Anche nel 2026 è possibile attivare l’apprendistato professionalizzante per i detenuti.
L’estensione di questo tipo di contratto ai detenuti ammessi al lavoro esterno o alle misure alternative alla detenzione mira a favorire il reinserimento sociale e professionale attraverso percorsi formativi qualificanti.
Con il decreto sicurezza, infatti, le prestazioni svolte sono ora esplicitamente riconosciute ai fini curriculari e formativi, facilitando la spendibilità delle competenze acquisite una volta terminata la pena.
In questo articolo vi spieghiamo come funziona, a chi si rivolge e quando si può attivare.
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE PER I DETENUTI
L’apprendistato professionalizzante è stato esteso a detenuti assegnati al lavoro esterno e ai condannati internati ammessi alle misure alternative alla detenzione (come definiti dall’articolo 21 della Legge 26 luglio 1975, n. 354). La modifica normativa è stata introdotta dal Decreto sicurezza 2025 convertito in Legge, le cui disposizioni sono valide nel 2026.
Ricordiamo che l’apprendistato professionalizzante, anche detto “contratto di mestiere”, è un contratto di lavoro a tempo indeterminato destinato alle persone che hanno un’età compresa tra i 18 e i 29 anni, con età minima che scende a 17 anni per coloro che sono in possesso di una qualifica professionale.
Ma vediamo nel dettaglio come funziona per i detenuti e gli internati.
COME FUNZIONA
Il contratto di apprendistati per detenuti e gli internati segue le regole dell’apprendistato professionalizzante previste per la generalità dei lavoratori, per cui prevede un periodo di formazione che può durare fino a 3 anni, estesa a 5 per determinate professioni artigianali, definite di volta in volta dai CCNL di categoria.
La formazione è suddivisa in due parti:
- una parte pratica, svolta direttamente in azienda, sotto supervisione;
- una parte teorica per un massimo di 120 ore nell’arco di 3 anni, che mira a fornire competenze di base e trasversali.
Al momento il Decreto sicurezza 2025 convertito in Legge ha stanziato le risorse per garantire la sostenibilità del programma nel tempo, incentivando il reinserimento sociale e lavorativo di queste categorie.
SGRAVI CONTRIBUTIVI E “LEGGE SMURAGLIA”
Per questo tipo di contratto, è stata confermata la riduzione del 95% delle aliquote previdenziali e assistenziali per le aziende che assumono detenuti.Tale sgravio, precedentemente limitato alle attività interne agli istituti o alle cooperative sociali, è ora esteso anche alle attività lavorative svolte all’esterno degli istituti penitenziari da parte di imprese pubbliche o private.
In caso di ex detenuti (assunti durante la detenzione) i benefici fiscali e contributivi per i datori di lavoro mantengono efficacia per i 18 mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo (o 24 mesi se il lavoratore non ha beneficiato di semilibertà o lavoro esterno).
GUIDA ALL’APPRENDISTATO
Per approfondire, vi consigliamo di leggere la nostra guida sull’apprendistato. Inoltre è interessante scoprire come funzionano nel dettaglio:
- apprendistato professionalizzante:
- apprendistato di primo livello;
- apprendistato di alta formazione e ricerca;
- apprendistato nella Pubblica Amministrazione.
Per conoscere tutte le agevolazioni attive e quelle in arrivo, visitate la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone, famiglie e lavoratori.
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