati con l’ANPAL, oppure in via telematica, attraverso la nuova piattaforma digitale SIUPL (Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro) dell’ANPAL, che è in fase di implementazione. Tutti i componenti il nucleo familiare sono obbligati a rilasciare la DID, ad eccezione di:

  • minorenni;
  • beneficiari del RdC pensionati;
  • beneficiari della Pensione di cittadinanza;
  • persone con oltre 65 anni di età;
  • disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% o invalidi del lavoro con invalidità superiore al 33%, non vedenti, sordomuti, invalidi di guerra, se non è previsto il collocamento mirato;
  • soggetti già occupati o che frequentano un regolare corso di studi o di formazione;
  • soggetti con carichi di cura (c.d. ‘caregiver’) che si occupano di componenti familiari minori di tre anni o disabili gravi e non autosufficienti.

Inoltre, per poter fruire del RdC, devi:

  • sottoscrivere il Patto per il Lavoro con un Centro per l’Impiego o un’Agenzia per il Lavoro, se hai un’adeguata formazione e sei in grado di lavorare;
  • sottoscrivere il Patto per la Formazione con Enti di formazione bilaterale, Enti interprofessionali o Aziende, se hai bisogno di formarti;
  • sottoscrivere il Patto per l’Inclusione Sociale, che coinvolge sia i servizi sociali che i Centri per l’Impiego, se non sei in condizione di lavorare.

Se sei affetto da una disabilità tale da non consentire un accesso al mondo del lavoro o assisti figli di età inferiore ai 3 anni oppure individui non autosufficienti, sei esonerato dalla sottoscrizione del Patto per il Lavoro e del Patto di Inclusione.

Se hai sottoscritto il Patto per il Lavoro, il Centro per l’Impiego ti proporrà fino a 3 offerte di lavoro, in base a determinati requisiti di distanza e alla durata del periodo di disoccupazione. Se rifiuti la terza opportunità di impiego proposta, perdi il RdC.

Le offerte di lavoro proposte dal CpI devono soddisfare le seguenti caratteristiche:

  • entro i primi 12 mesi del RdC, la prima offerta lavorativa può arrivare nel raggio di 100 km – 100 minuti di viaggio. Se viene rifiutata, la seconda offerta può arrivare nel raggio di 250 km e, se anche questa viene rifiutata, la terza può arrivare da tutta Italia;
  • dopo il primo anno di RdC, la prima e la seconda offerta di lavoro possono arrivare nel raggio di 250 km, mentre la terza può arrivare da tutto il territorio nazionale;
  • trascorsi 18 mesi, tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale.

Fanno eccezione le famiglie con persone disabili, per le quali le offerte di lavoro non possono mai superare i 250 km.

A partire da quest’anno, inoltre, i beneficiari del Reddito di cittadinanza hanno l’obbligo di svolgere lavori di pubblica utilità per conto del proprio Comune. Per tutte le informazioni puoi leggere questo approfondimento.

SANZIONI PREVISTE

Se non rispetti le regole per usufruire della misura Reddito di cittadinanza puoi incorrere in sanzioni che vanno dalla perdita del beneficio alla pena della detenzione. Vediamo, nello specifico, quelle principali previste dal decreto legge:

  • esclusione dal RdC se
    – non sottoscrivi il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale;
    – non partecipi alle iniziative formative senza giustificazione;
    – non aderisci ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni;
    – rifiuti la terza offerta di lavoro congrua;
    – non aggiorni le autorità competenti sulle variazioni del tuo nucleo familiare;
  • pena detentiva da 2 a 6 anni di carcere, se fornisci dati falsi;
  • pena della reclusione da 1 a 3 anni, se ometti di comunicare variazioni del reddito o del patrimonio.

Altre sanzioni prevedono la sospensione, revoca o decurtazione del beneficio, negli specifici casi dettagliatamente descritti nel decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4.

