C’è tempo fino al 15 settembre 2026 per richiedere il bonus destinato alla libere professioniste e ai liberi professionisti che operano in Toscana.
La Regione Toscana ha infatti pubblicato il Terzo Avviso pubblico per il finanziamento di voucher formativi individuali, finanziato con il Programma Regionale FSE+ Toscana 2021-2027, che consente di ottenere un contributo fino a 2.996 euro arrotondato, praticamente pari a quasi 3.000 euro, per frequentare corsi di aggiornamento, specializzazione e percorsi finalizzati allo sviluppo di nuove competenze.
L’iniziativa punta a rafforzare la competitività dei professionisti toscani, con particolare attenzione all’innovazione tecnologica, digitale, organizzativa e ambientale, elementi sempre più determinanti per rimanere competitivi sul mercato.
Di seguito vediamo chi può richiedere il bonus, quali corsi sono finanziabili, quanto spetta e come presentare la domanda.
COS’È IL BONUS PER LIBERI PROFESSIONISTE DELLA TOSCANA
Il voucher formativo è un contributo a fondo perduto promosso dalla Regione Toscana nell’ambito del PR FSE+ Toscana 2021-2027, approvato con il decreto dirigenziale n. 15493 del 10 luglio 2026 e pubblicato sul BURT n. 29, parte III, del 22 luglio 2026.
La misura rientra in Giovanisì, il progetto della Regione per l’autonomia dei giovani, anche se possono partecipare professionisti fino a 67 anni.
L’obiettivo è sostenere economicamente la partecipazione dei professionisti a percorsi di formazione che consentano di:
- aggiornare le competenze professionali;
- acquisire nuove conoscenze specialistiche;
- migliorare le prospettive lavorative;
- favorire l’innovazione tecnologica e digitale;
- rafforzare competenze organizzative, gestionali e ambientali.
L’incentivo è rivolto esclusivamente alla formazione individuale e rappresenta uno strumento per aumentare la qualificazione professionale senza dover sostenere integralmente il costo del corso.
Il voucher è concesso in regime de minimis, con intensità dell’aiuto al 100%: alla domanda va quindi allegata l’apposita dichiarazione sugli aiuti già ricevuti, pena l’esclusione.
A QUANTO AMMONTA
L’importo massimo riconoscibile è pari a 2.995,63 euro, calcolato secondo il sistema delle Unità di Costo Standard (UCS) previsto dal Regolamento delegato (UE) 2023/1676.
In particolare:
- il valore riconosciuto è di 26,51 euro per ogni ora di formazione;
- il contributo è finanziabile fino a un massimo di 113 ore di formazione;
- le ore vengono considerate esclusivamente in modo intero, senza frazionamenti.
Facendo il calcolo: 113 ore × 26,51 euro = 2.995,63 euro.
Il contributo viene riconosciuto anche nel caso di formazione a distanza sincrona, che può coprire fino al 100% del monte ore, mentre non sono finanziabili:
- le ore di stage;
- la formazione in modalità FAD asincrona, cioè fruibile senza collegamento in tempo reale.
CHI PUÒ RICHIEDERE IL BONUS
Il voucher è destinato alle libere professioniste e ai liberi professionisti che svolgono attività intellettuale. Possono presentare domanda:
- professionisti con partita IVA individuale, ovvero coloro che possiedono una Partita IVA intestata esclusivamente al richiedente;
- professionisti associati che esercitano in studi associati, nelle Società tra Professionisti (STP), in altre forme societarie previste per l’esercizio delle professioni regolamentate, anche se non possiedono una partita IVA individuale.
Il bando individua tre categorie di beneficiari:
- professionisti iscritti agli Ordini (sia ordini che collegi professionali);
- professionisti iscritti alle associazioni presenti nell’elenco previsto dalla Legge n. 4/2013 oppure riconosciute ai sensi della Legge Regionale Toscana n. 73/2008;
- iscritti alla Gestione Separata INPS, purché risultino iscritti espressamente come liberi professionisti. Su questo punto l’avviso è netto: l’iscrizione deve riportare tassativamente la classificazione di libera professionista o libero professionista, pena l’esclusione. La Regione invita a verificare la propria posizione prima di inviare la domanda, perché è un errore che non si può sanare dopo.
Non è invece ammessa la domanda presentata nella forma di impresa individuale: la misura si rivolge alla persona fisica che esercita un’attività intellettuale, non all’impresa.
REQUISITI RICHIESTI
Oltre ai requisiti professionali, è necessario rispettare alcune condizioni personali. Il richiedente deve:
- essere residente oppure domiciliato in un Comune della Toscana;
- avere almeno 18 anni e non aver superato i 67 anni;
- non aver riportato condanne definitive che impediscano di contrattare con la Pubblica Amministrazione.
Per chi non risiede in Toscana, la Regione può richiedere documentazione che dimostri il domicilio nel territorio regionale.
Tutti i requisiti devono essere posseduti già alla data di presentazione della domanda.
QUALI CORSI POSSONO ESSERE FINANZIATI
Il voucher finanzia percorsi formativi finalizzati all’aggiornamento professionale. Tra gli obiettivi principali rientrano:
- innovazione digitale;
- nuove tecnologie;
- transizione ecologica;
- sostenibilità ambientale;
- organizzazione aziendale;
- gestione dello studio professionale;
- sviluppo manageriale;
- competenze specialistiche.
L’intento della misura è favorire una crescita professionale continua, permettendo ai professionisti di affrontare con maggiori competenze i cambiamenti del mercato del lavoro.
