Voucher INPS 2020: guida utilizzo

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I buoni lavoro, che venivano utilizzati per retribuire i lavoratori occasionali, sono stati abrogati.

Al loro posto, sono state introdotte nuove forme contrattuali relative alle prestazioni di lavoro occasionale gestite dall’Inps. Si tratta del Libretto Famiglia e del Contratto di prestazione occasionale.

In questa breve guida ti spieghiamo cosa sono i nuovi voucher Inps 2020 e come utilizzarli.

INPS VOUCHER 2020 PER IL LAVORO OCCASIONALE

Con l’articolo 54-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge n. 96 del 21 giugno 2017, è stata introdotta una nuova disciplina per le prestazioni di lavoro occasionali, per la quale l’Inps ha fornito le indicazioni operative attraverso la circolare n. 107 del 5 luglio 2017. L’articolo 2-bis del c.d. decreto Dignità (decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, introdotto dalla legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96) ha apportato, poi, delle modifiche normative, illustrate dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale attraverso la circolare n. 103 del 17 ottobre 2018.

Cos’è il lavoro occasionale? Si tratta di una prestazione professionale che può essere fornita da persone che desiderano intraprendere attività lavorative in modo sporadico e saltuario.

In seguito all’abrogazione del sistema dei voucher precedentemente utilizzato per retribuire questa particolare formula lavorativa, sono stati introdotti due nuovi strumenti. Si tratta del Libretto Famiglia (LF) e del Contratto di prestazione occasionale (Cpo). Dunque chi richiede e chi offre questo tipo di prestazioni professionali ora deve far riferimento ai voucher lavoro occasionale per la retribuzione.

COME FUNZIONANO I VOUCHER INPS?

Le due forme contrattuali adottate al posto dei vecchi buoni lavoro si differenziano in base alla categoria di utilizzatori che possono usufruirne. Chi sono gli utilizzatori? Sono i datori di lavoro che decidono di acquistare prestazioni di lavoro occasionali da parte di lavoratori, ovvero prestatori.

Qual è la differenza? Il LF può essere utilizzato solo da utilizzatori privati, che non hanno un’azienda e non sono liberi professionisti. Al Cpo, invece, possono accedere professionisti, lavoratori autonomi, imprese, associazioni ed enti privati, e le pubbliche amministrazioni. Ciascuno strumento prevede, inoltre, modi e tempi diversi per comunicare la prestazione, ambiti diversi per i quali è applicabile questa forma lavorativa, ovvero diversi oggetti della prestazione, e differenti regimi per i compensi e le contribuzioni obbligatorie.

Le gestione informativa e finanziaria delle prestazioni di lavoro occasionali è stata affidata all’ente previdenziale. Dunque, l’Inps gestisce i versamenti effettuati dai datori di lavoro ed eroga i compensi per i lavoratori.

COSA E’ CAMBIATO CON IL DECRETO DIGNITA’?

Il decreto Dignità, ovvero il provvedimento legislativo recante ‘disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese’ emanato dal Governo italiano, ha introdotto alcune novità relative alle modalità di utilizzo delle prestazioni di lavoro occasionale. Le nuove disposizioni prevedono l’adozione di regimi speciali per i settori dell’agricoltura, del turismo e degli enti locali. Inoltre modificano le modalità di pagamento della prestazione, in maniera tale che i lavoratori possano percepire il compenso in tempi più brevi.

