Riforma giustizia e separazione carriere: cosa cambia in 7 punti

Tutto pronto per l’ok finale alla riforma sulla giustizia. Include la separazione delle carriere tra giudici e PM, una nuova Corte disciplinare e la ridefinizione del CSM

magistrati, magistratura

La Camera dei Deputati ha approvato in seconda battuta la riforma costituzionale della giustizia che include la separazione delle carriere.

La norma punta a ridefinire il ruolo dei magistrati, distinguendo tra giudicanti e requirenti e istituendo una nuova Corte disciplinare. Salta però, l’ipotesi del doppio concorso pubblico per l’accesso alla professione.

In questo articolo vi spieghiamo che novità prevede e quando entra in vigore. Mettiamo a vostra disposizione anche il testo della riforma scaricabile.

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COSA PREVEDE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CON LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

La riforma della giustizia introduce diverse novità per i magistrati, in primis la netta separazione della carriere tra magistratura giudicante e requirente. La norma costituzionale, già approvata in seconda deliberazione dalla Camera dei Deputati, per diventare operativa, deve ancora da superare l’ultimo passaggio al Senato per l’ok definitivo. Nel frattempo, vediamo quali altre novità porta con sé questa riforma.

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1) SEPARAZIONE DELLE CARRIERE SCRITTA NELLA COSTITUZIONE

Via alla distinzione tra la carriera dei magistrati giudicanti e quella dei magistrati requirenti. La norma modifica l’articolo 102 della Costituzione, ossia sancisce la distinzione tra la carriera dei giudici e quella dei pubblici ministeri, imponendo che l’ordinamento giudiziario disciplini distintamente i due percorsi. Le regole operative restano quelle già in vigore.

Cioè, il passaggio tra le funzioni è consentito una sola volta nella vita professionale, con limiti di sede, tempo e competenza. La novità non introduce cambiamenti pratici, ma eleva a principio costituzionale la distinzione tra chi giudica e chi accusa, rafforzando l’autonomia delle funzioni e riducendo il rischio di interferenze.

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2) NO AL DOPPIO CONCORSO PUBBLICO

La modifica all’articolo 106 della Costituzione conferma il principio che i magistrati ordinari vengono nominati tramite concorsi pubblici e che i magistrati onorari possono essere designati per funzioni monocratiche. Il testo approvato però, non impone concorsi separati, ma rafforza il principio di distinzione tra le due carriere, mantenendo aperta la Cassazione a figure di alto profilo giuridico, anche esterne alla magistratura ordinaria.

Inizialmente si era parlato di due concorsi d’accesso, ma poi l’ipotesi è stata accantonata, salvo sorprese dell’ultim’ora su cui eventualmente vi aggiorneremo. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.

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3) SI SDOPPIA IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

La riforma sdoppia il Consiglio superiore della Magistratura (CSM). Ovvero, il testo modifica l’articolo 87 della Costituzione che attribuisce al Presidente della Repubblica la presidenza del Consiglio superiore della magistratura. Con la riforma, che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, questo potere viene esteso a due organi distinti:

  • il Consiglio superiore della magistratura giudicante;

  • il Consiglio superiore della magistratura requirente.

Il Presidente continuerà a esercitare la funzione di garanzia e rappresentanza, ma lo farà su entrambi i Consigli, ciascuno competente per una diversa funzione della magistratura.

4) MEMBRI DEI DUE CSM, NUOVE REGOLE DI SELEZIONE

Una novità rilevante riguarda il sistema di selezione dei componenti dei due nuovi CSM. Non saranno più eletti, ma estratti a sorte:

  • un terzo sarà sorteggiato da un elenco di professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esercizio, compilato dal Parlamento in seduta comune;

  • i restanti due terzi saranno sorteggiati tra i magistrati giudicanti e requirenti, secondo criteri e numeri che saranno definiti da una legge ordinaria.

Ogni Consiglio eleggerà il proprio vicepresidente tra i membri sorteggiati e i componenti resteranno in carica per quattro anni, senza possibilità di partecipare al sorteggio successivo.

5) INAMOVIBILITÀ GARANTITA, MA CON DOPPIO CONSIGLIO

La riforma modifica l’articolo 107 della Costituzione e conferma il principio dell’inamovibilità dei magistrati, ma lo coordina con la nuova struttura della magistratura separata. Cioè, d’ora in poi, eventuali trasferimenti, sospensioni o cambi di funzione potranno essere decisi solo dal rispettivo Consiglio superiore. Ovvero, quello giudicante per i giudici, quello requirente per i pubblici ministeri.

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6) CASSAZIONE, ANCHE I PM POTRANNO DIVENTARE CONSIGLIERI

Arriva la possibilità di accedere all’ufficio di consigliere di Cassazione per meriti insigni anche per i magistrati requirenti con almeno 15 anni di servizio.

La designazione, finora riservata al Consiglio superiore della magistratura, sarà affidata al Consiglio superiore della magistratura giudicante, anche per i magistrati del pubblico ministero. In questo modo, si riconosce la piena autonomia della carriera requirente, permettendo l’accesso straordinario alla funzione giudicante di legittimità, al pari di professori universitari e avvocati iscritti agli albi speciali.

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7) GIUSTIZIA DISCIPLINARE, NASCE L’ALTA CORTE

Una novità importante è la creazione dell’Alta Corte disciplinare, un organo indipendente della magistratura composto da 15 membri tra giuristi e magistrati esperti, che si occuperà esclusivamente dei procedimenti disciplinari. Le sue decisioni potranno essere impugnate solo al suo interno, con giudici diversi da quelli del primo grado. I membri restano in carica 4 anni, senza rinnovo. Chi ne fa parte non può ricoprire incarichi politici o professionali, per garantire imparzialità.

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QUANTO ENTRA IN VIGORE

La riforma dell’ordinamento giurisdizionale entrerà in vigore probabilmente entro il 31 Dicembre 2025, ma i suoi effetti saranno visibili almeno a un anno dalla sua approvazione. Ricordiamo che è stata approvata in seconda battuta alla Camera il 16 Settembre 2025, ma solo dopo l’approvazione definitiva del Senato, sarà promulgata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

C’è però da dire che attuarla sarà tutt’altro che facile. Come chiarito anche nell’articolo 8 della riforma, ci vorranno almeno 12 mesi per rendere operativa la separazione delle carriere nella magistratura. Entro un anno dall’entrata in vigore della legge, il Parlamento dovrà aggiornare le normative che regolano il Consiglio superiore della magistratura, l’ordinamento giudiziario e la giurisdizione disciplinare.

Nel frattempo, fino all’approvazione delle nuove leggi attuative, continueranno ad applicarsi le norme vigenti. Quindi, quando ci saranno delle novità, vi aggiorneremo. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.

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TESTO RIFORMA DELLA GIUSTIZIA E SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

Mettiamo a vostra disposizione il testo integrale (Pdf 197 Kb) della riforma titolata “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato alla Camera dei Deputati e in discussione al Senato dal 19 Settembre 2025.

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Ricordiamo che sono in arrivo Concorsi per la Magistratura Tributaria 2025 2026 per 576 posti.  Se volete sapere, invece, quali sono le altre selezioni pubbliche aperte a breve in questo settore e non solo, vi consigliamo di leggere questo articolo.

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Scritto da Valeria Cozzolino - Giornalista, esperta di leggi, politica, Pubblica Amministrazione, previdenza e lavoro.
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