Non basta però che il contenuto sia coerente: l’avviso ammette solo quattro tipologie di percorsi, individuate in base a chi li eroga:
- corsi di formazione e aggiornamento professionale erogati da enti accreditati dalla Regione Toscana, a condizione che il singolo corso sia anche riconosciuto dalla Regione;
- corsi erogati da Ordini, Collegi e associazioni professionali, o da soggetti da questi accreditati o autorizzati, anche a livello nazionale dai Consigli nazionali;
- corsi erogati da provider accreditati ECM per l’educazione continua in medicina;
- singola annualità delle Scuole di specializzazione riconosciute dal Ministero dell’Università e della ricerca, corsi di perfezionamento e specializzazione delle Università e degli Istituti AFAM riconosciuti dal MUR, master di primo e secondo livello erogati dagli stessi soggetti.
La durata dei percorsi può variare ma, in linea generale, i corsi devono concludersi entro 12 mesi dalla data di avvio. Fanno eccezione i master e l’ultimo anno delle Scuole di specializzazione, che possono avere una durata maggiore, purché non superino comunque i 18 mesi.
COME FARE DOMANDA
Le domande sono state aperte il 23 luglio 2026 e possono essere presentate fino alle ore 12:00 del 15 settembre 2026 esclusivamente dal diretto interessato.
La procedura è telematica e prevede la compilazione del “Formulario di presentazione interventi individuali FSE”, a cui è possibile accedere da questa pagina, cliccando alla voce “Accesso Cittadini” dopo essersi autenticati con SPID, CIE o CNS.
Oltre al modulo di domanda servono la dichiarazione sugli aiuti in regime de minimis e l’atto unilaterale di impegno, tutti sottoscritti dal richiedente con firma digitale oppure con firma autografa accompagnata dalla copia di un documento d’identità.
La domanda è soggetta a imposta di bollo, che si paga esclusivamente attraverso l’apposita funzione presente sulla piattaforma.
Serve infine un indirizzo di posta elettronica ordinaria attivo, perché è lì che la Regione invia le comunicazioni, comprese le eventuali richieste di integrazione: chi non risponde nei termini vede la domanda dichiarata inammissibile.
Ogni professionista può presentare una sola domanda, per un unico percorso formativo.
IL BANDO E I DOCUMENTI UFFICIALI
Il testo integrale dell’avviso è l’allegato A del decreto dirigenziale n. 15493 del 10 luglio 2026 ed è pubblicato, insieme a tutta la documentazione, in questa pagina del sito della Regione Toscana.
Nella stessa pagina si trovano anche i dodici allegati, tra cui i tre che servono per candidarsi (domanda di finanziamento, dichiarazione de minimis e atto unilaterale di impegno) e quelli per la gestione e la rendicontazione del corso, oltre alle FAQ e a un vademecum sul bando.
Per richieste di informazioni la Regione indica il numero verde di Giovanisì 800 098 719, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.00, e l’indirizzoinfo@giovanisi.it. Per i problemi tecnici sulla procedura online il riferimento è il numero 800 688 306.
COME FUNZIONA LA GRADUATORIA
Questo non è un bando a sportello. Le domande ammissibili vengono valutate da un nucleo di valutazione e messe in graduatoria, e le risorse vengono assegnate seguendo l’ordine dei punteggi fino a esaurimento dei 2,5 milioni disponibili.
Non sono previsti finanziamenti parziali: il voucher si ottiene per intero o non si ottiene.
Il punteggio massimo è 50 e si compone così:
- fino a 30 punti per la tipologia di percorso: 30 punti a master e Scuole di specializzazione, 20 ai corsi universitari e AFAM, 15 ai corsi riconosciuti dalla Regione Toscana, 10 ai corsi di Ordini, Collegi, associazioni e provider ECM;
- fino a 10 punti per la coerenza del percorso con l’attività professionale svolta;
- 5 punti a chi non ha compiuto 40 anni alla data di presentazione della domanda;
- 5 punti a chi risiede o è domiciliato in uno dei Comuni della cosiddetta Toscana Diffusa, cioè le aree interne e montane individuate dalla delibera del Consiglio regionale n. 10 del 12 marzo 2025.
Sono finanziabili solo le domande che raggiungono almeno 20 punti su 50. A parità di punteggio precede il professionista più giovane.
La graduatoria va approvata entro 90 giorni dalla scadenza, quindi entro metà dicembre 2026, e viene pubblicata sul BURT, sulle pagine del PR FSE+ e sul sito di Giovanisì. La pubblicazione sul BURT vale come notifica per tutti.
COME VIENE PAGATO IL CONTRIBUTO
Il voucher non viene anticipato. L’erogazione avviene infatti in un’unica soluzione a saldo, dopo la conclusione del percorso formativo.
L’importo viene determinato sulla base delle ore effettivamente frequentate e certificate dall’ente che ha organizzato il corso.
Il calcolo segue una formula precisa: Ore di formazione effettivamente svolte × 26,51 euro. Ad esempio:
- 60 ore frequentate danno diritto a 1.590,60 euro;
- 80 ore consentono di ottenere 2.120,80 euro;
- 113 ore permettono di raggiungere il contributo massimo di 2.995,63 euro.
Se il numero di ore svolte è inferiore rispetto a quello autorizzato, anche il contributo sarà ridotto proporzionalmente.
ALTRI AIUTI DESTINATI AI LIBERI PROFESSIONISTI
E a proposito di incentivi per chi desidera mettersi in proprio o lavora come libero professionista, vi consigliamo di leggere come funzionano:
- gli incentivi per l’autoimpiego nel Centro Nord Italia;
- gli incentivi per l’autoimpiego green e digital;
- Resto al Sud 2.0, per chi vuole avviare un’attività nel Mezzogiorno.
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