Ecco le principali novità:

  • per il settore agricolo viene esteso da 3 a 10 giorni il periodo entro cui si può rendere la prestazione lavorativa e viene semplificata la modalità di dichiarazione preventiva della prestazione da parte dell’utilizzatore;
  • per le aziende alberghiere e le strutture ricettive che operano nel settore turistico, il ricorso al contratto di prestazione occasionale viene esteso alle imprese che hanno fino ad 8 dipendenti a tempo indeterminato, a fronte del limite di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato previsto dalla normativa vigente;
  • per gli enti locali viene introdotta la possibilità di indicare, nella dichiarazione preventiva della prestazione, un monte orario complessivo presunto con riferimento ad un arco temporale non superiore a 10 giorni consecutivi;
  • modifica delle modalità di registrazione dei prestatori sul portale web dell’Inps, con l’obbligo di autocertificazione dell’appartenenza ad una delle seguenti categorie:
    – titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
    – giovani con meno di 25 anni di età, iscritti a un ciclo di studi scolastico o universitario;
    – disoccupati;
    – percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione o di altre prestazioni di sostegno del reddito;
    – per il settore agricolo, soggetti non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.
    Gli utilizzatori che ricorrono a queste tipologie di prestatori possono erogare compensi fino ad un massimo di 6.666 Euro l’anno, a fronte dei 5.000 Euro normalmente previsti dalle norme vigenti. Coloro che sono già registrati devono provvedere ad aggiornare tempestivamente la propria scheda anagrafica, indicando lo status giuridico secondo le modalità indicate nella circolare Inps 103 / 2018;
  • i prestatori, richiedendolo espressamente in fase di registrazione, possono riscuotere il compenso dopo 15 giorni dal momento in cui la prestazione inserita nella procedura informatica è consolidata presso qualsiasi sportello postale, presentando univoco mandato ovvero autorizzazione di pagamento emesso dalla piattaforma informatica Inps, stampato dall’utilizzatore e consegnato al prestatore. Per farlo il lavoratore deve validare l’avvenuto svolgimento della prestazione lavorativa al suo termine, attraverso la procedura informatica, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della stessa. La validazione comporta l’immediata disposizione di pagamento del compenso.
    La nuova procedura ha un costo per il prestatore pari a 1,75 Euro, che viene trattenuto direttamente dall’Inps a valere sul compenso spettante. Questa modalità si aggiunge a quelle già previste (accredito su conto corrente bancario o bonifico bancario domiciliato), che vanno effettuate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione;
  • possibilità per gli utilizzatori di versare le somme destinate a compensare le prestazioni occasionali anche tramite uno degli intermediari di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12, oltre che utilizzando le modalità già previste dalla vigente normativa (modello F24 o strumenti di pagamento elettronico con addebito in c/c ovvero su carta di credito/debito attraverso il sistema di pagamento ‘pagoPA’ di Agid).

Di seguito ti illustriamo in dettaglio questi nuovi strumenti, come funzionano e come puoi accedervi.

LIBRETTO FAMIGLIA

Il Libretto Famiglia può essere utilizzato per acquisire prestazioni professionali in relazione a lavori domestici, incluse le attività di giardinaggio, pulizia o manutenzione, all’assistenza domiciliare per bambini, anziani, persone ammalate e disabili, e all’insegnamento privato supplementare. E’composto da titoli di pagamento del valore nominale di 10 Euro, da usare per retribuire attività lavorative della durata massima di 1 ora. Il compenso effettivo del prestatore è pari a 8 Euro.

DESTINATARI

Il LF è rivolto a persone fisiche, che non esercitano attività professionale o d’impresa. Gli utilizzatori non devono avere in corso o avere avuto nei 6 mesi precedenti rapporti di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa con i prestatori.

COME FUNZIONA?

Al termine della prestazione lavorativa, ed entro il terzo giorno del mese successivo allo svolgimento della stessa, il datore di lavoro deve dare comunicazione dei dati identificativi del lavoratore, del compenso concordato, del luogo, della durata e dell’ambito di svolgimento della prestazione, e delle altre informazioni necessarie. Una volta comunicate le informazioni, il prestatore riceve tramite mail o sms la notifica relativa alla loro trasmissione. L’Inps provvede quindi ad erogare, entro il quindicesimo giorno del mese successivo allo svolgimento dell’attività lavorativa, il compenso previsto. 

CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE

Il Cpo è un contratto mediante il quale un utilizzatore può acquisire, in modo semplice, prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità. Il prestatore deve ricevere una retribuzione giornaliera non inferiore a 36 Euro, ovvero al compenso previsto per 4 ore lavorative giornaliere. La paga oraria può essere concordata liberamente dalle parti, ma non deve essere più bassa di 9 Euro l’ora, salvo che per il settore agricolo, per il quale sono previste condizioni particolari di applicazione della normativa.

CHI PUO’ USARLO?

Possono fare ricorso al Cpo professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata, e pubbliche amministrazioni. Queste ultime possono usarlo solo per esigenze temporanee o eccezionali, per specifiche attività previste dalla legge. Anche in questo caso, gli utilizzatori non devono avere in corso o avere avuto rapporti di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa con i lavoratori nel semestre precedente.

Questa tipologia contrattuale non può essere utilizzata nei seguenti casi:
– datori di lavoro che, nel corso dell’anno civile precedente, hanno occupato mediamente più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato, ad eccezione di quelli operanti nel settore del turismo per i quali è previsto il regime speciale introdotto da c.d. decreto Dignità e per gli enti locali, per i quali non vale tale limite;
– imprese del settore agricolo, eccetto che per le prestazioni fornite dai soggetti a rischio di esclusione sociale elencati nel comma 8, art. 54 bis, legge 21 giugno 2017, n. 96, nel caso in cui questi ultimi non sono iscritti, per l’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
– imprese edili, operanti in settori affini all’edilizia, nel settore delle miniere, cave e torbiere, e che esercitano l’attività di escavazione o di lavorazione di materiale lapideo;
– esecuzione di appalti di opere o servizi.

RESTRIZIONI D’USO

Le imprese agricole possono ricorrere al Cpo solo per l’impiego di lavoratori che rientrano nelle seguenti categorie:
– titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
– studenti di età inferiore a 25 anni;
– disoccupati o persone che hanno la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) all’ANPAL;
– percettori di prestazioni integrative del salario, di REI o SIA, o di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Nel caso del settore agricolo, il compenso giornaliero viene stabilito sulla base della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Non può essere comunque inferiore al compenso previsto per 4 ore lavorative e la prestazione non può durare più di 10 giorni.

Le pubbliche amministrazioni possono usare il Cpo solo nell’ambito delle seguenti attività:
– progetti speciali per specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali;
– emergenze legate a calamità o eventi naturali improvvisi;
– attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici e / o associazioni di volontariato;
– organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli.

ADEMPIMENTI PREVISTI

Per attivare il contratto l’utilizzatore deve comunicare, attraverso il servizio online ed entro un’ora prima dell’inizio della prestazione, i dati identificativi del prestatore, la retribuzione concordata, luogo, durata, tipologia e settore dell’attività lavorativa, e tutte le informazioni necessarie. Effettuata la comunicazione, il lavoratore riceverà tramite mail o sms relativa notifica e l’Inps provvederà ad erogare il compenso entro il giorno 15 del mese successivo allo svolgimento dell’incarico professionale.

In alternativa, il prestatore può validare la prestazione tramite l’apposito servizio web predisposto dall’Inps, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della stessa, e riscuotere il compenso, che viene immediatamente messo in pagamento, presso gli sportelli postali.

LIMITI ECONOMICI

Sia il Libretto Famiglia che il Contratto di prestazione occasionale sono soggetti ai seguenti limiti economici, riferiti all’anno civile di svolgimento della prestazione e ai compensi percepiti dai prestatori, al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione:
– per ciascun lavoratore compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 Euro, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
– per ciascun datore di lavoro compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 Euro, con riferimento alla totalità dei prestatori. Fanno eccezione gli utilizzatori che fanno ricorso a lavoratori che siano pensionati, studenti con meno di 25 anni di età o percettori di prestazioni di sostegno del reddito, che possono computare gli importi dei compensi erogati a favore dei prestatori nella misura del 75%, fino ad un massimo annuo di 6.666 Euro;
– compensi di importo non superiore a 2.500 Euro per le prestazioni complessivamente fornite da ogni lavoratore a favore del medesimo datore di lavoro.

