La Legge di Bilancio ha confermato il reddito di libertà anche nel 2026.
L’aiuto, rivolto a donne vittime di violenza e in difficoltà, consiste in un contributo economico pari a 530 euro mensili.
In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio cos’è, quali sono i requisiti per ottenerlo, come fare domanda e quali sono le novità.
Indice:
COS’È IL REDDITO DI LIBERTÀ
Il reddito di libertà è un sussidio economico mensile riconosciuto per un anno alle donne vittime di violenza istituito per garantire e favorire l’indipendenza economica, l’emancipazione e dei percorsi di autonomia per le donne vittime di violenza che si trovano in condizioni di povertà.
Può essere riconosciuto una sola volta direttamente all’INPS alle interessate per un importo di 530 euro su base mensile per un massimo di 12 mesi, ma i fondi vengono erogati agli Enti locali, ovvero i Comuni per conto delle singole Regioni in base al numero di donne residenti tra i 18 e i 67 anni. Tale aiuto è riconosciuto ed erogato con lo scopo di coprire le spese e per assicurare alle donne vittime di violenza e in difficoltà economiche il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
- autonomia abitativa;
- percorso scolastico e formativo per i figli o le figlie minori;
- acquisizione di un’autonomia personale a seguito di episodi di violenza.
Istituito dal Decreto Rilancio, il reddito di libertà è finanziato con le risorse del “Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza”, reso operativo dal DPCM del 17 Dicembre 2020.
Previsto inizialmente come una misura per fronteggiare gli effetti del Covid, dopo l’emergenza il Fondo è divenuto strutturale, ma le risorse continuano a essere stanziate annualmente. Per l’anno in corso la Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 5,5 milioni di euro, dimezzando i fondi rispetto ai 11 milioni di euro garantiti nel 2025.
REQUISITI REDDITO DI LIBERTÀ
Il reddito di libertà può essere richiesto dalle donne vittime di violenza, sole o con figli minori a carico, già seguite dai centri anti violenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali locali. Le destinatarie devono poi rispettare i seguenti requisiti:
- essere residenti nel territorio italiano;
- essere cittadine italiane o comunitarie o, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno;
- aver intrapreso un percorso di fuoriuscita della violenza presso i centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali;
- trovarsi in una particolare condizione di povertà e di vulnerabilità, nonché di “urgenza e di bisogno” che deve essere dichiarata e certificata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale che si sta occupando della donna interessata.
La misura è compatibile con altri strumenti di sostegno come l’Assegno di Inclusione o con altre misure che prevedono la fruizione di denaro a favore dei figli a carico, erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli Enti locali, o di altri sussidi economici a sostegno del reddito (NASpI, CIG ecc.).
NOVITÀ 2026
L’INPS, in attuazione del decreto interministeriale del 17 settembre 2025, ha aggiornato gli importi del contributo che, nel 2026, è aumentato da 500 a 530 euro al mese. Il Reddito di Libertà, però, continuerà ad essere erogato per un massimo di 12 mensilità e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
L’aumento non riguarda soltanto le nuove beneficiarie ma interessa anche molte donne che hanno già ottenuto il beneficio nel corso del 2025.
Infatti, l’INPS con un’apposita ha stabilito che le domande accolte nel 2025 saranno integrate fino al nuovo importo di 530 euro mensili, sempre entro il limite massimo di dodici mensilità e compatibilmente con le risorse disponibili.
L’ordine per i versamenti seguito è il seguente:
- prima saranno completate le integrazioni economiche spettanti alle domande accolte nel 2025;
- successivamente verranno disposti i pagamenti relativi alle domande presentate nel 2026, sempre nel rispetto dei limiti delle risorse disponibili.
L’erogazione resta comunque subordinata alla disponibilità delle risorse statali e regionali destinate al finanziamento della misura. Per questo motivo, anche in presenza dei requisiti richiesti, i tempi di erogazione possono essere lunghi.
L’integrazione sarà finanziata attraverso le risorse statali o attraverso le risorse regionali trasferite per sostenere il Reddito di Libertà. In questo modo viene assicurata una maggiore uniformità del sostegno economico riconosciuto alle beneficiarie.
COME FARE DOMANDA
Le interessate in possesso dei requisiti possono presentare domanda dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. La misura infatti è stata confermata “a regime”, il che significa che non ci sono più finestre chiuse come negli anni passati.
Non c’è un canale diretto per fare la richiesta, ma le donne che ne hanno diritto devono rivolgersi ai Servizi Sociali del proprio Comune o a un Centro Antiviolenza riconosciuto, che provvederanno a inviare l’istanza all’INPS per conto loro. Inoltre, non è escluso che gli Enti che gestiscono le istanze, possano prevedere una procedura di domanda online per il Reddito di libertà. Conviene, quindi, chiedere informazioni direttamente agli sportelli locali per sapere qual è la procedura adottata in quel territorio.
In questo caso si fa riferimento al Municipio nel cui ambito è avvenuta la presa in carico da parte del centro antiviolenza e del servizio sociale, a prescindere che in tale Comune la donna abbia fissato la residenza o il domicilio.
Solitamente la domanda deve essere accompagnata da:
- una dichiarazione del centro antiviolenza che attesti il percorso di emancipazione e autonomia della richiedente;
- una certificazione dello stato di bisogno economico rilasciata dal servizio sociale competente.
Dopo di che, il sistema informativo dell’INPS prende in carico la registrazione e procede all’invio di una ricevuta di presentazione all’interessata. Le interessate possono in ogni caso presentare l’istanza avvalendosi di un rappresentante legale o un delegato.
RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI
- Decreto Legge 19 Maggio 2020, n. 34 (Pdf 772 Kb), ossia il Decreto Rilancio;
- DPCM 17 Dicembre 2020 (Pdf 54 Kb) – Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.172 del 20 Luglio 2021;
- il testo finale della Legge di Bilancio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 (GU Serie Generale n.301 del 30-12-2025 – Suppl. Ordinario n. 42).
ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI
E a proposito di aiuti, mettiamo a vostra disposizione l’elenco aggiornato dei bonus attivi nel 2026 e l’approfondimento sull’assegno di inclusione destinato alle persone in difficoltà.
Vi invitiamo inoltre a scoprire tutte notizie in questa pagina sugli aiuti alle persone.
Se volete restare sempre aggiornati vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra newsletter gratuita, al nostro canale Whatsapp e al canale Telegram.
Potete anche seguire il canale TikTok @ticonsigliounlavoro e l’account Instagram.
Seguiteci anche su Google News mettendo una spunta (basta cliccare sul quadratino).
Tanto si parla di questo bonus di libertà….ma i fondi non ci sono .. quando sarà possibile averlo…