LAVORO AGRICOLO PERCETTORI REDDITO CITTADINANZA

Il decreto Rilancio ha introdotto la possibilità di svolgere lavori agricoli per i beneficiari del Rdc. I percettori possono, infatti, stipulare contratti a termine, di durata non superiore a 30 giorni, con datori di lavoro del settore agricolo, senza subire la perdita o riduzione del beneficio. I rapporti lavorativi possono essere rinnovati per altri 30 giorni.

L’Inps ha fornito tutti i chiarimenti e le istruzioni operative sul lavoro agricolo per i percettori del Reddito di cittadinanza attraverso il messaggio n. 2423 del 12-06-2020. L’Istituto ha specificato che non è necessario, per queste prestazioni lavorative, trasmettere il modello ‘RdC/PdC – com Esteso’ per comunicare i redditi percepiti.

INCENTIVI PER LE AZIENDE E PER LE NUOVE IMPRESE

Le imprese che assumono a tempo pieno e indeterminato chi beneficia del Reddito di cittadinanza, possono usufruire di un incentivo pari alla differenza tra 18 mensilità e il numero di mensilità già ricevute dal beneficiario, fino ad un massimo di 780 euro al mese e per un minimo di 5 mensilità. L’agevolazione viene concessa sotto forma di esoneri contributivi e, nel caso di rinnovo del RdC, l’esonero è concesso per un periodo fisso di 5 mesi. 

I beneficiari del RdC che intendono avviare un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o una società cooperativa, entro i primi 12 mesi di fruizione, è riconosciuto un beneficio addizionale, di importo pari a 6 mensilità del Reddito di cittadinanza. Lo stesso viene erogato in un’unica soluzione e non può superare il limite di 780 euro mensili, che moltiplicato per 6 mensilità equivale ad un massimo di 4.680 euro.

Se, ad esempio, sei un single che vive in affitto e percepisci 780 euro al mese di RdC, di cui hai già ricevuto 2 mensilità, e un’azienda ti assume, ha diritto ad uno sgravio contributivo pari a 12.480 euro, corrispondente a 16 mensilità (18 – 2) per 780 euro al mese.

Se, invece, vuoi avviare una tua attività lavorativa autonoma e, ad esempio, hai percepito il RdC già per 10 mesi, hai diritto ad un contributo pari a 4.680 euro, ovvero 6 mensilità per 780 euro mensili.

RIFERIMENTI NORMATIVI E INFORMAZIONI UTILI

Per ulteriori informazioni, mettiamo a tua disposizione il testo integrale del DECRETO LEGGE (Pdf 176Kb) e della LEGGE DI CONVERSIONE (Pdf 165Kb) relativi al Reddito di cittadinanza.

Rendiamo scaricabili, inoltre, i seguenti documenti:

GUIDA REDDITO DI CITTADINANZA (Pdf 951Kb) predisposta dall’Inps, relativa alle misure del RdC e della PdC.
CIRCOLARE INPS n. 43 del 20 marzo 2019 (Pdf 1,29Mb) relativa alla disciplina del Reddito di cittadinanza.
CIRCOLARE INPS n. 100 del 5 luglio 2019 (Pdf 1,78Mb), che illustra le modificazioni apportate alla disciplina del RdC e della PdC dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.
MESSAGGIO INPS n. 2423 del 12 giugno 2020 (Pdf 86Kb), contenente le istruzioni relative al lavoro agricolo per percettori del Rdc.

Ti segnaliamo che è disponibile una pagina web dedicata alle domande frequenti (FAQ) sul Reddito di cittadinanza, attraverso la quale puoi anche chiedere supporto, compilando l’apposito form online accessibile cliccando su ‘Chiedi Supporto’.

ALTRI AIUTI E COME RESTARE INFORMATI

Per scoprire altri aiuti, agevolazioni e bonus per disoccupati, persone e famiglie guarda questa pagina. Per restare aggiornato su tutte le novità iscriviti alla nostra newsletter gratuita.

Subscribe
Notificami
44 Commenti
Newest
Oldest
Inline Feedbacks
View all comments