Dunque, ricapitolando, un lavoratore non può percepire più di 5mila Euro l’anno per prestazioni occasionali e non più di 2.500 Euro l’anno per quelle effettuate presso uno stesso datore di lavoro. Il datore di lavoro, dal canto suo, può ricorrere a più prestazioni di lavoro occasionale e a diversi prestatori purchè i compensi per le attività lavorative non superino i 5mila Euro l’anno e i 2.500 Euro per un singolo prestatore, salvo le eccezioni previste.

PRESTAZIONI OCCASIONALI PER LAVORARE COME STEWARD NEGLI IMPIANTI SPORTIVI

L’articolo 1, comma 368, lettere b-bis) e c-bis), della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018) ha esteso la platea dei possibili utilizzatori di prestazioni occasionali alle società sportive di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91 (Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti) e ha riconosciuto come prestazioni di lavoro occasionale anche le attività lavorative svolte dagli Steward negli impianti sportivi (prestatori) per conto delle stesse (utilizzatori). Anche in questo caso ciascuno Steward (prestatore) non può percepire compensi di importo complessivo superiore a 5.000 euro da un unica società sportiva (utilizzatore) nel corso di un anno civile.

Le società sportive possono ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionale per lo svolgimento di attività relative all’organizzazione delle competizioni sportive nei complessi e negli impianti sportivi nei quali si svolgono partite ufficiali delle squadre di calcio professionistiche, per le quali impiegano appositi addetti, i c.d. Steward, che provvedono al controllo dei titoli di accesso, all’instradamento degli spettatori ed alla verifica del rispetto del regolamento d’uso dell’impianto. Le prestazioni occasionali degli Steward negli impianti sportivi nei quali si svolgono partite ufficiali delle squadre di calcio professionistiche possono essere retribuite dalle società sportive tramite il Libretto di Famiglia.

RETRIBUZIONI PREVISTE

In questo caso vengono applicate delle modifiche rispetto al regime economico normalmente previsto per il Libretto di Famiglia. Il limite dei compensi che possono essere percepiti da ogni singolo prestatore per prestazioni rese in favore del medesimo utilizzatore sono elevati da 2.500 a 5.000 euro, fermo restando il limite di 5mila euro che ciascun prestatore può percepire nel corso di un anno civile, con riferimento alla totalità degli utilizzatori. Le società sportive non sono sottoposte, invece, al limite di 5.000 euro per i compensi che possono essere erogati dal singolo utilizzatore alla totalità dei prestatori.

L’Inps, attraverso la circolare 14 agosto 2018, n. 95, ha fornito tutte le indicazioni per l’utilizzo delle prestazioni occasionali da parte delle società sportive nei confronti degli Steward. Con il messaggio 18 dicembre 2018, n. 4728, l’Istituto ha poi specificato che, in ottemperanza a quanto previsto dalla nota prot. n. 9712 del 07/12/2018 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Libretto Famiglia può essere utilizzato per retribuire i servizi resi dagli Steward all’interno degli impianti sportivi di calcio, a prescindere dalla capienza degli stessi, nei campionati della serie A, serie B e lega Pro.

ASSICURAZIONE PER I PRESTATORI

I lavoratori che forniscono le prestazioni occasionali hanno diritto all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e a quella contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Gli oneri assicurativi sono interamente a carico degli utilizzatori.

COME SI ACCEDE A SERVIZI?

