Nel 2026 è attivo il bonus ristrutturazione.
La detrazione è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2026 ed è pari al 50% per interventi di restyling nelle prime case e al 36% per le seconde case.
Cambia anche l’importo massimo di spesa detraibile, a seconda che si tratta di abitazione principale o meno. La quota massima infatti spetta solo nel primo caso.
In questo articolo, spieghiamo come funziona, cosa comprende e quali sono le novità.
BONUS RISTRUTTURAZIONE NEL 2026
Il bonus ristrutturazione è una detrazione dall’IRPEF delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria su abitazioni principali.
Previsto dall’articolo 16-bis del DPR 917 del 1986, negli anni tale aiuto è stato modificato a più riprese. La Legge di Bilancio 2026, per l’anno in corso, ha stabilito che l’agevolazione sia calcolata in base alla destinazione d’uso dell’immobile, quindi:
- la detrazione è fissata al 50% delle spese sostenute, con un limite massimo di spesa detraibile pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare;
- l’aliquota scende al 36%, con un tetto massimo di spesa ridotto a 48.000 euro per singola unità.
CHI HA DIRITTO AL BONUS
Hanno diritto al bonus tutti i contribuenti in possesso di determinati requisiti che sostengono le spese per lavori di ristrutturazione su immobili a uso residenziale. Ossia, spetta ai contribuenti che rientrano in una di queste categorie:
- proprietario o nudo proprietario;
- titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- inquilino o comodatario;
- soci di cooperative divise e indivise (i primi in qualità di possessori i secondi in qualità di detentori);
- soci delle società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati;
- imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce (e le imprese familiari alle stesse condizioni).
Avranno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture, i seguenti soggetti:
- il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile;
- il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
- un convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° Gennaio 2016.
In questi ultimi tre casi, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comuni sono intestate al proprietario dell’immobile. La condizione di convivente o comodatario dovrà sussistere al momento dell’invio della comunicazione d’inizio lavori.
Infine, è bene precisare che per usufruire della detrazione completa per le prime case, non sono previsti limiti ISEE.
COME OTTENERE LA DETRAZIONE
Per usufruite del bonus ristrutturazione nel 2026 non è necessario fare una vera e propria domanda, poiché la misura potrà essere fruita semplicemente in fase di dichiarazione dei redditi. Cioè, con la presentazione del modello 730. Lo sconto detraibile andrà suddiviso in 10 quote annuali di pari importo.
Per i lavori rientranti in quelli con obiettivi di risparmio energetico, è poi necessario inviare la comunicazione ENEA per ottenere il bonus. L’obbligo è rivolto soltanto ad alcune tipologie di lavori (sul sito dell’ENEA è specificato quali sono). Ci sono 90 giorni di tempo per inviare la comunicazione ENEA in questa sezione del sito.
COME FUNZIONA
Il bonus funziona mediante una detrazione fiscale dall’IRPEF riconosciuta nella dichiarazione dei redditi, pari al 50% o al 36% delle spese sostenute per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali. Nel bonus rientrano solo i seguenti tipi di lavori, come definiti alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del D.P.R. 380 del 2001:
- manutenzione straordinaria;
- restauro e risanamento conservativo;
- ristrutturazione edilizia;
Invece, gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili sono esclusi.
COSA RIENTRA NEL BONUS RISTRUTTURAZIONE
I lavori edili che danno diritto al bonus al 50% sono quelli previsti dall’articolo 16-bis del TUIR.
Ovvero, le tipologie di interventi ammessi sono:
- manutenzione ordinaria e straordinaria su parti comuni di edifici residenziali;
- ristrutturazioni su singole unità abitative;
- ricostruzione dopo eventi calamitosi;
- realizzazione di autorimesse pertinenziali;
- installazione di impianti per il risparmio energetico o per la sicurezza.
L’aiuto non è cumulabile con altre detrazioni per gli stessi interventi, come quella per la riqualificazione energetica (ecobonus).
QUANDO SCADE
Il bonus per gli interventi di ristrutturazione è valido fino al 31 Dicembre 2026.
RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI
- Articolo 16-bis del DPR 917 del 1986;
- D.P.R. 380 del 2001;
- Circolare n.8/E del 19 Giugno 2025 (Pdf 336 Kb);
- il testo finale della Legge di Bilancio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 (GU Serie Generale n.301 del 30-12-2025 – Suppl. Ordinario n. 42).
GUIDA AI BONUS CASA NEL 2026
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AIUTI E AGGIORNAMENTI
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