Sia gli utilizzatori che i prestatori devono preventivamente registrarsi al servizio dedicato alle prestazioni occasionali, in una delle seguenti modalità:

online, tramite il portale web dell’Inps, seguendo le indicazioni riportate nell’apposita GUIDA OPERATIVA (Pdf 3,07Kb) per la registrazione;

– avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Al momento della registrazione occorre scegliere se accedere al Libretto Famiglia o al Contratto di prestazione occasionale. Per effettuarla occorre disporre delle credenziali personali, ovvero PIN INPS, credenziali SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale, CNS – Carta Nazionale dei Servizi.

Le operazioni di registrazione e di svolgimento degli adempimenti informativi possono essere effettuate anche dai seguenti soggetti:
intermediari di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12;
enti di patronato di cui alla 30 marzo 2001, n. 152, esclusivamente in relazione alla registrazione del prestatore e agli adempimenti relativi all’utilizzo del LF da parte del datore di lavoro e del lavoratore.

PIN INPS, SPID, CNS: COSA SONO E COME RICHIEDERLI?

Dunque, per richiedere i voucher 2019 INPS per i lavoratori occasionali, bisogna disporre del PIN INPS, dell’identità SPID o della CNS. Ma cosa sono e come si richiedono?

Facciamo chiarezza su questi strumenti digitali di autenticazione personale, che servono per usufruire dei servizi online dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale il primo, e della Pubblica Amministrazione in generale gli altri due:

  • PIN (Personal Identification Number) INPS – è un codice identificativo personale, assegnato agli utenti in base alle loro caratteristiche anagrafiche e ad altre informazioni presenti negli archivi dell’INPS, grazie al quale possono utilizzare i servizi online a loro dedicati forniti dall’ente. Cosa significa? Che grazie a questo sistema di riconoscimento possono autenticarsi sul portale web dell’Istituto e, ad esempio, visionare informazioni relative ai propri contributi o alla pensione, o richiedere prestazioni e contributi economici a cui hanno diritto. Puoi richiedere il PIN INPS in una delle seguenti modalità, secondo le indicazioni riportate in questa pagina:
    – recandoti presso le sedi dell’ente;
    – online, attraverso il sito web www.inps.it;
    – rivolgendoti al Contact center, chiamando il numero gratis da rete fissa 803 164, oppure il numero 06 164 164 da rete mobile, che è a pagamento;
  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – è sistema unico di login per l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione italiana aderenti. Cittadini e imprese possono utilizzare questa Identità Digitale unica, costituita da uno username e da una password, per usufruire di tutte le prestazioni telematiche offerte dalle PA che consentono l’accesso ai propri servizi online tramite SPID. Per ottenerla puoi rivolgerti ad uno degli Identity Provider, ovvero i soggetti accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ad emetterla, e richiederla, seguendo le indicazioni riportate in questa pagina;
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) – è una smart card o una chiavetta USB che contiene un certificato digitale di autenticazione personale, ovvero un sistema che consente di identificare l’utente online, che consente di avere accesso a informazioni e servizi online messi a disposizione dalle amministrazioni pubbliche. Corrisponde, dal punto di vista informatico, alla Carta d’Identità Elettronica (CIE) ed integra le funzioni della Tessera Sanitaria. La CNS può essere rilasciata solo dai soggetti autorizzati dall’AgID, indicati in questa pagina.

INFORMAZIONI UTILI E RIFERIMENTI NORMATIVI

Per ulteriori informazioni relative ai servizi Inps per il lavoro occasionale e ai voucher Inps mettiamo a tua disposizione i seguenti documenti:

Circolare Inps n. 103 del 17 ottobre 2018 (Pdf 170Kb);
Decreto legge 12 luglio 2018, n. 87 coordinato con la Legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96 (Pdf 332Kb);
Circolare Inps n. 107 del 5 luglio 2017 (Pdf 236Kb);
Decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 (Pdf 202Kb);
Circolare Inps 14 agosto 2018, n. 95 (Pdf 121Kb);
Messaggio Inps 18 dicembre 2018, n. 4728 (Pdf 86Kb).

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